Il Corriere di Tunisi 
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 26 nov - 6 dic 2014

 

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  Prima Pagina

 


Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email



 news

 

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 801 – 152 [nuova serie]

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Ancora una volta dagli Stati Uniti alla Francia, la violenza colpisce e come un aspira-morte l’Isis ne rivendica la paternità, che vera o falsa che sia crea in noi il sentimento che siamo in pericolo a casa, in una discoteca, in un bar, per strada, in una metro, su una spiaggia... ovunque. Si sono indeboliti? E’ il canto dei cigni? Così non pare proprio se sono in grado di trasformare “l’uomo qualunque” in “assassino qualunque”.

Certo la strategia della paura conforta il terrorismo creando questo sentimento di inimicizia globale che la potenzia ulteriormente e che, a macchia d’olio, si sta allargando e se l’Isis perde terreno in Siria, in Irak e speriamo in Libia, la meccanica dell’odio globale continua a provocare i suoi deleteri risultati.

Dal canto suo l’Europa, con la minaccia del “brexit” della Gran Bretagna rischia di indebolirsi ulteriormente mettendo a repentaglio il binomio unità-democrazia che dal dopoguerra ad oggi era stato, attraverso il superamento dei particolarismi nazionalisti, la condizione della costruzione della pace.

In Tunisia, la situazione non è delle più rosee: il crollo del dinaro rispetto all’euro, se puo’ essere attrattivo per pochi, mette a forte rischio il paese con un impoverimento ulteriore della popolazione, fautore di probabili futuri disordini.

Il Presidente Caïd Essebsi si è espresso in favore di un governo di unità nazionale per tentare di arginare la crisi ed evitare che il paese precipiti completamente, coinvolgendo  tutte le forze politiche, senza distinzioni.

La situazione nel paese- ha ribadito Essebsi- è come lo sappiamo pessima e l’abbiamo tutti evocata nei vari incontri con le forze politiche. E’ una realtà. Dobbiamo cessare nei media di evocare le dimissioni di un tale o di tal altro o di sostenere questo o quello. Il problema oggi è la Tunisia e come uscire dalla crisi; e quello che ho potuto notare è il patriottismo di tutti quelli che ho incontrato.

Riuscirà il Presidente a compattare forze così discordanti, all’indomani del Congresso di Ennadha, che vuole riproporsi come primo partito e riassestare a suo vantaggio lo scacchiere politico tunisino? Accetterà l’opposizione di mettere fra parentesi le sue profonde differenze per tentare di evitare il fallimento del paese?

A completare questo scenario fortemente problematico la tela si è infiammata per manifestazioni di intolleranza che hanno oscurato la “sacralità pacifica” del mese di Ramadan con l’aggressione ad un’artista che esponeva le sue opere alla Marsa e con la messa in rete di un video che riprendeva clienti in un café che non digiunavano.

Le parole di Spinoza, scritte quattro secoli orsono, sono a questo proposito ancora evocatrici: “I superstiziosi (come sono spesso certe persone sedicenti religiose), che son capaci di vituperare i vizi più che di insegnare le virtù, e che si preoccupano non di condurre gli umani mediante la Ragione ma di tenerli a freno col Timore - così che fuggano il male invece di amare la virtù! -, non hanno altro obiettivo che rendere gli altri miseri come lo sono essi stessi.”

Per fortuna l’esordio vincente degli azzurri al campionato europeo di calcio ha rischiarato gli ultimi giorni, sperando che dopo la vittoria sul Belgio, continui sulla scia del successo!

Per quello che riguarda la collettività, il Comites ha organizzato un corso gratuito rivolto ai bambini bi-nazionali d’italiano perchè essere italiani sia più che il possesso di un documento ed alfine di compattare una parte della collettività che da anni è stata messa da parte e che è ben lieta che si pensi a darle una voce..italiana! Previsto immediatamente dopo l’Aïd che auguriamo felice e pacifico per tutti, un incontro con la collettività italiana di Sousse.

In ultimo, la nomina di un Nunzio Apostolico a Tunisi nella persona di Mons.Luciano Russo.



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 800 - 151 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

Dopo la scomparsa del suo direttore Elia Finzi nel 2012, scommettere sul proseguimento di "Il Corriere di Tunisi" sembrava del tutto azzardato. Certo, il sentimento della necessità di proseguire un lavoro che aveva impegnato una vita ci ha sempre interpellato, certo eravamo consci di un dovere di memoria, certo pensavamo che una voce scritta dava coesione ed impatto a delle presenze sparse, ma non sapevamo se mezzi umani e materiali ci avrebbero permesso di continuare a stampare il giornale nella sua forma attuale. In questo senso il festeggiamento dei sessant'anni del Corriere di Tunisi ha rappresentato una sfida ed una speranza e ringraziamo tutti coloro che hanno capito, condiviso e partecipato agli eventi che per tre giorni hanno segnato i festeggiamenti dei "primi" sessant'anni del giornale. In primis l'équipe che ha visto coesi Mafalda Posco, Marysa Impellizzeri e suo fratello Claude, Paolo Paluzzi, Mino Rosso, Michele ed Yvonne Brondino, Lea e Claudio Finzi, che, pur nelle loro differenze d'impostazione, si sono concentrati tutti per permettere a quest'evento di essere un successo ma soprattutto ci hanno creduto. In secondo, l'eco positiva che il progetto ha suscitato trovando dei partners senza i quali l'organizzazione delle giornate non sarebbe stata possibile. Un ringraziamento particolare va a Maria Vittoria Longhi ed all'équipe dell'Istituto Italiano di Cultura che ci hanno offerto spazi, spettacolo, biglietti aerei per i conferenzieri ecc., all'Ambasciata d'Italia ed all'Ambasciatore De Cardona, alla Dante Alighieri ed al Comites. La mostra sulla storia della collettività attraverso le pagine del giornale è stata organizzata e concepita da Marcella Raffaele e da Gloria Testoni. Da anni pensavamo di completare la serie dei libri sulla memoria degli italiani di Tunisia, non trovando però i mezzi di realizzarlo.

I festeggiamenti del sessantesimo del giornale sono stati l'occasione idonea per completare un lavoro iniziato tempo fà ed è proprio partendo dalla tematica del libro, la storia politica degli italiani di Tunisia (dal XIX° al XX° secolo) che abbiamo improntato i nostri incontri su politica e Mediterraneo e politica ed imprenditoria. Il progetto della memoria, che oggi è alla sua ottava pubblicazione, ha inizio nel 1991 quando per il 35° anniversario del Corriere si organizzò grazie allo sforzo dello storico ed allora Direttore dell'Istituto di Cultura, Michele Brondino, una mostra sui "150 anni della stampa italiana in Tunisia". Brondino pubblicò poco dopo un volume dallo stesso titolo che rimane ad oggi per gli studiosi una fonte indispensabile per capire la storia degli italiani nel paese ma anche perchè evidenzia l'imponente e diversificata produzione editorialistica degli italiani di Tunisia.

L'ultima pubblicazione "Storia e memorie politiche degli italiani di Tunisia" è una pubblicazione scientifica e collettiva (come tutte le nostre pubblicazioni sulla memoria) che si avvale degli scritti di storici affermati e di ricercatori, tunisini ed italiani, di accademici e di dottorandi che si sono soffermati su momenti della storia complessa ed a volte anche problematica degli italiani nel paese. Perchè essersi interessati all'aspetto politico in questo volume? Abbiamo ritenuto opportuno soffermarsi su questo aspetto della storia della collettività poichè pensiamo che il politico condizioni consciamente o meno le scelte di una collettività sia nella sua costruzione identitaria, sia nella tipologia delle sue attività, sia nei suoi rapporti con il paese d'origine e d'accoglienza. Il libro completa seppur in maniera non esaustiva la serie di libri sulla memoria iniziata nel 1996, lasciando spazi incolti ai futuri ricercatori. In questo senso, vogliamo utilizzare le colonne di questo giornale per far un appello urgente alle nostre Autorità di rappresentanza: la Biblioteca Nazionale e l'Archivio tunisini sono ricchissimi di documenti, giornali, libri in lingua italiana, materiale di grande importanza per gli studiosi tunisini italofoni ed italiani, che lo utilizzano con sempre crescente difficoltà visto l'inesorabile deterioramento dei materiali specie dei giornali. Un'operazione che veda l'Italia partecipe del recupero di queste fonti sarebbe un'operazione di fortissimo interesse per la memoria storica delle due rive del Mediterraneo ed anche se di non immediata visibilità aiuterebbe a costruire e mantenere nel tempo i rapporti di interconnessione tra i due paesi, costruendo, aldilà degli slogan, una storia reticolare che dal nord al sud e dal sud al nord, è storia del Mediterraneo e della mediterraneità. D'altra parte sarebbe poco costosa poichè si tratterebbe solo di numerizzare i documenti.

Per finire un sentito ringraziamento a Vincenzo Amendola, Francesco Giacobbe e Marco Fedi , che, alla nostra diretta sollecitazione, hanno risposto partecipando attivamente alle nostre giornate!

 


 


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