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  Mediterraneo
 623 - Terzo atto del progetto di Catania "Spazio Euro-Mediterraneo"

 

Compiuto con successo il terzo atto del progetto di Catania per  la creazione di uno "Spazio euro-mediterraneo" di Alta Formazione e Ricerca

 

L’ultima fine settimana di gennaio ha visto compiersi il terzo atto del “Progetto di Catania”.

Alle falde dell’Etna Ministri ed Accademici si sono incontrati per dare forza e continuità ad un percorso ambizioso e concreto che il nostro Governo avviò nel corso dell’ultimo semestre di Presidenza italiana dell’Unione.

Nel novembre 2003 si tenne infatti a Catania,  una delle riunioni Informali ministeriali che hanno lastricato la difficile via della costruzione dell’Europa. Un’ Europa arricchita, ma non schiacciata, dalle sue millenarie tradizioni, ed al contempo fucina di idee, di progettualità e di visione, strumenti che soli, potrebbero se non impedire, almeno limitare l’onda d’urto che l’Oriente estremo ha ormai innescato ed avviato.

Il Progetto di Catania, ideato dal Ministro Moratti, si inserisce fin dalle prime battute nell’alveo di una ipotesi geopolitica che pone il Mediterraneo al centro dell’interesse dei quei paesi che, nel 1995 sottoscrissero la Dichiarazione di Barcellona, un insieme di considerazioni e di raccomandazioni che diedero di fatto l’avvio alla creazione dello  “Spazio euro-mediterraneo”.

La riunione dei Capi di Stato e di Governo di Barcellona  innescò un lungo e non facile processo – peraltro ancora in corso – che vede paesi europei e della riva sud del nostro mare lavorare assieme in molti dei settori nei quali si articola l’attività umana, per creare un futuro che, frutto di crescita armonica ed equilibrata, offra ai nostri figli opportunità ed occasioni.

Catania e Barcellona dunque sono legate da un doppio filo: un filo prezioso ed unico quale quello del sapere e della conoscenza può essere.

Catania fa sue, fin dall’inizio, alcune specifiche indicazioni di Barcellona…”sviluppare le risorse umane, promuover la comprensione fra le culture ed il riavvicinamento dei popoli nella Regione Euro-mediterranea, nonché sviluppare società civili, libere e prospere mediante partenariati sociali, culturali ed umani”.

La creazione di uno “Spazio euro-mediterraneo” di Alta Formazione e della Ricerca, è l’obiettivo individuato a Catania nel novembre 2003, strumento concreto che può, usando quale potente combustibile il sapere, dare  risposte concrete alla sfida di Barcellona.

E così è infatti: dai 5 Ministri, 80 delegati e 20 università di “Catania  2003” ai 12 Ministri, 200 delegati e 40 università di Catania 2006, ben otto centri per l’alta formazione e la ricerca già operativi (in Marocco, Tunisia, Egitto, Palestina, Creta e Turchia) o in fase di avvio (Giordania e Turchia), corsi di master avviati e seguiti da centinaia di giovani nei paesi interessati.

La Prime due  Conferenze di Catania ( del 6-8 novembre 2003 e del 18-9 gennaio 2005) hanno posto  le basi strategiche e dato l’avvio operativo al progetto che si e’ articolato in due linee d’azione principali:

* Creazione di Centri per Studi  Avanzati  e di Ricerca in  settori specifici (Scienza e Tecnologia dei Media, E-Business, Cooperazione allo Sviluppo,  Agro alimentare in Zone Aride, Ingegneria sismica e sismologia, Nanotecnologie), frutto specifico della collaborazione tra istituzioni italiane e dei paesi che ospitano i centri (nell’ordine  Tunisia, Marocco, Territori Palestinesi, Egitto, Turchia e Creta)

* lo sviluppo nell’Area Mediterranea delle condizioni di massima fruibilità delle nuove tecnologie informatiche e di comunicazione (ICT), per incrementare un sistema di apprendimento a distanza e di formazione permanente.

Per quanto riguarda la prima delle due iniziative, si riporta di seguito lo stato di avanzamento dei singoli progetti:

Centro di Alta Formazione e Ricerca in Scienza e Tecnologia dei Media in Tunisi

(Prof. Virginio Cantoni)

La Scuola Europea di Studi Avanzati in Scienza e Tecnologia dei Media dello IUSS di Pavia ha avviato nel 2001, in cooperazione con l’Università di Tunisi, e l’Università di Pavia, la prima Mediterranean School for Advanced Studies (MSAS) in Scienza e Tecnologia dei Media. L’esperienza tunisina, la prima realizzatasi nel quadro del Progetto di Catania, ha appena  attivato la quarta edizione del Master in Scienze e Tecnologie dei Media, che prevede, anche per il corso appena iniziato, la partecipazione di trenta allievi (tunisini e non)

Nel corso della seconda Conferenza di Catania  del gennaio 2005 è stata sottolineata la necessità di affiancare alle iniziative didattiche iniziative di ricerca con progetti di Dottorato A tal fine è stato istituito un laboratorio congiunto, nel settore strategico dell’ICT, con base in cinque istituti, due italiani e tre tunisini. Il laboratorio congiunto ha messo a punto una  proposta progettuale dal titolo:  “Infrastrutture e piattaforme real-time per ambienti di ricerca e e-learning collaborativi” della durata di 3 anni, che ha avuto inizio ufficialmente il 2 dicembre 2005.

I partner italiani dell’iniziativa sono: lo IUSS di Pavia con  la Scuola Europea di Studi Avanzati in “Scienza e Tecnologia dei Media e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con il “Center of Excellence for Communication Networks Engineering »

I partner tunisini sono le Universita’ La Manouba, del Sud di  Sfax con l’ Institut Superieur d’Electronique et Technologie de Telecommunication  e di Tunisi, gia’ partner iniziale per le attività della Scuola Mediterranea.

I risultati che il progetto si pone dovranno consentire a gruppi di ricerca che operano in laboratori, anche a grande distanza,  di partecipare ad esperimenti come se si trovassero nello stesso ambiente; questo grazie alla realtà virtuale che sarà realizzata.

* Per quanto riguarda lo stato di avanzamento del progetto si segnala che  rappresentanti delle sei istituzioni hanno già organizzato diverse giornate di lavoro congiunte al fine di definire l’infrastruttura ( in particolare con un rappresentante per istituzione a Pavia in data 28-29 luglio 2005 e sempre a Pavia si sono incontrati i due coordinatori italiano e tunisino in data 25 novembre 2005). La componente italiana ha già identificato i quattro dottorandi che parteciperanno al progetto (due pavesi e due pisani) come pure i due post-doc (uno per sede). Entro gennaio 2006 anche la componente tunisina provvederà alla identificazione dei sei dottorandi e dei tre post-doc.

Centro di Alta Formazione e Ricerca in e-business in Ifrane - Casablanca

(Prof. Aldo Romano)

Nel corso della seconda Conferenza di Catania fu siglato un accordo di partenariato tra l’Università di Lecce- Scuola Superiore ISUFI e l’Università di Al Akhawayn in Ifrane per la realizzazione in Casablanca di un Centro di Competenze, aperto ai paesi del Maghreb, specializzato sulle problematiche scientifiche  e di alta formazione connesse al “digital divide”.

Il Centro di Casablanca realizza un percorso formativo avanzato in “e-business management” e dispone di un Laboratorio per ricerca di base ed applicata  in “e-business solutions” le cui attività rientrano nella missione della “Mediterranean School of Advanced Studies” che opera in Marocco nell’ambito del Progetto Catania.

Il MoU che ha dato l’avvio e la messa  a regime del laboratorio di ricerca congiunto e’ stato firmato nel maggio 2005 in concomitanza con la visita dell’on. Ministro in Marocco.

Il laboratorio di ricerca congiunto è improntato all’assunto condiviso tra le parti che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’e-business in particolare, rappresentino una opportunità rilevante per sostenere, attraverso l’innovazione, la produttività e la competitività delle economie mediterranee. In questa prospettiva il laboratorio si configura come un asse strategico per supportare la formazione scientifica e tecnologica di giovani talenti mediterranei e per accelerare l’interconnessione delle economie mediterranee nell’economia globale.

La missione del progetto è quella di accelerare la crescita e la concentrazione di competenze  scientifiche, tecnologiche e imprenditoriali, abilitanti la realizzazione di soluzioni e-business.

Le attività previste sono finalizzate alla messa a punto di:

* metodologie e “tools” abilitanti processi di trasformazione del business in e-business

* modelli di rappresentazione della conoscenza, abilitanti in web semantico

* sistemi di cattura ed estrazione della conoscenza basata su tecniche di “data mining” e intelligenza artificiale

* architetture di e-business distribuite orientate ai settori del turismo, beni culturali, agroalimentare e sviluppo di nuovi prodotti in segmenti del manifatturiero rilevanti per i paesi del Mediterraneo

* metodi e tecniche per la realizzazione di modelli innovativi di “decision making” distribuito.

Tali attività si configurano come valore aggiunto che la cooperazione realizza sui programmi scientifici sui quali le Università cooperanti lavorano.

Il progetto si sviluppa su di un periodo iniziale di due anni ed i due partner (Università di Lecce-ISUFI e Università Al Akhawayn in Ifrane, opereranno anche come catalizzatori di apporti di attori accademici, istituzionali ed industriali dei paesi di origine e di altri paesi.

Centro di Alta Formazione e Ricerca in Cooperazione e Sviluppo in Betlemme

(Prof. Gianni Vaggi )

La creazione del Centro di Alta Formazione e Ricerca in Cooperazione e Sviluppo presso l’Università di Betlemme è un’iniziativa nata dalla conferenza di Catania del Novembre 2003 e del gennaio 2005. Questa iniziativa si è consolidata con la sottoscrizione nel Febbraio 2005 di un Memorandum of Understanding firmato dalle Università di Pavia, Siena, Bir Zeit, An-Najah e Betlemme, e l’Istituto Universitario degli Studi Superiori, sotto il patrocinio del Ministero Italiano per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, il Ministero Palestinese dell’Educazione ed il PEACE Programme.

Il progetto ha da poco fatto i suoi primi passi, grazie al supporto finanziario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, MIUR. In questa fase iniziale del progetto si stanno stabilendo i ruoli e le questioni logistiche da cui prenderanno forma le attività di ricerca e didattica del Centro. I partners del network si sono già ampiamente attivati ad allocare efficientemente i fondi Firb acquisiti tramite il Cineca.

La presenza della Scuola in Cooperazione di Pavia nella zona è comunque già ben consolidata. Il 23 Settembre 2005 ha preso il via un Master in Cooperazione Internazionale e Sviluppo (MICAD) all’Università di Betlemme, che la Scuola di Pavia ha promosso in collaborazione con la ONG italiana VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo). Tale Master fa anch’esso parte di un progetto più ampio di cooperazione universitaria tra Università Europee e Palestinesi definito all’interno del PEACE (Palestinian European Academic Cooperation in Education) Programme,  di cui fanno parte le Università di Bir Zeit e An-Najah, fondato nel 1991. Già nel primo semestre di avvio del Master è prevista la partecipazione alla docenza di quattro professori dell’Università di Pavia. Partecipano al programma docenti delle Università di Nijmegen, di Ginevra, dello University College di Dublino e della Brooks University di Oxford, queste università saranno partner esterni anche per alcune attività di ricerca.

Nel quadro della collaborazione con l’Università di Betlemme per il Master MICAD sono previste anche delle borse di studio che permetteranno a studenti palestinesi di frequentare un intero anno accademico di formazione post-laurea presso la Scuola di Pavia o presso altre Università partners in Europa. In questo contesto a Pavia sono ospitati per l’anno accademico corrente due studenti Palestinesi provenienti dall’Università di Betlemme che frequentano uno il Master in Cooperazione Internazionale e Sviluppo, e l’altro il Master in Cooperazione ed Integrazione Economica Internazionale.

Centro di Alta Formazione e Ricerca nel campo del settore agro-alimentare in zone aride, al Cairo

(Prof.a Claudia Sorlini)

Nel corso della Seconda Conferenza di Catania veniva firmato, tra l’Università degli Studi di Milano e l’Università di Ain Shams (Cairo, Egitto) un Memorandum of Understanding (MoU)  per la costituzione di un “Center for advanced Studies and Research in the field of agriculture and food in Arid Lands” (CASRAL) presso la facoltà di Agraria dell’Università di Ain Shams. Firmatari del MoU sono stati i professori. Saleh Hashem (Rettore dell’Università di Ain Shams), Enrico Decleva (Rettore dell’Università di Milano) e Roberto Schmid (Coordinatore Scientifico del Progetto Euro-Mediterraneo). Obiettivo del documento  è  la  partecipazione congiunta di docenti e ricercatori italiani e egiziani in attività di studio e formazione nell’ambito di corsi di master, di scuole di dottorato di ricerca e di  progetti congiunti di ricerca  per un periodo di cinque anni.

In data 19 maggio 2005 al Cairo  un secondo MoU e’ stato sottoscritto dai Presidi delle Facoltà di Agraria dell’Università di Ain Shams, Cairo, prof. A.M. El-Gindy e dell’Università degli Studi di Milano, prof. Claudia Sorlini

Il documento prevede l’impegno dei due contraenti a sviluppare un progetto di ricerca congiunto dal titolo “New strategies for improving crop productivity under water stress conditions”.

E’ previsto che nel progetto siano coinvolte le seguenti istituzioni:

Università degli Studi di Milano (coordinatore italiano) (Italy)

Università di Ains Shams (coordinatore egiziano) (Egypt)

Università di Catania (Italy)

Center of Research and Study on Agri-Food (CERSA) , Lodi (Italy)

Italian Consortium for Agriculture Research (AGRITAL) , Maccarese (Italy)

Arid Land Agricultural Research Laboratory (ALARU), Egypt

Italian Academy of Sciences , Rome (Italy)

Bussolera Branca Foundation (Italy)

Il progetto di ricerca è stato sottoposto  alla commissione nell’ambito dei progetti FIRB  internazionale. E si rimane in attesa di una risposta ufficiale.

Il progetto prevede, oltre allo svolgimento di ricerche nell’ambito della tematica del titolo, anche la formazione di giovani nell’ambito di dottorati di ricerca

In esecuzione del MoU del 19 gennaio 2005, che prevedeva tra l’altro l’istituzione di un Master, è stato elaborato un progetto dal titolo Master of Sciences in “Agriculture and Food Production in arid Lands” (di 1° livello). La convenzione tra l’Università degli Studi di Milano e L’Università di Ain Shams per il master in oggetto è stata sottoscritta dal partner egiziano in data 10 maggio 2005. Alla iniziativa hanno aderito anche le Università di Catania, Firenze e Napoli. Il programma del master è stato definito nel dettaglio. L’avvio dell’attività didattica è previsto per metà febbraio. Il master si articola su due quadrimestri: da febbraio a maggio e da settembre a dicembre, intervallati da due mesi di attività sperimentale in campo e/o da stage in Italia. Sono già state avviate le iniziative di pubblicizzazione presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Ain Shams e aperte le iscrizioni. L’attività di docenza sarà svolta al 70% da docenti italiano e al 30% da docenti egiziani.

Il progetto prevede il rilascio del titolo di master da parte dell’Università degli Studi di Milano e, dato il diverso ordinamento degli studi nelle Università egiziane, verrà riconosciuto valido per il primo anno del master egiziano (che corrisponde alla nostra laurea magistrale).

Centro di Alta Formazione e Ricerca in Ingegneria sismica e sismologia (Chess Centre) in Ankara

(Prof. Gian Michele Calvi)

Il 19 gennaio 2005 è stato firmato a Catania un Memorandum of Understanding  (MoU)tra l’Università degli Studi di Pavia e l’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la Middle East Technical University of Ankara (METU) ed il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la costituzione di un centro di studi avanzati nel settore dell’ingegneria sismica, della sismologia, della sismotettonica e della gestione delle emergenze.

Il MoU prevede che alle attività del Centro partecipino altresì le Università costituenti la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (Reluis, cui aderiscono Napoli, Pavia, Potenza e Trento), le Università partecipanti al progetto Erasmus Mundus MEEES (Masters in Earthquake Engineering and Engineering Seismology, cui partecipano Pavia, Patrasso, Grenoble, Imperial College, INGV e Centro Comune di ricerca di Ispra – www.meees.org), il Department of Civil Defence, Ministry of Interior e il General Directorate of Disaster Affairs, Ministry of Reconstruction and Settlements, Turkey.

Il MoU, prevede l’istituzione di un Centro di alta formazione e ricerca secondo il modello definito nel processo di Catania, con attività didattiche, di gestione del rischio e dell’emergenza e sviluppo di progetti di ricerca comuni.

Per quanto riguarda l’alta formazione si prevede l’organizzazione di corsi di master e di dottorato secondo modalità già sperimentate presso lo IUSS di Pavia, referente italiano dell’iniziativa, con l’istituzione di una scuola di master e di dottorato, organizzata in modo simile alla scuola operante presso lo IUSS sullo  stesso tema (ROSE School, www.roseschool.it, www.meees.org).

La scuola è stata proposta al MIUR) e si è in attesa di una valutazione in merito.

Per quanto riguarda l’attività di ricerca, è già stato approvato e finanziato dal MIUR un progetto bilaterale per la riduzione del rischio sismico delle grandi opere infrastrutturali.

Si tratta, come si può vedere di un progetto ad ampio respiro che coinvolge numerose strutture di ricerca e di formazione superiore.

Desidero infine insistere  su due aspetti. Il primo e’ quello relativo al ruolo che Pavia ha svolto nell’intero percorso progettuale: con una persona giusta - Roberto Schmid, che molto ama il mare ed in particolare il Mediterraneo- nel posto giusto – Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Moratti e coordinatore scientifico del progetto – non era in effetti difficile prevedere il grado di entusiasmo e di attività che sarebbero stati profusi nell’iniziativa…

Il secondo aspetto va aldilà delle considerazioni scientifiche e tecniche, importanti sicuramente in quanto tali, ma forse, più importanti ancora  sul piano umano, del rispetto e dell’amicizia.

Se  “Mario” si  rivolgeva ai suoi colleghi francesi, tedeschi, inglesi, chiamandoli per nome “Henry”, “Karl”, “John”, adesso c’e’ anche un “Mohamed”, con il quale si parla di banda larga o di pacchetti di bit, ma con il quale e’ diventato arricchente parlare anche di Corano e di Vangelo…

Insomma il “Progetto di Catania” si sta trasformando a poco a poco nel “Club di Catania”, un club nel quale non si entra né per censo, né per meriti speciali. Basta entusiasmo e visione…

Si replica nel 2008.

 

Adriano Gasperi

Responsabile delle

Relazioni Esterne

Scuola Superiore IUSS

Istituto Universitario di Studi Superiori Pavia

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