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 26 nov - 6 dic 2014

 

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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola

 


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email



 news

 

- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 802 - 153 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Luglio 2016: un lungo elenco di attentati che dall’Asia all’Europa, dal Medio-Oriente all’Africa ed agli Stati Uniti ha seminato terrore, morte, incomprensione.

L’elenco della morte rimbomba nelle nostre coscienze, ultimo dei quali lo sgozzamento di un prete nella periferia di Rouen in Francia, nell’esercizio della sua funzione. Certo di tutti gli attentati che si sono susseguti  negli ultimi trenta giorni pare parziale soffermarci solo sull’uccisione di un prete di 86 anni mentre celebrava la messa quando in Siria, in Francia, in Bangadesh, in Irak, in Germania ecc. i morti si contano a centinaia. Non si tratta di banalizzare il male né cosa peggiore di abituarci alla sua ineluttabilità né tantomeno fare una gerarchia del terrore: il terrore è terrore ovunque si manifesti, alle porte di casa nostra o a migliaia di km da dove  viviamo. L’idea dell’indifferenza a cio’ che succedeva in un altrove lontano ormai non è più d’attualità poichè abbiamo ben coscienza che tutta la strategia del terrore è interconnessa ed interdipendente. Se vogliamo soffermarci  sulla barbara uccisione di un prete è perchè è un atto simbolico ma non perchè sia meno tragico né più tragico della serie di attentati che ha falciato le vite a bambini, a giovani e vecchi, a donne ed uomini, a turisti ed autoctoni, a bianchi o a neri, a cristiani ed a musulmani, a credenti ed a miscredenti.

La reazione della Chiesa è stata degnissima: non rispondete al terrore col terrore, alla violenza con la violenza, l’essenza del cristianesimo è nella pace e nel perdono se si vuole seguire l’insegnamento di Cristo. Le parole di pace della Chiesa ma anche di alcuni Capi di Stato  europei possono , agli occhi di molti, essere vissute come una forma di debolezza, di incapacità, di sottomissione ma sono invece i presupposti necessari per evitare che la spirale della violenza non diventi una guerra di tutti contro tutti che costituirebbe di fatto la vera sottomissione al terrore ed alla violenza.

E’ facile distruggere le basi della coesistenza civile ma sappiamo quanto sia difficile ricostruirle.

Un’altra riflessione che si impone alla nostra coscienza: si commettono in nome di Allah massacri  indicibili commessi da giovani ventenni. Se le società europee debbono ripensare l’integrazione, le forme di discriminazioni che la sua società ha prodotto, il risentimento e l’acculturazione dei giovani che come negli anni 30 del secolo scorso produce revanchismo, terrore e banalizzazione del male è chiaro anche che debba essere seriamente ripensato nel mondo musulmano, questo sentimento di vittimazione, di suscettibilità a fior di pelle, di incapacità a guardarsi dentro e a fare i conti con la società e la cultura che dal post-colonialismo si va costruendo.  La capacità di autocrica è oggi più che mai necessaria se si vuole combattere discriminazioni e terrore dall’Oriente all’Occidente.  Il dibattito nel mondo musulmano è altrettanto fondamentale quanto il dibattito in Occidente. E’ ora che si rifletta nel mondo islamico com’è possibile utilizzare l’Islam come arma del terrore. Non basta più dire che questo non è il vero Islam, occorre riflettere seriamente ed indipendentemente dal fatto che ci siano veri e falsi musulmani che cosa ha permesso e reso possibile queste deviazioni, occorre realmente che il mondo musulmano non solo si dissoci ma cominci a pensare la sua società non solo come società post-coloniale ma come società etica e che lo dica ai suoi figli. Che cosa ha prodotto la società musulmana negli ultimi vent’anni, quali sono i suoi valori, la sua cultura, i suoi riferimenti? Non potrà l’Islam fare l’economia di questo suo dibattito interno se non vorrà che si fraintendano le sue parole!

E per concludere ci sembra importante citare le parole del  Corano e ricordarci di quanto  vi è scritto: “Gli ebrei, i cristiani, i Sabei non debbono avere paura e non debbono essere tristi in presenza dell’Islam”.

 

 

 


 

 


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 801 – 152 [nuova serie]

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Ancora una volta dagli Stati Uniti alla Francia, la violenza colpisce e come un aspira-morte l’Isis ne rivendica la paternità, che vera o falsa che sia crea in noi il sentimento che siamo in pericolo a casa, in una discoteca, in un bar, per strada, in una metro, su una spiaggia... ovunque. Si sono indeboliti? E’ il canto dei cigni? Così non pare proprio se sono in grado di trasformare “l’uomo qualunque” in “assassino qualunque”.

Certo la strategia della paura conforta il terrorismo creando questo sentimento di inimicizia globale che la potenzia ulteriormente e che, a macchia d’olio, si sta allargando e se l’Isis perde terreno in Siria, in Irak e speriamo in Libia, la meccanica dell’odio globale continua a provocare i suoi deleteri risultati.

Dal canto suo l’Europa, con la minaccia del “brexit” della Gran Bretagna rischia di indebolirsi ulteriormente mettendo a repentaglio il binomio unità-democrazia che dal dopoguerra ad oggi era stato, attraverso il superamento dei particolarismi nazionalisti, la condizione della costruzione della pace.

In Tunisia, la situazione non è delle più rosee: il crollo del dinaro rispetto all’euro, se puo’ essere attrattivo per pochi, mette a forte rischio il paese con un impoverimento ulteriore della popolazione, fautore di probabili futuri disordini.

Il Presidente Caïd Essebsi si è espresso in favore di un governo di unità nazionale per tentare di arginare la crisi ed evitare che il paese precipiti completamente, coinvolgendo  tutte le forze politiche, senza distinzioni.

La situazione nel paese- ha ribadito Essebsi- è come lo sappiamo pessima e l’abbiamo tutti evocata nei vari incontri con le forze politiche. E’ una realtà. Dobbiamo cessare nei media di evocare le dimissioni di un tale o di tal altro o di sostenere questo o quello. Il problema oggi è la Tunisia e come uscire dalla crisi; e quello che ho potuto notare è il patriottismo di tutti quelli che ho incontrato.

Riuscirà il Presidente a compattare forze così discordanti, all’indomani del Congresso di Ennadha, che vuole riproporsi come primo partito e riassestare a suo vantaggio lo scacchiere politico tunisino? Accetterà l’opposizione di mettere fra parentesi le sue profonde differenze per tentare di evitare il fallimento del paese?

A completare questo scenario fortemente problematico la tela si è infiammata per manifestazioni di intolleranza che hanno oscurato la “sacralità pacifica” del mese di Ramadan con l’aggressione ad un’artista che esponeva le sue opere alla Marsa e con la messa in rete di un video che riprendeva clienti in un café che non digiunavano.

Le parole di Spinoza, scritte quattro secoli orsono, sono a questo proposito ancora evocatrici: “I superstiziosi (come sono spesso certe persone sedicenti religiose), che son capaci di vituperare i vizi più che di insegnare le virtù, e che si preoccupano non di condurre gli umani mediante la Ragione ma di tenerli a freno col Timore - così che fuggano il male invece di amare la virtù! -, non hanno altro obiettivo che rendere gli altri miseri come lo sono essi stessi.”

Per fortuna l’esordio vincente degli azzurri al campionato europeo di calcio ha rischiarato gli ultimi giorni, sperando che dopo la vittoria sul Belgio, continui sulla scia del successo!

Per quello che riguarda la collettività, il Comites ha organizzato un corso gratuito rivolto ai bambini bi-nazionali d’italiano perchè essere italiani sia più che il possesso di un documento ed alfine di compattare una parte della collettività che da anni è stata messa da parte e che è ben lieta che si pensi a darle una voce..italiana! Previsto immediatamente dopo l’Aïd che auguriamo felice e pacifico per tutti, un incontro con la collettività italiana di Sousse.

In ultimo, la nomina di un Nunzio Apostolico a Tunisi nella persona di Mons.Luciano Russo.

 



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