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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email 



 news

 

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 780 - 131 [nuova serie]

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

La diplomazia italiana si sta attivando per tentare di uscire dalla crisi mediorientale e libica (con le sue propaggini securitarie ed umanitarie in Tunisia) e  il ministro degli Esteri Mogherini ha fortemente sostenuto l’incontro del Consiglio Affari Esteri dell’UE che si riunirà  nei prossimi giorni,  convocato dall'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton, sulle crisi in Iraq, a Gaza e in Libia. Lo stesso  vice-ministro degli Esteri, Pistelli, dopo il suo viaggio in Iraq ha  ribadito la necessità di aiuti militari che permettano ai curdi di fermare l’onda  mortale che sta sommergendo il paese martoriato già da decenni di guerra affermando in un intervista rilasciato al giornale “Il Mattino" che «L’Italia è pronta a sostenere l’intervento degli Stati Uniti per creare un corridoio umanitario in favore dell’Iraq. Ma non si tratterà solo di iniziative civili, perché il ministro degli Esteri, Mogherini e quello della Difesa, Pinotti, che ho ampiamente informato al mio ritorno da Bagdad, valuteranno anche l`ipotesi di aiuti militari concreti. Il governo curdo ci chiede aiuti militari ed armi per potersi difendere dall`assedio dell`Isis.”

E’ necessaria una politica più chiara e più coesa dell’UE nel Mediterraneo: troppe sono state sino ad oggi le esitazioni, le miopie politiche, le rinunce o gli interventi sbagliati poichè se è vero che l’Europa aveva salutato con romantica attesa le primavere arabe, questo “sturm und drang” ha occultato la realtà di quei paesi che tutto hanno ottenuto salvo la dignità, la libertà e persino la sopravvivenza . Siamo stati in questi mortiferi mesi estivi colpiti dallo stupore dei mass-media di fronte all’inarrestabile ascesa dell’esercito dell’Isis: dai carri armati alle armi automatiche, nessuno aveva visto che un esercito addestrato si preparava ad occupare l’Iraq? Sembra un racconto fantascientifico e chi paga sono sempre i soliti: le minoranze, le donne, i bambini.  Da Gaza a  Bagdad da Bagdad a Damasco da Damasco a Tripoli  è tutt’una veglia per i morti mentre a Tunisi ad ogni colpo di mortaio si teme di essere nella traiettoria dei tiri e tutto questo alla vigilia di elezioni che si annunciano difficili. Ma  cio’ che sta succedendo nel mondo arabo non era prevedibile? Possibile che il canto delle sirene abbia addormentato a questo punto la nostra coscienza critica? Il semestre italiano dell’UE in questo difficile contesto internazionale  accompagnato dalla recessione  economica in corso non sarà “un long fleuve tranquille”.

A Tunisi la lotta per il potere è iniziata in un clima pervaso da minacce terroristiche, incendi dolosi, una malavita sempre più attiva ed una corruzione che ormai sta intaccando tutti i settori di attività ma anche tutti gli strati sociali. Si discute in questi giorni in Parlamento della legge anti-terrorismo e del riciclaggio del danaro sporco ad esso legato. Una discussione non facile malgrado le decine di morti nelle fila dell’esercito nazionale, la non risoluzione dei “misteri” legati agli assassini politici di Belaid e Brahmi per le posizioni molto divergenti degli attori politici  in proposito. Eppure violenza e corruzione hanno conseguenze negative sull’insieme delle realtà politiche, sociali, economiche  e culturali della Tunisia perchè  in un paese dove non c’è sicurezza non si investe, in un paese in cui il diritto è sostituito dal fai da te non c’è più tutela, in un paese che ha investito nel turismo ma che non è capace di assicurare protezione non si viene.  In questo contesto instabile si sviluppa un sentimento di agressività latente della popolazione ma soprattutto il disincanto è tale che provoca un sentimento di individualismo sfrenato tale da non rispettare più un bene collettivo, un concittadino, un codice: basta mettersi a guidare per sperimentare che più nessuno rispetta un divieto, un’indicazione, una priorità e guai se ti ribelli..., basta guardare lo stato delle strade, delle spiagge o delle campagne per vedere rifiuti di ogni genere ammucchiarsi come se l’inquinamento, gli odori ed il degrado non ci importassero più di tanto. Che cosa sta succedendo al tunisino? Perchè questo disamore per il proprio paese? Perchè le regole di convivenza civile debbono essere sempre l’espressione della coattività  e non agire come lo dice Kant “in modo da considerare l' umanità , sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo”?

I partiti politici stanno pubblicando con fatica le loro liste per le elezioni. Anche in Italia, i tunisini potranno eleggere tre deputati per le prossime elezioni. Sappiamo da ora che presenterà la sua candidatura dall’Italia per il partito El Massar e UPR (Unione per la Tunisia) il nostro carissimo amico Abdelkarim Hannachi, arabista e strenuo difensore dei diritti degli immigrati in Italia.  Nato a Nefta, ha studiato in Tunisia e in Francia. Dopo alcuni anni d’insegnamento dell’arabo e del francese nelle scuole tunisine, si è trasferito in Sicilia dove vive attualmente con la moglie italiana ed i due figli ed insegna all’Università di Catania e Enna. Operatore socioculturale e ricercatore, è impegnato da anni in un lavoro di promozione dell’integrazione degli immigrati anche attraverso il coordinamento di progetti del Fondo Sociale Europeo. È membro di diversi comitati scientifici di centri italiani di ricerche e componente della redazione del Dossier Statistico Immigrazione a cura del Centro Studi e Ricerche Idos. A lui auguriamo pieno successo!

 



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 779 – 130 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

La Tunisia si sta preparando ad accogliere il mese di Ramadan nel migliore dei modi possibili con una maggiore attenzione, controllo dei prezzi specie dei prodotti di prima necessità e per non far scarseggiare gli alimenti che caratterizzano la tavola tunisina alla rottura del digiuno.

Nell’augurare ai musulmani tutti ma in particolare ai musulmani tunisini un Ramadan mabruk ci auguriamo che questo sia osservato nella tolleranza, nella spiritualità, nella pace e nella generosità che sono tra i principi fondamentali di questo mese sacro ma anche nel non dimenticare che in questo difficile momento per l’economia tunisina occorre dedicarsi al lavoro, valore fondamentale della democrazia e della libertà.

Campagne per la pulizia e la sicurezza delle città sono state evocate dai vari consigli dei ministri presieduti da Mehdi Jomaa anche in previsione dell’arrivo tanto auspicato dei turisti.

Le future scadenze elettorali si stanno precisando in Tunisia ma anche le unioni e le disunioni politiche. Purtroppo la lezione avuta dalle passate elezioni non è servita a coalizzare le forze politiche ed ulteriori partiti continuano a nascere mettendo in primis gli interessi personali a scapito di quelli collettivi.

Nel mondo la crisi irachena sta destando stupore e sdegno sebbene fosse ben prevedibile con una degradazione securitaria che da anni infligge agli iracheni ingenti perdite umane in attentati che ormai non facevano neanche più notizia. L’aver poi coralmente incoraggiato la guerra santa in Siria permettendo che andassero a combattare giovani musulmani da tutte le contee del mondo ha potenziato sia l’esercito di chi uccide in nome di Dio sia la destabilizzazione inquietante del mondo arabo. Ancora una volta ci troviamo in questo aut-aut infernale: o dittatura o terrorismo. Se ci fosse stata una maggiore attenzione e sostegno ai democratici arabi forse le cose sarebbero state diverse ma a quanto pare vige sempre il detto che “la raison du plus fort est toujours la meilleure”. In Italia mentre cresce la fiducia delle imprese italiane nelle possibilità di ripresa economica, gli italiani smaltiscono la sconfitta ai mondiali di calcio.

Alla ribalta la lotta alla corruzione che non esclude i politici qualunque sia il loro schieramento , specie dopo lo scandalo di Milano e di Venezia, che hanno fatto prendere al governo misure cautelari per evitare appalti di stampo mafioso.

A Tunisi si è festeggiato il trentesimo anniversario della Camera di Commercio tuniso-italiana con una partecipata presenza di imprenditori italiani e tunisini alla cerimonia che si è tenuta nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia, Raimondo De Cardona. Da notare la presenza del Ministro tunisino dell’Industria e del Ministro dell’Agricoltura che hanno dato un segno concreto dell’importanza che riveste l’imprenditoria italiana in Tunisia. Per onore alla memoria storica della collettività italiana in Tunisia ed anche perchè nulla nasce dal nulla si sarebbe dovuto festeggiare i 130 anni della Camera poichè per l’appunto la prima Camera di Commercio ed Arti (cosi si chiamava) nasce nel 1884 anche se negli anni si è trasformata e solo nel 1984 prende il nome di Camera tunisoitaliana e non più esclusivamente italiana come lo era in passato, il cui primo Presidente fu il padre della nostra Anna Querci, attuale Presidente della SIA. Alla Dante Alighieri dopo la tradizionale mostra degli alunni di disegno in presenza di S.E. De Cardona, sono stati presentati i libri di due italo-tunisine Chiara Sebastiani, politologa e di Marinette Pendola, scrittrice, la quale attraverso il suo ultimo romanzo “La traversata del deserto” ha raccontato l’epopea della partenza degli italiani dalla Tunisia alla fine degli anni ’60.

L’Istituto di Cultura, sempre molto attivo, ci ha deliziati con musiche originali e raffinate mentre la scuola italiana ha chiuso il suo anno accademico con uno spettacolo teatrale che ha permesso di evidenziare il talento dei suoi alunni e lo sforzo dei suoi insegnanti.

Per chi si accinge ad andare in ferie, buone vacanze e a chi è costretto invece a lavorare in questo mese di calura, coraggio!!



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