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 26 nov - 6 dic 2014

 

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  Prima Pagina

 

 


Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email 

 


 



 news

 

[04-03] - 8 marzo : “Ferite a morte” il lavoro teatrale di Serena Dandini sulle donne morte per femminicidio va in scena a Tunisi . Allo spettacolo prenderanno parte Emma Bonino e altre oratrici d’eccezione del mondo dello spettacolo, della cultura e della società civile tunisina. (Teatro 4ème Art, Av. de Paris, ore 16)

 


 

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 785 – 136 [nuova serie]

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Mentre a Tunisi si aspetta ancora l’approvazione della composizione del nuovo governo dopo la contestata presentazione di un governo la settimana scorsa, che ha costretto il Capo del governo Habib Essid a rilanciare le consultazioni con i partiti per tentare di raggiungere un accordo che possa ottenere il voto di fiducia del Parlamento previsto il 4 febbraio, in Italia è stato eletto, alla quarta chiamata il giudice Sergio Mattarella che ha ottenuto 665 voti. Ne bastavano 505 per essere eletto per cui  questi quasi due terzi dei voti ottenuti dimostrano che benchè alcuni partiti avessero manifestato la loro opposizione a tale scelta, in realtà i loro elettori non hanno votato tutti compattamente contro o con una scheda bianca. E’ un buon segno poichè questo significa che c’è stato intorno alla figura del neo Presidente un forte consenso che è stato capace di andar oltre le solite posizioni partigiane riconoscendo cosi a Sergio Mattarella la statura di un Presidente super partes che possa rappresentare degnamente la Nazione tutta per le sue qualità morali, intellettuali e la sua competenza per poter essere il garante delle Istituzioni come deve essere un Presidente della Repubblica. Ma è stato anche un buon segno per il Partito Democratico che si è ricompattato intorno alla scelta del Presidente. Nessun franco tiratore, un voto unanime che ha unito minoranza e maggioranza del Partito. Gli altri candidati hanno, in effetti, ottenuto pochi voti : 127 Ferdinando Imposimato, 46 Vittorio Feltri, 17 Stefano Rodotà, 17 Emma Bonino e rispettivamente 2 voti a Antonio Marino, Giorgio Napolitano e Romano Prodi, 105 le schede bianche. Il 3 febbraio il Presidente Mattarella si recherà alla Camera per il giuramento ed il discorso di insediamento. Significativa la sua prima dichiarazione dopo la sua visita alle Fosse Ardeatine in cui ribadisce l’impegno democratico delle nazioni per combattere il terrore ricordando che: "L'alleanza tra Nazioni e popolo seppe battere l'odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso. La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore."

Nell’augurare al Presidente Mattarella di poter portare avanti la sua delicata e difficile missione con successo e nell’interesse dell’Italia stessa, non possiamo non sottolineare che è la prima volta che un siciliano è stato  eletto alle più alte cariche dello Stato, sperando che si possa ricompattare cosi’ e finalmente dopo più di 150 anni di unità quest’Italia unita che cosi’ poco unita è stata nella sua storia.

In Tunisia il Capo del governo Essid si è trovato in questo delicato dilemma, nel trattare con le varie formazioni politiche, se essere inclusivo nella futura presentazione del governo di sensibilità che possono sembrare antitetiche o se escludere le formazioni che destano scalpore e dissenso in parte dei militanti che hanno votato il partito di maggioranza (che non ha pero’ i numeri necessari per ottenere la fiducia della Camera).

Nidaa accetterà di condividere almeno in parte il potere con il Partito islamista Ennadha, Ennadha accetterà di governare insieme a Nidaa, sarà possibile governare con Ennadha all’opposizione, come reagirebbero i militanti di questi due grandi gruppi politici semmai ci fosse un’alleanza sapendo in particolare che coloro che hanno votato Nidaa lo hanno fatto essenzialmente per escludere gli islamisti dal potere, le altre formazioni politiche riusciranno a costituire un’alternativa solida al compromesso tra queste due formazioni maggioritarie? Questi i quesiti e le difficoltà che in questi giorni sta affrontando il Capo del governo Essid che determineranno le future orientazioni dello stato tunisino che ha bisogno di ridare alle istituzioni dello Stato credibilità e stabilità in un contesto di grande instabilità regionale e con la necessità di un rilancio più che mai vitale dell’economia tunisina. Mentre andiamo in stampa, il Ministro Essid ha reso ufficiale la lista dei componenti del nuovo governo nel quale saranno presenti alcune figure di Ennadha, di Afek Tunes e dell’UPL. Rimane nell’opposizione il Fronte Popolare.

 


 


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 784 - 135 [nuova serie]

  

NOSTRI PROBLEMI

L’anno si chiude con l’elezione in Tunisia di Beji Caïd Essebsi, che felicitiamo, alla presidenza della Repubblica: prima elezione che sancisce il passaggio da una fase transitoria post-rivoluziaria ad una fase democratica. Ma sarà veramente democratica, il risultato delle elezioni consoliderà realmente il passaggio da una transizione democratica ad una democrazia “tout court”, non vi sarà l’affossamento delle libertà tanto agognate che hanno visto uniti i tunisini nel 2011 nel dire basta alla dittatura?

Questi sono gli interrogativi di tanti che temono nella vittoria di Essebsi un ritorno al passato, alimentato anche da una campagna elettorale impostata dal presidente uscente Marzouki su questa forma di polarizzazione tra vecchio sistema e nuovo sistema, tra dittatura e democrazia, tra nord e sud, tra élite e popolo e così di seguito.

Le donne hanno votato Essebsi (60%) e se lo hanno fatto è perché sentivano le loro libertà fortemente minacciate. Il sentimento di insicurezza, la debolezza dello Stato, la crisi economica sono stati egualmente fattori che hanno inciso fortemente sul risultato del voto.

Non sarà facile governare anche avendo vinto le elezioni poichè qualsiasi misura sarà subito percepita come ritorno a vecchie pratiche ed utilizzata dall’ opposizione in questo senso.

Eppure il paese ha bisogno di un governo legittimo, espressione delle urne. Si critica molto il fatto che ci sia un partito egemone sia in Parlamento che alla Presidenza della Repubblica ma in tutte le democrazie dove vige il sistema presidenziale o semi- presidenziale (come in Tunisia) si verifica che il Presidente eletto, sia anche quello, il cui partito ha la maggioranza in Parlamento. La maggioranza ottenuta in Parlamento non è pero’ assoluta per cui, per governare, occorrerà fare delle coalizioni di cui saremo a conoscenza nei prossimi giorni.

Un anno quindi molto intenso per la Tunisia che oltre a chiudere il periodo di governo transitorio vede anche l’affermazione dell’alternanza politica, caratteristica delle democrazie in un contesto regionale pero’ estremamente difficile, con una Libia ormai preda della guerra per bande e zona di reclutamento per l’ISIS in Medioriente, un mondo arabo scosso dal terrorismo e dalla violenza con una Turchia ed un’Europa che soffiano sul fuoco alternativamente ed un Irak ed una Siria sempre maggiormente martoriati.

Ma se l’ISIS prende sempre più potere, nel 2014 altri conflitti si sono riaccesi o accesi a Gaza ed in Ucraina, le libertà sono sempre minacciate in Turchia, in Africa sono migliaia le vittime dovute al virus ebola .

In Nigeria, il gruppo estremista Boko Haram (il libro è peccato) ha prelevato 200 donne e ragazzine nel nord-est della Nigeria e stragi di bambini a dicembre nel Pakistan nord-occidentale dove i talebani pakistani hanno attaccato una scuola pubblica militare e i bambini rimasti uccisi sono stati più di 150. Continuano a morire i migranti nel Mediterraneo, vero cimitero della speranza! Il mondo non è certo all’altezza dei nostri sogni anche se speriamo che diventi quello che dovrebbe essere e non quello che è! La nostra collettività continua a credere nel processo di democratizzazione della Tunisia attivandosi sia in ambito politico che economico.

Speriamo che il 2015 porti anche una fattiva cooperazione culturale. Molte le attività della Camera di Commercio ed anche quelle di solidarietà per le classi non abbienti.

Il rinvio delle elezioni del Comites dovrebbe permettere una più larga partecipazione degli italiani in Tunisia al voto di aprile. Alcuni incontri con la collettività sono in programmazione in gennaio e la lista Democratici italiani in Tunisia ha già avuto un incontro con i bi-nazionali ed un altro con gli italiani di Hammamet.

A tutti buone feste e l’augurio che il 2015 sia un anno di ripresa specie per i giovani per i quali non è pensabile sia sbarrata la porta del futuro!

 


 


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