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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 807 - 158 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Un augurio di buone feste a tutti i nostri lettori, ai musulmani che festeggiano il Mouled, ai cristiani che festeggiano Natale, agli ebrei che festeggiano Hannukkah o festa delle luci. In un momento storico in cui tutti sono contro tutti, in cui tutti diffidano di tutti, in cui la nozione del “diverso” è sempre più a rischio, in cui la violenza sostituisce la ragione, questi rimandi festivi tra le tre religioni monoteistiche nel solo mese di dicembre possano esprimere un augurio simbolico di ecumenismo spirituale.

In Italia, dopo la larga vittoria del No al referendum costituzionale, il Premier Matteo Renzi, come annunciato prima del voto, ha dato le sue dimissioni ufficiali subito dopo l’approvazione della Legge di bilancio in tempo record, in seconda lettura al Senato. Mentre stiamo chiudendo il nostro numero di dicembre sappiamo già che Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio indicato dal Presidente Mattarella ha dato ieri, 12 dicembre, in serata la lista dei ministri che guidaranno l’Italia sino all’approvazione della legge elettorale ed alle successive elezioni politiche. Gentiloni, che tra l’altro, nei suoi vari viaggi in Tunisia, ha sempre sostenuto il Paese anche nei momenti in cui era stato colpito dagli attachi terroristici più duri, quelli del Bardo, di Sousse e della guardia presidenziale, ha sempre espresso profonda sensibilità per la questione mediterranea.

Se gli italiani hanno votato decisamente no al referendum proposto dal governo Renzi, è ormai cosa nota che la maggior parte ha votato contro il governo e non specificatamente contro la riforma. È vero anche che l’identificazione governo/riforma non ha permesso un confronto sano e si è riflessa tra i sostenitori del si o del no. Interessante è pure analizzare come Renzi abbia in pochi anni rappresentato salvezza e dannazione per il popolo italiano, spesso aldilà del suo stesso Partito. Vincitore nel 2013 delle primarie del PD, con oltre il 68% dei voti e non solo voti del suo partito, era stato portato in trionfo da tutti coloro che vedevano in lui una forza di rinnovamento della politica, volontà per l’Italia di riposizionarsi sullo scenario europeo ed internazionale, un uomo capace di fronteggiare la crisi economica dilagante in Europa ed in Italia in particolare. Simbolo di gioventù in un Italia politica vecchia ed invecchiata, sembrava potesse rappresentare simbolicamente la ripresa del paese. Ma il miracolismo in politica non c’è e non è possibile rovesciare le sorti del mondo con una bacchetta magica, che per di più non sta nel suo potere usare. Dopo l’euforia renziana, la delusione e la sua successiva messa a morte, come spesso capita in politica: o dio o diavolo secondo una distinzione manicheista che sempre più fa presa in Europa. Forse sarebbe ora di ricominciare tutti a pensare la politica diversamente,senza  né “dei” né “eroi” ma “uomini”. 

Per quello che riguarda la riforma costituzionale in quanto tale, noi abbiamo espresso a suo tempo il nostro punto di vista auspicandoci che il sì potesse essere votato, anche se in alcune parti della riforma (pur da non costituzionalisti) pensavamo ci fossero debolezze ma nell’insieme parità di genere, non concorrenzialità delle regioni, abolizione del bicameralismo paritario, ci sembravano poter non solo evitare gli sprechi ma rendere più agile l’Italia. Gli italiani in Italia non hanno creduto in questo possibile cambiamento, ed anche parte del PD stesso, e noi siamo particolarmente legati alla democrazia di cui il voto è una delle sue più alte espressioni.

L’Italia si dota quindi di un governo di “transizione” pre-elettorale. Chi era contro l’attuale legge elettorale, oggi è disposto a lasciarla così com’è pur di andare alle elezioni, col rischio di destabilizzare ulteriormente l’Italia. Chi si è opposto a Renzi non ha peró accettato di far parte di un governo provvisorio di unità nazionale, probabilmente perchè essere nell’opposizione in questo clima pre-elettorale li favorisce di più.

I prossimi mesi saranno quindi di non facile gestione per il futuro governo Gentiloni se verrà confermato.

Interessante l’iniziativa di Giuliano Pisapia di ripartire dalla sinistra con la creazione di un “campo progressista, che riunisca le forze di sinistra in grado di assumersi una responsabilità di governo. Non per motivi di potere ma per fare le cose di sinistra. Intendiamoci: anche questo governo ha fatto cose di sinistra, penso alle unioni civili, ma ha dovuto fare anche altre cose che nascevano dalla necessità di arrivare a un compromesso con un partito di centro-destra...”  e per le elezioni aggiunge : “Forse febbraio è troppo presto, ma è ora che si vada a elezioni. Ed è indispensabile che non ci si vada con queste leggi elettorali. È del tutto evidente che ci sono alcuni punti dell'Italicum su cui la Corte costituzionale indirettamente si è già pronunciata, e vanno modificati. E poi non si può andare a votare con due leggi elettorali diverse per Camera e Senato, che quasi sempre producono due maggioranze diverse. Io credo che il Paese abbia bisogno di una legge elettorale che sia più democratica e permetta agli elettori di scegliere i propri parlamentari, con un premio di maggioranza che garantisca la governabilità senza essere eccessivo come è nell'Italicum.

Questo numero del  giornale è dedicato in modo particolare alla Conferenza “Tunisia 2020” che ha visto il paese impegnato nel rilancio economico attraverso progetti ed investimenti internazionali che permettano, da una parte di dimostrare stabilità e sicurezza del paese e del governo di coalizione e dall’altra parte, attraverso l’approvazione della legge per gli investimenti, di attrarre investitori. Vedremo se nei prossimi mesi questo cerchio virtuoso porterà i suoi frutti che auspichiamo per la Tunisia. Mourad Fradi, in veste di Commissario generale della Conferenza internazionale per l’Investimento in Tunisia ma anche come Presidente della Camera tuniso-italiana, ha avuto la cortesia di concederci in merito una intervista.

Prima di concludere vorrei segnalare ai nostri lettori una nuova rubrica sulle nostre colonne: “Gli italiani di Tunisia si raccontano” a cura di Mario Gatti.

Da tutta la redazione buone e serene feste a tutti!

 



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 806 – 157 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

Clima pre-elettorale in Francia all’indomani della vittoria di Trump negli Stati Uniti contro la Clinton che porta con sé tutte le inquietudini sul futuro incerto dell’Europa, scossa da venti populisti che sperano poter, sulla scia della vittoria repubblicana americana, convincere i loro elettori.

Clima elettorale per gli italiani all’estero che votano in questi giorni per il referendum costituzionale su sfondo di polemiche sulla trasparenza del voto all’estero. La questione non è recente e l’impatto del voto degli italiani fuori d’Italia è sempre stato oggetto di polemica: nel passato perché si temeva che fosse un voto di destra, più recentemente perché fosse un voto di sinistra. Tutto fa brodo comunque per rimettere in causa, per sminuire o vanificare gli sforzi di chi da sempre si batte per permettere la partecipazione delle collettività italiane all’estero alla storia politica dell’Italia. Contrariamente a quello che tanti affermano gli schieramenti sono molto meno omogenei e compatti di quello che si vuol intendere, per cui la paura di brogli ci sembra essere meramente ideologica e non riflettere la composita espressione degli italiani all’estero.

Molta polemica ha suscitato la lettera del Comitato del SI a firma di Renzi. Si può criticare l’iniziativa ma non certo affermare che è stata un’ingerenza sul voto degli elettori. Altrettanto avrebbe potuto fare il Comitato per il NO che, se non con una lettera, ha pubblicizzato ampiamente la sua posizione.

Si può comunque notare molto fervore per il referendum sia degli uni che degli altri ma l’ultima parola rimane per fortuna  agli elettori.

Gli italiani di Tunisia così bistrattati quando si tratta del loro voto hanno dimostrato la loro solidarietà all’immensa catastrofe a seguito del terremoto dell’Italia centrale partecipando all’iniziativa del Comites Tunisia a favore delle popolazioni colpite dal sisma. Il ricavato di circa 8500 dinari sarà interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana.

Il senatore Francesco Giacobbe eletto per la circoscrizione Africa, Asia, Oceania ed Antartide ha fatto una breve sosta a Tunisi in occasione di un incontro organizzato dal Circolo Valenzi Tunisi per esporre il suo punto di vista in merito al quesito referendario. In questi giorni stanno arrivando le schede elettorali ma se entro il 21 novembre alcuni connazionali, per disguidi postali ma anche per non aver comunicato un eventuale cambiamento d’indirizzo, non dovessero aver ricevuto la scheda possono  ritirarla in Ambasciata.

Dal 22 al 27 novembre , L’istituto Italiano di Cultura organizza “La Prima settimana della Cucina Italiana nel  mondo” con al menu film, mostre, conferenze, cene che abbiano per tema l’alimentazione.  Peccato che il bel libro a cura di Marinette Pendola “L’alimentazione degli italiani in Tunisia” non sia incluso nella lista degli eventi.

La Tunisia si prepara  alla Conferenza Internazionale sull’Investimento  che si terrà a Tunisi i prossimi 29 e 30 novembre . Evento di grande importanza che vedrà la partecipazione di capi di Stato, di  rappresentanti del settore pubblico e privato, della società civile, di organizzazioni internazionali, ha l’ambizione di rilanciare gli investimenti stranieri in Tunisia. Questo forum economico è il secondo  evento organizzato su così larga scala  dalla rivoluzione dopo la conferenza del 2014, voluta dal governo di Mehdi Jomâa dal titolo  “Investire in Tunisia, start-up democracy”, la quale però non aveva prodotto gli effetti sperati.

Una nota dolente sulla Tunisia: la seconda morte, come ha affermato la moglie, di Lotfi Nagdh ucciso a Tataouine nel 2012 ad opera delle Leghe protettrici della rivoluzione. Lotfi Nagdh era il coordinatore di Nidaa Tunis nella cittadina del sud. Sebbene il suo corpo portasse i segni dei colpi infertogli, i giudici di Sousse nella loro sentenza di I° grado hanno dato un “non luogo a procedere” affermando che la morte sia intervenuta a seguito ad un arresto cardiaco e liberando così dall’accusa di assassinio premeditato gli autori delle violenze.

Molti tunisini leggono l’esito del processo come un inquietante ritorno delle Milizie dopo il loro scioglimento. Messo sotto accusa anche il partito Ennadha che ha risposto con un comunicato del suo Presidente il quale, dopo la polemica nata dopo la liberazione di tutti gli accusati dell’assassinio di Lotfi Nagdh, ha chiamato a rispettare la decisione dei giudici senza politicizzare “l’incidente” e che le contestazioni si potranno fare durante l’appello. Molti però hanno letto attraverso questo processo la dipendenza dei giudici al politico.

 



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 805 - 156 [nuova serie]

a

 

 NOSTRI PROBLEMI 

 

Il 23 ottobre ed il 29 ottobre ci sono due iniziative in favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto organizzate l'una dal Circolo Italiano e l'altra dal Comites.

Secondo il vocabolario Treccani "Il termine solidarietà deriva dal latino solidum, che significa "moneta" e, in particolare, dall'espressione del diritto romano in solidum obligari ("obbligazione in solido"), cioè un'obbligazione per cui diversi debitori si impegnano a pagare gli uni per gli altri e ognuno per tutti una somma presa in prestito o dovuta in altro modo. ... ma intorno all'Ottocento il termine solidarietà comincia a entrare nell'uso nella sua accezione moderna per esprimere l'idea di una fratellanza universale degli uomini, la convinzione che l'intero genere umano formi un'unica famiglia...Fu in Francia, verso gli anni Trenta e Quaranta dell'Ottocento, che il termine solidarietà viene introdotto per la prima volta nel significato di "legame di ciascuno con tutti" dai padri fondatori della sociologia, Auguste Comte ed Émile Durkheim..."

Se abbiamo avuto la pedanteria di ritornare sul significato del termine solidarietà è perchè ci interroghiamo oggi su come sia possibile che un atto di solidarietà possa generare divisione e non coesione come lo indica la parola stessa di solidarietà? Qualunque siano, in effetti, le nostre simpatie o antipatie (giustificate o non), le nostre opinioni o contro-opinioni, la nostra sensibilità politica, riteniamo che sia andata persa un'occasione per la collettività di dimostrare la sua coesione per un'azione il cui significato invece avrebbe dovuto proprio dimostrare il contrario. Ce ne rammarichiamo poichè questo ci dimostra che non si giudica un'azione dalla sua finalità ma da chi agisce ma siccome come diceva Nadia Spano "sono un'inguaribile ottimista" spero che per il futuro si ritrovi il senso dell'agire comune.

La collettività sarà chiamata a votare il mese prossimo per il referendum costituzionale. Qualunque siano le nostre posizioni ci sembra fondamentale partecipare a questo quesito referendario poichè cambieranno se si vota "si" le funzioni del Senato mentre se si vota "no" rimarrà il bicameralismo perfetto. Le ragioni del si e del no ci saranno spiegate il 6 Novembre dal parlamentare e rappresentante della nostra circoscrizione Africa,Asia, Oceania e Antartide On.Marco Fedi e dall'avv. Bianco nell'incontro pubblico organizzato a Tunisi al quale siete tutti invitati a partecipare, qualunque sia la vostra opinione in merito. Orario e luogo saranno comunicati dagli organizzatori nei giorni che seguono.

Come già evocato in un precedente editoriale, notiamo con preoccupazione lo slittamento attuato da alcune forze politiche per fare di questo voto, un voto pro o contro il governo di Renzi. Certo, votare è un atto politico ma siccome si propone di cambiare o no alcuni articoli della Costituzione che rimarebbero al di là del governo di un tale o di un tale altro, sarebbe più giudizioso, a nostro parere, riflettere sul "che cosa cambierebbe se passasse il si e che cosa non cambierebbe se passasse il no?".

Nei giorni 12-17 ottobre si è svolta, la prima edizione dello 'Yacht Med Festival Blue Tunisia Lazio International', alla Marina del porto di Gammarth organizzata congiuntamente dalla Camera Tuniso-Italiana di Commercio e dalla regione Lazio. Erano presenti le principali realtà tunisine e italiane legate all'Economia del Mare: Utap, Api, Cepex, Apia, Fipa, Utica, ministero tunisino del Commercio, dei Trasporti e degli Affari Locali, Camera di Commercio tunisino-italiana, Camera di commercio di Latina. Oltre 100 gli espositori, 40 gli stand per le aziende laziali.

Lo scopo della manifestazione come lo afferma il presidente della Camera di Commercio tuniso-italiana, Mourad Fradi è stato di "rafforzare la collaborazione e l'interscambio tra l'Italia, in particolare la Regione Lazio, e la Tunisia" per "diffondere la cultura dell'Economia del mare in Tunisia, fare del porto di Gammarth un importante hub nel Mediterraneo, permettere alle imprese in Tunisia di migliorare la loro competitività grazie al know-how italiano nei settori dell'Economia del Mare e della nautica, oltre a favorire il processo di internazionalizzazione divenuto esigenza concreta per le aziende laziali e italiane, alla ricerca di nuovi mercati." Un altro evento molto ripreso e commentato è stato l'incontro in un'aula del Parlamento, il 19 ottobre a Roma , organizzato dalla Commissione Esteri del Senato guidata dal Sen.P.F. Casini in collaborazione con l'ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) di Rached Ghannouchi, Presidente del Movimento Ennadha. Aldilà dei commenti suscitati da questa notizia, dei pro e dei contro, il problema posto da molti è stato: qual'è la posizione del governo italiano rispetto a Ennadha? Possiamo parlare di un partito islamico democratico? E' possibile considerare questo partito alla stregua dei partiti cattolici in Europa? Dobbiamo interloquire con uno dei partiti che rappresentano la coalizione al governo e la maggioranza parlamentare? La demonizzazione di un partito è politicamente auspicabile o lede proprio coloro che ne sono i promotori? Dibattito altamente democratico se alla condanna od all'assoluzione si preferisse lo scambio e la discussione. Tunisini ed italiani qui residenti si pongono queste domande specie dopo la notizia pubblicata sui giornali telematici tunisini dell'arresto di terroristi al Kef finanziati da paesi del Golfo ed alle dichiarazioni di Ghannouchi sul terrorismo ed il suo nesso o meno all'Islam.

 

 

 


 


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 804 - 155 [nuova serie]

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Voglia d'autunno, riprendono le attività dopo la pausa estiva. Voglia, soprattutto, di buone risoluzioni, di fare programmi, di volontà d'azione. Forse legati alla memoria scolastica settembre e ottobre sono sempre segnati dal fervore di cambiamenti, svolte o realizzare progetti incompiuti. Emerge il nostro profondo desiderio di dare un senso ed una direzione all'anno che verrà.

Così è per la Tunisia e per l'Italia che si preparano ad affrontare un anno pieno di speranze e di sfide o nel segno della continuità o nell'espressione invece del bisogno di cambiamento, vissuta spesso come impellente necessità.

In Italia il referendum costituzionale del prossimo dicembre mette in campo diverbi politici che allontanano sempre di più la gente dal contenuto del referendum stesso, facendolo diventare un voto di fiducia o di sfiducia al governo. Il referendum è di grande importanza per tutti i cittadini italiani, sia in Italia che residenti all'estero. Esprimersi, senza ideologizzare la nostra posizione in merito ci sembra di grande importanza, qualunque essa sia!

In Tunisia il nuovo governo si prepara ad affrontare un anno difficile per recuperare il tempo perduto e il degrado della situazione sociale ed economica. C'è molta attesa affinché si mettano in atto le riforme anche se i miracoli non si potranno realizzare. La lotta alla corruzione e al terrorismo sono tra le priorità del nuovo governo, ma per combatterli occorre anche garantire una ripresa economica che bandisca il ricorso, in particolare dei giovani, a sistemi di commercio e sopravvivenza paralleli. La sintonia tra governo e forze politiche e sindacali è indispensabile per operare senza troppi ostacoli a favore di un raddrizzamento dell'economia. In altri termini, occorre ridare allo Stato la credibilità duramente intaccata in questi ultimi anni, e ridare fiducia al paese ed ai suoi cittadini. Non sarà cosa semplice, e nonostante il governo sia il frutto di una coesione politica nazionale, il degrado politico, sociale ed economico è tale che la Tunisia da sola e senza un miglioramento della situazione precaria delle sue frontiere non riuscirà a superare.

A tutto ciò si aggiungono i capricci del meteo che se da una parte hanno regalato un bel po' di pioggia (comunque non sufficiente per ridare fiato all'agricoltura!) hanno anche portato inondazioni specie nella regione del Sahel che hanno devastato paesi oltre a fare una vittima! La mancanza di prevenzione da un punto di vista infrastrutturale ne è tra le cause endemiche!

Ricorrono quest'anno, il 2 ottobre, sia il Capodanno musulmano che ebraico! Speriamo sia di buon auspicio per un futuro di pace!

Per quello che ci riguarda direttamente, gli italiani all'estero potranno votare per il referendum costituzionale del 4 dicembre. Il Comites che ha ripreso le sue attività dopo la pausa estiva sta riattivando i corsi d'italiano per i binazionali, sta progettando l'elaborazione di un vademecum per facilitare l'arrivo dei connazionali pensionati che scelgono la Tunisia come luogo di residenza, sta preparando a breve un incontro tra rappresentanti dei Patronati e dell'Inps per chiarire posizioni e procedure che spesso mettono in difficoltà chi risiede nel paese.

Di grande spicco per la promozione dei rapporti Italia-Tunisia l'iniziativa che vedrà dal 12 al 16 ottobre a Tunisi (Porto di Gammarth) la prima edizione dello Yacht Med Festival: Blue Tunisia - Lazio International, fiera internazionale legata all'economia del mare e alla valorizzazione del "Made in Italy". La manifestazione sarà cofinanziata dalla Regione Lazio, Assessorato Sviluppo Economico e Attività Produttive, in collaborazione con Lazio Innova e organizzata dalla Camera Tuniso-Italiana di Commercio e d'Industria (CTICI) in partnership con la Camera di Commercio di Latina e con l'Azienda Speciale per l'Economia del Mare della Camera di Commercio di Latina, in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia a Tunisi e l'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.

Il Comitato della Dante Alighieri Tunisi organizza il 30 settembre - 1° ottobre un corso di aggiornamento per i suoi docenti con i responsabili della certificazione della lingua italiana (Plida) venuti dalla Sede Centrale di Roma per rispondere al bisogno di aggiornamento dei docenti d'italianistica in loco ma anche per capire i nuovi protocolli d'esame per la certificazione della lingua in atto.

Infine a Tunisi sono state messe in atto diverse iniziative a favore dei terremotati del Centro Italia con raccolta fondi attraverso il Comites e le associazioni italiane operative sul territorio.

 


 


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