Il Corriere di Tunisi 
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 26 nov - 6 dic 2014

 

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  Prima Pagina

 


Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email



 news

 

Informazioni: Per assistere al concerto “Arie d’Opera Italiane” (21 aprile ore 19, Palais Ennejma Ezzahra,Sidi Bou Said) scrivere a  segreteria.iictunisi@esteri.it

 


 

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 799 – 150 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

I nostri editoriali sembrano ormai essere una somma di notizie necrologiche che addizionano dall'Europa, all'Africa ed all'Asia, morti a seguito di attentati terroristici! Ben Gherdane, Bruxelles, Ankara, Mossul, Lahore, senza citare tutte le azioni terroristiche che non fanno notizia in varie parti del mondo, continuano a seminare morte, terrore, alimentando odio, disperazione, malavita ed un'internazionale del crimine che si veste col nero delle sue bandiere, ingannando migliaia di giovani che si arruolano nelle loro file pensando così di risarcire la loro storia, se stessi, il mondo!

Noi che ci stiamo preparando a festeggiare i sessant'anni della nascita del nostro giornale, nascita che è anche quella della Tunisia indipendente, vorremmo ribadire in questa ricorrenza, la necessità che l'informazione non contribuisca, in modo insensato e pericoloso, a mettere il fuoco nel pagliaio e far divampare questo "scontro di civiltà" così caro ai guerrafondai. La stampa, in effetti, che condiziona così tanto l'opinione pubblica, dovrebbe riflettere con più attenzione alle conseguenze in chiave populistica dei suoi messaggi e prima di tutto interrogarsi su "chi approfitta del terrore?", così come un'informazione più democratica dovrebbe più equamente distribuire le sue notizie, poichè esaltare una notizia a scapito di un'altra, la cui importanza è di fatto simile, crea irremediabilmente un'opinione errata che condiziona, purtroppo chi le legge, le ascolta, le vede. Inutile, in effetti, che alcune voci politiche o/e intellettuali spieghino che il terrore colpisce tutti ed ovunque, se la stampa mette in rilievo solo alcuni luoghi, alcune religioni, alcuni popoli. L'esempio dell'attentato di Lahore è in questo senso significativo poichè questo, accaduto nel giorno della Pasqua cristiana, è stato percepito come attacco alla cristianità mentre poco si è detto dell'attentato di Mossul, a pochi giorni di distanza, in uno stadio dove giovani adolescenti hanno perso la vita poichè un kamikaze si è fatto saltare.

L'internazionale nera del crimine vuole proprio spingerci a credere che è in atto una guerra di civiltà laddove è in atto una guerra di potenza che si veste con i colori della religione ma che di fatto ha solo i colori della morte facendo dell'instabilità politica ed economica il concime ideale per crescere indisturbata!

Non a caso in una delle manifestazioni del sessantesimo avremo il piacere di ascoltare ed interrogare Maurizio Molinari, direttore del giornale italiano "La Stampa" sul ruolo e responsabilità dei media nella costruzione di un'opinione pubblica.

Ringrazio a nome del giornale tutti coloro che ci hanno aiutato a presentare un programma che si annuncia di grande interesse e che si svolgerà dal 20 al 22 aprile. Ringrazio anche tutti i partecipanti che ci fanno l'onore di animare queste tre giornate che dai ricercatori ai politici tunisini ed italiani, hanno coralmente aderito alle nostre iniziative.

Senza la partecipazione delle nostre istituzioni di riferimento questa ricorrenza del sessantesimo anno di vita del Corriere di Tunisi non avrebbe potuto proporre un programma così ricco e diversificato ed un particolare ringraziamento va all'Ambasciata d'Italia, all'Istituto Italiano di Cultura senza escludere il Comites, la Dante Alighieri, la CTICI.

Una menzione particolare a Enzo Amendola, all'amico Marco Fedi ed a Francesco Giacobbe la cui presenza ai nostri incontri darà a questi una qualità ed un'importanza che senza di loro non avremmo potuto avere. Ringrazio anche il ministro degli Affari sociali tunisino, Mahmoud Ben Romdhane di aver accettato di partecipare con noi alla tavola rotonda sull'annoso problema del futuro delle piccole e medie imprese in Tunisia con particolare riferimento alle imprese italiane che spero interesserà il mondo imprenditoriale (e non solo) tunisino ed italiano, così come la presenza al nostro tavolo di un costituente tunisino, Fadhel Moussa ci permetterà di meglio capire se il processo di democratizzazione in atto dopo la rivoluzione ha trovato reale riscontro nel rimodellare lo Stato tunisino o se si è arenato negli scogli farraginosi degli interessi di parte?

Il 20 aprile presenteremo inoltre il nostro libro "Storie e testimonianze politiche degli italiani di Tunisia", frutto di un lavoro collettivo scritto da studiosi ed accademici italiani e tunisini.

Il tema generale delle nostre giornate sarà improntato alla politica: politica e storia, politica e testimonianze, politica ed equilibrio mediterraneo, politica ed imprenditoria poichè riteniamo che capire le nostre impostazioni politiche nel passato come nel presente siano condizioni necessarie per pensare il nostro futuro.

Sperando vedervi numerosi a tutte le manifestazioni del sessantesimo del giornale alle quali tutti i nostri lettori sono invitati a partecipare, auguro al nostro/vostro giornale di poter continuare a essere quella voce italiana del sud del mediterraneo nel futuro!

 

 


 


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 798 – 149 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Marte, dio romano della guerra, sembra reincarnarsi nel nome del mese a lui dedicato: dal tentativo di destabilizzazione della Tunisia dopo i tragici fatti di Ben Gherden, città di confine con la Libia e dopo gli ultimi attentati in Turchia ed in Costa d'Avorio, marzo sta seminando morte ovunque anche in paesi che finora non erano stati colpiti dal terrorismo. L'arresto di un individuo in Italia che paventava una strage alla stazione di Roma Termini conferma anche che il terrorismo può colpire ovunque e che non possiamo sentirci indifferenti o protetti da un altrove della violenza. La violenza è all'angolo della nostra strada, violenza che spinge le popolazioni a fuggire e che non trovano nella "civilissima" Europa una protezione che ne assicuri la salvezza. Un'altra guerra è quella dei fuggitivi, quelli che trovano la morte nel mare "nostrum" o che, accalcati alle nostre frontiere, vivono in condizioni di subumanità.

Ma la cosa forse più indegna è il populismo che fa eco a queste tragedie: dalla paura dell'invasione degli stranieri alla paura d'invasione dei nostri mercati di prodotti non autoctoni (basti pensare alla polemica in Italia sull'olio d'oliva tunisino. Un vento di intolleranza soffia sul malcontento popolare spostando le vere problematiche della gente, tra le quali spiccano la recessione economica e la disoccupazione, verso chiusure culturali e politiche che non portano a nulla di positivo, tantomeno a quelli che ne subiscono il fascino. Ci sembra, al di là delle false ideologie del complotto che ci stiamo muovendo su un tracciato in cui il caos fisico, materiale e intellettuale, sia il fine ultimo verso il quale le strade convergono o le stanno facendo convergere ma, soprattutto, ed è forse la cosa più grave, ci sembra che il dualismo ordine/caos stia maggiormente riaffiorando, operando l'insidiosa equazione in cui si scivola da ordine in autoritarismo e da caos in guerra di tutti contro tutti. Nessun potere ha oggi la capacità di prevalere su altri e se questa fosse mai stata in sè una cosa positiva per permettere un riequilibrio delle forze nel mondo, in realtà, sta conducendo a all'esplosione di focolai di guerra attizzati dagli uni o dagli altri, un processo senza fine: che non conviene a nessuno. E i popoli pagano con la morte, distruzioni, esodo: tutti si sentono minacciati ed insicuri in un mondo che fa del domani un'incognita che rischia di compromettere il lungo "fiume tranquillo" dell'esistenza!

In un editoriale del giornale "Le Monde", scritto dopo l'attacco jihadista alla cittadina del sud tunisino Ben Gherden, l'editorialista denunciava la politica cieca degli Europei e pur scartando l'ipotesi di un'operazione militare europea su larga scala in Libia che

aggiungerebbe "caos al caos", afferma la necessità di far del "fronte tunisino" una "priorità assoluta" dell'Unione Europea invocando l'urgenza di convocare una riunione europea dedicata alla Tunisia, seguita da una "conferenza degli investitori europei" per evitare che si riproducano altre Ben Gherden e conclude affermando che l'accecamento degli Europei rispetto alla posta in gioco in Tunisia è "patetico, esasperante". In effetti, la Tunisia che finora si è difesa dall'attacco jihadista con grande valore, potrebbe davvero resistere di fronte ad altri attacchi del genere in mancanza di una reale e decisa posizione dell'Europa a difesa del suo territorio? Si continuerà a deplorare questo tipo di azioni terroristiche sostenendo genericamente la Tunisia o ci sarà realmente la volontà di salvaguardarla? Da questo dipenderà il suo futuro.

Marzo, è anche simbolo della Festa della donna, che quest'anno in Tunisia specialmente, è stato festeggiato con vari incontri nei quali le donne hanno rivendicato una maggiore attenzione sulle violenze subite in ambito familiare e non solo e sulle profonde contraddizioni che ancora lacerano il mondo femminile tra volontà di parità e custodia della tradizione. Come mantenere l'equilibrio tra modernità e tradizione, tra volontà di parità e credo religioso: questa è la sfida per un futuro democratico del paese, nel quale il ruolo della donna sarà la pietra miliare del progresso.

Nel marzo del 1956 si dichiarava l'Indipendenza tunisina, oggi più che mai da festeggiare poichè realmente a rischio a sessant'anni dalla sua proclamazione. E nello stesso mese e anno nasceva il Corriere di Tunisi che oggi compie 60 anni di vita. Il primo numero fu concomitante alla dichiarazione d'Indipendenza che festeggeremo dal 20 al 22 aprile. Anche in Italia la Tunisia è all'onore nelle Università La Sapienza di Roma e di Messina rispettivamente il 7 ed il 15 marzo. L'Ambasciatore tunisino Mestiri che ha aperto i lavori alla Sapienza in un italiano perfetto, ha fatto un intervento di grande interesse e di profonda umanità sui legami storici tra Italia e

Tunisia.

Il 15 marzo Tunisi ospita l'On. Amendola, sottosegretario agli Esteri in visita di stato: un segno importante dell'interesse dell'Italia nei confronti della Tunisia.

Nel mese di marzo sarà festeggiata la Pasqua cristiana: auguriamo a tutti i cristiani gioia, serenità, e resurrezione della pace!

Abbiamo voluto dedicare questo numero del giornale alla scomparsa di Umberto Eco con un'attenzione particolare all'impatto del suo pensiero sul mondo arabo. Ci è sembrato, che fosse doveroso porgere un ultimo omaggio a questo grande scrittore il cui pensiero non può lasciarci indifferenti ed al quale dobbiamo innumerevoli opere da cui abbiamo tratto un insegnamento importante: diffida da colui che in nome della Verità è disposto a tutto anche ad ucciderti!

 


 


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