Il Corriere di Tunisi 
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  Prima Pagina

 

Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 668 – 45 [nuova serie] giugno

 

nostri  problemi

 

Il "no" al trattato di Lisbona, sentenziato dalla maggioranza degli Irlandesi, non faciliterà né il rilancio delle istituzioni della UE, né la prossima presidenza francese. Inutile dire che, oltre alle riserve del presidente Kheddafi, anche il progetto euro-mediterraneo caldeggiato da Sarkozy, sembra, prima del suo lancio nel luglio prossimo, avere "du plomb dans l'aile". Ed è un grandissimo peccato.

In un mondo sempre più globalizzato ed interdipendente, premiare l'egoismo e favorire la passione sulla ragione, è sempre un errore. Sarà molto interessante conoscere le proposte di soluzione a breve, medio e lungo termine, che saranno avanzate dai "tenants du pouvoir".

Nel mondo ed in Africa in particolare, si aggravano le tensioni e l'uscita dal tunnel non sembra vicina.

In Tunisia, prosegue intensa l'attività di governo e responsabili per superare l'impatto delle crisi economica mondiale. Priorità al sociale ed alla realizzazione degli ambiziosi progetti programmati nel XI° piano quinquennale. Il che non impedisce al presidente Ben Alì di seguire attentamente gli sviluppi e l'impatto dei vari progetti mediterranei e mondialistici.

 

Nostri specifici problemi

Il 19 giugno, assemblea generale (non elettiva) della CTICI, come già scritto, riferiremo. Il 29 giugno, assemblea generale (elettiva) del CIT. Il presidente della SS Aurora risponde in parte alle nostre domande, potrà essere occasione di dibattito futuro. Scuola, Istituto italiano di Cultura, Dante Alighieri, concludono i loro cicli di istruzione ed esami, e festeggeranno la fine dell'anno scolastico.

Dopo molti anni il Corriere riprende, come già precedentemente annunciato,  e con la sponsorizzazione dell'Ambasciata d'Italia, della Dante Alighieri, dell'Istituto italiano di  Cultura, della Fondazione Anna Lindh, del Circolo Italiano, della Fondazione Orestiadi e della SS Aurora, le sue iniziative socio-culturali : dal 23 al 28 giugno, tutta una serie di manifestazioni illustreranno "la Settimana del Dialogo", ne diamo ampio risalto nel "dossier" di questo numero. Parteciperanno Marco Fedi e Antonio Randazzo, rappresentanti nel  Parlamento italiano della nostra circoscrizione.

Pubblichiamo anche l'intervista rilasciata da Stefania Craxi, ringraziandola per le sue parole confermando che contiamo fermamente, soprattutto perché, come noi, è profondamente italo-tunisina, su quanto potrà essere fatto per il consolidamento e lo sviluppo dei rapporti di amicizia tra i nostri due paesi.

Al sottosegretario Mantica, incaricato del non facile compito di gestire i problemi degli italiani nel mondo, ci permettiamo di ricordare le promesse di far sì che sia riparata la "cancellazione" della Tunisia nelle strutture del CGIE e collaterali e sia effettivamente rilanciata la vita associativa in questo paese di antica, passata, presente e futura  partecipazione alla vita e agli eventi euro mediterranei.

Ripetiamo la nostra speranza di non continuare ad essere "vox clamans in deserto" e fidiamo fermamente nei nostri rappresentanti nel  Parlamento italiano per far sentire la nostra voce e le nostre istanze che spesso coincidono  con quelle degli italiani ed oriundi italiani che nel mondo hanno sempre tenuto alto il nome del paese d'origine con il loro lavoro ed i loro sacrifici.

 


 

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 667 – 44 [nuova serie] giugno

 

 

 

nostri  problemi

 

Nel mondo, purtroppo , nulla di nuovo salvo che le stagioni : primavera, estate, autunno, inverno anziché susseguirsi al ritmo annuo, lo stanno facendo al ritmo quasi quotidiano. In Italia il governo Berlusconi vuol subito fronteggiare le emergenze del paese ma si trova confrontato a tante amare , seppur note problematiche difficoltà. Solo punto per lui positivo non dovrà lottare con una opposizione distruttiva ma lo speriamo con degli avversari costruttivi. Il Ministro Frattini ha conferito le deleghe a Stefania Craxi, Alfredo Mantica e Vincenzo Scotti, i nostri auguri di buon lavoro. In Tunisia proseguono gli investimenti di notevole entità per le infrastrutture e lo sviluppo avveniristico del paese. Sempre intenso il dialogo tra le parti sociali.

 

I nostri specifici problemi.

Abbiamo incontrato l’Ambasciatore D’Andria il quale ci ha promesso le risposte circostanziate ai quesiti circa, tra l’altro, la mancata possibilità di cittadini iscritti all’AIRE di votare. Chiediamo pazienza ai lettori e li rimandiamo al prossimo numero. Riprendiamo le nostre interviste ai caposaldi dell’associazionismo italiano in Tunisia. Il Presidente del CIT Franco Nigro , risponde dettagliatamente alle nostre domande. Pubblicheremo successivamente l’intervista al presidente della Società Sportiva Aurora, "la quale per informazione dei nostri lettori é stata fondata ben prima del CIT e cioé nel già lontano 1957". L’Assemblea Generale Ordinaria non elettiva della Camera Tuniso-Italiana di commercio ed industria é stata convocata per il 19 Giugno prossimo all’Hotel Concorde; all’ordine del giorno: rapporto morale, rapporto finanziario, rapporto dei revisori dei conti, quitus agli amministratori. I problemi della CTICI da alcuni anni a questa parte e soprattutto dopo il trasferimento nella nuova sede sono molti e complessi. L’ultimo CA eletto, ci risulta dibattersi in non poche difficoltà . Alla volontà di ambizioso decollo si contrappone una apparente controvolontà con la conseguente paralisi del sodalizio. Ci auguriamo che dai lavori del 19 giugno sia fatta, per i soci e soprattutto per chi come noi ha vissuto di persona le attività dalla sua fondazione negli anni ’70 e precedentemente quando era Camera Italiana di Commercio ed Arti , (fondata nel 1893) dal 1950 al 1970, la dovuta chiarezza sulle intenzioni degli attuali amministratori sul divenire di questo importante organismo che molto ci preoccupa. Ne riparleremo dopo l’Assemblea in questione. E’ vero, come diceva un caro amico e fedele lettore i "nostri problemi" sono una quasi eterna ripetizione da quando esiste questa rubrica. E’ vero come é vero che , in genere, uomini e donne si lavano la faccia ogni mattina. Noi abbiamo sempre stoicamente sostenuto che non vi sono problemi ma solamente soluzioni. Ma quando queste non si trovano rimangono i problemi. In questi ultimi anni dal 2003 e cioé da quando il COMITES/Tunisi, in particolare, é stato soppresso ed i suoi beni ed archivi consegnati alla cancelleria consolare quel poco di vita associativa che sopravviveva in questo paese é andato spegnendosi. Vedremo se l’azione congiunta di quanti non vogliono rassegnarsi all’oscuramento definitivo di questa vita associativa (sulla quale quotidianamente ricercatori di alto livello desiderano indagare sul "glorioso" passato) possa come diceva Trilussa "dopo la tempesta un seme che ci resta basta per far rinascere la foresta". E’ il nostro augurio per le nuove generazioni, é troppo triste sprofondare nell’anonimato, nell’egoismo totale, nell’individualismo più sfrenato, in poche parole adagiarsi come Luigi XV°, le bien aimé, affermando "apres moi le deluge". Un richiamo per concludere. Vi ricordiamo che comunicati ed avvisi debbono pervenirci al più tardi il 5 ed il 20 del mese per poter essere pubblicati in tempo e che il giornale, soprattutto in questa nuova veste, più costosa, richiede il massimo aiuto dei nostri sostenitori e abbonati oltre ai sacrifici dei suoi collaboratori.

 



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 666 – 43 [nuova serie] maggio

  

nostri  problemi

 

Anche questo numero esce con qualche giorno di ritardo, dovevamo attendere la composizione del nuovo governo Berlusconi e la scontata fiducia della Camera e del Senato.

I toni sono stati pacati nell’assieme e apparentemente costruttivi: è un gran bene. Pubblichiamo in altra parte i nominativi del 4° governo Berlusconi e quelli del governo ombra del Partito Democratico.

Alle parole debbono subito seguire i fatti ed i primi urgenti problemi da risolvere sono sicurezza e spazzatura. Non é poco. Seguiranno l’attuazione e la realizzazione delle promesse fatte al Paese il 13 e il 14 aprile scorsi.

Nel mondo le catastrofi naturali si aggiungono tragicamente a quelle quotidiane alle quali impotenti assistiamo. Cina ed ex Birmania le più colpite. Mentre la prima si apre agli aiuti internazionali, nella seconda la giunta militare sembra voler fare da sé con il rischio di far morire milioni di persone per tema di vedere scalfito un ingeneroso potere dittatoriale.

In Tunisia continua l’attiva volontà del Presidente Ben Ali e di tutta la compagine ministeriale nonché di tutti i responsabili di mandare avanti il Paese e fronteggiare la non facile situazione del momento. Siamo stati lieti di apprendere la nuova nomina dell’ex ministro Hermassi al quale rinnoviamo i nostri auguri e le nostre felicitazioni. Le trattative sociali continuano intense ma non pochi ostacoli dividono dirigenti sindacali e rappresentanti degli imprenditori. Tutto questo mentre i prezzi delle materie prime e del petrolio salgono alle stelle.

 

I nostri specifici problemi

Abbiamo praticamente completato la ristrutturazione dei locali operativi del giornale e ricostituito un’ « équipe » redazionale dinamica ed efficiente. Ripartiamo con entusiasmo per una nuova stagione, ne parliamo in altra parte. Certo la nostra personale partecipazione sarà sempre più quella di portare il contributo di una vecchia, longeva e sofferta esperienza.

Ad maiora e ampio successo alla giovane squadra.

Non avendo ancora ricevuto risposta ufficiale ai quesiti posti dai nostri connazionali qui residenti, iscritti all’AIRE e che non hanno potuto votare, rimanderemo al prossimo numero la questione. Sarà comunque difficile rinviarla nuovamente. Perché intanto non sottoporre a tutti i residenti iscritti all’AIRE un questionario per conoscere il loro parere sulla rinascita ed il funzionamento del futuro COMITES? E’ secondo noi un’idea da scavare e per attuarla si potrebbe costituire una consulta ad hoc. Ne riparleremo.

Riprenderemo presto la pubblicazione delle interviste fatte agli assi portanti della collettività e certamente queste ultime settimane che precedono il periodo di vacanze estive saranno utilmente utilizzate sia per il rilancio dell’associazionismo sia per la costituzione e/o l’elezione del prossimo COMITES TUNISI, il quale dovrà nuovamente svolgere il suo importante contributo coordinatore.

Per concludere non vorremmo continuare ad essere la « vox clamans  in deserto» né tanto meno finire come Cassandra la quale, come ben sapete, dopo aver per anni messo in guardia i Troiani finì schiava di Agamennone…

 


 

Il Corriere di Tunisi inizia una nuova rubrica di lettere e testimonianze della comunità italiana in Tunisia.

Il giornale vuole riaffermare ancora una volta il suo ruolo di voce e testimone degli sforzi, delle vittorie, delle difficoltà della nostra comunità. Lo spazio sarà aperto anche a quanti , in Italia e nel Mediterraneo cercano spazio per un dialogo sereno ed improntato al rispetto e all’apertura reciproca.

L’iniziativa si colloca nel contesto di un "restyling" stesso del Corriere, che sta ripensando e rivalutando il suo ruolo oltre cinquantennale  di patrocinatore del dialogo e di promozione della cultura, proprio nell’anno del Dialogo Interculturale. Come potrete vedere nel nostro dossier con la “Settimana del Dialogo Interculturale”, inizia una serie di iniziative che saranno direttamente organizzate e promosse dal Corriere in collaborazione con i suoi numerosi partners.

Il Corriere da questo numero vuole cercare di coinvolgere ancora di più la comunità di italiani presente sul territorio tunisino, vi invitiamo quindi a scriverci per segnalare iniziative, eventi, raccontare storie, proporre tematiche di vostro interesse.

Lo stesso invito viene rivolto anche  agli amici in Italia e nei paesi vicini .

Scriveteci numerosi a: corriereditunisi@planet.tn

o direttamente dal link presente sul nostro sito:

www.corriereditunisi.it

 

Manuelita  Scigliano

 



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 665 – 42 [nuova serie] maggio

  

 nostri  problemi

 

Questo giornale va in macchina con qualche giorno di ritardo; lo chiudiamo infatti il 5 maggio anziché il previsto 30 aprile, dopo l’elezione in Italia dei presidenti del Senato e della Camera dei deputati, ma prima che il presidente Napolitano inizi le sue formali consultazioni e affidi  l’incarico al vincente delle ultime elezioni:  Silvio Berlusconi.

Parliamo ancora di ricadute dell’ultima campagna elettorale e pub­blichiamo alcune opinioni in merito.

In Tunisia la visita del presidente francese Sarkosy è stata eclatante e lascia bene augurare sull’avvenire, lo sviluppo ed il rilancio del patto euro-mediterraneo alquanto sopito in questi ultimi anni. Il presidente Zine El Abidine Ben Alì ha centrato nel suo discorso del primo maggio il punto focale del maggior numero di cittadini del paese e cioè: il caro vita e l’aumento sempre più sproporzionato del prezzo del petrolio e delle materie prime, sopratutto quelle agricole. Il Capo dello Stato ha promesso di aumentare il salario minimo garantito in modo da alleviare il bilancio delle famiglie meno abbienti ed ha dato mandato al primo ministro di seguire con i responsabili dell’UTICA e UGTT le discussioni sociali per il rinnovo dei contratti triennali in scadenza il 30 aprile 2008.

Con questo numero riprendiamo le interviste con i responsabili delle varie strutture che costituiscono gli assi portanti della nostra collettività. Il preside della scuola italiana risponde alle nostre domande.

Avvicinandosi il mese di giugno, periodo abitualmente dedicato alle assemblee generali, siano esse limitate all’approvazione dei bilanci (Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria) sia al rinnovo parziale del proprio consiglio (un quinto) Società Italiana di As­sistenza) sia al rinnovo e conferma delle cariche sociali (Circolo Italiano Tunisi, Società Sportiva Aurora), sarebbe opportuno che gli amministratori e presidenti in carica informino con sufficiente anticipo i soci delle date alle quali convocheranno le predette assemblee generali e statutarie.

D’altra parte dobbiamo accertare che siamo più di 3000 iscritti all’AIRE e che le promesse di Danieli siano mantenute dal prossimo responsabile degli italiani nel mondo facendoci uscire dal purgatorio nel quale gli italiani di Tunisia sono stati chiusi dal 2003 quando fu sciolto il COMITES/TUNISI (solo eletto in Africa escluso il Sud-Africa). Seguiremo con estrema attenzione l’evolversi di questa situazione e ne riferiremo passo dopo passo ai nostri lettori.

Per concludere presto daremo a quanti ci hanno scritto, segnalato per telefono, posta elettronica, ecc le difficoltà che hanno incontrato, malgrado la regolare iscrizione all’AIRE a esercitare il proprio diritto di voto e ricevere per tempo la dovuta documentazione, le risposte (lo speriamo) le più esaurienti possibili ai loro legittimi quesiti.



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