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- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 853 – 205 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Una tensione internazionale che si aggiunge alle problematiche sanitarie ed alle difficoltà economiche ci forniscono la mappa di un mondo che fatica a trovare o a ritrovare un cammino, un senso di marcia, ma dove soprattutto i veri perdenti sono in primis le popolazioni, manipolate in un senso o in un altro per servire interessi da cui saranno ovviamente escluse.

Tutti nemici di tutti, nemici reali, nemici costruiti a tavolino, nemici fittizi: il mondo s’infervora per cause che spesso sono fuochi di paglia, come se fossimo di fronte a grandi manovre internazionali il cui scopo reale non è il confrontarsi di diverse ideologie, ma la volontà latente di affermazione del proprio potere e delle zone di possibile influenza che questo potere determina.

Elezioni a suspence negli Stati Uniti con un risultato finale in favore del democratico Joe Biden con 290 voti contro i 214 per Donald Trump. Tutti gli Stati che hanno riconosciuto la sua vittoria, tra cui l’Italia, si sono congratulati con lui che continua ad essere contestato da Trump, il quale rimette in causa i voti ottenuti dal neo-presidente democratico. Una battaglia legale che, al dire di molti, non porterà esiti significativi tali da poter incidere e ribaltare i risultati espressi dal popolo americano. Secondo la costituzione statunitense, Biden dovrebbe assumere le sue funzioni da gennaio. Al di là dello show del repubblicano, quello che colpisce maggiormente in questa elezione è la violenza dei toni utilizzati che diventa ormai l’espressione politica di molti populisti che un po’ ovunque fioriscono nel mondo e questo certamente a scapito della democrazia stessa.

In questo mese la scena internazionale è diventata onnipresente soprattutto a causa degli attentati di Nizza e Lione, città, quest’ultima, in cui è stato ucciso un professore di storia, reo secondo i terroristi di aver mostrato delle vignette (pubblicate su un noto giornale satirico) ritenute offensive per la religione islamica.

Ancora una volta la violenza si sostituisce al dialogo e i capri espiatori sono persone innocenti.

La tensione che, a seguito degli attentati, si è scatenata tra Parigi ed Ankara che ha sostenuto il boicotaggio dei prodotti francesi nel mondo islamico, è di certo il risultato di uno scacchiere dove le pedine sono la Libia in primis ma anche il controllo del Mediterraneo orientale.

Se da sempre le guerre di religione hanno mascherato guerre tattiche, questa guerra di civiltà che ormai da decenni si vuole imporre nell’inconscio collettivo orientale ed occidentale diventa per chi crede ancora nella ragione, intollerabile.

Per noi, che siamo a metà strada tra Oriente ed Occidente, questa guerra non è la nostra e condanniamo in maniera ferma e inequivocabile ogni manifestazione di violenza cieca e discriminatoria.

Alle famiglie delle vittime degli attentati terroristici ed alla Francia va tutta la nostra solidarietà ed il nostro cordoglio di fronte ad atti che non possono trovare scusanti. Vorremmo però anche sentire la voce della ragione perchè questi atti non siano strumentalizzati politicamente per fare di tutta l’erba un fascio. Che l’atto indicibile degli uni non sia sopportato da chi non ha commesso nessun delitto e non ha colpa. Che i veri colpevoli paghino per i loro atti ma che non siano puniti gli innocenti, come spesso purtroppo capita, facendo di essi dei capri espiatori.

La situazione sanitaria continua a destare molte preoccupazioni allontanando la speranza di una prossima ripresa non solo della vita economica ma della vita tout court. Chiusi e rinchiusi soffriamo tutti di claustrofobia e di non poter gioire delle piccole libertà che riempiono la nostra quotidianità e che si riassumono nel socializzare, spostarci, lavorare ed avere alcuni momenti di svago come stare con gli amici, assistere ad uno spettacolo, vedere una mostra dal vivo. Ci auguriamo che la situazione migliori e che ciascuno di noi possa riprendere il controllo della sua quotidianità.

 



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 852 – 204 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Le porte delle scuole e delle università si sono aperte in Tunisia ma non senza timori. La seconda ondata del coronavirus sta colpendo molto più severamente della prima e le misure prese dal Governo per contenere la pandemia seguono la curva ascendente del virus.

Se il Primo Ministro Mechichi ha dichiarato che non ci sarà nuovamente un confinamento totale come avvenuto nella scorsa primavera a causa delle condizioni economiche, la riduzione degli orari lavorativi nell’amministrazione pubblica e l’annuncio di misure sempre più restrittive danno un senso di incertezza e di insicurezza che ormai stanno facendo breccia nelle nostre coscienze. Siamo tutti impreparati di fronte alla pandemia. La nostra contemporaneità basata sulla nostra capacità a prevedere determinate situazioni sta mostrando i suoi limiti: siamo ormai a tutti i livelli incapaci di decidere, scegliere, programmare la nostra vita mentre le nostre sicurezze vacillano poiché siamo pesantemente condizionati in tutto.

In Tunisia, annunci di coprifuoco si susseguono in varie città, ivi compresa la Capitale, e continueranno per i prossimi quindici giorni. La situazione economica, con questa ripresa parziale delle attività, non è certo florida e ad essa si aggiunge la frattura tra nord e sud e l’incapacità dello Stato di agire in maniera incisiva sulla situazione. Molti imprenditori costretti per il loro lavoro a spostarsi dalla Tunisia o all’interno di essa solo per pochi giorni si vedono penalizzati per via del confinamento obbligatorio di una settimana o più imposto dalle autorità tunisine. Sarebbe opportuno studiare con la Tunisia la possibilità per chi si deve spostare per ragioni di lavoro di usufruire come in Italia di un transito per lavoro di massimo 5 giorni (72 ore prorogabili di 48) senza confinamento al fine di non bloccare le attività produttive, dopo aver effettuato tutti gli accertamenti necessari sia all’arrivo che alla partenza (tampone).

Anche in Italia la curva dei contagi risale ma al momento rispetto ad altri Paesi europei la seconda ondata di propagazione del virus è leggermente più contenuta. La mascherina è ormai d’obbligo anche all’aperto.

Referendum: il risultato del referendum costituzionale del 20 settembre ha visto la netta vittoria del sì al taglio dei parlamentari col 69,96% dei sì e con il 30,04% dei no, in Italia e all’estero. Nella nostra circoscrizione AAOA (Africa, Asia, Oceania, Antartide) è stato confermata la scelta nazionale col 79,46% dei sì e il 20,54% dei no. Anche in Tunisia ha vinto il sì al 67,62% contro il 32,38% dei no. Su 4.876 potenziali elettori hanno votato solo 1.055 cittadini italiani residenti in Tunisia (21,64%).

Regionali: dal voto delle liste nelle 7 regioni in cui i cittadini si sono recati alle urne in Italia il Partito Democratico (Pd) risulta il primo partito, davanti alla Lega e a Fratelli d’Italia (Fdi). Crolla invece il voto ai Cinque Stelle (M5S). Il Veneto ha però confermato il centrodestra, la Toscana il centrosinistra, le Marche il centrodestra, la Puglia il centrosinistra così come la Campania, mentre la Liguria riconferma il centrodestra. Nella Regione Autonoma della Valle d’Aosta, infine, ha vinto il centro destra.

 


 


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 851 – 203 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Settembre tanto auspicato, settembre della possibile ripresa, ha mancato il suo appuntamento col mondo dopo un’estate non come le altre. Decisioni mutevoli dei governi in funzione della curva della pandemia con chiusure ed aperture che rendono sempre più palpabile l’incertezza nel futuro prossimo. Se le difficoltà generate dalla pandemia sono in primis sanitarie ed economiche, esse sono anche esistenziali poiché se l’esistenza risiede proprio nel proiettarsi in un continuo divenire, teso verso il futuro, verso ciò che ancora non è, questa impossibilità di progettare e quindi di proiettarsi verso il divenire, come se fossimo avvolti da una spessa foschia, intacca fortemente il morale e l’esistenza di ciascuno di noi.

In effetti, l’aumento dei casi di positività al virus, se al momento non ci riporta al confinamento coatto, rende comunque sempre più complessi gli spostamenti, il lavoro, l’educazione ma anche la socializzazione specie per i giovani. Le scuole hanno riaperto con molti timori, alcune sono state già chiuse e così le fabbriche, per via dei contagi in aumento.

Se tutti aspettiamo una cura e/o un vaccino che ci faccia uscire da questo incubo pandemico, l’attesa salvifica che segue i tempi della scienza e non quelli delle nostre speranze si dilata sempre più nel tempo e questa banale normalità di una vita basata su lavoro, famiglia e amici appare oggi come la meta agognata da tutti noi.

In Tunisia, l’aumento dei casi del Covid-19 in particolare in alcuni governatorati, come quello di Hamma nei pressi di Gabes, ha spinto le autorità a chiudere la zona per evitare altri contagi. È vero che l’attenzione dei cittadini per evitare assembramenti da fine giugno in poi si era completamente allentata ed in particolare nessuno più osservava distanziamento sociale o/e portava la mascherina. Anche in Italia l’ultima manifestazione dei negazionisti mostra quanto sia difficile gestire la crisi sanitaria per i governi!

La Tunisia ha finalmente un governo approvato a grande maggioranza dal Parlamento. Il neo-governo Mechichi nei primi giorni dopo la sua investitura ha dovuto affrontare inondazioni nella zona di Madhia, aumento dei casi di Covid ed ultimo un attentato terroristico nelle vicinanze di Port El Kantaoui nei pressi di Sousse dove ha perso la vita un giovane poliziotto che aspettava nelle prossime settimane la nascita del suo terzo figlio.

Da un punto di vista economico e sociale, la situazione è allarmante anche se non solo in Tunisia: la crisi, ad esempio, di El Kamour mette a rischio migliaia di lavoratori e il nostro approvvigionamento di gas naturale e petrolio, vitali per il Paese.

Speriamo che il governo per lo più tecnico di Mechici riesca a ridare fiducia ai tunisini ormai demoralizzati da questa situazione di stallo che la Tunisia vive ormai da anni, aggravata poi dalla situazione mondiale particolarmente delicata!

In Italia e per gli italiani all’estero, si vota per il referendum costituzionale nel quale si decide se ridurre il numero di senatori e deputati. La rappresentanza degli italiani all’estero, già molto esigua, sarà, in caso di vittoria del sì, ulteriormente ridotta e non solo quella estera poiché sarà ridotta, a nostro parere, la rappresentanza democratica tout court con un risparmio annuale nel bilancio dello Stato del tutto irrisorio.

Mentre andavamo in stampa ci è giunta la notizia della scomparsa improvvisa ed inattesa della presentatrice radiofonica e televisiva Salua Nasra-Chiari. Salua che aveva conseguito un dottorato di Lingua e Letteratura italiana aveva animato con brio per decenni la trasmissione in lingua italiana ed era un’appassionata della cultura italiana. Ci mancherà molto ed avremo modo nel prossimo numero di dedicarle articoli di coloro che la ricordano con grande affetto.

In questo contesto non di certo roseo, l’autunno contrariamente agli anni passati non porta con sé le buone risoluzioni che lo contraddistinguono ma non per questo deve toglierci la speranza di tempi migliori!

 



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