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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


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- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 829 - 181 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

L'annuncio di un rimpasto ministeriale del governo tunisino voluto dal governo di Youssef Chahed, accolto con una certa freddezza da parte di alcune formazioni  politiche, ha toccato 18 ministeri. È quindi un'operazione che tocca in profondità la struttura del governo e che ci interroga sul significato politico di questo cambiamento, in un contesto di possibili tensioni sociali dovuto ad un rincaro notevole della vita, ad una disoccupazione giovanile crescente, ad una corruzione diffusa ed a un dialogo sempre più teso tra le varie formazioni politiche. Il rimpasto potrà portare il tanto atteso respiro alla Tunisia, alla vigilia delle elezioni del prossimo anno che si annunciano molto complesse?

La Tunisia riuscirà ad uscire dall'impasse politica, etica ed economica nella quale si trova oggi? Le formazioni politiche non sono molto rassicuranti nella misura in cui vi è un sempre maggiore divario tra politici e popolazione e dal momento che le opposizioni che dovrebbero avere un ruolo regolatore, sono spesso troppo deboli o vivono al loro interno troppe divergenze per costruire alternative credibili. Certo questi schemi li ritroviamo in molte altre realtà ma la posizione geografica della Tunisia, circondata da Paesi del tutto instabili o potenzialmente instabili la rende molto più vulnerabile.

In questo difficile contesto la visita del Presidente del Consiglio Conte potrà essere un'opportunità per un sostegno effettivo alla Tunisia?

Conte ha ribadito il suo appoggio alla Tunisia, unico Paese della regione che sta realizzando il percorso virtuoso ma difficile della democrazia ed ha invitato il Presidente tunisino Caid Essebsi alla conferenza di Palermo sulla Libia che vedrà attorno allo stesso tavolo le varie fazioni e rappresentanti libici tentare di uscire dalla guerra senza tregua che vive questo martoriato Paese.

La visita di Conte fa seguito ad una serie di incontri tra ministri italiani e tunisini, ultima delle quali quella del ministro Salvini che ha visto come temi principali terrorismo, migrazione e cooperazione. Un incontro con la collettività italiana si è svolto presso la residenza d'Italia nella quale il Presidente Conte ha ribadito il sostegno del governo alle imprese ed alla diffusione della lingua e cultura italiane in Tunisia.

Se c'è una forte disponibilità dell'Italia nei confronti della Tunisia, la Tunisia si aspetta che l'Italia rinnovi la conversione del debito già avvenuta dopo la visita di Caid Essebsi a Roma nel 2017 così come una partecipazione dell'Italia al progetto di sviluppo di El Mahdeth, nel Sahara tunisino.

L'Europa ed in particolare l'Italia stanno spingendo la Tunisia ad accettare sul suo territorio dei centri di controllo per migranti che abbiano funzione di smistamento tra i richiedenti asilo politico e quelli che emigrano per questioni economiche, facendo un distinguo difficile da percepire: come si possono separare le esigenze economiche da quelle politiche? La frontiera tra economia e politica è infatti molto labile e le distinzioni opinabili.

La Tunisia, ostile al progetto di avere sul suo territorio già fragile centri di sbarco e di pre-smistamento per migranti che vogliono recarsi in Europa, potrà reagire alle forti pressioni che subisce non solo dall'Italia ma dall'UE? La Tunisia non ha ancora votato la legge sull'asilo e probabilmente tarda a votarla proprio a causa della sua manifesta ostilità a diventare una piattaforma di sbarco per migranti diretti in Europa, cosa che, al contrario, risolverebbe i problemi degli sbarchi dei Paesi rivieraschi europei, spostando più a sud le frontiere degli arrivi dei candidati all'emigrazione. In altre parole, si vorrebbe spostare i centri d'accoglienza nei Paesi nordafricani ma la Tunisia può diventare la piattaforma degli sbarchi per evitare questi valzer degli Stati che fanno ballare pericolosamente navi di migranti da un porto all'altro? La società tunisina potrebbe essere in grado di risolvere la difficile questione degli sbarchi in Europa?

Diffidenze politiche, sociali, culturali ed economiche se non psicologiche si frappongono quando parliamo del fenomeno migratorio attuale che diventa di conseguenza una posta in gioco politica piuttosto che un vero problema da dibattere. Il fenomeno della migrazione al quale noi assistiamo non può essere in effetti un problema dibattuto solo in chiave nazionale e non può essere appannaggio di sole forze politiche contrarie o favorevoli che ideologizzano una problematica che va ben oltre i meri schieramenti.

Secondo noi, sarebbe necessario fare una vera riflessione ed indire una conferenza tra Paesi per dibattere seriamente della questione.

Se la Tunisia ha virtuosamente votato la legge contro la discriminazione razziale, un plauso particolare va alla Sede Centrale della Dante Alighieri a Roma che ha revocato dopo 80 anni l'atto di espulsione dei soci ebrei a seguito delle leggi razziali del 1938. Una giornata di studi intitolata ''La cultura italiana, la Società Dante Alighieri e l'antisemitismo italiano'' è stata organizzata proprio alla Dante a cura del suo Presidente Riccardi e da Gabriele Rigano, dell'Università per stranieri di Perugia, alla presenza di alcuni dei discendenti di quegli ebrei espulsi, ai quali è stato consegnato un diploma che dichiara i loro parenti soci perpetui, appunto revocandone l'espulsione, avvenuta a suo tempo sotto la presidenza di Felice Felicioni, chiamato a fascistizzare la Società. Un atto dovuto e che onora la Dante Alighieri!

 


 


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 828 - 180 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

Piogge devastatrici in questo fine settembre si sono abbattute in Tunisia, in particolare nella regione di Nabeul dove la fragilità delle infrastrutture fognarie, l’abusivismo, l’accumulo di rifiuti hanno ulteriormente aggravato i danni dovuti alle piogge torrenziali. Diceva il nostro Machiavelli che per evitare lo straripare dei fiumi, occorre costruire gli argini altrimenti saremo sempre in balia della “fortuna”, ossia del caso. Ma come passare dalla fortuna alla virtù e cioè dal subire al prevedere, dal fato alla ragione? Abituati all’immediato, all’istantaneo fruire ci allontaniamo dagli effetti che un’azione qualsiasi può produrre nei tempi lunghi o anche medi a scapito del nostro futuro ma anche del nostro pensare. Certo, sappiamo che a una causa non corrisponde necessariamente un effetto poiché possono esserci molteplici cause e molteplici effetti, ma la volontà di cancellare l’effettualità dal nostro orizzonte mentale mette a rischio la nostra capacità di valutare le cose e ci trascina verso un opinionismo emotivo che occulta la/le direzioni del nostro orizzonte sociale, politico, economico, culturale e scientifico.

Il rischio è anche quello di diluire la ragione nello straripamento passionale della/e propagande che qua e là fioriscono nel mondo e che mettono a repentaglio una delle più alte conquiste della modernità, ossia la libertà dell’individuo, quando si preferisce “coltivare l’apparenza” fino ad immaginarci “che è verità”. In Tunisia, così come in Italia, la malattia dell’istantaneo agire, tocca in profondità il corpo malato della nazione. La politica del “giorno per giorno” finisce con l’annebbiare il nostro stesso presente. Il mese d’ottobre è per fortuna ricco d’avvenimenti culturali, dall’Ottobre musicale, alle Giornate Internazionali del Cinema di Cartagine, alla Settimana della Lingua Italiana con un ricco programma proposto come ogni anno dall’Istituto Italiano di Cultura.

Ha ripreso anche dal 2 ottobre alla Dante Alighieri l’appuntamento bimensile del giovedì al Cineforum che quest’anno ha per tema il cinema e la letteratura. Visite politiche hanno segnato la ripresa delle attività dopo la pausa estiva con in particolare la visita del ministro Matteo Salvini al suo omologo tunisino Hichem Fourati per discutere dell’emergenza migratoria, tema caro al ministro italiano, in vista di concordare un piano d’azione per ridurre l’emigrazione clandestina. Un incontro mattutino del ministro Salvini con gli imprenditori italiani in Tunisia, prima delle visite istituzionali previste, si è svolto presso la Residenza d’Italia.

Per i nostri specifici problemi: un incontro con la collettività organizzato dal Comites, in presenza dell’Ambasciatore d’Italia, Lorenzo Fanara si è svolto nel mese di settembre ad Hammamet. Seppur con passionalità mista a risentimento e a rancore, i partecipanti alla riunione, per lo più pensionati stabilitisi in Tunisia negli ultimi anni, hanno evidenziato problematiche e disagi a cui le nostre autorità di riferimento si sono mostrate sensibili. Riteniamo però che questi incontri, seppur nei limiti della buona educazione, siano molto utili per superare diffidenze ed avvicinarsi maggiormente alla nostra così diversificata collettività. Ottobre è da sempre, nella coscienza collettiva, il segno della ripresa ed anche dei buoni propositi che poi nel tempo possono o meno essere mantenuti: speriamo che la Tunisia, sempre più affossata da interessi di parte, si rimetta seriamente al lavoro per cominciare ad uscire da questo vortice discendente nel quale rischia sempre di più d’essere inghiottita!

 


 


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 827 - 179 - [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

Avevamo un sogno: costruire un Mediterraneo di pace, di cultura e di civiltà!

Pensavamo che le storie dei popoli che vi si affacciano, seppur diverse, avessero dei comuni denominatori e che proprio su questa diversa/simile storia si dovesse ri-costruire, re-inventare, re-immaginare, ri-pensare le nostre radici per un futuro che, nonostante le evidenti difficoltà ed ostacoli, avrebbe ermesso di creare le basi per un’identità mediterranea.

Oggi questo sogno si sta ulteriormente frantumando e le frontiere liquide che dividono popoli e stati diventano sempre più granitiche e sono sostituite sempre maggiormente dalle frontiere della paura, dell’insicurezza, della violenza come se l’internazionalizzazione dei popoli oggi si esprimesse solo attraverso manifestazioni di forza e di terrore. Una delle prime conseguenze di questo diffuso ma variegato (chi peggio, chi meglio) sentimento di insicurezza e di panico per alcuni popoli (vedi gli ultimi fatti libici, il peggioramento della situazione mediorientale, la crisi turca, le emergenze umanitarie ecc.) è che questo ci faccia credere che il nostro solo rifugio, il nostro solo salvacondotto sia la chiusura e la conservazione.  Valori identitari a sfondo etnico o/e religioso in funzione della nostra posizione geografica in questo ”mare di mezzo” si sviluppano dandoci l’illusione di proteggerci dalle minacce del mondo. Ma da sud a nord, da est ad ovest del Mediterraneo i nostri destini sono incrociati e le nostre barriere storiche, umane, religiose, etniche, culturali, sociali ed economiche sono ceneri al vento se non abbiamo, anche nella bufera, il coraggio di ripensare, da tutte le sue rive, ad una ricostruzione o anche ad una costruzione (per chi crede che un mondo mediterraneo non sia mai esistito) di un’identità che ci dia la coscienza che solo mescolando le nostre carte potremo salvarci! Per parafrasare Macbeth nel “Castello dei destini incrociati” di Calvino, diremo come lui “Sono stanco che il Sole resti in cielo, non vedo l'ora che si sfasci la sintassi del Mondo, che si mescolino le carte del gioco, i fogli dell'in-folio, i frantumi di specchio del disastro.”

Avevamo un sogno: lo stiamo realizzando! Da anni accumuliamo storie, documenti, libri, giornali… che raccontano la storia della collettività italiana documenti che non erano però pubblici. Con il Comites abbiamo presentato un progetto d’archivio della memoria italiana in Tunisia al Ministero degli Esteri italiano. Grazie all’aiuto fattivo di S.E. l’Ambasciatore d’Italia Lorenzo Fanara ed alla sua équipe, abbiamo ottenuto fondi per poter realizzare questo progetto. Ne riparleremo nel prossimo numero più ampiamente chiamando sia la vecchia che la nuova collettività a collaborare attraverso testimonianze scritte o orali che possano man mano permetterci di costruire un materiale vivo della memoria italiana da aggiungere a quello storico, in parte già in nostro possesso. Terremo sia sulla pagina del Comites che sulle colonne del nostro giornale un aggiornamento del nostro operato così come delle spese alle quali andremo incontro. Intanto questa notizia ci conforta poiché nel nostro piccolo contribuiremo a creare questa memoria comune alle due sponde del Mediterraneo grazie all’insostituibile aiuto di chi ha creduto nell’importanza del progetto.

Il Comites inoltre comunica ai connazionali residenti ad Hammamet che il venerdì  21 settembre alle ore 17, nella sala conferenze di un albergo, “La Résidence Hammamet” avenue Bourguiba, in pieno centro, si terrà un incontro con la collettività in presenza di SE l’ambasciatore d’Italia, Lorenzo Fanara e dei membri del Comites.

Nel dibattito si affronteranno varie questioni tra le quali quelle che definiscono le modalità di rapportarsi alle istituzioni ed al Comites in particolare come cassa di risonanza delle esigenze della collettività nei suoi rapporti con l’Autorità italiana. Sarà anche distribuito in quest’occasione un vademecum per i pensionati.

Una notizia triste per tutti coloro che l’hanno conosciuto o semplicemente votato: si è spento in questi giorni Raouf Benguisa, membro eletto e tesoriere del Comites, dopo una lunga e dolorosa malattia. Essendo in chiusura del giornale, il Comites pubblicherà un suo ricordo nel prossimo numero, ma intanto esprimiamo a nome del nostro giornale, del Comites e di tutti i suoi amici le nostre più meste condoglianze ad Annamaria di Curzio, sua moglie ed a sua figlia Sara.

 



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