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 26 nov - 6 dic 2014

 

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  Prima Pagina

 

 


Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email



 news

 

[13-05] - 18 maggio: Visita del Capo del Stato Italiano Sergio Mattarella in Tunisia.

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 788 – 139 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Spostamenti e insediamenti di popolazione hanno da sempre caratterizzato la storia degli uomini : le guerre, le carestie, l’intolleranza, la miseria ne sono state le cause principali e ci basta ripercorrere anche superficialmente la storia degli uomini perché questa affermazione diventi un’evidenza. Se la cristianizzazione della Spagna non avesse supposto anche la conversione coatta degli ebrei (sefarditi) e dei musulmani (moriscos) e se i Medici, i regnanti del Maghreb , i Paesi Bassi e l’Impero Ottomano non avessero aperto le loro frontiere ai fuggitivi di Spagna e di Portogallo, non ci sarebbero stati gli andalusi nel Maghreb, Spinoza non avrebbe scritto la sua Etica nei Paesi Bassi e Livorno non sarebbe stata il porto rinascimentale mediceo che è stato.

Di fronte alla disperazione che spinge popolazioni a fuggire dal loro paese, a percorrere a piedi migliaia di chilometri in condizioni per lo più drammatiche subendo violenze e maltrattamenti (specie le donne), di fronte ad organizzazioni criminali e terroriste che mercanteggiano la vita degli uomini, noi come possiamo accettare questa vera tratta di esseri umani?

Migliaia di persone annegate nel Mediterraneo per via di prosperi traffici mafiosi con un'Italia sola a dibattersi con problemi legati da una parte al tentativo di salvare i superstiti e dall’altra a quello dell’accoglienza. Aver innalzato un muro invalicabile tra Europa ed Africa ha risolto il problema dell’emigrazione clandestina? A nostro parere ha solo permesso, come durante la proibizione negli Stati Uniti, di far prosperare la Mafia.

In misura minore e meno agghiacciante ma esemplativa di una situazione che puo’ degenerare è la difficoltà di ottenere un visto per un giovane diplomato che voglia far un’esperienza in Europa che sia per un semplice viaggio o per far un’esperienza di studio o anche lavorativa. La difficoltà di spostarsi produce, a nostro parere, due effetti maggiori: il primo un evidente ripiegamento identitario, il secondo la ricerca di canali sporchi per bypassare l’interdizione. Risultato: il risentimento verso l’Europa si è notevolmente potenziato, e si arricchiscono i trafficanti. So che la nostra voce è una voce che clama nel deserto (e non è una metafora in questo caso) ma se vogliamo veramente ripensare il Mediterraneo dobbiamo riprendere la nostra riflessione affrontando con più coraggio questo annoso problema che genera solo, trattato così com’è oggi, da una parte xenofobia e razzismo, dall’altro radicalizzazione identitaria e disonestà.

L’Italia è chiamata per la sua posizione centrale nel Mediterraneo ad avere un ruolo politico e culturale preponderante così come la Tunisia che è la punta nord dell’Africa. Le visite politiche che si sono susseguite da quando Matteo Renzi è capo del governo italiano testimoniano dell’importanza della Tunisia per l’Italia.

La futura visita del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, a Tunisi il 18 maggio, ne è il coronamento.

A Tunisi si è insediato il Comites eletto : in attesa di sede e di fondi, le idee ed i progetti per dare anche più visibilità alla collettività italiana “sommersa” ed “invisibile” sono tanti.

Auguriamo agli eletti un buon lavoro ed ai connazionali di seguire i lavori del Comitato perchè questo esprima effettivamente le loro attese. Intanto a tutti un cordiale Mabruk!

 



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 787 – 138 [nuova serie]

NOSTRI PROBLEMI

 

Nel secondo dopoguerra, l'Europa, nello scoprire le stragi effettuate in nome della superiorità della razza e della conquista dello "spazio vitale", si è interrogata sul come e perché era stato possibile creare nel cuore dell'Europa una simile mostruosità e come l'orrore era stato banalizzato al punto di diventare sistema comunemente accettato e si è evidenziato che pauperizzazione, sentimento di umiliazione e revanchismo, mito delle origini e sfiducia nel sistema democratico erano tra le cause maggiori del totalitarismo sviluppatosi tra le due guerre mondiali. Cosa distingue se non il luogo geografico e le persone questa nuova ondata di terrore che si muove da oriente ad occidente e che come nel passato fa, non della purezza della razza ma della purezza della religione (anche contro chi appartiene a questa religione ma con modalità diverse), del non riconoscimento dei confini nazionali, dell'anti-democrazia, del revanchismo storico il terreno della sua mortifera predicazione? Ma la memoria del passato ci serve a capire che l'umiliazione sociale-economica-culturale e politica crea il totalitarismo? E' ancora tempo di passare da una politica neo-colonialista ad una politica di partenariato reale tra Africa sub-sahariana, Medio-oriente, Maghreb ed Europa che possa arginare le follie distruttrici alle quali assistiamo terrorizzati ed impotenti? Chi finanzia il terrore e come fermare un mostro che anche i paesi più democratici hanno contribuito a creare?

L'attentato del Bardo ci da due risposte contraddittorie: lo sgomento di fronte all'orrore dei crimini commessi contro bersagli innocenti e disarmati che andavano ad ammirare un patrimonio storico culturale comune tra le due rive del Mediterraneo ci fanno temere l'inarrestabilità, se così posso dire, del terrore e la nostra tardiva presa di coscienza della gravità del suo incessante dilagare ovunque creando in noi questo senso di solitudine della ragione errante nella moltitudine delle passioni convulse e dall'altra parte la coscienza che la cultura oggi più che mai debba essere ribadita, rivendicata, diventare coscienza comune d'appartenenza perché affiancata ad una più equa ridistribuzione delle ricchezze possa rigenerare o generare pluralità ossia democrazia.

L'Italia dopo questo tragico episodio del Bardo si è mostrata consapevole ed implicata: dalla presenza della Presidente della Camera, del Presidente del Consiglio ad una delegazione di parlamentari ha dimostrato a noi tutti di credere ed operare per una

dimensione vivibile e condivisa del Mediterraneo. Speriamo che questo sentimento sia anche quello degli italiani tutti che sosterranno anche i primi passi democratici della Tunisia scegliendola come meta delle loro prossime vacanze!

Per quanto riguarda le nostre questioni specifiche : tra pochi giorni gli italiani iscritti nelle liste elettorali dovrebbero ricevere per posta la loro scheda elettorale per l'elezione del loro futuro Comites. Tra le due liste che si presentano alle elezioni dovranno o contrassegnare la lista di loro gradimento o scegliere 4 nomi (di una stessa lista) e rimandare il tutto per posta nella busta già affrancata dall'Ambasciata d'Italia a Tunisi che ringraziamo per la mole di lavoro fornito malgrado gli ultimi avvenimenti del Bardo. Tutto dovrà ritornare in Ambasciata entro il 17 aprile per cui appena ricevuta la busta occorre subito rispedire la vostra scheda se vogliamo far valere il nostro voto! Se non avete ricevuto, pur essendovi iscritti nelle liste elettorali, il vostro plico, occorre segnalarlo in Ambasciata in modo che questa vi possa fornire un duplicata della scheda. Buone elezioni e auguri a tutti coloro che, se eletti, potranno contribuire a portare avanti le istanze della collettività tutta nell'interesse generale!

 



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