Il Corriere di Tunisi 
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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 862 - 214 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

La Tunisia trattiene il respiro dal 25 luglio, giorno della Festa della Repubblica. Il Presidente Kaïs Saied con un forte consenso popolare ha sospeso l’attività del Parlamento, destituito il Primo Ministro Mechici e sospeso l’immunità parlamentare, deciso a combattere una corruzione che cominciava ad essere inquietante. Molti i consensi ma anche molte le critiche specie in ambito internazionale che creano molte difficoltà per chi cerca, al di là delle forti emozioni suscitate dalla notizia, di mediare tra analisi del tutto contrastanti. C’è chi afferma che la democrazia è a rischio, chi invece vede in questo cambiamento la possibile realizzazione degli ideali rivendicati nel 2011 (libertà e dignità). Sta di fatto che la situazione politica era fortemente inficiata da interessi partitici e che il Paese stava andando verso una deriva sanitaria ed economica preoccupante. Ma oggi quello che si teme maggiormente è il rispetto del timing previsto dalla Costituzione ed il vuoto di potere che ad oggi non ha visto ancora la nomina di un capo di governo. Questo vuoto suscita preoccupazioni poiché ci si chiede chi rappresenterà il Paese, e come non temere che in questo “no man’s land” le forze scartate dal potere non abbiano il tempo di riorganizzarsi e diventare più pericolose di quanto già non fossero? E soprattutto, chi affronterà la crisi economica che minaccia di essere sempre più devastante?

Sentimenti contraddittori con un altalenarsi tra speranza e paura.

Grazie ai molteplici aiuti sanitari ed a una nuova e ben più efficace organizzazione della campagna di vaccinazione, la Tunisia sta tentando di arginare la pandemia che ad oggi ha ucciso quasi 22.000 persone, che sono tante per una Nazione di così piccole dimensioni.

Un’ondata di caldo senza precedenti colpisce la Tunisia e gli incendi hanno distrutto migliaia di ettari di foreste. Dolosi o no questi incendi, più di 200, hanno creato una forte situazione d’emergenza. Molto più grave la situazione nella Kabilia algerina dove al momento si contano almeno 71 morti.

Per quanto riguarda l’Afghanistan, l’avanzata delle forze talebane sino alle porte di Kabul fa temere un peggioramento drammatico della condizione delle donne e delle bambine, condizione che non era già delle più rosee.

Per i nostri specifici problemi: le elezioni del futuro Com.It.Es. si stanno avvicinando tra molte contestazioni che riguardano sia le modalità di voto, sia la tempistica che è stata decisa. In effetti e contrariamente alle elezioni che vedono gli italiani residenti all’estero iscritti regolarmente all’AIRE ricevere il loro plico per via postale per esercitare o no il loro sacrosanto diritto al voto, quest’anno per motivi prettamente economici si è deciso di far votare solo chi manifesta la propria volontà di votare. Questa “opzione di voto”, a nostro avviso anti-democratica, significa che potrà votare solo chi avrà fatto pervenire entro il 3 novembre all’Ambasciata la richiesta di essere iscritti nell’elenco elettorale per le elezioni dei Com.It.Es.

Perché antidemocratico? Perché in funzione delle liste che si presenteranno, vincerà le elezioni chi avrà potuto crearsi un bacino sufficiente di conoscenze disposte a votarli in cambio di dubbi servizi. Tutti coloro che si decidevano in ultimo o che valutavano un programma prima di votare scompariranno. Per questo incitiamo fortemente tutti gli iscritti all’Aire ed indipendentemente dalle liste che si presenteranno di fare il noioso ma utile passo di iscriversi per poter esercitare il proprio diritto.

Chi può votare? Tutti i cittadini italiani maggiori di 18 anni iscritti all’AIRE e residenti nella circoscrizione consolare da data anteriore al 3 giugno 2021. Le elezioni si svolgono per corrispondenza: l’Ambasciata manderà il plico elettorale per posta ai connazionali che entro il 3 novembre avranno chiesto di essere iscritti nell’elenco elettorale per le elezioni dei Com.It.Es.

 

È possibile iscriversi sin da ora nelle liste elettorali del proprio consolato attraverso il portale dei servizi consolari Fast It, disponibile a questo link: https://serviziconsolari.esteri.it/ScoFE/index.sco.

Il servizio di iscrizione nelle liste elettorali è raggiungibile selezionando la voce “Anagrafe consolare e AIRE”, e poi “Domanda di iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei COMITES”.

Se non si desidera utilizzare il portale dei servizi consolari Fast It, si potrà utilizzare il modulo per l’iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Com.It.Es reperibile a questo link:

 

https://ambtunisi.esteri.it/ambasciata_tunisi/it/informazioni-e-servizi/servizi_consolari/elezioni-comites-2021-campagna.html

 

Il modulo dovrà poi arrivare in Consolato in uno dei seguenti modi:

 

- consegnandolo di persona;

- inviandolo per posta cartacea insieme a fotocopia del proprio documento di identità;

- inviandolo per posta elettronica ordinaria (mail) oppure certificata, sempre insieme a

copia del proprio documento d’identità.

 

ISCRIVETEVI!

 


 
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 861 - 213 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

La Tunisia vive una situazione più che allarmante: con l’aumento esponenziale dei contagi Covid 19, con l’arrivo delle varianti indiana e nigeriana, alle quali si aggiunge un caldo canicolare, con una situazione politica e sociale molto tesa che ha mostrato l’aspetto peggiore dello scontro tra partiti ed individui in seno al Parlamento, trasformando l’arena politica in un ring in cui prevalgono mancanza di rispetto, violenze verbali e fisiche, lasciando la popolazione esterrefatta di fronte a questi segni di irresponsabilità da chi invece dovrebbe essere il referente ed in particolare in momenti così complessi. Non sapendo più che pesci pigliare il tunisino perde il senso delle regole e regna un disordine cittadino che non giova di certo alla possibile ripresa del paese che ormai da molti mesi sembra si stia affossando. Unica nota positiva è la vittoria di Ons Jabbeur a Wimbledon che per la prima volta nel mondo arabo vede una donna raggiungere gli ottavi di finale di questo prestigioso torneo. Lo sport in questo momento sta dando una nota di colore, in un mondo che non riesce ad uscire dal tunnel della pandemia insieme alla vittoria degli azzurri contro il Belgio ai campionati europei di calcio qualificando l’Italia per la semifinale.

Il confinamento quasi generalizzato sul territorio tunisino proprio quando si sperava una relativa riapertura del paese ed una parziale ripresa del turismo toglie ogni speranza di salvare questa stagione estiva. Con una media di 120 decessi al giorno di Covid, l’annullamento massiccio delle prenotazioni aeree e negli alberghi turistici, con ospedali e cliniche che non hanno i mezzi né il materiale per rispondere alla domanda sempre crescente dei malati, con l’attitudine fatalista di chi continua, malgrado la gravità della situazione, a mettere a rischio la vita degli altri e la propria, il futuro del paese è denso di nubi.

Si capisce bene che le persone, specie quelle che vivono in case ristrette e con pochi mezzi di distrazione siano inclini a non rispettare il coprifuoco, che i commerci, i bar ed i ristoranti così come tutti coloro che lavorano nel settore culturale contestino le decisioni dell’apri-chiudi del governo che da un anno e mezzo sta mettendo a rischio le loro attività lavorative, ma se non c’è una presa di coscienza collettiva della gravità della pandemia e se non si rispettano i gesti barriera mille volte ripetuti non ne potremo uscire fuori. Spesso alla domanda “perché non metti la mascherina?” la risposta è “siamo nelle mani di Dio. E lui che decide della nostra vita e della nostra morte”. Purtroppo di fronte a questo determinismo bieco è difficile far intendere ragione se per ragione intendiamo “La facoltà di pensare, mettendo in rapporto i concetti e le loro enunciazioni, e insieme la facoltà che guida a ben giudicare, a discernere cioè il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, il bene e il male”.

La politica poi non aiuta i cittadini a fidarsi del loro governo e quindi delle sue decisioni. Vi è un scetticismo doloroso in tutti gli strati sociali della popolazione e l’élite intellettuale, così come la società civile, non riescono ad incidere né a frenare questa disgregazione alla quale assistiamo impotenti.

L’ultimo colpo alla credibilità dei politici è stato data dai deputati che hanno preso a calci una loro collega. Qualunque siano in effetti le motivazioni politiche dello scontro, usare violenza fisica contro una deputata che abbia ragione o torto nelle sue prese di posizione, dà l’immagine di un’assemblea rappresentativa indegna in un contesto in cui tra l’altro la violenza contro le donne sta assumendo proporzioni inquietanti!

In ultimo la corruzione che sta minando le fondamenta dello Stato e che è presente a tutti i livelli della società. L’accusa poi contro alcuni giudici che hanno sepolto sotto le carte i dossier di molti terroristi, circolata nei media tunisini negli ultimi giorni, non fa che accrescere la nostra inquietudine.

In questo clima allietato però dalla visita del Presidente tunisino Kaïs Saïed a Roma di cui trattiamo in altra parte del giornale, l’estate vissuta generalmente come momento di relax e di convivialità si annuncia difficile!

 



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 860 - 212 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

Anche quest’anno per la festa della Repubblica i connazionali hanno dovuto rinunciare al tradizionale incontro in residenza d’Italia per evitare rischi inutili di assembramento difficilmente controllabile in tempi di pandemia. Simbolicamente importante per gli italiani e gli amici tunisini, la non significativa decrescita del terzo picco pandemico e le allarmanti dichiarazioni dei responsabili della sanità sul numero dei contagi con una campagna di vaccinazione lenta che non riesce ad attecchire in molte zone (si pensi che nel governatorato di Kairouan solo 7% della popolazione si è iscritta sulla piattaforma Evax.tn) ha impedito questo incontro conviviale.

Iniziative all’insegna della solidarietà sono state però realizzate per la Festa della Repubblica dall’Ambasciata d’Italia come la consegna di pasti con pietanze della cucina italiana al personale medico dell’Institut Pasteur e dell’ospedale Abderrahmen Mami dell’Ariana.

Un’altra iniziativa sempre all’insegna della solidarietà è la futura donazione del Gruppo San Donato all'ospedale di Tunisi della Rabta di macchinari all'avanguardia, che permetteranno di realizzare operazioni di cardiochirurgia pediatrica.

Molti italiani impiegati nelle Istituzioni e non, stanno facendo uno sforzo particolare per aiutare la Tunisia in questi tempi difficili affinché vicinanza, coinvolgimento, desiderio di cooperare ad una ripresa, seppur nei tempi lunghi, permetta a questo piccolo ed amato Paese di ritrovare il cammino della crescita. La situazione economica non è delle più rosee e spesso si è tentati a rinunciare ma per la maggior parte si tiene duro e si continua a credere nelle potenzialità di questo Paese.

Per questo occorre però fare uno sforzo per evitare, come dicono i francesi, di buttare l’acqua sporca con il bambino. In momenti di crisi, di paura e di perdita di fiducia, le tensioni si aggravano e spesso vanno oltre il dovuto. Crediamo però che solo i fatti e la loro obiettiva divulgazione possano evitare in caso di conflitto delle parti questo crescendo di tensione e permettere così di riuscire a non essere né vittime né carnefici. Mai come oggi il ruolo della stampa come espressione di fatti verificati debbono essere rivendicati poiché non c’è libertà senza verità e non c’è giustizia senza neutralità.

La campagna di vaccinazione procede in Tunisia ma si scontra con la realtà dei molti che non si iscrivono sulla piattaforma Evax poiché non tutti dispongono di una connessione internet ed anche perché è mancata una reale campagna di sensibilizzazione della popolazione tunisina che non coinvolga solo le grandi città.

Una grande incongruenza per chi viaggia dalla Tunisia all’Italia è l’obbligo, pur avendo fatto le due dosi di vaccino riconosciuto dall’UE, di mettersi comunque in quarantena per dieci giorni arrivando sul suolo italiano. Non è una regola dell’Unione Europea poiché le stesse norme non sono applicate per chi va in Francia. Due pesi due misure? Dall’Italia alla Tunisia chi è vaccinato in effetti non ha bisogno di stare in quarantena.

Non possiamo concludere questo editoriale senza citare il preoccupante clima di violenza e di aggressività che si sta espandendo anche in Italia. Seid Visin, ventenne, italiano d’origine somala, morto suicida per ragioni a noi sconosciute scriveva nel 2019: “Ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone”. Qualunque siano le ragioni di questo gesto estremo ed anche se non sono conseguenza dello sguardo “schifato” degli altri, sentire che a neanche vent’anni sei emarginato per il colore della tua pelle è qualcosa che ci interroga su com’è mai stato possibile trasformarsi in questo modo.

 



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 859 - 211 [niova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

In occasione della 107esima giornata del Migrante e del Rifugiato, Papa Francesco ha scritto: “...siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità.”

Se i morti in mare si accumulano nel Mediterraneo nell’indifferenza quasi generale, salvo essere un tema di posizionamento politico, la pandemia Covid-19 ci ricorda che i muri eretti non ci evitano i contagi e che o salviamo tutti o nessuno.

In questo contesto fare riferimento ad un “noi tutti” non è propaganda politica ma la riflessione da cui tutti dovremmo partire nella misura in cui, come delineò il matematico Lorenz, l’effetto farfalla “è rappresentativo di un qualsivoglia piccolo cambiamento nelle condizioni iniziali del sistema che conduce a conseguenze su scale più grandi”. In altri termini, e se trasponiamo questo concetto in chiave sociologica, ogni evento pur considerato minimo si ripercuote sulle nostre esistenze. Non possiamo quindi essere indifferenti al mondo poiché il mondo siamo noi.

In questo senso, la decisione degli USA di revocare la protezione sulla proprietà intellettuale dei brevetti sui vaccini anti Covid-19 ci sembra una mossa molto coraggiosa da parte dell’amministrazione di Biden. In effetti, questa pandemia, vissuta a livello globale, soffre di un trattamento non paritario: Paesi in cui la popolazione usufruisce di una vaccinazione a tappeto, Paesi che ricevono le dosi di vaccino col contagocce, Paesi infine che non hanno neanche iniziato la campagna di vaccinazione. Come ha dichiarato la rappresentante USA per il commercio Katherine Tai “si tratta di una crisi sanitaria mondiale e le circostanze straordinarie della pandemia invocano misure straordinarie”.

L’UE da canto suo si è dichiarata piuttosto favorevole all’iniziativa americana, considerandola una vera svolta per permettere l’accessibilità al vaccino senza discriminazioni tra Paesi ricchi e Paesi poveri e la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen ha commentato la proposta americana affermando che: L’UE è pronta a discutere qualsiasi proposta che affronti la crisi in modo efficace e pragmatico. Questo è il motivo per cui siamo pronti a discutere di come la proposta degli Stati Uniti per una deroga alla protezione della proprietà intellettuale” dei brevetti “per i vaccini anti-Covid potrebbe aiutare a raggiungere tale obiettivo”.

In effetti, o si salvano tutti o nessuno. L’Italia si è dichiarata favorevole all’iniziativa che vedrebbe l’accessibilità al vaccino per tutti e le parole del Ministro della Salute Speranza vanno in quel senso: “La svolta di Biden sul libero accesso per tutti ai brevetti sui vaccini è un importante passo in avanti. Anche l’Europa deve fare la sua parte. Questa pandemia ci ha insegnato che si vince solo insieme”. Le case farmaceutiche hanno ovviamente reagito negativamente alla decisione americana di sospendere i brevetti. La Federazione Internazionale delle Aziende Farmaceutiche (AIFA) ha fatto da Ginevra una dichiarazione nella quale afferma che pur essendo d’accordo con una distribuzione rapida ed equa del vaccino, contesta la decisione di sospensione poiché: “una sospensione è una risposta semplice ma sbagliata ad un problema complesso”.

In Tunisia, l’aumento esponenziale dei contagi in pieno periodo di Ramadan, abituale mese della convivialità, e la paura delle varianti specie dalle vicine Algeria e Libia, ma anche dall’Europa, hanno costretto il governo, seppur con molte esitazioni, ad un semi-confinamento del Paese anche se notiamo che molte delle norme non sono applicate. Per l’Aid, che segna la fine di Ramadan, ci saranno anche misure che tenteranno di ridurre i tradizionali spostamenti della popolazione, ma come ridurre le visite di casa in casa che generalmente caratterizzano queste festività?

Le misure che al momento si applicheranno sino al 16 maggio per i viaggiatori in provenienza dall’estero prevedono un isolamento in alberghi per una settimana a spese del viaggiatore. Sono esclusi da questo confinamento chi è già stato vaccinato e risulta negativo al test PCR.

Dopo l’Aïd, che auguriamo felice a tutti i tunisini, malgrado le norme sanitarie in atto, le relazioni bilaterali Tunisia-Italia saranno molto attive poiché è prevista la visita del Presidente Kais Saïed a Roma dietro invito del Presidente Sergio Mattarella, a cui dovrebbe seguire quella del Capo del Governo Hichem Mechichi e la visita di Luciana Lamorgese a Tunisi. Non possiamo non concludere questo nostro editoriale con un doppio cordoglio: quello per l’amico ed intellettuale Padre Bianco Jean Fontaine, deceduto in questi giorni a Tunisi, e per il fondatore del giornale Jeune Afrique, Bechir Ben Ahmed.

 



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