Il Corriere di Tunisi 
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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 776 - 127 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

La Tunisia ha potuto beneficiare di una certa notorietà  all’indomani della scelta annunciata  dal Premier Matteo Renzi  di effettuare il suo primo viaggio all’estero in questo paese del sud mediterraneo che, pur tra mille difficoltà, sta tentando di realizzare una pacifica transizione democratica.

I significati molteplici di questa visita hanno suscitato commenti di vario tipo: da una parte il plauso  di molti tunisini che hanno visto in questa scelta l’appoggio al processo democratico in atto, unico nella regione nordafricana ed un’attenzione dell’Italia alla sua riva sud, che poteva essere una premessa ad una ripresa politica del dialogo euro-mediterraneo, da un’altra parte alcuni hanno evocato l’annosa questione degli sbarchi clandestini in Italia che hanno avuto una netta accelerazione dalle cosiddette “primavere arabe” , altri  l’hanno interpretata come un segno dell’autonomia italiana rispetto alla Cancelliera tedesca, altri ancora come un tentativo di incontrare a Tunisi  il Ministro russo degli  Esteri Lavrov, la cui visita era prevista lo stesso giorno, per tentare di arginare la crisi ucraina  cosi’ come  un’altra ipotesi è stata quella di considerare questa visita come un  tentativo  di ristabilire contatti indiretti con la Libia via la vicina Tunisia, tenuto conto dell’impossibilità al momento di averli direttamente .

Tutte queste  congetture sono state possibili poichè la visita non era stata preparata come generalmente lo sono quelle programmate.

Notata l’assenza della Mogherini, Ministro degli Esteri la cui presenza era stata precedentemente annunciata.

Mehdi Jomâa, ha dichiarato dopo aver incontrato Matteo Renzi che lo scopo della visita del Premier a Tunisi è  stato quello di sostenere la transizione democratica del paese e rafforzarne la sicurezza. Da parte sua Renzi ha ribadito l’importanza che accorda l’Italia alla zona mediterranea impegnandosi a farne una delle  priorità  del prossimo semestre italiano dell’UE.

Comunque siano andate le cose ed anche se le motivazioni del viaggio non appaiono chiare a tutti, per noi che viviamo in Tunisia, è stato  un segnale di attenzione al paese che non poteva essere percepito che positivamente. La gioventù e la schiettezza del Presidente del Consiglio italiano  hanno contribuito a dare l’immagine di un paese teso verso il futuro, capace di operare profonde trasformazioni nel suo paese, senza sobbarcarsi nel peso di un passato complesso e complessante che si è retto grazie alle sfumature ed alla ricerca di fragili equilibri e compromessi. In poche parole, Renzi è piaciuto perchè è anche l’espressione attesa dei nostri tempi , in cui l’agire diventa forma e contenuto dell’espressione politica e l’ideologia un freno all’azione concreta. Forse anche per questo il Premier riesce ad ottenere consensi al di là delle classiche formazioni politiche di destra e sinistra. In effetti, sempre di più i cittadini chiedono pragmatismo alla politica, cio’ che interessa è più quello che funziona che l’espressione di uno schieramento. Certo ci sono dei rischi in questa scelta di cui il populismo potrebbe essere una delle possibili conseguenze.

Matteo Renzi ha incontrato a Tunisi il Presidente Moncef Marzouki al Palazzo di Cartagine, il Primo Ministro Mehdi Jomâa alla  Kasbah  ed il Presidente delll'Assemblea Nazionale Constituente Mustapha Ben Jaâfar .

Per dare un segnale di sostegno alla società civile che dall’inizio della transizione democratica si batte per il rispetto e l’adozione delle libertà  e dei diritti nella costituzione tunisina, Renzi ha incontrato a Sidi Bou Saïd, in maniera informale, alcune figure femminili  impegnate in particolare sulla lotta per la parità di genere, privilegiando l’incontro con alcune rappresentanti delle associazioni  all’incontro con rappresentanti delle forze politiche ivi compreso quelle del suo stesso partito, presente in Tunisia attraverso il Circolo PD Valenzi.

Renzi ha concluso la sua rapidissima visita pomeridiana con un incontro alla Charmeuse organizzata dall’Ambasciatore d’Italia Raimondo De Cardona in presenza di una delegazione d’imprenditori italiani operanti in Tunisia,  di cui alcuni sono a capo anche di associazioni italiane. Assenti notati, i rappresentanti delle associazioni culturali italiane e quella dell’unica testata italiana in Tunisia, operante nel paese dal 1956. Erano inoltre presenti all’incontro i maggiori  rappresentanti tunisini dell’UTICA.

Il Circolo PD Valenzi ha organizzato un incontro a Tunisi con i rappresentanti eletti della nostra circoscrizione Africa, Asia, Oceania ed Antartide l’On. Fedi ed il Sen.Giacobbe per discutere dei  problemi e prospettive degli italiani all’estero, resisi ancora più complessi dall’ancora immobile legge sull’elezione dei COMITES.

Tra i presenti all’incontro, svoltosi nella sede del Corriere di Tunisi, S.E. De Cardona.

La vigilia del loro incontro con la collettività l’On.Fedi ed il Sen.Giacobbe avevano partecipato alla cena organizzata dalla Società Italiana di Assistenza per dare un segno forte di sostegno all’operato di questa Associazione che, malgrado le difficoltà finanziarie, tenta di interessare tutti noi al difficile destino di chi, senza mezzi e spesso anche isolato, cerca di concludere la sua vita nella dignità.

La cultura sarà in questo mese d’aprile di nuovo una protagonista discreta ma operativa con l’incontro organizzato dalle Università di Siena e di Cartagine il venerdi 4 Aprile alla Dante Alighieri il cui tema sarà un’analisi comparata delle costituzioni tunisina ed italiana e che vedrà la partecipazione dei maggiori professori di giurisprudenza  tunisini ed italiani, una giornata di studi alla Facoltà di Lingue El Khadra (ISLT) il 10 aprile  sul tema della“Violenza e potere nella cultura italiana”, la Settimana della cultura siciliana con la nona  edizione di  Saperi e Sapori del Sud, appuntamento con la Sicilia,dal  6-13 aprile, il 16 aprile 2014 presso l’Istituto Superiore degli Studi Applicati in Umanità di Mahdia una giornata di studio su “La Metamorfosi” ,  una serie di lectio magistralis alla Facoltà della Manuba con interventi che spazieranno dall’impegno poetico di Pasolini e Moravia  alla Commedia dell’Arte, al teatro musicale tra il Seicento ed il Settecento per concludersi con il Barocco a Roma ed a Venezia. All’insegna della cultura  anche l’incontro poetico musicale organizzato  a Sidi Bou Said dalla  Associazione di Promozione del libro tunisino e, come dice Albert Camus , “invece di uccidere e morire per diventare quello che non siamo, dovremo vivere e lasciare vivere per creare quello che realmente siamo.”

E’ infine con orgoglio che ringraziamo i nostri cari Paolo e Mafalda di essere riusciti a superare i 10000 lettori della pagina facebook del Corriere. Se si potesse anche suscitare il desiderio di abbonarsi alla versione cartacea del giornale sarebbe un reale soffio primaverile sulla testata, primavera che come si puo’ notare con le perturbazioni meteorologiche di questi giorni tarda ad arrivare!

 



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 775 - 126 [nuova serie] febbraio

 

NOSTRI PROBLEMI

Un mese denso di avvenimenti dalle due rive del Mediterraneo. In Tunisia un nuovo governo provvisorio sino alle prossime elezioni (fine 2014, inizio 2015?) che sembra ridare ai tunisini un po’ di fiducia nell’avvenire prossimo del paese ed in Italia un nuovo governo che sembra anch’esso spingere per una accelerazione delle riforme di cui si parla da anni senza mai pero’ riuscire a farle votare.

Un governo giovane in un paese che invecchia e dove le nuove generazioni sono le più sacrificate, un paese in cui la crescita è bloccata, dove il fenomeno migratorio sta riprendendo anche se con modalità e profili diversi rispetto al secolo precedente, un paese in cui si fa politica per criticare la politica, si contesta l’Europa proprio nel momento in cui si tratta di darle maggior vigore e peso per non essere totalmente marginalizzati dallo scacchiere mondiale, alla vigilia del semestre UE diretto dal Belpaese.

Un governo di tecnocrati per la Tunisia laddove l’ideologia lascia il posto alle competenze. Percorrendo i curricula dei nuovi dirigenti si rimane impressionati da diplomi altamente qualificati, percorsi lavorativi internazionali che lasciano chi li legge ammirativi. Il problema sarà di trasferire queste competenze ai vari livelli dell’amministrazione tunisina la cui inefficienza in questi ultimi anni è stata particolarmente evidente. Rimettersi al lavoro da una parte e riconsiderare le assunzioni politiche che hanno frenato se non bloccato la ripresa economica, lottare contro la corruzione che sta dilagando, contro il terrorismo che si manifesta sempre quando la politica del consenso ha il sopravvento, contro l’economia sommersa che sta per sommergere l’economia tout court ed infine affrontare l’annoso problema delle milizie “protettrici” della rivoluzione per garantire future elezioni trasparenti, sono i difficili e complessi compiti che attendono il nuovo governo al quale auguriamo di potersi districare da questa fittissima rete di interessi di parte che bloccano la transizione democratica.

In Italia il governo Renzi ha avuto la fiducia al Senato ed alla Camera. La composizione del nuovo governo è stata comunicata dal neo Presidente del Consiglio dopo più di due ore di colloquio a porte chiuse col Presidente Napolitano. Molti giovani nel governo, alcuni noti altri meno. Anche in Italia le condizioni per una governabilità ed una ripresa economica del paese non si annunciano facili. Per noi che crediamo nell’importanza di una politica mediterranea dell’Italia il ribadito interesse di Renzi a queste rive, attraverso anche l’annuncio di aver scelto la Tunisia come primo viaggio ufficiale all’estero, non ci lascia indifferenti. In questa ottica speriamo che si possa rinnovare l’interesse della nostra testata, unico giornale italiano di questa riva sud, testata che richiederebbe un maggior sforzo da parte nostra per approndimenti specifici rinunciando anche all’aspetto generalista che ci caratterizza ma che sottointende uno sforzo economico che al momento non possiamo fornire. Eppure, se ci è permesso di sognare, una stampa specializzata che sia anche utile strumento di consultazione per operatori culturali, economici e politici, che dia realmente spazio ad una rinnovata progettualità mediterranea ed alla ricerca, sarebbe di grande utilità per tutti coloro che pensano come noi che il mondo da costruire non sia separato in “invasori “ ed” invasi”, che non ci sia un muro invalicabile tra civiltà e storie ma che al contrario un mondo vivibile sarà quello che costruisce più ponti possibili, sapendo che nelle guerre la prima cosa che si distrugge sono proprio i ponti perchè cosi’ si è isolati e vulnerabili.

Molti gli avvenimenti che in questo mese di febbraio ed inizio marzo vedono la collettività italiana al centro di un rinnovato interesse. Il Circolo PD Maurizio Valenzi organizza domenica 9 Marzo (dalle 10 alle 13) un incontro con i rappresentanti eletti della nostra circoscrizione l’On. Marco Fedi ed il Sen. Francesco Giacobbe nella sede del Corriere di Tunisi, sita in rue de Russie n°4. Sperando di vedervi numerosi vi annuncio che il tema trattato sarà “Rappresentanza e proposta politica:le idee degli Italiani all’estero”, che parafrasando Fedi cercherà di interrogarsi e delineare scenari propositivi possibili che possano rispondere alla domanda “Quale sarà lo spazio reale degli italiani all’estero nella prospettiva di governo delineata dal Presidente Renzi davanti al Parlamento al momento della fiducia?” Non possiamo non concludere questo editoriale senza salutare il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Luigi Merolla in partenza. La sua capacità di creare eventi culturali che coniughino emozione, sensibilità, bellezza e creino competenze artistiche in questa riva sud del Mediterraneo ci lascia ammirativi! La sua partenza è una perdita per tutti noi ma sapendo il suo attaccamento al paese, possiamo sperare che la sua capacità progettuale continui ad esercitarsi fuori dalle mura istituzionali! Un caro saluto Gino, ci mancherai!

 



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 774 - 125 [nuova serie]

  

NOSTRI PROBLEMI

Mentre i combattimenti continuano a seminare morti sia tra i pro che i contro regime, la Conferenza di Pace sulla Siria di Ginevra che doveva tentare di mettere intorno ad uno stesso tavolo ribelli ed esponenti del governo siriano si rivela un fallimento e benché le speranze risoluzioni che permettano al paese di uscire da questa atroce guerra civile che conta già più di centomila morti non si siano spente, poco spazio è rimasto al dialogo. In Ucraina dopo la repressione sanguinosa delle manifestazioni contro il governo, i manifestanti hanno occupato il Ministero della Giustizia, nel sud Sudan la violenza continua a imperversare così come in Centroafrica dove siamo a rischio di genocidio. E quante crisi dobbiamo omettere per aprire questo inizio 2014! Rimane di certo che per un osservatore quale posso essere io, il mondo si presenta come una polveriera ed il futuro delle popolazioni rischio.

Il rischio non è solo la guerra e gli strani schieramenti che spesso accentuano i conflitti ma è anche per molti paesi la crisi economica, l'incapacità di immaginare un futuro per i giovani, la pauperizzazione dei più anziani, la sfiducia nella politica per l'incapacità di riconoscere anche nelle democrazie più avanzate partiti che siano anche partiti di e con idee.

Una nota positiva però: dopo tre anni di accese discussioni la Costituzione tunisina è stata redatta con l'approvazione articolo per articolo in venti giorni. Al via quindi la costituzione del nuovo governo formato da indipendenti che dovrebbero assicurare l'ultima transizione e l'organizzazione delle prossime elezioni diretto da Medhi Jomaa.

Non poche le polemiche nell'opposizione sul mantenimento del Ministro degli Interni Ben Jeddou. L'opposizione, in effetti, ritiene che il nuovo governo formato da indipendenti non debba mantenere ministri del governo precedente. In particolare il Fronte Popolare ha denunciato dopo l'annuncio della composizione del nuovo governo ed mantenimento non solo del ministro degli interni ma anche dei ministri del Trasporto e della Sanità, una nuova versione corretta del governo precedente della Troika.

Potrà essere realmente indipendente questo nuovo governo che pur pretende tale e portare il paese a delle elezioni libere e trasparenti? L'adozione dell'emendamento all'articolo 19 è stato contestato da Houcine Abbassi, Segretario Generale dell'UGTT poiché, a suo parere, è contrario agli accordi pattuiti e affonda le decisioni del Dialogo Nazionale. Augurandosi che non venga accettato dal capo del nuovo governo, Abbassi ha spiegato che la road map firmata dalle varie componenti politiche non prevede una mozione di censura dell'Assemblea Costituente al nuovo governo mentre sabato 25 gennaio in seduta plenaria i deputati hanno votato un emendamento all'articolo 19 che la prevede su richiesta dei tre-quinti dei membri dell'ANC mentre è possibile il ritiro della fiducia ad un ministro con una semplice maggioranza del 50%+1 .

In Italia, le discussioni del Segretario del PD, Matteo Renzi con l'ex Premier Silvio Berlusconi, hanno indubbiamente sbilanciato molti anche se, forse, era un passaggio necessario per sbloccare questa situazione stagnante che da anni impedisce al paese di ottenere il via libera sulle riforme ed in particolare sulla legge elettorale anche se la questione delle preferenze si è arenata, ma dice Renzi "ottenuto il via libera alle riforme costituzionali, il superamento del Senato, la lotta ai consiglieri regionali che fanno i furbi, la semplificazione istituzionale Stato Regioni, il principio del premio di maggioranza, il ballottaggio, la lotta ai piccoli partiti, non sono riuscito a ottenere le preferenze. Vero, non ce l'ho fatta. Su questo punto abbiamo ceduto. Altrimenti saltava tutto". Proprio sul futuro della legge elettorale ed in particolare sulla questione del voto degli italiani all'estero si discuterà a Tunisi l' 8 o 9 marzo insieme agli eletti della nostra circoscrizione Marco Fedi e Francesco Giacobbe in un incontro pubblico organizzato dal Circolo Valenzi e di cui daremo i dettagli nel nostro prossimo numero.

 



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 773 - 124 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

L’anno «volge alla sua fine» e con esso il rituale bilancio personale o /e collettivo sul tempo trascorso: che abbiamo fatto, dove stiamo andando, che cosa faremo?

Se i tentennamenti del nostro fare e del nostro volere sono l’espressione della nostra soggettività sempre in bilico tra dover essere, voler essere ed essere, più complesso diventa  questo tentennare quando da espressione individuale diventa espressione collettiva.

In Tunisia come in Italia le attese e le disattese, le speranze e le delusioni hanno, seppur declinato in modo diverso, caratterizzato l’anno che sta per finire.

Dopo lunghi mesi di discussioni, di rinvii, di battibecchi, il quartetto diretto dalla centrale sindacale dell’UGTT, non senza aver provocato alcune contestazioni , si è accordato per incaricare Mehdi Jomaa, Ministro dell’Industria nel Governo Ali Larayedh e candidato di Ennahda, a formare il prossimo governo e questo sino all’organizzazione delle prossime elezioni. Se i tunisini da una parte sono soddisfatti di aver finalmente  un candidato, d’altra parte molti dubitano della reale indipendenza del futuro primo Ministro, che dipenderà anche dalla composizione del  governo ad oggi non ancora ufficializzato. Il Fronte Popolare però ha deciso di  non partecipare per il momento ai prossimi incontri previsti dal Quartetto.

Un bilancio difficile per la Tunisia nel suo terzo anno post- rivoluzionario: crisi economica, crisi securitaria, crisi delle istituzioni. Il prossimo governo saprà condurre la Tunisia alle elezioni garantendo la neutralità dell’amministrazione, in conformità con le leggi di trasparenza, di chiarezza e di democrazia, condizioni  necessarie per una reale transizione democratica?

Se la Tunisia non vede chiaramente le prospettive del suo futuro prossimo, l’Italia dopo la proiezione del video sui maltrattamenti e le umiliazioni subite dagli immigrati sbarcati a Lampedusa, ha gravemente danneggiato l’immagine di una democrazia il cui principio primo è la parità di diritto degli uomini tutti  e quindi di trattamento, siano essi cittadini italiani o non.

L’elezione di Matteo Renzi, quale Segretario del Partito Democratico, con un importante distacco dai suoi concorrenti, se ha significato un voler rompere con le logiche spesso incomprensibili per i cittadini dei partiti tradizionali, per un desiderio di tagliar corto con le vecchie leadership, ci porta a interrogarci sul ruolo dei partiti politici nella società contemporanea. In effetti, ci sembra che, ormai da vari anni i tradizionali schieramenti ideologici si stiano appannando a favore di una politica che s’impronti sull’agire concreto e che il bisogno di una nuova parola politica stia emergendo sempre con maggior vigore. Per quanto ci riguarda grande è l’attesa che la nuova segreteria si pronunci sul ruolo che intende dare agli italiani all’estero.

Desta sospetto la manifestazione dei “forconi” a Roma: che senso ha oggi questa seppur pacifica marcia simbolica su Roma  e perché precisamente dopo la decadenza di Berlusconi dal Senato?

Nell’augurare ai nostri lettori tutti un felice Natale ed un anno nuovo pieno di sorprese allietanti, ricordo che il giornale vive solo grazie ai vostri abbonamenti per cui rinnovateli se non lo avete già fatto ed abbonatevi se non lo siete già! Un affettuoso ringraziamento a coloro che animano la pagina facebook, il sito web e la versione cartacea del giornale e l’augurio di proseguire la nostra collaborazione. AUGURI!



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