Il Corriere di Tunisi 
17 utenti on line


 Login
   
    
 Ricordati di me

 Nuova Serie
 ::  Prima Pagina
 ::  Collettività
 ::  Cronaca
 ::  Cultura
 ::  Dossier
 ::  Economia
 ::  Immigrazione-Emigrazione
 ::  In Italia
 ::  In Tunisia
 ::  Lettere
 ::  Nel Mediterraneo-Maghreb
 ::  Scuola-Università
 ::  Sport
 ::  Teatro-Cinema-Mostre
 ::  Tempo Libero
 ::  Zibaldone
 :: locandine

 Anni 2005/2006
 ::  Prima Pagina
 :: Cronaca
 :: Cultura
 :: Dossier
 :: Economia
 :: Immigrazione-Emigrazione
 :: Mediterraneo
 :: Tunisia-Italia

 Utilità
 ::  Link
 :: Cambiavaluta
 :: Google
 :: Mappe
 :: Meteo [ing]
 :: Tempo [fr]
 :: Traduttore [ing]

 Ricerca
  

 ..

 

al sito

 


 .

 

al sito

 


  Prima Pagina

 

Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

video



 780 - 131 [nuova serie]

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

La diplomazia italiana si sta attivando per tentare di uscire dalla crisi mediorientale e libica (con le sue propaggini securitarie ed umanitarie in Tunisia) e  il ministro degli Esteri Mogherini ha fortemente sostenuto l’incontro del Consiglio Affari Esteri dell’UE che si riunirà  nei prossimi giorni,  convocato dall'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton, sulle crisi in Iraq, a Gaza e in Libia. Lo stesso  vice-ministro degli Esteri, Pistelli, dopo il suo viaggio in Iraq ha  ribadito la necessità di aiuti militari che permettano ai curdi di fermare l’onda  mortale che sta sommergendo il paese martoriato già da decenni di guerra affermando in un intervista rilasciato al giornale “Il Mattino" che «L’Italia è pronta a sostenere l’intervento degli Stati Uniti per creare un corridoio umanitario in favore dell’Iraq. Ma non si tratterà solo di iniziative civili, perché il ministro degli Esteri, Mogherini e quello della Difesa, Pinotti, che ho ampiamente informato al mio ritorno da Bagdad, valuteranno anche l`ipotesi di aiuti militari concreti. Il governo curdo ci chiede aiuti militari ed armi per potersi difendere dall`assedio dell`Isis.”

E’ necessaria una politica più chiara e più coesa dell’UE nel Mediterraneo: troppe sono state sino ad oggi le esitazioni, le miopie politiche, le rinunce o gli interventi sbagliati poichè se è vero che l’Europa aveva salutato con romantica attesa le primavere arabe, questo “sturm und drang” ha occultato la realtà di quei paesi che tutto hanno ottenuto salvo la dignità, la libertà e persino la sopravvivenza . Siamo stati in questi mortiferi mesi estivi colpiti dallo stupore dei mass-media di fronte all’inarrestabile ascesa dell’esercito dell’Isis: dai carri armati alle armi automatiche, nessuno aveva visto che un esercito addestrato si preparava ad occupare l’Iraq? Sembra un racconto fantascientifico e chi paga sono sempre i soliti: le minoranze, le donne, i bambini.  Da Gaza a  Bagdad da Bagdad a Damasco da Damasco a Tripoli  è tutt’una veglia per i morti mentre a Tunisi ad ogni colpo di mortaio si teme di essere nella traiettoria dei tiri e tutto questo alla vigilia di elezioni che si annunciano difficili. Ma  cio’ che sta succedendo nel mondo arabo non era prevedibile? Possibile che il canto delle sirene abbia addormentato a questo punto la nostra coscienza critica? Il semestre italiano dell’UE in questo difficile contesto internazionale  accompagnato dalla recessione  economica in corso non sarà “un long fleuve tranquille”.

A Tunisi la lotta per il potere è iniziata in un clima pervaso da minacce terroristiche, incendi dolosi, una malavita sempre più attiva ed una corruzione che ormai sta intaccando tutti i settori di attività ma anche tutti gli strati sociali. Si discute in questi giorni in Parlamento della legge anti-terrorismo e del riciclaggio del danaro sporco ad esso legato. Una discussione non facile malgrado le decine di morti nelle fila dell’esercito nazionale, la non risoluzione dei “misteri” legati agli assassini politici di Belaid e Brahmi per le posizioni molto divergenti degli attori politici  in proposito. Eppure violenza e corruzione hanno conseguenze negative sull’insieme delle realtà politiche, sociali, economiche  e culturali della Tunisia perchè  in un paese dove non c’è sicurezza non si investe, in un paese in cui il diritto è sostituito dal fai da te non c’è più tutela, in un paese che ha investito nel turismo ma che non è capace di assicurare protezione non si viene.  In questo contesto instabile si sviluppa un sentimento di agressività latente della popolazione ma soprattutto il disincanto è tale che provoca un sentimento di individualismo sfrenato tale da non rispettare più un bene collettivo, un concittadino, un codice: basta mettersi a guidare per sperimentare che più nessuno rispetta un divieto, un’indicazione, una priorità e guai se ti ribelli..., basta guardare lo stato delle strade, delle spiagge o delle campagne per vedere rifiuti di ogni genere ammucchiarsi come se l’inquinamento, gli odori ed il degrado non ci importassero più di tanto. Che cosa sta succedendo al tunisino? Perchè questo disamore per il proprio paese? Perchè le regole di convivenza civile debbono essere sempre l’espressione della coattività  e non agire come lo dice Kant “in modo da considerare l' umanità , sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo”?

I partiti politici stanno pubblicando con fatica le loro liste per le elezioni. Anche in Italia, i tunisini potranno eleggere tre deputati per le prossime elezioni. Sappiamo da ora che presenterà la sua candidatura dall’Italia per il partito El Massar e UPR (Unione per la Tunisia) il nostro carissimo amico Abdelkarim Hannachi, arabista e strenuo difensore dei diritti degli immigrati in Italia.  Nato a Nefta, ha studiato in Tunisia e in Francia. Dopo alcuni anni d’insegnamento dell’arabo e del francese nelle scuole tunisine, si è trasferito in Sicilia dove vive attualmente con la moglie italiana ed i due figli ed insegna all’Università di Catania e Enna. Operatore socioculturale e ricercatore, è impegnato da anni in un lavoro di promozione dell’integrazione degli immigrati anche attraverso il coordinamento di progetti del Fondo Sociale Europeo. È membro di diversi comitati scientifici di centri italiani di ricerche e componente della redazione del Dossier Statistico Immigrazione a cura del Centro Studi e Ricerche Idos. A lui auguriamo pieno successo!

 



>> Leggi.....

 779 – 130 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

La Tunisia si sta preparando ad accogliere il mese di Ramadan nel migliore dei modi possibili con una maggiore attenzione, controllo dei prezzi specie dei prodotti di prima necessità e per non far scarseggiare gli alimenti che caratterizzano la tavola tunisina alla rottura del digiuno.

Nell’augurare ai musulmani tutti ma in particolare ai musulmani tunisini un Ramadan mabruk ci auguriamo che questo sia osservato nella tolleranza, nella spiritualità, nella pace e nella generosità che sono tra i principi fondamentali di questo mese sacro ma anche nel non dimenticare che in questo difficile momento per l’economia tunisina occorre dedicarsi al lavoro, valore fondamentale della democrazia e della libertà.

Campagne per la pulizia e la sicurezza delle città sono state evocate dai vari consigli dei ministri presieduti da Mehdi Jomaa anche in previsione dell’arrivo tanto auspicato dei turisti.

Le future scadenze elettorali si stanno precisando in Tunisia ma anche le unioni e le disunioni politiche. Purtroppo la lezione avuta dalle passate elezioni non è servita a coalizzare le forze politiche ed ulteriori partiti continuano a nascere mettendo in primis gli interessi personali a scapito di quelli collettivi.

Nel mondo la crisi irachena sta destando stupore e sdegno sebbene fosse ben prevedibile con una degradazione securitaria che da anni infligge agli iracheni ingenti perdite umane in attentati che ormai non facevano neanche più notizia. L’aver poi coralmente incoraggiato la guerra santa in Siria permettendo che andassero a combattare giovani musulmani da tutte le contee del mondo ha potenziato sia l’esercito di chi uccide in nome di Dio sia la destabilizzazione inquietante del mondo arabo. Ancora una volta ci troviamo in questo aut-aut infernale: o dittatura o terrorismo. Se ci fosse stata una maggiore attenzione e sostegno ai democratici arabi forse le cose sarebbero state diverse ma a quanto pare vige sempre il detto che “la raison du plus fort est toujours la meilleure”. In Italia mentre cresce la fiducia delle imprese italiane nelle possibilità di ripresa economica, gli italiani smaltiscono la sconfitta ai mondiali di calcio.

Alla ribalta la lotta alla corruzione che non esclude i politici qualunque sia il loro schieramento , specie dopo lo scandalo di Milano e di Venezia, che hanno fatto prendere al governo misure cautelari per evitare appalti di stampo mafioso.

A Tunisi si è festeggiato il trentesimo anniversario della Camera di Commercio tuniso-italiana con una partecipata presenza di imprenditori italiani e tunisini alla cerimonia che si è tenuta nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia, Raimondo De Cardona. Da notare la presenza del Ministro tunisino dell’Industria e del Ministro dell’Agricoltura che hanno dato un segno concreto dell’importanza che riveste l’imprenditoria italiana in Tunisia. Per onore alla memoria storica della collettività italiana in Tunisia ed anche perchè nulla nasce dal nulla si sarebbe dovuto festeggiare i 130 anni della Camera poichè per l’appunto la prima Camera di Commercio ed Arti (cosi si chiamava) nasce nel 1884 anche se negli anni si è trasformata e solo nel 1984 prende il nome di Camera tunisoitaliana e non più esclusivamente italiana come lo era in passato, il cui primo Presidente fu il padre della nostra Anna Querci, attuale Presidente della SIA. Alla Dante Alighieri dopo la tradizionale mostra degli alunni di disegno in presenza di S.E. De Cardona, sono stati presentati i libri di due italo-tunisine Chiara Sebastiani, politologa e di Marinette Pendola, scrittrice, la quale attraverso il suo ultimo romanzo “La traversata del deserto” ha raccontato l’epopea della partenza degli italiani dalla Tunisia alla fine degli anni ’60.

L’Istituto di Cultura, sempre molto attivo, ci ha deliziati con musiche originali e raffinate mentre la scuola italiana ha chiuso il suo anno accademico con uno spettacolo teatrale che ha permesso di evidenziare il talento dei suoi alunni e lo sforzo dei suoi insegnanti.

Per chi si accinge ad andare in ferie, buone vacanze e a chi è costretto invece a lavorare in questo mese di calura, coraggio!!



>> Leggi.....

 778 - 129 [nuova serie]

 

 

 NOSTRI PROBLEMI

La storia c'insegna che la paura, anche se fondata, è spesso cattiva consigliera. In una società la paura si materializza quando crisi ed insicurezza si combinano dando sfogo agli istinti peggiori: nazionalismo, razzismo, dogmatismo . E la nostra cara Europa, patria della democrazia e dei diritti dell'uomo non ha smentito nel suo insieme questo tragico dato. Se il voto europeo mobilita solo circa metà degli elettori aventi diritto, i risultati specie per la Francia riflettono un voto sanzione per chi è accusato esplicitamente di aggravare la crisi se non di esserne responsabile. La presenza di europarlamentari di estrema destra e di neonazisti (vedi Ungheria, Grecia...) risveglia antichi demoni che si pensavano assopiti almeno nella democratica Europa occidentale. Per fortuna la regola è sempre smentita da eccezioni che benchè la confermino, apre nuovi spiragli, nuovi percorsi d'interpretazione e di risoluzione della crisi. Cosi, se grandi paesi quali la Francia hanno scelto di affidarsi a partiti populisti di estrema destra con il risultato di banalizzare una vittoria e un partito che sino a pochi anni orsono era presentato e vissuto dai partiti di destra e di sinistra come il male peggiore, altri paesi quali l'Italia sono riusciti a non seguire il canto delle sirene votando per una forza politica la quale, contrariamente agli euroscettici, pensa che i singoli paesi europei non potranno uscire dalla crisi se non si rafforza l'Europa pur dando maggiore attenzione ad un'Europa sociale, troppo trascurata dalle politiche europee ad oggi. Sembrerebbe un'evidenza appoggiare un tale processo eppure l'opinionismo più gretto ha fatto, in molti paesi, breccia mascherando le idee chiare ed evidenti. Un amico diceva commentando l'attualità nel mondo che questo è sempre maggiormente "inabitabile" da nord a sud, da est ad ovest. Forse come diceva un altro manca una progettualità che ci permetta di pensare che stiamo andando da qualche parte o che almeno ci proviamo, forse l'empirismo politico ci impedisce di riconoscerci in un'idea di società che vorremmo fosse. Dobbiamo ringraziare Renzi, sia chi lo ha sostenuto, sia chi ne diffidava, sia ancora chi non ci credeva, per aver permesso all'Italia di uscire dal vortice populista nel quale da decenni era immersa. L'Italia che dirigerà il futuro semestre europeo sarà il primo gruppo nazionale all'interno dei socialisti europei anche se su un totale di 751 seggi al Parlamento europeo la maggioranza andrà ai partiti di destra. Un gran interrogativo sarà quello delle future alleanze: cosa faranno le destre con i partiti di estrema destra e neo-nazisti? L'estremismo politico intanto a sud come a nord continua a colpire: in Belgio un attacco antisemita al museo ebraico di Bruxelles ha fatto vari morti, nella dolce isola di Jerba un commerciante ebreo è stato accoltellato. Nuovi/vecchi capri espiatori?

Sul monte Chaambi ancora giovani militari perdono la vita e i rischi di attentati estremisti si moltiplicano, potenziati dalla confusione regnante nella vicina Libia. Tra pochi giorni si festeggerà la festa della Repubblica italiana e attraverso questa il suo valore fondamentale: la democrazia. Oggi più che mai occorre non dimenticare quali valori ha istituito e quali invece ha combattuto. Un punto dolente: l'impossibilità per gli italiani all'estero di aver potuto esercitare il loro diritto al voto nel luogo di residenza per le europee. Non tutti gli italiani all'estero possono, in effetti, spostarsi nel loro comune d'origine per votare, sapendo che dall'Australia all'America, passando dall'Africa spesso le distanze sono di qualche migliaio di km!

 


 


>> Leggi.....

 777 - 128 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Tra il 22 e i25 maggio, si terranno nei 28 stati membri, le elezioni europee. L’Europa s’interroga su se stessa e tra spinte europeiste ed anti europeiste si alimenta il dibattito su come dovrebbe essere o diventare l’UE. Gli estremismi inquietano perchè sono in progressione anche se non dovrebbero costituire una reale minaccia agli equilibri esistenti ma gli euroscettici potrebbero costituire un fronte di forte opposizione  che rischia se non di modificare almeno di intralciare il lavoro di chi invece ritiene che l’avvenire dell’Europa sia l’Europa stessa.

Gli anti-europeisti hanno iniziato la loro campagna elettorale in Italia spiegando agli italiani che votare chi difende l’Europa (cioè il PD) significa “tagli sulla Sanità pubblica, tagli sulle pensioni e sugli stipendi pubblici, tagli sulle politiche sociali” e rischio di “grecizzazione” dell’Italia mentre il Partito democratico, forte della sua alleanza con i socialisti europei ribadisce che occorre “rafforzare la piattaforma dei progressisti europei per salvaguardare l’euro e accelerare l’integrazione politica,economica e fiscale per portare a compimento le promesse della moneta unica permettendo che si dia concretezza all’ideale orizzonte degli Stati Uniti d’Europa in una nuova architettura istituzionale dell’Eurozona.”

Se un’Europa senza Europa sembra una contraddizione nei termini è chiaro pero’ che occorrerà ancora spiegare agli italiani (e non solo) come e perchè un avvenire senza o con meno Europa sia una preclusione del suo stesso divenire ma per questo occorre anche spiegare che nazione ed UE non sono antitetici, che UE non significa solo rigore e punizione, che i suoi funzionari non sono solo espressioni intangibili di un potere che infrange i poteri nazionali  e ne condiziona le scelte economiche creando molti disagi economici nei paesi in cui la crisi e la disoccupazione sembrano diventare l’unico orizzonte in particolare per le giovani generazioni.

Il Premier Renzi  risponde alla sfida degli euro-scettici affermando da una parte che «rispetteremo tutti gli impegni» con  «conti in ordine non per UE ma per i nostri figli» ma ribadisce anche che «dobbiamo fare in modo che l’Europa sia l’Europa dei popoli e dei cittadini e non solo dei vincoli”.

Le misure prese per aumentare le buste paga dei cittadini meno abbienti e per tentare di ridurre i maxi stipendi sembrano in questo senso essere una prima forma di risposta a chi ritiene che solo chi è più povero paga.

In Tunisia anche si combatte contro l’impoverimento della popolazione cercando di rilanciare l’economia. Le visite di Medhi Jomâa prima negli Stati Uniti, negli Emirati ed ultimamente in Francia ci indicano come il Premier tunisino stia cercando di ottenere fondi e promesse di investimento per tentare di arginare la crisi che dalla «rivoluzione» pesa sempre più fortemente sulla popolazione. Il rincaro della vita, l’assenza di prospettive per i giovani, le continue minacce alla sicurezza con la scoperta di sempre nuovi campi d’addestramento per i terroristi jihadhisti (ultimo quello scoperto nelle vicinanze di Jendouba), gli scontri sul monte Chaambi, il progressivo ritorno via la Libia dei jihadhisti tunisini dalla Siria, il commercio illegale, la situazione libica pesano molto sulla ripresa economica malgrado gli sforzi compiuti in materia di sicurezza.

Anche in Tunisia un piano di austerità è da prevedere se si vuol tentare di uscire dalla crisi. Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato che presterà alla Tunisia 225 milioni di dollari per aiutarla in questo delicato momento di transizione politica. Questo nuovo prestito si aggiunge a quello ottenuto in giugno scorso per un totale di 888 millioni di dollari.

La situazione nel mondo non è più rosea tra la crisi ucraina e la condanna a morte di quasi 700 egiziani pro Morsi in Egitto. Anche se la maggior parte di queste condanne saranno commutate, queste sono dei segnali inquietanti per chi aveva creduto nella rivoluzione democratica egiziana. Delle rivoluzioni arabe rimane ben poco oggi ed è forse anche per questo che la transizione democratica in Tunisia diventa cosi’ tanto esemplare.

E a questo proposito non possiamo non rilevare in conclusione un progresso non indifferente della Tunisia in materia di diritti col deposito del governo tunisino in data del 28 aprile della notificazione presso il segretario generale dell’ONU nella quale si ritirano le riserve e le obiezioni formulate precedentemente dalla Tunisia relative alla Convenzione per l’eliminazione di qualsiasi forma di discriminazione contro le donne (CEDAW).

Il ritiro di queste riserve era stato da anni una delle rivendicazioni dei movimenti femministi tunisini.

Quali sono i termini di questa convenzione?

“Ogni distinzione, esclusione o restrizione, sulla base del sesso, che ha l'effetto o lo scopo di compromettere o annullare il riconoscimento, il godimento o l'esercizio, da parte delle donne, a prescindere dal loro stato civile, su una base di parità tra uomini e donne, dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo, senza stereotipo di ruolo di genere.”

La Tunisia aveva ratificato questa convenzione nel 1985 con numerose riserve tra cui quello relativo alla nazionalità (art.9), quello relativo all’eguaglianza dei diritti (art.15) e quello relativo al diritto matrimoniale (art.16).

Alla vigilia del 1 maggio questo fatto ci sembra di buon augurio!

 


 


>> Leggi.....

Pagina: Indietro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 Prossima
 
 Il giornale
 ::  Direzione-Redazione
 :: Abbonamento
 :: Contatti
 :: Pubblicità
 :: Stamperia-Editrice

 Elia Finzi

 

 

Tunisi 1923-2012

 


 Edizioni Finzi

 

PUBBLICAZIONI


 web partner

 

gli anni di carta

 

il foglio

 

 


 Numeri recenti
 :: 811 – 162 [nuova serie] 
 :: 810 - 161 [nuova serie] 
 :: 809 - 160 [nuova serie] 
 :: 808 – 159 [nuova serie] 
 :: 807 - 158 [nuova serie] 
 :: 806 – 157 [nuova serie] 
 :: 805 - 156 [nuova serie] 
 :: 804 - 155 [nuova serie] 
 :: 803 - 154 [nuova serie] 
 :: 802 - 153 [nuova serie] 
 :: 801 – 152 [nuova serie] 
 :: 800 - 151 [nuova serie] 
 :: 799 – 150 [nuova serie] 
 :: 798 – 149 [nuova serie] 
 :: 797 – 148 [nuova serie] 
 :: 796- 147 [nuova serie] 
 :: 795 – 146 [nuova serie] 
 :: 794 – 145 [nuova serie] 
 :: 793 – 144 [nuova serie] 
 :: 792 – 143 [nuova serie] 

Copyright © 2005 Il Corriere di Tunisi - Ideazione e realizzazione Delfino Maria Rosso - Powered by Fullxml