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 26 nov - 6 dic 2014

 

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  Prima Pagina

 


Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email 



 news

 

Ricordiamo ai nostri lettori che è entrata  in vigore a partire il  1 ottobre la disposizione della nuova legge finanziaria tunisina che prevede il pagamento di una tassa di 30 dinari (circa 15 Euro) per i cittadini stranieri non residenti in uscita dalla Tunisia. Il pagamento verrà effettuato tramite l'acquisto di marca da bollo, disponibile presso porti e aeroporti, posti di frontiera di transito terrestre e le sedi dell'agenzia delle entrate.

 

[08-10] - 10-30 ottobre: Ottobre Musicale di Cartagine. La serata di apertura è affidata all’Istituto Italiano di Cultura con un concerto della violinista Maristella Patuzzi e dell’arpista Floraleda Sacchi.

 

[08-10] - 26 ottobre: Elezioni Politiche in Tunisia

 

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 781-132 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Il parossismo del XXI° secolo è aver reso compatibile le forme più avanzate della tecnologia, della comunicazione e dell’economia con l’espressione di arcaismi culturali, sociali e politici senza che quello che comunemente chiamiamo modernità inteso come progresso venga a scontrarsi con le forme più esplicite di regresso e di vetustà. E’ quello che chiamiamo la post-modernità, e cioè la possibilità di costruire un mondo in cui è possibile la convivenza tra ripiegamento identitario e mondializzazione, tra progresso scientifico e mentalità clanica, tra etnicizzazione sociale e utilizzo delle più sofisticate espressioni della tecnologia moderna.

Possiamo utilizzare gli strumenti più attuali e rivendicare il ritorno a forme arcaiche di società senza creare in queste figure apparentemente antitetiche una frattura inconciliabile: una società moderna senza i valori della modernità puo’ diventare allora una società in cui il progresso non viene più pensato come evoluzione sociale e civile ma puo’ essere pensato come percorso a ritroso.

Siamo tutti stupiti che siano proprio i giovani a vivere questa radicale separazione ma, da quasi un secolo, abbiamo svuotato la modernità dalla cultura della modernità, separato etica da politica, condannato i “valori” del progresso e affermato una tecnologizzazione del progresso svuotandolo dai suoi valori civili e culturali che, invece, necessariamente comportava. Il mondo occidentale entra nella modernità con la dichiarazione universale dei diritti, la post-modernità ha negato l’universalità come un residuo della metafisica e ha reso possibile una visione mercantile del progresso, dell’evoluzione, della modernità a scapito del senso che questa modernità supponeva in ambito politico, sociale, culturale e economico.

Se siamo stupiti che oggi giovani aderiscano a progetti arcaici in nome di principi che hanno senso solo nel contesto di una storia che si radica in una società di un o più millenni fa, è perchè il progresso e la modernità si sono svuotati dal loro corollario che era l’emancipazione.

Cosi e semplificando molto per via del poco spazio a mia disposizione, abbiamo reso anche possibile le identità omicide e le guerre sante alle quali assistiamo oggi con paura e disperazione rispetto ad un futuro che, ingenuamente, pensavamo di pace.

Il mondo scricchiola ed assistiamo impotenti al suo cedimento! Forse è ora che ci implichiamo in maniera più concreta nella società e che l’ideologia dell’indifferenza si sostituisca con quella di ridare alla cultura, intesa come insieme di valori, la sua centralità per rompere con la logica dei mondi appartati e antitetici ed affermare valori universali, imprescindibili dalla modernità e dal progresso.

Abbiamo in quanto collettività italiana in Tunisia, nel nostro infinitamente piccolo, un’occasione di sostituire la logica della frantumazione identitaria a quella della coesione civile intorno ad un progetto comune: l’elezione dei COMITES che sono gli organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno tremila connazionali iscritti. Lo stesso si puo’ dire dei tunisini che andranno alle urne il prossimo 26 ottobre.

Gli italiani in Tunisia hanno tante sfaccettature: italiani in Tunisia da molte generazioni, italiani in Tunisia da tempi recenti, italiani in Tunisia per via di un parente italiano (madre, padre, nonno/a, moglie o marito), immigrati in Italia di ritorno in Tunisia che hanno acquisito la cittadinanza italiana, italiani pensionati che si trasferiscono in Tunisia sperando di poter trascorrere una vita meno disagiata che in patria ecc.

Tanti modi di essere di nazionalità italiana ma tutti italiani senza gerarchia alcuna: un’italianità plurale che per non essere solo una nazionalità di comodo deve poter rappresentare tutti ma soprattutto coinvolgere tutti: l’elezione del Comites è quindi un’opportunità per unire cio’ che è tradizionalmente separato, per creare un’italianità dei valori comuni e disinnescare questa logica della reciproca discriminazione, riconoscendoci nel valore di una comune idea della cittadinanza e non in quello squisitamente identitario. Per partecipare al voto del Comites occorre essere iscritto all’AIRE ed iscriversi, riempendo un modulo e presentando una copia di un documento in corso di validità. Per questo e chi ha internet puo’ farlo direttamente andando sul sito dell’Ambasciata italiana di Tunisi all’indirizzo http://www.ambtunisi.esteri.it/ambasciata_tunisi cliccando sulla voce “ELEZIONI PER IL RINNOVO DEI COMITATI DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO COMITES” ed in questa trovare il modulo da riempire. I nostri lettori possono anche fotocopiare il modulo pubblicato sul nostro giornale, compilarlo e portarlo a mano con copia del documento in Ambasciata , per posta all’indirizzo: Ambassade d’Italie à Tunis 3, rue de Russie - 1000 Tunis, per posta elettronica all’indirizzo : consolare.tunisi@esteri.it o per telefax al numero: 00216/71324155. Se tutte queste possibilità offerte fossero insufficienti per implicare i più dei 4000 italiani iscritti all’AIRE, sappiate che dovrete ricevere tutti l’informazione per via postale dall’Ambasciata nei prossimi giorni. Gli elettori potranno registrarsi nelle liste elettorali fino a 30 giorni prima del voto (anziché i 50 giorni inizialmente previsti dal Decreto). Si riceverà a casa il plico con le schede per votare solo nel caso in cui ci si sia iscritti appositamente presso il Consolato di riferimento (il vostro indirizzo è sempre quello dichiarato al consolato?). La presentazione delle liste si dovrebbe fare entro il 19 ottobre ed ogni lista deve avere 50 firmatari, con firme autenticate da un notaio o dal Consolato. Iscrivetevi e votate! Non lasciate che rappresentanti da voi non scelti possano parlare in vostre veci! Il rinnovo dei Comites è un’occasione preziosa per rianimare le istituzioni democratiche di base degli italiani all’estero”.

 



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 780 - 131 [nuova serie]

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

La diplomazia italiana si sta attivando per tentare di uscire dalla crisi mediorientale e libica (con le sue propaggini securitarie ed umanitarie in Tunisia) e  il ministro degli Esteri Mogherini ha fortemente sostenuto l’incontro del Consiglio Affari Esteri dell’UE che si riunirà  nei prossimi giorni,  convocato dall'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton, sulle crisi in Iraq, a Gaza e in Libia. Lo stesso  vice-ministro degli Esteri, Pistelli, dopo il suo viaggio in Iraq ha  ribadito la necessità di aiuti militari che permettano ai curdi di fermare l’onda  mortale che sta sommergendo il paese martoriato già da decenni di guerra affermando in un intervista rilasciato al giornale “Il Mattino" che «L’Italia è pronta a sostenere l’intervento degli Stati Uniti per creare un corridoio umanitario in favore dell’Iraq. Ma non si tratterà solo di iniziative civili, perché il ministro degli Esteri, Mogherini e quello della Difesa, Pinotti, che ho ampiamente informato al mio ritorno da Bagdad, valuteranno anche l`ipotesi di aiuti militari concreti. Il governo curdo ci chiede aiuti militari ed armi per potersi difendere dall`assedio dell`Isis.”

E’ necessaria una politica più chiara e più coesa dell’UE nel Mediterraneo: troppe sono state sino ad oggi le esitazioni, le miopie politiche, le rinunce o gli interventi sbagliati poichè se è vero che l’Europa aveva salutato con romantica attesa le primavere arabe, questo “sturm und drang” ha occultato la realtà di quei paesi che tutto hanno ottenuto salvo la dignità, la libertà e persino la sopravvivenza . Siamo stati in questi mortiferi mesi estivi colpiti dallo stupore dei mass-media di fronte all’inarrestabile ascesa dell’esercito dell’Isis: dai carri armati alle armi automatiche, nessuno aveva visto che un esercito addestrato si preparava ad occupare l’Iraq? Sembra un racconto fantascientifico e chi paga sono sempre i soliti: le minoranze, le donne, i bambini.  Da Gaza a  Bagdad da Bagdad a Damasco da Damasco a Tripoli  è tutt’una veglia per i morti mentre a Tunisi ad ogni colpo di mortaio si teme di essere nella traiettoria dei tiri e tutto questo alla vigilia di elezioni che si annunciano difficili. Ma  cio’ che sta succedendo nel mondo arabo non era prevedibile? Possibile che il canto delle sirene abbia addormentato a questo punto la nostra coscienza critica? Il semestre italiano dell’UE in questo difficile contesto internazionale  accompagnato dalla recessione  economica in corso non sarà “un long fleuve tranquille”.

A Tunisi la lotta per il potere è iniziata in un clima pervaso da minacce terroristiche, incendi dolosi, una malavita sempre più attiva ed una corruzione che ormai sta intaccando tutti i settori di attività ma anche tutti gli strati sociali. Si discute in questi giorni in Parlamento della legge anti-terrorismo e del riciclaggio del danaro sporco ad esso legato. Una discussione non facile malgrado le decine di morti nelle fila dell’esercito nazionale, la non risoluzione dei “misteri” legati agli assassini politici di Belaid e Brahmi per le posizioni molto divergenti degli attori politici  in proposito. Eppure violenza e corruzione hanno conseguenze negative sull’insieme delle realtà politiche, sociali, economiche  e culturali della Tunisia perchè  in un paese dove non c’è sicurezza non si investe, in un paese in cui il diritto è sostituito dal fai da te non c’è più tutela, in un paese che ha investito nel turismo ma che non è capace di assicurare protezione non si viene.  In questo contesto instabile si sviluppa un sentimento di agressività latente della popolazione ma soprattutto il disincanto è tale che provoca un sentimento di individualismo sfrenato tale da non rispettare più un bene collettivo, un concittadino, un codice: basta mettersi a guidare per sperimentare che più nessuno rispetta un divieto, un’indicazione, una priorità e guai se ti ribelli..., basta guardare lo stato delle strade, delle spiagge o delle campagne per vedere rifiuti di ogni genere ammucchiarsi come se l’inquinamento, gli odori ed il degrado non ci importassero più di tanto. Che cosa sta succedendo al tunisino? Perchè questo disamore per il proprio paese? Perchè le regole di convivenza civile debbono essere sempre l’espressione della coattività  e non agire come lo dice Kant “in modo da considerare l' umanità , sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo”?

I partiti politici stanno pubblicando con fatica le loro liste per le elezioni. Anche in Italia, i tunisini potranno eleggere tre deputati per le prossime elezioni. Sappiamo da ora che presenterà la sua candidatura dall’Italia per il partito El Massar e UPR (Unione per la Tunisia) il nostro carissimo amico Abdelkarim Hannachi, arabista e strenuo difensore dei diritti degli immigrati in Italia.  Nato a Nefta, ha studiato in Tunisia e in Francia. Dopo alcuni anni d’insegnamento dell’arabo e del francese nelle scuole tunisine, si è trasferito in Sicilia dove vive attualmente con la moglie italiana ed i due figli ed insegna all’Università di Catania e Enna. Operatore socioculturale e ricercatore, è impegnato da anni in un lavoro di promozione dell’integrazione degli immigrati anche attraverso il coordinamento di progetti del Fondo Sociale Europeo. È membro di diversi comitati scientifici di centri italiani di ricerche e componente della redazione del Dossier Statistico Immigrazione a cura del Centro Studi e Ricerche Idos. A lui auguriamo pieno successo!

 



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