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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


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- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 830 - 182 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

Un mese di novembre all’insegna della cultura italiana in Tunisia che ci ha regalato mostre, conferenze, assaggi golosi! Dal 19 al 24 novembre, la terza edizione della Settimana della cucina italiana, ha voluto valorizzare il patrimonio gastronomico italiano dimostrando, per chi ancora ne dubitasse, che la cucina è innanzitutto cultura poiché come afferma un esperto di storia dell’alimentazione, il Prof.Montanari: “Dal mio punto di vista la cucina è un elemento culturale fondamentale, fa cioè parte di tutte quelle componenti di base della società. Al di là degli aspetti nutrizionali, la cucina ci trasmette infatti dei valori simbolici, identitari, sociali, di convivialità. Credo che riflettere su questi aspetti culturali del cibo sia un modo per preparare anche chi fa il mestiere del cuoco ad avere una percezione del suo lavoro più ricca, più aperta, che la rende più interessante e che risponde anche meglio a ciò che i consumatori vogliono oggi. Perché non ci si accontenta più semplicemente di mangiare e di sfamarsi, ma si vuole consumare idee. Senza voler con questo intellettualizzare il cibo, in verità la cucina è di per sé stessa storicamente piena di idee ed è giusto che emergano. Riflettere sul contenuto culturale del cibo è dunque estremamente importante anche per chi fa tecnicamente cucina”.

Questa riflessione sull’alimentazione ha avuto anche il merito di interrogarsi sul nostro rapporto con l’ambiente e sulla necessità di evitare gli sprechi poichè “il mondo è il nostro giardino.”

L’interessante mostra “Classic Reloaded. Mediterranea” concepita dal MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, è stata inaugurata il 29 novembre al Museo del Bardo a Tunisi e rimarrà aperta al pubblico sino alla fine di gennaio. La mostra, che espone realizzazioni di artisti italiani contemporanei, è ulteriormente valorizzata anche dal contrasto tra le sale d’ispirazione barocca del Palazzo e l’essenzialità delle opere.

Ai primi di dicembre la presentazione dell’Ambasciatore dell’Argentina Claudio Rosencwaig, sull’impatto e la storia dell’emigrazione italiana nel suo Paese ci permetterà di mettere a confronto due percorsi migratori degli italiani: quelli che si spostarono dalla terra d’origine all’Africa del Nord e quelli che invece migrarono in America Latina. Ciò al fine di elaborare una storia comparativa della migrazione italiana nel mondo.

Dal 6 all’8 dicembre, un convegno su “Architetti, ingenieri, imprenditori ed artisti decoratori italiani nel Maghreb” e una conferenza il 6 dicembre di Danielle Hentati sull’emigrazione italiana in Tunisia presso la Biblioteca Diocesana chiuderanno questo primo ciclo di eventi dedicato al mondo dell’italianità.

La politica però ci rincorre e questa oasi culturale nella quale con delizia ci eravamo immersi si dissolve nell’inquietudine di perderci nel deserto senza fine di un mondo in profonda crisi: in Italia il Decreto Sicurezza ed Immigrazione è stato approvato in via definitiva ed è diventato quindi legge, in Francia la rivolta dei “gilets jaunes” e le operazioni di vandalismo che l’hanno accompagnata ci interrogano su come evitare che un diritto fondamentale dello stato democratico, quale il diritto di manifestare, sia sviato e denaturato da migliaia di “casseurs” che saccheggiano, vandalizzano ed incediano luoghi simbolo della Repubblica. In Tunisia il braccio di ferro tra sindacato e governo continua mentre il potere d’acquisto dei cittadini si sta pericolosamente abbassando.

Una nota positiva: il Consiglio dei Ministri tunisino ha approvato la proposta di legge sulla parità di genere, in particolare in materia di eredità anche se ancora deve essere ratificata in Parlamento.

Entriamo in un periodo festivo: alla festa ebraica delle Luci (hanuka) ai primi di dicembre seguiranno le luminose feste natilizie che auguriamo possano dissipare per un momento le nubi che abbuiano i nostri cieli. A tutti i nostri lettori, che continuano a credere nell’importanza di una pubblicazione in lingua italiana nel Maghreb quale testimone delle relazioni politiche, culturali ed economiche tra le due rive del Mediterraneo, i nostri più cari auguri!

 



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 829 - 181 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

L'annuncio di un rimpasto ministeriale del governo tunisino voluto dal governo di Youssef Chahed, accolto con una certa freddezza da parte di alcune formazioni  politiche, ha toccato 18 ministeri. È quindi un'operazione che tocca in profondità la struttura del governo e che ci interroga sul significato politico di questo cambiamento, in un contesto di possibili tensioni sociali dovuto ad un rincaro notevole della vita, ad una disoccupazione giovanile crescente, ad una corruzione diffusa ed a un dialogo sempre più teso tra le varie formazioni politiche. Il rimpasto potrà portare il tanto atteso respiro alla Tunisia, alla vigilia delle elezioni del prossimo anno che si annunciano molto complesse?

La Tunisia riuscirà ad uscire dall'impasse politica, etica ed economica nella quale si trova oggi? Le formazioni politiche non sono molto rassicuranti nella misura in cui vi è un sempre maggiore divario tra politici e popolazione e dal momento che le opposizioni che dovrebbero avere un ruolo regolatore, sono spesso troppo deboli o vivono al loro interno troppe divergenze per costruire alternative credibili. Certo questi schemi li ritroviamo in molte altre realtà ma la posizione geografica della Tunisia, circondata da Paesi del tutto instabili o potenzialmente instabili la rende molto più vulnerabile.

In questo difficile contesto la visita del Presidente del Consiglio Conte potrà essere un'opportunità per un sostegno effettivo alla Tunisia?

Conte ha ribadito il suo appoggio alla Tunisia, unico Paese della regione che sta realizzando il percorso virtuoso ma difficile della democrazia ed ha invitato il Presidente tunisino Caid Essebsi alla conferenza di Palermo sulla Libia che vedrà attorno allo stesso tavolo le varie fazioni e rappresentanti libici tentare di uscire dalla guerra senza tregua che vive questo martoriato Paese.

La visita di Conte fa seguito ad una serie di incontri tra ministri italiani e tunisini, ultima delle quali quella del ministro Salvini che ha visto come temi principali terrorismo, migrazione e cooperazione. Un incontro con la collettività italiana si è svolto presso la residenza d'Italia nella quale il Presidente Conte ha ribadito il sostegno del governo alle imprese ed alla diffusione della lingua e cultura italiane in Tunisia.

Se c'è una forte disponibilità dell'Italia nei confronti della Tunisia, la Tunisia si aspetta che l'Italia rinnovi la conversione del debito già avvenuta dopo la visita di Caid Essebsi a Roma nel 2017 così come una partecipazione dell'Italia al progetto di sviluppo di El Mahdeth, nel Sahara tunisino.

L'Europa ed in particolare l'Italia stanno spingendo la Tunisia ad accettare sul suo territorio dei centri di controllo per migranti che abbiano funzione di smistamento tra i richiedenti asilo politico e quelli che emigrano per questioni economiche, facendo un distinguo difficile da percepire: come si possono separare le esigenze economiche da quelle politiche? La frontiera tra economia e politica è infatti molto labile e le distinzioni opinabili.

La Tunisia, ostile al progetto di avere sul suo territorio già fragile centri di sbarco e di pre-smistamento per migranti che vogliono recarsi in Europa, potrà reagire alle forti pressioni che subisce non solo dall'Italia ma dall'UE? La Tunisia non ha ancora votato la legge sull'asilo e probabilmente tarda a votarla proprio a causa della sua manifesta ostilità a diventare una piattaforma di sbarco per migranti diretti in Europa, cosa che, al contrario, risolverebbe i problemi degli sbarchi dei Paesi rivieraschi europei, spostando più a sud le frontiere degli arrivi dei candidati all'emigrazione. In altre parole, si vorrebbe spostare i centri d'accoglienza nei Paesi nordafricani ma la Tunisia può diventare la piattaforma degli sbarchi per evitare questi valzer degli Stati che fanno ballare pericolosamente navi di migranti da un porto all'altro? La società tunisina potrebbe essere in grado di risolvere la difficile questione degli sbarchi in Europa?

Diffidenze politiche, sociali, culturali ed economiche se non psicologiche si frappongono quando parliamo del fenomeno migratorio attuale che diventa di conseguenza una posta in gioco politica piuttosto che un vero problema da dibattere. Il fenomeno della migrazione al quale noi assistiamo non può essere in effetti un problema dibattuto solo in chiave nazionale e non può essere appannaggio di sole forze politiche contrarie o favorevoli che ideologizzano una problematica che va ben oltre i meri schieramenti.

Secondo noi, sarebbe necessario fare una vera riflessione ed indire una conferenza tra Paesi per dibattere seriamente della questione.

Se la Tunisia ha virtuosamente votato la legge contro la discriminazione razziale, un plauso particolare va alla Sede Centrale della Dante Alighieri a Roma che ha revocato dopo 80 anni l'atto di espulsione dei soci ebrei a seguito delle leggi razziali del 1938. Una giornata di studi intitolata ''La cultura italiana, la Società Dante Alighieri e l'antisemitismo italiano'' è stata organizzata proprio alla Dante a cura del suo Presidente Riccardi e da Gabriele Rigano, dell'Università per stranieri di Perugia, alla presenza di alcuni dei discendenti di quegli ebrei espulsi, ai quali è stato consegnato un diploma che dichiara i loro parenti soci perpetui, appunto revocandone l'espulsione, avvenuta a suo tempo sotto la presidenza di Felice Felicioni, chiamato a fascistizzare la Società. Un atto dovuto e che onora la Dante Alighieri!

 


 


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 828 - 180 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

Piogge devastatrici in questo fine settembre si sono abbattute in Tunisia, in particolare nella regione di Nabeul dove la fragilità delle infrastrutture fognarie, l’abusivismo, l’accumulo di rifiuti hanno ulteriormente aggravato i danni dovuti alle piogge torrenziali. Diceva il nostro Machiavelli che per evitare lo straripare dei fiumi, occorre costruire gli argini altrimenti saremo sempre in balia della “fortuna”, ossia del caso. Ma come passare dalla fortuna alla virtù e cioè dal subire al prevedere, dal fato alla ragione? Abituati all’immediato, all’istantaneo fruire ci allontaniamo dagli effetti che un’azione qualsiasi può produrre nei tempi lunghi o anche medi a scapito del nostro futuro ma anche del nostro pensare. Certo, sappiamo che a una causa non corrisponde necessariamente un effetto poiché possono esserci molteplici cause e molteplici effetti, ma la volontà di cancellare l’effettualità dal nostro orizzonte mentale mette a rischio la nostra capacità di valutare le cose e ci trascina verso un opinionismo emotivo che occulta la/le direzioni del nostro orizzonte sociale, politico, economico, culturale e scientifico.

Il rischio è anche quello di diluire la ragione nello straripamento passionale della/e propagande che qua e là fioriscono nel mondo e che mettono a repentaglio una delle più alte conquiste della modernità, ossia la libertà dell’individuo, quando si preferisce “coltivare l’apparenza” fino ad immaginarci “che è verità”. In Tunisia, così come in Italia, la malattia dell’istantaneo agire, tocca in profondità il corpo malato della nazione. La politica del “giorno per giorno” finisce con l’annebbiare il nostro stesso presente. Il mese d’ottobre è per fortuna ricco d’avvenimenti culturali, dall’Ottobre musicale, alle Giornate Internazionali del Cinema di Cartagine, alla Settimana della Lingua Italiana con un ricco programma proposto come ogni anno dall’Istituto Italiano di Cultura.

Ha ripreso anche dal 2 ottobre alla Dante Alighieri l’appuntamento bimensile del giovedì al Cineforum che quest’anno ha per tema il cinema e la letteratura. Visite politiche hanno segnato la ripresa delle attività dopo la pausa estiva con in particolare la visita del ministro Matteo Salvini al suo omologo tunisino Hichem Fourati per discutere dell’emergenza migratoria, tema caro al ministro italiano, in vista di concordare un piano d’azione per ridurre l’emigrazione clandestina. Un incontro mattutino del ministro Salvini con gli imprenditori italiani in Tunisia, prima delle visite istituzionali previste, si è svolto presso la Residenza d’Italia.

Per i nostri specifici problemi: un incontro con la collettività organizzato dal Comites, in presenza dell’Ambasciatore d’Italia, Lorenzo Fanara si è svolto nel mese di settembre ad Hammamet. Seppur con passionalità mista a risentimento e a rancore, i partecipanti alla riunione, per lo più pensionati stabilitisi in Tunisia negli ultimi anni, hanno evidenziato problematiche e disagi a cui le nostre autorità di riferimento si sono mostrate sensibili. Riteniamo però che questi incontri, seppur nei limiti della buona educazione, siano molto utili per superare diffidenze ed avvicinarsi maggiormente alla nostra così diversificata collettività. Ottobre è da sempre, nella coscienza collettiva, il segno della ripresa ed anche dei buoni propositi che poi nel tempo possono o meno essere mantenuti: speriamo che la Tunisia, sempre più affossata da interessi di parte, si rimetta seriamente al lavoro per cominciare ad uscire da questo vortice discendente nel quale rischia sempre di più d’essere inghiottita!

 


 


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