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- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 825 - 176 [nuova serie]

 

 NOSTRI PROBLEMI

Tunisia ed Italia attraversano periodi convulsi della loro storia politica anche se le ragioni dell’una non sono sovrapponibili alle ragioni dell’altra. In Tunisia è a forte rischio la direzione del primo ministro Youssef Chahed ormai entrato in conflitto anche con la direzione del suo partito, Nidaa Tounes. Lo stesso sindacato spinge per le sue dimissioni mentre l’unico partito a sostenerlo sembra essere Ennadha. Sebbene il Paese abbia più che mai bisogno di stabilità per uscire dal marasma economico e sociale in cui si trova, sembra che i giochi politici abbiano ad ora il sopravvento sugli interessi della nazione. In Italia la situazione che è venuta a crearsi negli ultimi giorni di questo mese di maggio ha fatto presagire i peggiori scenari con una crisi istituzionale del tutto inedita. Il rifiuto da parte del Presidente Mattarella della prima lista di governo proposta dal Presidente del Consiglio appena nominato, Conte, per scongiurare un rischio ben più grande per l’Italia tutta, ha acceso contraddittoriamente gli animi degli italiani. C’era chi accusava il Presidente di non aver rispettato il verdetto delle urne, chi si era già messo in campagna elettorale affermando che quello che era stato negato loro lo avrebbero riconquistato con una marea di voti, quelli che volevano mettere in stato d’accusa Mattarella e quelli che ne riconoscevano il coraggio e la lungimiranza: abbiamo assistito ad un balletto discordante delle emozioni e degli umori con toni a volte realmente riprovevoli che lasceranno l’amaro in bocca malgrado il lieto fine. L’iniziativa del Presidente qualunque sia la nostra posizione politica è stata saggia poichè dopo il ritiro del Premier Conte, è stato chiamato a formare un governo tecnico Cottarelli. Due giorni di urla in cui il grido della politica è diventato la politica del grido... con danno immediato per l’Italia. Ma proprio nel momento in cui i toni salivano pericolosamente un varco si è aperto e nuove trattative si sono fatte strada per assicurare un governo politico delle due formazioni che hanno vinto le elezioni politiche di marzo, 5 Stelle e Lega. E di qualche minuto fa l’annuncio del ritiro di Cottarelli ed il ritorno di Conte con una lista di governo accettata dal Presidente della Repubblica italiana. Un lieto fine. Non vogliamo entrare nella polemica del “ha fatto bene Mattarella” o “ha fatto male Mattarella” ma non possiamo non esprimere un nostro giudizio: ha salvato l’Italia! Da domani avremo un governo che sarà guidato dal Prof. Giuseppe Conte affiancato da Luigi di Maio e da Matteo Salvini che saranno anche rispettivamente ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico e ministro dell’Interno. A guidare la Farnesina sarà Enzo Moavero Milanesi mentre il contestato ministero dell’Economia e delle Finanze sarà diretto da Giovanni Tria. Intanto si sta facendo strada l’appello dell’opposizione a creare un fronte repubblicano contro un governo giudicato “tra i peggiori per l’Italia dalla Liberazione ad oggi”. Riusciranno ad unirsi e non darci questa ormai ricorrente immagine di eterne divisioni ? Lo vedremo nei prossimi mesi. In Tunisia ed in tutto il mondo musulmano si festeggerà tra il 15 ed il 17 giugno la fine del mese di Ramadan. A tutti i tunisini un augurio di buone feste ed a tutte le migliaia di alunni e studenti che passeranno i loro esami in questo mese l’augurio di una meritata promozione. Una speranza per l’Italia e per tutti coloro che vivono sulla sponda sud del Mediterraneo: il Mediterraneo “s’ha da fare, domani e sempre” per cui, oltrepassando i discorsi elettoralisti, un’attenzione più pacata ai flussi migratori e a chi è in sofferenza, sarebbe veramente auspicabile!



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 824 - 175 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

Tra pochi giorni si vota in Tunisia un po’ nell’indifferenza generale. Il voto di pochi giorni fa dei militari e dei poliziotti, una settimana prima degli altri cittadini, ha registrato cifre perlomeno sconfortanti per chi s’aspettava una partecipazione più alta. Ha votato, in effetti, solo il 12%. In Italia invece dopo l’intervento televisivo di Matteo

Renzi, l’accordo ipotetico per formare una maggioranza tra 5Stelle e PD è stato scartato. Molto commentato sia nelle file del PD che dalle altre forze politiche, l’intervento di Renzi ha però confortato gli aderenti al suo partito che, salvo per una piccola minoranza, sarebbe stato considerato un accordo poco realistico. La politica ha però spesso delle ragioni che la ragione stessa ignora per cui, tra un possibile ritorno al voto, una riapertura delle discussioni con altri/gli stessi partiti, un rimando di responsabilità al Presidente della Repubblica, tutti gli scenari possibili si sono nuovamente riaperti con grande danno per l’Italia. Nel Medio Oriente la crisi si aggrava con gli scontri violenti tra israeliani e palestinesi che hanno visto una repressione senza precedenti dei palestinesi con decine di morti. La guerra tra Paesi contrapposti continua a penalizzare la popolazione civile siriana che subisce sempre un calvario senza tregua. Del jihadismo e di chi ha favorito la partenza di migliaia di giovani specie tunisini se ne parla sempre meno allorché i sopravvissuti sono di ritorno nei Paesi d’origine e rischiano di creare ulteriore instabilità in paesi già indeboliti da una forte crisi economica. Se la repentina riconciliazione tra Sud e Nord Corea sembra offrirci un momento di distensione, allorché pochi mesi orsono sembrava che si fosse alla vigilia di una escalation minacciosa in particolare tra USA e Corea del Nord, nondimeno restiamo stupiti di come l’opinione pubblica sia costantemente manipolata, come venga spinta a schierarsi così facilmente con gli uni o con gli altri e con la stessa rapidità e facilità a uscire da quegli stessi schieramenti. Come dicono i filosofi è meglio in questo caso “sospendere il nostro giudizio”. A Jerba in questi giorni il pellegrinaggio della Ghriba ha visto affluire migliaia di turisti. Presenti anche le massime autorità dello Stato tra cui il Primo ministro Youssef Chahed. Altamente simbolico, è considerato un test per l’inizio della stagione turistica. Le festività della Ghriba sono ad oggi uniche nel mondo arabo ed hanno il merito di riunire nell’allegria gli ebrei venuti da ogni parte del mondo che con i tunisini creano questo momento magico di condivisione così raro e prezioso in questa travagliata parte del mondo.

 



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 823 - 174 [nuova serie]

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