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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


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- Informiamo i nostri lettori che possono trovare notizie aggiornate in tempo reale su quanto sta accedendo nel bacino del Mediterraneo all’indirizzo:  http://www.rainews24.rai.it/it/ -

 869 – 221 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Siamo stupiti da questo incedere incessante di odio, violenza, volontà distruttiva, dalle immagini di civili in fuga, martoriati da una guerra di cui pagano in prima persona le conseguenze mentre i grandi del Mondo cercano di trovare soluzioni diplomatiche che al momento non hanno dato i risultati sperati. Una guerra in Europa non si pensava fosse ancora possibile e quali ne saranno le conseguenze sulle popolazioni? Come ne uscirà fuori l'UE, la Russia, la NATO, ma soprattutto gli ucraini? Come i popoli alleati della Russia percepiranno questo atto di forza? Come l'UE sarà percepita dai suoi alleati di fronte alla richiesta disperata d'aiuto del governo ucraino?

A questo punto a poco servono le nostre opinioni a favore degli uni o a favore degli altri, neutrali e/o pacifisti. La guerra c’è e al di là di tutte le nostre possibili considerazioni, i bombardamenti distruggono vite ed infrastrutture. Ricordi di guerre passate affiorano alla nostra mente e si confondono con letture, testimonianze di tempi passati e presenti. Come non evocare in effetti le grandi guerre e le riconquiste degli “spazi vitali”, come non ricordare gli errori commessi dai vincitori della Prima Guerra Mondiale di fronte al grande perdente dell’epoca, la Germania, che ha alimentato revanchismo e nazismo? Come non ricordare le blande reazioni degli Stati europei di fronte all’invasione ed annessione dell’Austria da parte di Hitler? Come non ricordare che, caduto il muro di Berlino e l’Unione sovietica, non si doveva umiliare la nuova Russia né isolarla né tantomeno creare intorno alle sue frontiere una morsa della Nato? Come non ricordarsi in tempi più vicini dell’invasione dell’Irak, della distruzione di Aleppo in Siria e tanto altro?

Intanto non si riesce neanche a creare corridoi umanitari per mettere in salvo le persone, si bombardano ospedali e i morti si accumulano. L’iniziativa della Turchia per tentare una conciliazione tra il ministro degli Esteri russo e quello ucraino è al momento fallita. L’Europa, seppure ha preso posizione in favore dell’Ucraina, ha il difficile compito di evitare di gettare ulteriormente benzina sul fuoco che porterebbe ad una catastrofe mondiale. Condanna l’azione della Russia ma nei limiti dell’accettabile, anche imponendo pesanti sanzioni. Lo stesso per la Nato che, per evitare di allargare il conflitto ed una escalation ancora più drammatica, non ha potuto rispondere positivamente alle richieste ucraine di chiusura dello spazio aereo ai russi (no fly zone) che avrebbe avuto conseguenze disastrose.

Occorrono mediatori in grado di negoziare un cessate il fuoco ma esistono? Nell’intervista al Professor Riccardi, pubblicata sul giornale cattolico “L’Avvenire”, lo storico suggerisce il nome di Angela Merkel che avrebbe la statura politica per avviare una mediazione, anche perché nata in un contesto di guerra fredda in Germania dell’Est e forse avrebbe una visione più ampia della situazione venutasi a creare.

Le Chiese cattolica e ortodossa possono operare congiuntamente per la pace? “È ancora possibile sottrarre Kiev alla distruzione - risponde Andrea Riccardi, storico, fondatore della comunità di S. Egidio e già ministro del governo Monti -, alla lotta casa per casa, strada per strada, ed è doveroso farlo per salvare vite umane, per il valore della città - Kiev è la Gerusalemme dell’ortodossia e quindi per l’ortodossia bielorussa, russa e ucraina - e perché sottrarre Kiev alla guerra significa sottrarre spazio allo scontro armato. Kiev non deve diventare Aleppo.” Lo speriamo tutti anche se le immagini che ci arrivano dalle zone del conflitto non ci rassicurano poiché sempre citando il Prof. Riccardi “...il vero dramma - voglio ricordarlo - è proprio quello degli ortodossi, senza contare la difficile situazione dei greco cattolici. Le chiese ortodosse hanno un problema molto serio: l’ortodossia moscovita è divisa tra la Russia e l’Ucraina e il Patriarcato di Mosca si trova nella posizione in cui si trovava Pio XII quando gli rimproveravano i “silenzi” davanti alla guerra mondiale.” Alla domanda se questa guerra cambierà l’Europa, Riccardi ha risposto infine: “Spero di sì e credo che sia inevitabile. Il riarmo tedesco dovrebbe avvenire nel quadro di uno strumento di difesa europeo che oramai diventa urgente e necessario, come pure una politica estera comune. Credo che la guerra ucraina abbia compattato ulteriormente gli europei, dopo che la pandemia li aveva convinti che ci si salva solo insieme. Ma, ripeto, ora bisogna fermare la guerra, perché le guerre del nostro secolo sono interminabili. Siria docet.”

In questo drammatico momento ci si interroga anche sulle conseguenze del conflitto in Europa in primis, ma anche nei Paesi che sono legati all’UE tra cui la Tunisia: aumento vertiginoso del barile di petrolio, diminuzione delle forniture di gas di cui buona parte proviene proprio dalla Russia, sotto embargo europeo ed americano, impossibilità di importare grano dall’Ucraina. Aumentano così i rischi d’inflazione e di penuria dei beni di varia natura i cui prezzi si innalzano non poco, in un contesto mondiale già molto provato dagli effetti della pandemia.

Per la Tunisia, già in gravi difficoltà economiche, questa guerra avrà conseguenze negative sul portafoglio delle famiglie poiché già è stato annunciato un aumento del pane e intanto vi è una penuria della farina anche nei supermercati, il che, alla vigilia del mese di Ramadan, annuncia tempi difficili per le famiglie non abbienti che si nutrono essenzialmente di derivati del grano ed in particolare di pane.

Una nota di chiusura speranzosa: si attende per la prossima stagione estiva un flusso importante di turisti in Tunisia, dovuta anche all’allentamento delle misure restrittive per viaggiare che erano state ovviamente imposte negli ultimi anni a causa della pandemia! Speriamo!

 


 


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 868 – 220 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Dopo una giostra politica che ha visto proporre e poi ritirare una lista di nomi candidabili alla Presidenza della Repubblica italiana, la riconferma del Presidente Mattarella e la sua sofferta accettazione a seguito del suo manifestato desiderio di ritirarsi a vita privata, ha provocato sospiri di sollievo ed ulteriore ammirazione per una persona che ha saputo anteporre lo Stato inteso come espressione della volontà generale alla sua volontà personale. Il suo gesto ha destato in tutti (o comunque nella maggior parte) non solo consenso, ma rispetto ed ammirazione. Sergio Mattarella è stato rieletto Presidente della Repubblica con 759 voti cioè con una percentuale altissima all'altezza della stima di cui gode. Lo ha deciso il Parlamento con l'ottava votazione, stabilendo così il bis del Capo dello Stato uscente. Questo risultato è stato possibile grazie all'accordo tra tutti i partiti (eccetto quello della Meloni). Il 3 febbraio nel giorno del giuramento al Parlamento, il Presidente Mattarella, nel suo seguitissimo discorso ha ribadito alcuni valori tra cui il senso della responsabilità che lo ha spinto ad accettare "questa nuova ed inattesa chiamata". Egli ha rinnovato il suo impegno a garantire i "diritti" secondo i principi e le norme della Costituzione e ha ribadito le priorità del Paese che si riassumono in quelle sanitarie, economiche e sociali. Per rendere fattive queste priorità, occorre assicurare la diffusione massima della vaccinazione, accompagnare la ripresa economica, per non renderla "effimera", "di progettualità, di innovazione, di investimenti nel capitale sociale, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese". Il Presidente Mattarella ha quindi esortato all'unità degli italiani per poter costruire un Paese del dopo emergenza, attento a colmare le diseguaglianze "territoriali e sociali", attento alla costruzione di un futuro per i giovani, preservando anche le ricchezze naturali e patrimoniali della Nazione. Nel ribadire il ruolo dell'Unione Europea e dell'Italia per la costruzione di "una politica di pace" in cui il dialogo deve privilegiare gli schieramenti politici ed economici diversi per non assistere come in passato alla "disintegrazione dell'Europa" lacerata da conflitti e guerre, è necessario quindi puntare su una ridefinizione del ruolo che deve assumere l'UE, permettendole di essere "protagonista nella comunità internazionale". Il Mediterraneo non può neanche essere escluso dalle preoccupazioni dei popoli europei poiché "ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e medio-orientale".

Occorre anche una riflessione sul funzionamento della democrazia poiché "un’autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione. L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte". Riflettere sul senso e sulle forme di quello che noi chiamiamo "democrazia", evitando che se ne raggiri il funzionamento, sono gli scogli che dobbiamo superare per salvaguardarla e rafforzarla; per questo "è cruciale il ruolo del Parlamento, come luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile." È necessario quindi un grande "rigore" per la salvaguardia dell'autonomia della Magistratura e la necessità di riformarla "superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario".

Il Presidente Mattarella ha di seguito salutato il lavoro svolto dalle Forze Armate come strumenti di pace, il Corpo Diplomatico e gli italiani all'estero che rappresentano l'italianità nel mondo senza dimenticare l'operato di Papa Francesco e di tutti coloro che hanno saputo dare un'immagine di qualità dell'Italia tra cui la compianta attrice Monica Vitti e quella Presidente dell'Assemblea parlamentare UE, David Sassoli.

Infine il Presidente Mattarella ha ribadito la necessità di rivolgere la nostra attenzione a colmare le disparità sociali, di genere, di origine religiosa ed etnica, generazionale, tra chi è portatore di handicap e chi non lo è, in nome della nostra comune "dignità" che deve essere il nostro presupposto etico senza il quale non vi è posto per una democrazia. Egli ha concluso affermando che siamo "noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica."

Anche in Tunisia il Presidente Saied è stato protagonista della vita politica delle ultime settimane, in particolare attraverso la discussa decisione di sciogliere il Consiglio Superiore della Magistratura e di firmare, dopo pochi giorni, un decreto per la creazione di un CSM provvisorio che sostituirà il precedente. Il Presidente tunisino, di fronte alle manifestate preoccupazioni, sia a livello nazionale che internazionale, ha ribadito il suo rispetto per l'indipendenza della giustizia ma che, proprio in virtù di una reale indipendenza, occorre "purgare" il Paese da tutte le sue forme di corruzione e per realizzare questa "ripulitura" del sistema è necessario ripristinare un apparato giudiziario in cui "tutti i cittadini siano eguali di fronte alla legge". Anche il Presidente Saied ha evocato la dignità del cittadino tunisino per giustificare la dissoluzione del CSM poiché "da molti anni, delle pendenze giudiziarie non sono state risolte da giudici che hanno preteso l'indipendenza senza esserlo e che hanno goduto di un'autorità onnipotente." L'imparzialità dei giudici è stata messa in discussione visto che molti sono i dossier con le prove che certi giudici hanno ricevuto una controparte finanziaria per "risolvere" o "insabbiare" pendenze. Il popolo tunisino è diviso tra l'attesa speranzosa che queste misure portino a ridare credibilità allo Stato e la paura di un ritorno a forme di autoritarismo che, accentrando tutti i poteri nelle mani di uno solo, rischia di compromettere il processo democratico. Se quindi da una parte si lotta per l'instaurazione di una giustizia imparziale e pulita dall'altra si rischia la perdita della sua indipendenza! Dilemma con il quale si dovrà confrontare nei prossimi mesi lo Stato tunisino di fronte anche alle sue richieste di fondi internazionali destinati a colmare il deficit del suo bilancio.



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 867 – 219 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Il 2022 è stato accolto con gioia e speranza da tutti noi! Vi sarà un ritorno alla normalità dopo due anni di chiusure, di distanziamenti, di paure di contaminazioni, di code per vaccinarsi, di grattacapi per ottenere il greenpass, di prassi complesse per poter viaggiare e di infiniti test?

Purtroppo i segnali non sono all’altezza delle nostre speranze: tra quelli che contestano la vaccinazione anti-covid, utilizzando anche forme violente di rifiuto, tra quelli che cominciano a dubitare di una vaccinazione ad infinitum e tra coloro che se ne fanno una ragione, la pandemia s’inventa nuove varianti che, più o meno letali, ci costringono a riadottare le misure di prevenzione e di protezione che speravamo venissero allentate!

In Europa la situazione dei contagi si espande a macchia d’olio ed anche in Tunisia, dove poco si rispettano le regole di protezione e molte scuole sono state chiuse, dopo aver riscontrato molti casi di contagio! Ne usciremo fuori o dovremo convivere a lungo con questa pandemia malefica?

Se gli scambi virtuali si stanno imponendo con forza è anche vero che, specie nel settore dell’educazione, l’insegnamento a distanza sta causando gravi danni in particolare nei giovanissimi. Un bambino che inizia, in effetti, il suo percorso scolastico, impara attraverso l’apprendimento alla socializzazione! L’uscita dal guscio familiare significa confrontarsi, esporsi, dialogare, giocare con l’altro. Solo nella sperimentazione collettiva, si può sviluppare la coscienza della nostra propria individualità! Come potrà crescere un bambino privato del necessario confronto con i suoi coetanei e con maestri che gli diano nuove indicazioni e nuovi percorsi didattici? Non parliamo poi degli insegnanti, specie per coloro che insegnano ai giovanissimi (e non solo) per cui il contatto in presenza rende viva la loro lezione ma soprattutto adattabile al pubblico che hanno di fronte, dando loro la possibilità di modularla e di riformularla finché venga assimilata. Per esperienza personale so che una lezione può essere più o meno interessante in funzione del rapporto di complicità che si instaura tra insegnante e studenti e questo feeling si verifica solo in presenza. L’insegnamento virtuale ci induce alla passività e, specie nei bambini, provoca carenze importanti!

In tutto questo, la situazione economica ne soffre molto e se non ci inventiamo nuove forme di scambi, le condizioni collettive ed individuali continueranno a peggiorare! Il grande disagio economico (salvo per le grandi società farmaceutiche) che questa pandemia sta causando, sta di fatto contaminando la nostra percezione del mondo: un mondo globalizzato in cui la restaurazione delle frontiere/barriere ci sta rinchiudendo nei confini delle nostre Nazioni che però non sono più in grado di assicurarci il minimo indispensabile per un minimo benessere! In tutto questo s’incrementano ideologie nazionaliste e discriminatorie che ci allontano sempre più da quello che ci sembra essere l’abc dell’umanità: il confronto tra noi e gli altri, tra essere e divenire, tra similitudine e diversità!

In Tunisia, l’arresto di alcuni membri del partito di Ennadha, divide la popolazione. Chi considera che siano all’origine del disagio economico odierno, chi pensa che abbiano favorito il terrorismo, specie attraverso l’aver facilitato, negli anni in cui erano al potere, l’invio di giovani a battersi in Siria, a fianco dell’ISIS, chi li considera colpevoli di avere svuotato le casse dello Stato, creando una rete di clientelismo o al contrario chi denuncia in questi arresti un attacco alla democrazia ed il preludio all’instaurazione di uno stato totalitario!

La revisione della Costituzione del 2014 è anche soggetta a molte inquietudini ed interrogativi: quali sono gli articoli incriminati, sarà rivista nella sua integralità o solo parzialmente, quale sarà la ripartizione dei poteri, il ruolo del presidente della repubblica, del parlamento, del modello elettorale? Tutti questi interrogativi creano un’attesa ed un’incertezza nel prossimo futuro che non aiuta a rassicurare in particolare il mondo economico che sembra essere più incline ad osservare la situazione politica venutasi a creare piuttosto che rimboccarsi le maniche per tentare di salvare o di attenuare la crisi socio-economica che sta investendo il paese e che paralizza molti settori!

Mentre il giornale era in chiusura, con grande cordoglio, abbiamo appreso della morte di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, per una malattia che aveva colpito il sistema immunitario. Per aver avuto il piacere di conoscerlo, era una persona allegra e solare, piena di attenzione e di empatia verso il suo prossimo! Una grande e grave perdita per tutti!

 


 


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