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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 811 – 162 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

“E quando, superando l'orizzonte del vecchio continente, si abbracci in una visione di insieme tutti i popoli che costituiscono l'umanità, bisogna pur riconoscere che la federazione europea è l'unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici e americani possano svolgersi su una base di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l'unità politica dell'intero globo.” Così scriveva Altiero Spinelli nel suo Manifesto di Ventotene scritto con Ernesto Rossi nel 1941 nel quale mostrava come l’espressione suprema del nazionalismo ossia il totalitarismo poteva essere combattuto solo attraverso la creazione di una federazione europea, unica garante della pace in Europa.

In un contesto di generalizzato euroscetticismo e di tentazioni nazionaliste, il Manifesto di Spinelli va riletto anche se contestualizzato alla nostra realtà odierna e senza occultare i problemi che il modello attuale dell’Europa pone per la creazione di uno spazio comune in cui il cittadino possa riconoscersi senza considerare, come spesso è il caso oggi, che l’Europa costituisca un freno piuttosto che un incentivo allo sviluppo. In questa crisi generalizzata delle istituzioni e dei suoi rappresentanti occorre certamente dare un soffio nuovo al progetto europeo mentre abbandonarlo sarebbe mortifero per tutti.

Come diceva un secolo prima di Spinelli Giuseppe Mazzini siamo destinati “ad organizzare un'Europa di popoli, indipendenti quanto la loro missione interna, associati tra loro a un comune intento".

Proprio per riaffermare la volontà europea si sono riuniti a Roma i capi di governo dei 27 paesi dell’UE per festeggiare i 60 anni del Trattato di Roma, tra speranza e contestazione.

Nella loro dichiarazione i 27 hanno ribadito “l’indivisibilità” dell’Europa ed “il suo avvenire comune” riconoscendo il fatto che pur seguendo una stessa direzione, i ritmi per conseguire uno stesso risultato possano essere diversi da paese a paese. I capi di Stato europei presenti nella Capitale hanno ribadito gli impegni presi nel 1957, nonostante il brexit del Regno Unito e le sue possibili conseguenze negative sull’Europa, siglando questi nuovi concetti per l’UE.

Gentiloni nel suo discorso ha affermato che se dal 57 il mondo è cambiato ed anche le attese occorre ridinamizzare l’Europa. In effetti “La globalizzazione coi suoi effetti positivi e i suoi complessi squilibri, le minacce del terrorismo internazionale, la più grave crisi economica dal dopoguerra, i grandi flussi migratori e un ordine mondiale più instabile ci hanno dimostrato che la storia è tutt’altro che finita. All’appuntamento con questo mondo cambiato, l’Europa si è presentata con troppi ritardi. Sull’immigrazione, la sicurezza, la crescita, il lavoro. Non possiamo – ammoniva Jean Monnet – “fermarci quando attorno a noi il mondo intero è in movimento”. Purtroppo lo abbiamo fatto. Ci siamo fermati. E questo ha provocato una crisi di rigetto in una parte della nostra opinione pubblica, addirittura maggioritaria nel Regno Unito. Ha fatto riaffiorare chiusure nazionalistiche che pensavamo consegnate agli archivi della storia. Ecco il vero messaggio che deve venire dalle celebrazioni di oggi. Abbiamo imparato la lezione: l’Unione riparte. E ha un orizzonte per farlo nei prossimi dieci anni.”

In Tunisia, sebbene la libertà di coscienza sia iscritta nella costituzione, continuano ad imperversare appelli liberticidi con le dichiarazioni del Presidente del consiglio degli imam durante una conferenza stampa tenutasi il 6 aprile a Tunisi nella quale ha rivendicato la dissoluzione di associazioni in difesa dei diritti degli omosessuali, la promozione di un turismo religioso, la chiusura dei locali notturni e l’interdizione della vendita di alcolici. A queste limitazioni palesi della libertà di coscienza hanno fatto eco la chiusura a El Jem di un punto di vendita di alcool e la condanna ad un anno di prigione di un disc jockey britannico il quale aveva inserito l’appello alla preghiera nei suoi missaggi musicali. Inquietante!

 Il 9 aprile si festeggia in Tunisia la Festa dei Martiri per ricordare la strage commessa nel 1938 dalle autorità coloniali contro gli indipendentisti tunisini ed in Italia il 25 aprile si festeggia la Liberazione, una data da non scordare anche in concomitanza con i festeggiamenti del Trattato di Roma.

Si festeggia il 16 aprile la Pasqua cristiana e dall’ 11 al 19 aprile gli ebrei festeggiano Pesah, la pasqua ebraica. A tutti i credenti il nostro augurio di pace e serenità.

 


 


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 810 - 161 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

L’avvenuta scissione del Partito Democratico (e non solo) ci consegna un’immagine politica frastagliata dell’Italia dopo un decennio e più di sforzi dei militanti e dei vecchi partiti nel tentare di fondersi in entità più grandi e più rappresentative. Saranno i suoni ammagliatori delle sirene della proporzionale alle prossime elezioni che spingono tutti a cercare un posto al sole ed un potere di contrattazione? Per noi che abbiamo sempre creduto nell’unità nella differenza è certamente una sconfitta!

Ma forse queste divisioni sono sintomatiche di separatismi che vanno ben oltre il Partito Democratico italiano: assistiamo in effetti un p' dappertutto in Europa ed altrove ad un rinnovato interesse per protezionismi, identità particolari e del particolare, ad un bisogno di trinciarsi dietro a delle specificità che esse siano economiche, culturali, religiose, politiche od altro che sempre di più ci conducono verso la coltivazione nel nostro orticello. Aldilà dei giudizi di valore che questo bisogno di definirsi e di delimitarsi vuole indicarci, appare chiaro oggi che l’idea di unità plurale sia fortemente in crisi.  Nuovi interessi, fallimento di una certa idea di cittadinanza, crisi del progetto europeo, tensioni tra globalizzazione e nazionalismi, nuovo corso della politica americana ci portano verso nuove frammentazione del mondo.  

Inutile dire che il rischio della parcellizzazione dei nostri spazi possa condurci alla guerra di tutti contro tutti!

Per quello che riguarda i nostri specifici problemi si fa sempre maggiormente sentire nella nostra collettività un bisogno di chiarezza con le autorità di riferimento tunisine al fine di capire meglio le scelte del paese di residenza sia in ambito economico che sociale. Molti gli imprenditori che oggi si chiedono se vi è ancora un interesse ad investire in Tunisia ma soprattutto che chiedono maggior chiarezza d’intenti nelle politiche economiche. Proprio per poter rispondere a queste inquietudini il Comites Tunisia insieme alle varie realtà italiane che si occupano del settore sta organizzando per i primi d’aprile un incontro con gli imprenditori italiani per capire quali sono le problematiche degli italiani in questo settore e come si possa agire perché le nostre autorità ne siano i portavoce rispetto al governo tunisino.

Proprio nel momento in cui la visita del Presidente Caïd Essebsi in Italia ha visto consolidarsi ulteriormente i rapporti tra Tunisia e Italia ci sembra che un’attenzione maggiore alla collettività qui operante sia quanto mai doverosa!

Il mese di marzo è non solo simbolo di ritorno della primavera ma anche e soprattutto il mese in cui si festeggia(e non solo speriamo!) la Festa della Donna. A tutte le donne l’augurio di un’effettiva parità sociale, economica, culturale ed affettiva!



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 809 - 160 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

La visita del Presidente Caid Essebsi in Italia mercoledi 8 e giovedi 9 febbraio riflette un forte consolidamento delle relazioni tuniso-italiane. Accompagnato dal Ministro degli Esteri Khemais Jhinaoui, dal Ministro dell’Economia e della Cooperazione Internazionale Fadhel Abdelkafi, del Ministro del Turismo Selma Elloumi Rekik questa visita di due giorni dovrebbe permettere la firma di una serie di accordi sia in ambito economico che culturale ma anche di affrontare le questioni politiche che legano i due paesi nell’analisi della questione mediterranea nella quale i due paesi sono fortemente implicati.  L’incontro con il Presidente Mattarella, con il Presidente del Consiglio Gentiloni con il Presidente del Senato Grasso e della Camera Boldrini ed il discorso di Caid Essebsi al Senato sono egualmente segnali forti dell’Italia nei confronti della Tunisia. Questa visita, la prima di un Presidente tunisino dal 2011 ed a sessant’anni dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due paesi  è un’opportunità non solo per potenziare e diversificare le relazioni tra i due paesi ma anche per esaminare la questione della migrazione dei tunisini in Italia e della Libia. Sono più di 200.000 in effetti i tunisini in Italia e da,un punto di vista numerico, sono la collettività più importante in Europa. Il Presidente Essebsi patrocinerà un Forum economico per rafforzare ulteriormente gli investimenti in Tunisia con la firma di accordi di cooperazione. La cooperazione culturale e universitaria che aspettano da anni un rinnovo degli accordi tra i due paesi saranno oggetto di discussione con  la firma di accordi bilaterali che dovrebbero potenziare  i rapporti . Molto attesi dalla comunità scientifica, in particolare dagli italianisti e non solo, al fine di creare tra i due paesi non solo un ponte economico e politico ma anche culturale la firma di questa convenzione segnerà la ripresa di una cooperazione che negli ultimi anni era rimasta in secondo piano.

In Tunisia si è commemorato il 6 febbraio la morte del militante Chokri Belaïd, ucciso quattro anni fa davanti a casa sua. La forte emozione suscitata dall’omicidio di Belaid nell’opinione pubblica tunisina  e la presa di coscienza della necessità vitale per la Tunisia di una transizione democratica è stata in parte suscitata dalla reazione della società civile a questo primo assassinio politico del dopo rivoluzione. La non risoluzione del caso, a quattro anni della morte del leader politico, continua per a pesare negativamente sulla reale voloontà della giustizia di trovare i colpevoli. Se, in effetti, si sa che l’uccisione di Belaïd fu di matrice terroristica islamica, la non risoluzione del caso permette all’opinione pubblica di pensare che forse connivenze politiche stanno dietro la sua morte il che alimenta in molti forti sospetti sull’imparzialità delle indagini.

La decisione di creare una commissione che indaghi sulla costituzione delle reti terroristiche e sul loro finanziamento in Tunisia, votata dal Parlamento, se avrà poteri effettivi, potrebbe in tal senso permettere anche di aiutare a far chiarezza sulla morte di Belaid.

Una buona notizia invece riguarda i diritti delle donne in Tunisia:  la modifica dell’articolo 227 bis che permetteva ad uno stupratore di evitare la prigione qualora sposasse la vittima. Gli emendamenti alla legge dovrebbero in effetti impedire tale pratica totalmente contraria ai più elementari diritti ed al contrario condannare lo stupratore ad una pena che varierà tra i vent’anni di reclusione ad una reclusione perpetua in caso di recidiva.

In questi giorni si festeggia San Valentino che, sebbene il significato non sia originariamente quello che è diventato oggi, è la festa degli innamorati e in questo contesto di inquietudine, di insicurezza e di violenza riaquista un valore simbolico del tutto positivo ed al di là del suo attuale valore consumistico!

Molte le attività culturali segnano questo mese di febbraio in Tunisia ed in particolare il  terzo convegno internazionale di studi mediterranei che avrà come tema “Sicilia insularità e identità mediterranee” che si svolgerà il 20, 21, 22 febbraio all’Istituto di Cultura. Organizzato dall’ Università della Manouba e dall’AISLLI con il sostegno dell’IIC, questo convegno multi-disciplinare ed internazionale spazia dalla letteratura alla storia, dall’architettura alla migrazione, dalla lingua allo sguardo dell’altro. Da non mancare egualmente la presentazione dell’ultimo romanzo di Marinette Pendola il 17 alla Dante Alighieri.

 


 


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