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Il Corriere di Tunisi "online" riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In "Lettere" la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email




 news
  •  [08-02] 13 Febbraio ore 16,00 Festa di Carnevale 2010  al Circolo Italiano di Tunisi

  • [08-02] 23 Febbraio ore 20 presso il Delta Center a Charguia II, la SIA, Società Italiana Assistenza, sotto l’alto patronato di S.E Pietro Benassi Ambasciatore d’Italia in Tunisia, presenta  “I sapori di Casa Nostra” (viaggio intenso nel gusto) I° concorso di cucina italiana in Tunisia

 697 – 74 [nuova serie]

 

nostri  problemi

L’ambasciatore Ben Arfa che ha rappresentato la Tunisia a Roma per oltre sette anni (in un periodo alquanto delicato) ha  voluto  portare  il suo “témoignage” su Bettino Craxi (pag. 5), lo ringraziamo.

All’inizio di questo 2010 auguravamo per la politica italiana la ripresa di un dialogo confronto, pacato costruttivo e fecondo, non è stato così, ce ne dispiace. Ma siamo pur sempre in clima elettorale in marzo ci sono le regionali e le poste in gioco sono grandi e molte. E’ dunque “normale” che si continui a “cazzottare” anziché utilmente dialogare.

Nel mondo, clima polare e catastrofi naturali fanno un pò dimenticare “riscaldamento” del pianeta, guerre e “guerrette” endemiche.

In Tunisia, dopo l’importante rimpasto ministeriale, il presidente Ben Ali e la sua “equipe” governativa affrontano con determinazione ed efficenza i problemi quotidiani pur seguendo con lungimiranza la realizzazione dei piani quinquennali di sviluppo.

Non si é spento l’eco dell’incendio della biblioteca di IBLA. Ad esso dedichiamo il nostro “dossier”.

 

I nostri specifici problemi.

Attendevamo la primavera per vedere uscire la collettività dalla “ibernazione” che secondo noi dura da più di sette anni. In effetti qualcosa si muove, la Società Italiana di Assistenza ha riunito il suo rinnovato consiglio di amministrazione, riconfermando le cariche sociali precedenti ed eleggendo Giuseppe Billa vice-presidente al posto del compianto Schembari. Prima e simpatica iniziativa: il 23 febbraio ci sarà una manifestazione “Sapori di casa nostra” che si svolgerà al Delta Center (che ha brillantemente festeggiato i suoi primi due anni di vita a Tunisi). Siamo certi che sarà un bel successo ed i pochi posti a disposizione andranno a ruba.

Ricordiamo che in questo primo quadrimestre, dovrà essere rinnovato il consiglio di amministrazione della Camera Tuniso-Italiana di Commercio. Non sarà facile rimettere sui binari quest’organismo, d’altra parte sarebbe triste vederlo finire nel nulla. Una attenta riflessione va fatta in conseguenza.

E’ sempre intensa la discussione sul rinnovo del CGIE e dei COMITES, sembra comunque accertato il fatto che questi dovrebbe attuarsi entro il 2010. Ne riparleremo.

In questa prima quindicina di febbraio le varie strutture culturali italiane in Tunisia dovrebbero riunirsi per “accorder leurs violons”. Sarà una buona cosa.

Anche il nostro e “vostro” giornale dovrà decidere la linea da seguire, la sua impostazione ed il suo avvenire, non mancheremo di tenervi dovu­tamente informati.

 



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 696 - 73 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Correva l’anno 2000, sono già trascorsi dieci anni dal giorno in cui partecipammo commossi ai solenni funerali di Bettino Craxi. A lui dedichiamo il nostro “dossier” e qui di seguito riportiamo le parole conclusive scritte dal nostro caro Jaafar Iskander per ricordare il doloroso evento: “... A memoria d’uomo, gli abi­tanti di Tunisi non avevano mai visto il centro della loro città sconvolto come durante quelle ore del venerdì 21 gennaio 2000 fra le 11.00 e le 15.00. E hanno partecipato a quell’evento mai visto da almeno 40 anni tanti cristiani raggruppati davanti e dentro la Cattedrale di Piazza Indipendenza, di fronte all’ex sede del residente generale francese, sotto gli occhi del gigante Ibn Khaldoun in bron­zo. Sapevano che quei cristiani con le loro bandiere e garofani rossi erano lì per l’ultimo sa­luto al “toro Bettino Craxi”. Sapevano che l’uomo dentro la bara venuta da Firenze credeva nel Dio unico comune a tutti e pertanto sembrava per molti naturale la coincidenza fra la preghiera musulmana del vener­dì e la messa funebre nella Cattedrale dei cristiani ufficia­ta dal vescovo arabo Fuad Toual in italiano, arabo e francese, sotto i ritratti di S. Agostino il Cartaginese e S. Cipriano il martire africano. Sfollando le moschee dopo la loro preghiera, i tunisini musulmani si sono mischiati a una folla di cristiani partico­lari che uscivano dalla Catte­drale scandendo “Bettino... Bettino. Cristiani particolari,cris­tiani “eccellenti” si direbbe. Nella Cattedrale di Tunisi è avvenuto in realtà un incontro che in circostanze normali non sarebbe mai avvenuto in una chiesa. Socialisti laici come Rino Formica, Claudio Martelli, Gianni de Michelis, Marghe­rita Boniver, Giusi La Ganga, Ugo Intini, Adriana Asti e tanti altri a centinaia hanno pregato per Craxi assieme a Cattolici di varia estrazione : Silvio Ber­lusconi, Francesco Cossiga, Lamberto Dini, Rocco Butti­glione ecc... Poi c’erano i molti amici tunisini di Craxi e gli inviati del presidente Ben Ali e quelli del presidente Arafat. Tutti insieme hanno ascoltato messa, letture di brani del Vangelo di Matteo, un tele­gramma del Papa e l’orazione appassionata di Bobo Craxi. A sentire gli applausi e le ovazio­ni è sembrato all’osservatore di essere presente ad un congresso politico.

Poi alla fine, le tenerissime parole di Bobo rivolte al padre che non vedrà mai più e la preghiera da Bobo rivolta a Dio affinché protegga questa terra di Tunisia che si è offerta di proteggere Bettino Craxi da vivo e da morto... Infine la partenza del corteo funebre diretto ad Hammamet dove oggi sorge una tomba che porta una semplice lapide col nome di Bettino Craxi. Chi scrive, ha vissuto tutto come se stesse leggendo un libro di storia o come se stesse vivendo momenti del passato. Sapendo la passione di Bettino Craxi per Giuseppe Garibaldi e la sua tenerezza nel raccogliere conoscenze e notizie sugli italiani di Tunisia sin dal Settecento, non si puo’ non guardarne la storia come una tragedia particolare non già soltanto dal momento della “fuga” ad Hammamet, ma almeno dalla crisi di Sigonella. A chi scrive, il funerale, dalla camera ardente terminata con il saluto delle guardie d’onore della polizia militare tunisina, alla sepoltura, è veramente sembrato come una restituzio­ne reale di pezzi di storia”.

Il ministro Frattini concluderà il suo giro africano in Tunisia mentre andiamo in macchina, da poche settimane abbiamo un nuovo ambasciatore, si attende la visita dei nostri rappresentanti in Parlamento, FEDI e RANDAZZO, tutte le strutture della collettività sono o dovrebbero essere in rinnovamento. Il 2010 sarà l’anno giusto per una nuova primavera, dopo una lunga ibernazione. Lo auguriamo di cuore.



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