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 26 nov - 6 dic 2014

 

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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email



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- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 787 – 138 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

Nel secondo dopoguerra, l'Europa, nello scoprire le stragi effettuate in nome della superiorità della razza e della conquista dello "spazio vitale", si è interrogata sul come e perché era stato possibile creare nel cuore dell'Europa una simile mostruosità e come l'orrore era stato banalizzato al punto di diventare sistema comunemente accettato e si è evidenziato che pauperizzazione, sentimento di umiliazione e revanchismo, mito delle origini e sfiducia nel sistema democratico erano tra le cause maggiori del totalitarismo sviluppatosi tra le due guerre mondiali. Cosa distingue se non il luogo geografico e le persone questa nuova ondata di terrore che si muove da oriente ad occidente e che come nel passato fa, non della purezza della razza ma della purezza della religione (anche contro chi appartiene a questa religione ma con modalità diverse), del non riconoscimento dei confini nazionali, dell'anti-democrazia, del revanchismo storico il terreno della sua mortifera predicazione? Ma la memoria del passato ci serve a capire che l'umiliazione sociale-economica-culturale e politica crea il totalitarismo? E' ancora tempo di passare da una politica neo-colonialista ad una politica di partenariato reale tra Africa sub-sahariana, Medio-oriente, Maghreb ed Europa che possa arginare le follie distruttrici alle quali assistiamo terrorizzati ed impotenti? Chi finanzia il terrore e come fermare un mostro che anche i paesi più democratici hanno contribuito a creare?

L'attentato del Bardo ci da due risposte contraddittorie: lo sgomento di fronte all'orrore dei crimini commessi contro bersagli innocenti e disarmati che andavano ad ammirare un patrimonio storico culturale comune tra le due rive del Mediterraneo ci fanno temere l'inarrestabilità, se così posso dire, del terrore e la nostra tardiva presa di coscienza della gravità del suo incessante dilagare ovunque creando in noi questo senso di solitudine della ragione errante nella moltitudine delle passioni convulse e dall'altra parte la coscienza che la cultura oggi più che mai debba essere ribadita, rivendicata, diventare coscienza comune d'appartenenza perché affiancata ad una più equa ridistribuzione delle ricchezze possa rigenerare o generare pluralità ossia democrazia.

L'Italia dopo questo tragico episodio del Bardo si è mostrata consapevole ed implicata: dalla presenza della Presidente della Camera, del Presidente del Consiglio ad una delegazione di parlamentari ha dimostrato a noi tutti di credere ed operare per una

dimensione vivibile e condivisa del Mediterraneo. Speriamo che questo sentimento sia anche quello degli italiani tutti che sosterranno anche i primi passi democratici della Tunisia scegliendola come meta delle loro prossime vacanze!

Per quanto riguarda le nostre questioni specifiche : tra pochi giorni gli italiani iscritti nelle liste elettorali dovrebbero ricevere per posta la loro scheda elettorale per l'elezione del loro futuro Comites. Tra le due liste che si presentano alle elezioni dovranno o contrassegnare la lista di loro gradimento o scegliere 4 nomi (di una stessa lista) e rimandare il tutto per posta nella busta già affrancata dall'Ambasciata d'Italia a Tunisi che ringraziamo per la mole di lavoro fornito malgrado gli ultimi avvenimenti del Bardo. Tutto dovrà ritornare in Ambasciata entro il 17 aprile per cui appena ricevuta la busta occorre subito rispedire la vostra scheda se vogliamo far valere il nostro voto! Se non avete ricevuto, pur essendovi iscritti nelle liste elettorali, il vostro plico, occorre segnalarlo in Ambasciata in modo che questa vi possa fornire un duplicata della scheda. Buone elezioni e auguri a tutti coloro che, se eletti, potranno contribuire a portare avanti le istanze della collettività tutta nell'interesse generale!

 



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 786 – 137 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

Un mese freddo e piovoso questo mese di febbraio tanto da aver inondato alcune regioni del Nord-ovest della Tunisia, già endemicamente colpite nei periodi di maltempo per mancanze di infrastrutture atte a proteggerla in modo duraturo dalle intemperie.

Come ci insegna Machiavelli : “Perché el nostro libero arbitrio non sia spento, iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l’altra metà, o presso, a noi. Et assomiglio quella a uno di questi fiumi rovinosi, che, quando s’adirano, allagano e’ piani, ruinano li arberi e li edifizii, lievono da questa parte terreno, pongono da quell’altra: ciascuno fugge loro dinanzi, ognuno cede allo impeto loro, sanza potervi in alcuna parte obstare. E, benché sieno cosí fatti, non resta però che li uomini, quando sono tempi quieti, non vi potessino fare provvedimenti, e con ripari et argini, in modo che, crescendo poi, o andrebbono per uno canale, o l’impeto loro non sarebbe né si licenzioso né si dannoso. Similmente interviene della fortuna: la quale dimonstra la sua potenzia dove non è ordinata virtù a resisterle, e quivi volta li sua impeti, dove la sa che non sono fatti li argini e li ripari a tenerla”.

Ed è proprio questo che chiedono gli abitanti del Nord-ovest che si prevedano le catastrofi prima che si verifichino, caratteristica questa del buon governo che come diceva Machiavelli predilige la ragione al caso.

Tesa la situazione interna scossa dal maltempo, dal malcontento del sud in generale del paese ed in particolare dei transfrontalieri dalla Tunisia alla Libia che bloccano il valico di frontiera di Ras Jedir per protestare contro i controlli delle merci in direzione della Libia, mettendo in difficoltà le autorità in un contesto già teso alle frontiere dei due stati ed al quale si aggiunge l’arrivo di migliaia di egiziani in transito in Tunisia per ritornare in Egitto dalla Libia che fuggono.

L’uccisione di quattro militari nella regione di Kasserine la notte del 17 febbraio mostra, che seppur la lotta al terrorismo sia una delle priorità del governo tunisino, siamo ancora ben lontani da aver debellato questo fenomeno, così come lo sciopero aperto degli insegnanti del superiore minaccia l’anno scolastico. Queste condizioni seppur difficili non impediscono però al paese di reagire tentando di ristabilire il dialogo sociale e lottando contro il terrorismo in parte legato all’emarginazione sociale di molti giovani.

Come ribadito dal ministro degli Esteri italiano Gentiloni, in visita a Tunisi, la Tunisia rimane la speranza di coloro che avevano visto nelle rivoluzioni arabe, la conquista dello stato di diritto tanto agognato dalle popolazioni del mediterraneo del sud : la sfida della Tunisia al di là dei miti e degli immaginari stati-modello può essere un paese, che seppur tra difficoltà, potrà ricostruire una stabilità politica ma per questo dovrà avere il sostegno dei paesi dell’UE.

La visita di Gentiloni in Tunisia ha anche confermato punti di vista comuni ai due governi nel favorire, a proposito della crisi libica, soluzioni politiche piuttosto che militari.

Alcuni rappresentanti delle associazioni ed una folta schiera di imprenditori operanti in Tunisia hanno potuto incontrare il ministro Gentiloni, dopo una lunga attesa, in residenza dell’Ambasciatore d’Italia De Cardona. L’Ambasciatore ha ricordato in questa occasione l’elezione del Comites in Tunisia la quale si farà per via postale in aprile (prima del 19).

Sul Comites vorremmo concludere questo editoriale ribadendone l’importanza come tramite tra la collettività e l’ambasciata così come tramite tra le esigenze della collettività ed i parlamentari eletti per la nostra circoscrizione estera. Questi, sollecitati dalla lista Democratici italiani in Tunisia e presenti in loco il 21 e il 22 febbraio si sono impegnati a portare avanti, qualora fosse possibile, le loro istanze. Qualunque siano le nostre sensibilità (ci sono in effetti due liste che si presentano alle elezioni) raccomandiamo agli iscritti all’AIRE di iscriversi per queste elezioni. Il termine per l’iscrizione scade il 19 marzo! Partecipate per voi, per tutti noi!

 



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