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 26 nov - 6 dic 2014

 

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  Prima Pagina

 

 

Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 

In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email



 news

 

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 806 – 157 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

Clima pre-elettorale in Francia all’indomani della vittoria di Trump negli Stati Uniti contro la Clinton che porta con sé tutte le inquietudini sul futuro incerto dell’Europa, scossa da venti populisti che sperano poter, sulla scia della vittoria repubblicana americana, convincere i loro elettori.

Clima elettorale per gli italiani all’estero che votano in questi giorni per il referendum costituzionale su sfondo di polemiche sulla trasparenza del voto all’estero. La questione non è recente e l’impatto del voto degli italiani fuori d’Italia è sempre stato oggetto di polemica: nel passato perché si temeva che fosse un voto di destra, più recentemente perché fosse un voto di sinistra. Tutto fa brodo comunque per rimettere in causa, per sminuire o vanificare gli sforzi di chi da sempre si batte per permettere la partecipazione delle collettività italiane all’estero alla storia politica dell’Italia. Contrariamente a quello che tanti affermano gli schieramenti sono molto meno omogenei e compatti di quello che si vuol intendere, per cui la paura di brogli ci sembra essere meramente ideologica e non riflettere la composita espressione degli italiani all’estero.

Molta polemica ha suscitato la lettera del Comitato del SI a firma di Renzi. Si può criticare l’iniziativa ma non certo affermare che è stata un’ingerenza sul voto degli elettori. Altrettanto avrebbe potuto fare il Comitato per il NO che, se non con una lettera, ha pubblicizzato ampiamente la sua posizione.

Si può comunque notare molto fervore per il referendum sia degli uni che degli altri ma l’ultima parola rimane per fortuna  agli elettori.

Gli italiani di Tunisia così bistrattati quando si tratta del loro voto hanno dimostrato la loro solidarietà all’immensa catastrofe a seguito del terremoto dell’Italia centrale partecipando all’iniziativa del Comites Tunisia a favore delle popolazioni colpite dal sisma. Il ricavato di circa 8500 dinari sarà interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana.

Il senatore Francesco Giacobbe eletto per la circoscrizione Africa, Asia, Oceania ed Antartide ha fatto una breve sosta a Tunisi in occasione di un incontro organizzato dal Circolo Valenzi Tunisi per esporre il suo punto di vista in merito al quesito referendario. In questi giorni stanno arrivando le schede elettorali ma se entro il 21 novembre alcuni connazionali, per disguidi postali ma anche per non aver comunicato un eventuale cambiamento d’indirizzo, non dovessero aver ricevuto la scheda possono  ritirarla in Ambasciata.

Dal 22 al 27 novembre , L’istituto Italiano di Cultura organizza “La Prima settimana della Cucina Italiana nel  mondo” con al menu film, mostre, conferenze, cene che abbiano per tema l’alimentazione.  Peccato che il bel libro a cura di Marinette Pendola “L’alimentazione degli italiani in Tunisia” non sia incluso nella lista degli eventi.

La Tunisia si prepara  alla Conferenza Internazionale sull’Investimento  che si terrà a Tunisi i prossimi 29 e 30 novembre . Evento di grande importanza che vedrà la partecipazione di capi di Stato, di  rappresentanti del settore pubblico e privato, della società civile, di organizzazioni internazionali, ha l’ambizione di rilanciare gli investimenti stranieri in Tunisia. Questo forum economico è il secondo  evento organizzato su così larga scala  dalla rivoluzione dopo la conferenza del 2014, voluta dal governo di Mehdi Jomâa dal titolo  “Investire in Tunisia, start-up democracy”, la quale però non aveva prodotto gli effetti sperati.

Una nota dolente sulla Tunisia: la seconda morte, come ha affermato la moglie, di Lotfi Nagdh ucciso a Tataouine nel 2012 ad opera delle Leghe protettrici della rivoluzione. Lotfi Nagdh era il coordinatore di Nidaa Tunis nella cittadina del sud. Sebbene il suo corpo portasse i segni dei colpi infertogli, i giudici di Sousse nella loro sentenza di I° grado hanno dato un “non luogo a procedere” affermando che la morte sia intervenuta a seguito ad un arresto cardiaco e liberando così dall’accusa di assassinio premeditato gli autori delle violenze.

Molti tunisini leggono l’esito del processo come un inquietante ritorno delle Milizie dopo il loro scioglimento. Messo sotto accusa anche il partito Ennadha che ha risposto con un comunicato del suo Presidente il quale, dopo la polemica nata dopo la liberazione di tutti gli accusati dell’assassinio di Lotfi Nagdh, ha chiamato a rispettare la decisione dei giudici senza politicizzare “l’incidente” e che le contestazioni si potranno fare durante l’appello. Molti però hanno letto attraverso questo processo la dipendenza dei giudici al politico.

 



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 805 - 156 [nuova serie]

a

 

 NOSTRI PROBLEMI 

 

Il 23 ottobre ed il 29 ottobre ci sono due iniziative in favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto organizzate l'una dal Circolo Italiano e l'altra dal Comites.

Secondo il vocabolario Treccani "Il termine solidarietà deriva dal latino solidum, che significa "moneta" e, in particolare, dall'espressione del diritto romano in solidum obligari ("obbligazione in solido"), cioè un'obbligazione per cui diversi debitori si impegnano a pagare gli uni per gli altri e ognuno per tutti una somma presa in prestito o dovuta in altro modo. ... ma intorno all'Ottocento il termine solidarietà comincia a entrare nell'uso nella sua accezione moderna per esprimere l'idea di una fratellanza universale degli uomini, la convinzione che l'intero genere umano formi un'unica famiglia...Fu in Francia, verso gli anni Trenta e Quaranta dell'Ottocento, che il termine solidarietà viene introdotto per la prima volta nel significato di "legame di ciascuno con tutti" dai padri fondatori della sociologia, Auguste Comte ed Émile Durkheim..."

Se abbiamo avuto la pedanteria di ritornare sul significato del termine solidarietà è perchè ci interroghiamo oggi su come sia possibile che un atto di solidarietà possa generare divisione e non coesione come lo indica la parola stessa di solidarietà? Qualunque siano, in effetti, le nostre simpatie o antipatie (giustificate o non), le nostre opinioni o contro-opinioni, la nostra sensibilità politica, riteniamo che sia andata persa un'occasione per la collettività di dimostrare la sua coesione per un'azione il cui significato invece avrebbe dovuto proprio dimostrare il contrario. Ce ne rammarichiamo poichè questo ci dimostra che non si giudica un'azione dalla sua finalità ma da chi agisce ma siccome come diceva Nadia Spano "sono un'inguaribile ottimista" spero che per il futuro si ritrovi il senso dell'agire comune.

La collettività sarà chiamata a votare il mese prossimo per il referendum costituzionale. Qualunque siano le nostre posizioni ci sembra fondamentale partecipare a questo quesito referendario poichè cambieranno se si vota "si" le funzioni del Senato mentre se si vota "no" rimarrà il bicameralismo perfetto. Le ragioni del si e del no ci saranno spiegate il 6 Novembre dal parlamentare e rappresentante della nostra circoscrizione Africa,Asia, Oceania e Antartide On.Marco Fedi e dall'avv. Bianco nell'incontro pubblico organizzato a Tunisi al quale siete tutti invitati a partecipare, qualunque sia la vostra opinione in merito. Orario e luogo saranno comunicati dagli organizzatori nei giorni che seguono.

Come già evocato in un precedente editoriale, notiamo con preoccupazione lo slittamento attuato da alcune forze politiche per fare di questo voto, un voto pro o contro il governo di Renzi. Certo, votare è un atto politico ma siccome si propone di cambiare o no alcuni articoli della Costituzione che rimarebbero al di là del governo di un tale o di un tale altro, sarebbe più giudizioso, a nostro parere, riflettere sul "che cosa cambierebbe se passasse il si e che cosa non cambierebbe se passasse il no?".

Nei giorni 12-17 ottobre si è svolta, la prima edizione dello 'Yacht Med Festival Blue Tunisia Lazio International', alla Marina del porto di Gammarth organizzata congiuntamente dalla Camera Tuniso-Italiana di Commercio e dalla regione Lazio. Erano presenti le principali realtà tunisine e italiane legate all'Economia del Mare: Utap, Api, Cepex, Apia, Fipa, Utica, ministero tunisino del Commercio, dei Trasporti e degli Affari Locali, Camera di Commercio tunisino-italiana, Camera di commercio di Latina. Oltre 100 gli espositori, 40 gli stand per le aziende laziali.

Lo scopo della manifestazione come lo afferma il presidente della Camera di Commercio tuniso-italiana, Mourad Fradi è stato di "rafforzare la collaborazione e l'interscambio tra l'Italia, in particolare la Regione Lazio, e la Tunisia" per "diffondere la cultura dell'Economia del mare in Tunisia, fare del porto di Gammarth un importante hub nel Mediterraneo, permettere alle imprese in Tunisia di migliorare la loro competitività grazie al know-how italiano nei settori dell'Economia del Mare e della nautica, oltre a favorire il processo di internazionalizzazione divenuto esigenza concreta per le aziende laziali e italiane, alla ricerca di nuovi mercati." Un altro evento molto ripreso e commentato è stato l'incontro in un'aula del Parlamento, il 19 ottobre a Roma , organizzato dalla Commissione Esteri del Senato guidata dal Sen.P.F. Casini in collaborazione con l'ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) di Rached Ghannouchi, Presidente del Movimento Ennadha. Aldilà dei commenti suscitati da questa notizia, dei pro e dei contro, il problema posto da molti è stato: qual'è la posizione del governo italiano rispetto a Ennadha? Possiamo parlare di un partito islamico democratico? E' possibile considerare questo partito alla stregua dei partiti cattolici in Europa? Dobbiamo interloquire con uno dei partiti che rappresentano la coalizione al governo e la maggioranza parlamentare? La demonizzazione di un partito è politicamente auspicabile o lede proprio coloro che ne sono i promotori? Dibattito altamente democratico se alla condanna od all'assoluzione si preferisse lo scambio e la discussione. Tunisini ed italiani qui residenti si pongono queste domande specie dopo la notizia pubblicata sui giornali telematici tunisini dell'arresto di terroristi al Kef finanziati da paesi del Golfo ed alle dichiarazioni di Ghannouchi sul terrorismo ed il suo nesso o meno all'Islam.

 

 

 


 


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