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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email



 news

 

[09-05] - 15-31 maggio: «D’ici et d’ailleurs» di Michel Giliberti.  Inaugurazione della mostra il 15 maggio alle 17.30 alla Galleria EFESTO Salone des Artistes- La Marsa

 

[09-05] - 25 maggio: L’Istituto Italiano di Cultura Tunisi presenta “La  Bohème” di G. Puccini. (ore 19.00, Teatro Municipale di Tunisi)

[09-05] - 2 giugno: 67° anniversario della Repubblica Italiana

[09-05] - 6-23 giugno: Il Centre Nazionale d’Art Vivant di  Tunisi ospita  la mostra “Guernica  di Picasso”. Per l’occasione la famosa opera del pittore spagnolo sarà esposta a Tunisi

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 768 - 118 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Un mese denso di avvenimenti nel mondo ma in particolare da questa riva e dall'altra del Mediterraneo. Il progetto di costituzione è stato presentato all'Assemblea Costituente tunisina, ma molti dubbi e contestazioni sono stati espressi da costituzionalisti, da parte delle forze poliche di opposizione e dalla società civile in particolare per quanto riguarda le libertà religiose e sindacali. Come conciliare, in effetti, due visioni dello stato, una teocratica e l'altra civile, come far sì che quello che si afferma in alcuni articoli della costituzione, non sia negato in altri, come lo stato di diritto puo' sorvolare, ad esempio, la parità di genere, sono le domande che si pone la società tunisina con timore o con speranza e dalle quali risposte dipendono la transizione democratica del paese. Ma al dibattito teorico si sono aggiunti fatti gravissimi che mettono in luce, per chi la luce non voleva vederla, la violenza di gruppi politici legati al terrorismo islamico. Sul Monte Chaambi, nei pressi della città di Kasserine, ci sono stati violenti scontri dell'esercito e delle forze di sicurezza con un gruppo di terroristi che avevano allestito un campo d'addestramento, circondandolo di mine anti-uomo che hanno ferito gravemente ed ucciso vari militari

tunisini. Il problema della circolazione delle armi da fuoco e di conseguenza della sicurezza, sono tra i problemi maggiori della Tunisia odierna, aggravati dai problemi sociali che trovano in molti giovani adepti della violenza. Tutti hanno condannato il terrorismo islamico ed il governo sta cercando di estirpare questa piaga che poco si confà con la democrazia. Una buona notizia è stata quella data dall'esito del sofferto processo del Preside della Facoltà di Lettere, Arti ed Umanità della Manuba, accusato di aver schiaffeggiato una studendessa in nikab. Il giudice ha finalmente deciso per un non luogo a procedere. Il Preside rischiava 5 anni di carcere. Per l'Università l'esito felice del processo è stato visto come la vittoria di chi si batte per le libertà accademiche.

Dall'Italia, il giovane governo Letta sta in bilico tra una reale volontà di dare all'Italia un governo serio e stabile, condizioni indispensabili alla ripresa economica e sociale, di attuare le riforme necessarie e richieste ad alta voce da varie componenti politiche e generalmente dal popolo italiano e l'obbligo di mediare con il PDL, col quale non combaciano facilmente gli intenti. Una fase delicatissima della storia d'Italia con un compito estremamente difficile e complesso. Una complessità che si rispecchia nelle stesse file del PD, lacerato dalle difficili scelte che ha dovuto fare. Come dicono i francesi "à qui profite le crime?" L'Ambasciatore d'Italia, Pietro Benassi lascia in questi giorni la Tunisia, prima del previsto perchè chiamato ad assumere più alte funzioni che, proprio perchè fanno seguito alla sua missione in Tunisia, ci onorano in modo particolare. Diventa, in effetti, Capo di Gabinetto agli Esteri con il ministro Bonino. All'Ambasciatore Benassi vadano i nostri più sentiti auguri, ricordandogli la

nostra collettività ed il nostro giornale per proseguire dalla Farnesina la sua azione di potenziamento delle relazioni nord-sud mediterranee. Nel prossimo numero pubblicheremo il suo saluto alla collettività.

Non ultima nel nostro cuore, la partenza dall'Ambasciata dopo decenni di meritevole servizio, della nostra amica Rita Strazzera, che da neo-pensionata potrà dedicare (e dedicarci) tempo prezioso a cose volute e rimandate, ad inclinazioni e presenze che non avevano il tempo di esprimersi.

 


 


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 767 - 117 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

La mancanza di prospettive chiaramente definite rende il nostro rapporto all'immediato futuro sempre più labile da ambo le parti di questo Mediterraneo. Le incertezze politiche influiscono sulla ripresa economica e aprono sempre maggiori spazi a settori informali che, specie in Tunisia ma non solo, invadono i mercati impoverendo chi opera nella legalità. Un'economia sommersa che sommerge l'economia legale?

In Tunisia, l'attendismo degli industriali non contribuisce alla ripresa del paese, ma come non attendere se ancora non sono state definite, specie per le imprese straniere, le condizioni nelle quali è possibile operare? La non progettualità chiara crea, in effetti, incertezze ed insicurezze tali da bloccare o almeno rallentare notevolmente il lavoro e gli investimenti degli operatori economici, siano essi nel settore pubblico che in quello privato.

L'attendismo pero' non è solo una specificità tunisina poichè in Italia la situazione politica è sempre più "sfumata" e continua a dividere gli elettori sulle scelte dei vertici dei loro partiti.

La fine del settennato de Presidente Napolitano in questo difficile e confuso clima politico crea ulteriori tensioni: il nome del suo successore Franco Marini è contestato anche da una parte degli elettori del PD che come SEL e M5S auspicano un reale cambiamento proponendo la candidatura di Stefano Rodotà. Se per Matteo Renzi, votare Marini(PD) significa "fare un dispetto al paese" o peggio consegnare il paese a Berlusconi, per il candidato al Colle al contrario vi è l'ottimistico augurio "che il mio partito possa ritrovare una forte unità oggi" mentre Senato e Camera sono riuniti per votare l'elezione del Presidente della Repubblica.

Il 12 aprile, come ultimo atto della presidenza di Napolitano, si riunivano le due commissioni di saggi da lui nominate, per proporre un'agenda di lavoro per il futuro governo. Tra le proposte la riforma elettorale, la riforma delle Camere( con riduzione dei senatori a 120 e dei deputati a 480), il superamento del bicameralismo perfetto, il finanziamento pubblico ai partiti, il conflitto d'interesse ecc. In questa riunione si è discusso anche del voto degli italiani all'estero e dell'inutilità di rappresentanti eletti per la circoscrizione estero mentre si ribadisce l'utilità del voto per corrispondenza in direzione dei collegi italiani. Noi italiani che viviamo all'estero invece riteniamo che proprio il modo di votare all'estero sia contestabile e che in questo modo possano nascere possibili "inciuci" per utilizzare un termine molto in voga in Italia in questi ultimi mesi. Una seria discussione sulle modalità di voto degli italiani all'estero sarebbe in effetti auspicabile ma, dopo decenni di lotta per ottenere l'eleggibilità dei nostri candidati seppur in queste contestabili ripartizioni, ci sembra questa, un'ennesima forma di rimozione dell'emigrazione italiana, semplicemente inaccettabile. Come dice Marco Fedi, nostro deputato eletto, è " indispensabile aprire una fase di confronto tra le forze politiche e i gruppi parlamentari. Credo si debbano evidenziare gli elementi positivi legati alla rappresentanza diretta che consentono un legame forte con le realtà, in continua trasformazione, degli italiani nel mondo, arricchendo il dibattito politico italiano dell'esperienza dell'emigrazione italiana nel mondo."

In Tunisia, aspettiamo l'ultimo atto del processo al Preside della Facoltà della Manuba, accusato dai salafisti di aver schiaffeggiato una studentessa col velo integrale, mentre è di questi ultimi giorni la notizia che questi stessi gruppi hanno assalito una casa delle studentesse al Bardo... Le donne, in effetti, sono l'anello forte e nel contempo debolissimo della Tunisia post-rivoluzionaria e dai loro diritti si potrà leggere la futura democrazia del paese.

 



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