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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 868 – 220 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Dopo una giostra politica che ha visto proporre e poi ritirare una lista di nomi candidabili alla Presidenza della Repubblica italiana, la riconferma del Presidente Mattarella e la sua sofferta accettazione a seguito del suo manifestato desiderio di ritirarsi a vita privata, ha provocato sospiri di sollievo ed ulteriore ammirazione per una persona che ha saputo anteporre lo Stato inteso come espressione della volontà generale alla sua volontà personale. Il suo gesto ha destato in tutti (o comunque nella maggior parte) non solo consenso, ma rispetto ed ammirazione. Sergio Mattarella è stato rieletto Presidente della Repubblica con 759 voti cioè con una percentuale altissima all'altezza della stima di cui gode. Lo ha deciso il Parlamento con l'ottava votazione, stabilendo così il bis del Capo dello Stato uscente. Questo risultato è stato possibile grazie all'accordo tra tutti i partiti (eccetto quello della Meloni). Il 3 febbraio nel giorno del giuramento al Parlamento, il Presidente Mattarella, nel suo seguitissimo discorso ha ribadito alcuni valori tra cui il senso della responsabilità che lo ha spinto ad accettare "questa nuova ed inattesa chiamata". Egli ha rinnovato il suo impegno a garantire i "diritti" secondo i principi e le norme della Costituzione e ha ribadito le priorità del Paese che si riassumono in quelle sanitarie, economiche e sociali. Per rendere fattive queste priorità, occorre assicurare la diffusione massima della vaccinazione, accompagnare la ripresa economica, per non renderla "effimera", "di progettualità, di innovazione, di investimenti nel capitale sociale, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese". Il Presidente Mattarella ha quindi esortato all'unità degli italiani per poter costruire un Paese del dopo emergenza, attento a colmare le diseguaglianze "territoriali e sociali", attento alla costruzione di un futuro per i giovani, preservando anche le ricchezze naturali e patrimoniali della Nazione. Nel ribadire il ruolo dell'Unione Europea e dell'Italia per la costruzione di "una politica di pace" in cui il dialogo deve privilegiare gli schieramenti politici ed economici diversi per non assistere come in passato alla "disintegrazione dell'Europa" lacerata da conflitti e guerre, è necessario quindi puntare su una ridefinizione del ruolo che deve assumere l'UE, permettendole di essere "protagonista nella comunità internazionale". Il Mediterraneo non può neanche essere escluso dalle preoccupazioni dei popoli europei poiché "ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e medio-orientale".

Occorre anche una riflessione sul funzionamento della democrazia poiché "un’autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione. L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte". Riflettere sul senso e sulle forme di quello che noi chiamiamo "democrazia", evitando che se ne raggiri il funzionamento, sono gli scogli che dobbiamo superare per salvaguardarla e rafforzarla; per questo "è cruciale il ruolo del Parlamento, come luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile." È necessario quindi un grande "rigore" per la salvaguardia dell'autonomia della Magistratura e la necessità di riformarla "superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario".

Il Presidente Mattarella ha di seguito salutato il lavoro svolto dalle Forze Armate come strumenti di pace, il Corpo Diplomatico e gli italiani all'estero che rappresentano l'italianità nel mondo senza dimenticare l'operato di Papa Francesco e di tutti coloro che hanno saputo dare un'immagine di qualità dell'Italia tra cui la compianta attrice Monica Vitti e quella Presidente dell'Assemblea parlamentare UE, David Sassoli.

Infine il Presidente Mattarella ha ribadito la necessità di rivolgere la nostra attenzione a colmare le disparità sociali, di genere, di origine religiosa ed etnica, generazionale, tra chi è portatore di handicap e chi non lo è, in nome della nostra comune "dignità" che deve essere il nostro presupposto etico senza il quale non vi è posto per una democrazia. Egli ha concluso affermando che siamo "noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica."

Anche in Tunisia il Presidente Saied è stato protagonista della vita politica delle ultime settimane, in particolare attraverso la discussa decisione di sciogliere il Consiglio Superiore della Magistratura e di firmare, dopo pochi giorni, un decreto per la creazione di un CSM provvisorio che sostituirà il precedente. Il Presidente tunisino, di fronte alle manifestate preoccupazioni, sia a livello nazionale che internazionale, ha ribadito il suo rispetto per l'indipendenza della giustizia ma che, proprio in virtù di una reale indipendenza, occorre "purgare" il Paese da tutte le sue forme di corruzione e per realizzare questa "ripulitura" del sistema è necessario ripristinare un apparato giudiziario in cui "tutti i cittadini siano eguali di fronte alla legge". Anche il Presidente Saied ha evocato la dignità del cittadino tunisino per giustificare la dissoluzione del CSM poiché "da molti anni, delle pendenze giudiziarie non sono state risolte da giudici che hanno preteso l'indipendenza senza esserlo e che hanno goduto di un'autorità onnipotente." L'imparzialità dei giudici è stata messa in discussione visto che molti sono i dossier con le prove che certi giudici hanno ricevuto una controparte finanziaria per "risolvere" o "insabbiare" pendenze. Il popolo tunisino è diviso tra l'attesa speranzosa che queste misure portino a ridare credibilità allo Stato e la paura di un ritorno a forme di autoritarismo che, accentrando tutti i poteri nelle mani di uno solo, rischia di compromettere il processo democratico. Se quindi da una parte si lotta per l'instaurazione di una giustizia imparziale e pulita dall'altra si rischia la perdita della sua indipendenza! Dilemma con il quale si dovrà confrontare nei prossimi mesi lo Stato tunisino di fronte anche alle sue richieste di fondi internazionali destinati a colmare il deficit del suo bilancio.



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 867 – 219 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Il 2022 è stato accolto con gioia e speranza da tutti noi! Vi sarà un ritorno alla normalità dopo due anni di chiusure, di distanziamenti, di paure di contaminazioni, di code per vaccinarsi, di grattacapi per ottenere il greenpass, di prassi complesse per poter viaggiare e di infiniti test?

Purtroppo i segnali non sono all’altezza delle nostre speranze: tra quelli che contestano la vaccinazione anti-covid, utilizzando anche forme violente di rifiuto, tra quelli che cominciano a dubitare di una vaccinazione ad infinitum e tra coloro che se ne fanno una ragione, la pandemia s’inventa nuove varianti che, più o meno letali, ci costringono a riadottare le misure di prevenzione e di protezione che speravamo venissero allentate!

In Europa la situazione dei contagi si espande a macchia d’olio ed anche in Tunisia, dove poco si rispettano le regole di protezione e molte scuole sono state chiuse, dopo aver riscontrato molti casi di contagio! Ne usciremo fuori o dovremo convivere a lungo con questa pandemia malefica?

Se gli scambi virtuali si stanno imponendo con forza è anche vero che, specie nel settore dell’educazione, l’insegnamento a distanza sta causando gravi danni in particolare nei giovanissimi. Un bambino che inizia, in effetti, il suo percorso scolastico, impara attraverso l’apprendimento alla socializzazione! L’uscita dal guscio familiare significa confrontarsi, esporsi, dialogare, giocare con l’altro. Solo nella sperimentazione collettiva, si può sviluppare la coscienza della nostra propria individualità! Come potrà crescere un bambino privato del necessario confronto con i suoi coetanei e con maestri che gli diano nuove indicazioni e nuovi percorsi didattici? Non parliamo poi degli insegnanti, specie per coloro che insegnano ai giovanissimi (e non solo) per cui il contatto in presenza rende viva la loro lezione ma soprattutto adattabile al pubblico che hanno di fronte, dando loro la possibilità di modularla e di riformularla finché venga assimilata. Per esperienza personale so che una lezione può essere più o meno interessante in funzione del rapporto di complicità che si instaura tra insegnante e studenti e questo feeling si verifica solo in presenza. L’insegnamento virtuale ci induce alla passività e, specie nei bambini, provoca carenze importanti!

In tutto questo, la situazione economica ne soffre molto e se non ci inventiamo nuove forme di scambi, le condizioni collettive ed individuali continueranno a peggiorare! Il grande disagio economico (salvo per le grandi società farmaceutiche) che questa pandemia sta causando, sta di fatto contaminando la nostra percezione del mondo: un mondo globalizzato in cui la restaurazione delle frontiere/barriere ci sta rinchiudendo nei confini delle nostre Nazioni che però non sono più in grado di assicurarci il minimo indispensabile per un minimo benessere! In tutto questo s’incrementano ideologie nazionaliste e discriminatorie che ci allontano sempre più da quello che ci sembra essere l’abc dell’umanità: il confronto tra noi e gli altri, tra essere e divenire, tra similitudine e diversità!

In Tunisia, l’arresto di alcuni membri del partito di Ennadha, divide la popolazione. Chi considera che siano all’origine del disagio economico odierno, chi pensa che abbiano favorito il terrorismo, specie attraverso l’aver facilitato, negli anni in cui erano al potere, l’invio di giovani a battersi in Siria, a fianco dell’ISIS, chi li considera colpevoli di avere svuotato le casse dello Stato, creando una rete di clientelismo o al contrario chi denuncia in questi arresti un attacco alla democrazia ed il preludio all’instaurazione di uno stato totalitario!

La revisione della Costituzione del 2014 è anche soggetta a molte inquietudini ed interrogativi: quali sono gli articoli incriminati, sarà rivista nella sua integralità o solo parzialmente, quale sarà la ripartizione dei poteri, il ruolo del presidente della repubblica, del parlamento, del modello elettorale? Tutti questi interrogativi creano un’attesa ed un’incertezza nel prossimo futuro che non aiuta a rassicurare in particolare il mondo economico che sembra essere più incline ad osservare la situazione politica venutasi a creare piuttosto che rimboccarsi le maniche per tentare di salvare o di attenuare la crisi socio-economica che sta investendo il paese e che paralizza molti settori!

Mentre il giornale era in chiusura, con grande cordoglio, abbiamo appreso della morte di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, per una malattia che aveva colpito il sistema immunitario. Per aver avuto il piacere di conoscerlo, era una persona allegra e solare, piena di attenzione e di empatia verso il suo prossimo! Una grande e grave perdita per tutti!

 


 


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 866 – 218 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Come non evocare la canzone del nostro compianto Dalla, alla vigilia del 2022, quando scrive: “l'anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va. Si esce poco la sera compreso quando è festa e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra e si sta senza parlare per intere settimane…”

In effetti, tra ripresa del Covid 19, nuove e vecchie varianti, nuovi e vecchi confinamenti, nuove e vecchie chiusure, tra tensioni internazionali e giochi perversi di chi utilizza la disperazione dei popoli come arma politica, sacrificando vite e speranze, nell’indifferenza quasi generale, questo “anno che verrà” non ci manda molti segnali positivi.

In Tunisia continua la suspense nel prossimo futuro: chi lo aspetta con speranza, chi con inquietudine chi con malcelata ansia, ma nell’insieme il degrado sociale diventa sempre più palese ed a questo si aggiunge un ulteriore rallentamento del meccanismo istituzionale ed amministrativo che, voluto o no, dà un sentimento di insicurezza per chi deve necessariamente confrontarsi con le varie strutture burocratiche. Le ultime dichiarazioni del Presidente della Repubblica tunisina hanno allarmato molte sensibilità politiche, sindacali ed economiche: la decisione di proseguire il congelamento del Parlamento sino a prossime elezioni legislative nel 2023, poi anticipate a fine 2022, di cambiare la data della rivoluzione tunisina dal 14 gennaio al 17 dicembre, di indire un referendum per cambiare la costituzione ha suscitato molte perplessità.

Per quello che ci riguarda direttamente, la visita prevista del ministro Di Maio spero dia agli italiani il regalo di Natale tanto atteso e cioè la decisione di togliere il confinamento obbligatorio in Italia per chi ha completato il ciclo vaccinale in Tunisia, con due o tre dosi, decisione che andrebbe nel senso delle reiterate richieste degli italiani qui residenti.

Le elezioni del Comites nel mondo hanno dato tra l’altro, come ci aspettavamo, risultati estremamente deludenti. D’altra parte le procedure complesse decise dal governo hanno certamente contribuito al disinteresse generale. Ce ne rammarichiamo molto poiché questo ha significato un’ulteriore emarginazione degli italiani all’estero.

In Tunisia, siamo stati tra i Paesi in cui proporzionalmente ci sono stati più votanti anche se le cifre rimangono estremamente basse. Non credo sia dovuto al disinteresse ma alla macchinosità delle procedure per poter votare.

Delle tre liste che si erano presentate, la prima (Unione Italiani in Tunisia) ha avuto 7 eletti, la seconda (Cime) ne ha avuto 2, la terza (Indipendenti e Uniti) 3.

Il 10 dicembre i dodici eletti sono stati convocati in ambasciata dove hanno eletto il Presidente, il Segretario e tre membri del Direttivo (il più votato dei tre è diventato Vice Presidente) che è quanto segue: Sandro Fratini, Presidente, Silvia Finzi Segretario, Antonino Trimarchi Vice Presidente, Roberto D’ascia e Giuseppe Garozzo.

Auguriamo al prossimo Comites di poter operare in armonia con le varie sue varie componenti e sensibilità per il bene di tutti gli italiani qui residenti!

Buone e serene feste ed abbonatevi al vostro giornale!

 


 


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 865 – 217 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

La Tunisia è sotto choc dopo l’aggressione di un liceale ai danni di un suo professore. Quest’ultimo è stato infatti preso a coltellate dal suo alunno. Subito è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale in gravi condizioni. Questo episodio richiama alla nostra memoria il terribile crimine commesso in Francia, l’anno scorso, contro un insegnante di storia.

La violenza nella scuola è un tema che purtroppo oggigiorno è sempre più ricorrente e aldilà dell’orrore che tali aggressioni e crimini suscitano, sarebbe ora di fare una vera riflessione sull’educazione.

Ritengo che, al di là di coloro che affermano che sia il lassismo a produrre questi effetti, il problema sia in realtà da cercare altrove. Le società odierne hanno negato il valore conoscitivo, critico ed educazionale della scuola, hanno deriso e pauperizzato gli intellettuali, hanno demonizzato la cultura facendo implicitamente passare il messaggio che non serve a nulla, che la vita sia altro, che l’istruzione sia una perdita di tempo o peggio che la mobilità sociale non dipenda dal livello educativo. I ragazzi non rispettano i loro insegnanti perché non credono nel valore dell’educazione e della conoscenza ed anche in forme estreme ed estremistiche, sono solo il riflesso della nostra società. È un problema che quindi va affrontato diversamente, ripensando i valori ed il senso che il mondo sta veicolando e che richiede ovviamente una più approfondita riflessione.

Nel mondo, dopo il vertice del G20 che si è tenuto a Roma il 30 e 31 ottobre, ha fatto seguito la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, COP26, a Glasgow, dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, sotto la presidenza del Regno Unito che si sta svolgendo, tra speranze e delusioni, anche se lo stato critico del nostro pianeta dovrebbe comportare un cambiamento che veda coinvolti tutti i Paesi.

I lavori del vertice sono stati aperti da Mario Draghi, presidente di turno del G20. I partecipanti, alla chiusura, hanno approvato la Dichiarazione dei leader composta di 61 punti, tra cui quelli relativi allo sviluppo sostenibile, ai Paesi vulnerabili, alla sicurezza alimentare e all’ambiente.

Le posizioni sugli esiti del G20 sono estremamente variegate ed eterogenee: c’è chi ritiene sia stata un successo e chi invece pensa che non vi sia stata nessuna svolta politica ma solo discorsi vuoti e retorici. Difficile in questa complessità distinguere tra verità e fumo negli occhi ma rimane pur certo che solo il coraggio della politica potrà rallentare questo processo di deterioramento ambientale che sempre più creerà disequilibri sociali ed economici nel mondo, con una pauperizzazione dei territori che comporteranno esodi di popolazioni, catastrofi naturali... Senza essere un estremista ecologico, rivedere le strategie mondiali in materia ambientale, diventa una necessità!

Nel mondo si vota per il rinnovo dei COMITES ed anche in Tunisia, dove i cittadini italiani qui residenti superano i 6500 iscritti all’AIRE. Dodici saranno gli eletti che comporranno il futuro Comites. Solo chi si è iscritto entro il 3 Novembre, riempiendo il modulo predisposto e consegnandolo alla nostra ambasciata, a mano o per via telematica, riceverà il plico elettorale. Sappiamo che rispetto a molti Paesi il numero degli iscritti è notevole, il che esprime il desiderio della collettività di partecipare, agire e contare e ciò le fa onore.

Siamo in piena campagna elettorale: ciascuna lista si sta presentando agli elettori usando canali propri, pagine sui social, incontri, mail, invii postali ecc. Auspichiamo che tutte presentino il loro programma in favore della collettività e non contro questa o quell’altra lista o contro questo o quell’altro candidato pur difendendo le proprie posizioni e specificità! Molti si ritroveranno a fianco nel prossimo COMITES e dovranno insieme collaborare per azioni comuni!

Noi del Corriere di Tunisi abbiamo deciso di dare spazio nel giornale a queste prossime elezioni pubblicando il logo, la lista dei candidati, una breve presentazione delle tre liste non per pubblicizzare questa o quella ma per informare i nostri lettori.

Ricordiamo a chi riceverà il plico elettorale dalla seconda metà di novembre che il voto ed il tagliando elettorale nella busta preaffrancata, deve arrivare in ambasciata entro il 3 dicembre per cui consigliamo di rispedirla subito perché possa arrivare in tempo. La busta deve essere rispedita unicamente per via postale.

Controllate la posta e se il plico tarda troppo ad arrivare, sappiate che potete sempre chiedere un duplicato in ambasciata.

BUON VOTO ED IN BOCCA AL LUPO A TUTTI I CANDIDATI!

 


 


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