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 744-747 - L’ITALIA DEI 150 ANNI VISTA DA TORINO

 

 

Torino - Mole Antonelliana

  

Torino, prima capitale dell’Italia, si presenta alla celebrazione dei 150 anni dell’unità nella sua veste migliore.

La Capitale Sabauda nota per la sua riservatezza ha messo in disparte il suo abito discreto per indossare quello più smagliante che la circostanza, condivisa nella sua rilevanza, impone.

Di certo Torino è la città che con maggiore impegno sta partecipando a questo storico evento. Innumerevoli le azioni culturali, che non sono finalizzate solo alla esclusiva promozione turistica, ma, soprattutto, rappresentano altrettanti progetti per il futuro dell’intera area torinese. 

Tra le tante iniziative non possono non essere citate:

Venaria Reale: “La reggia degli italiani” dove, alle Scuderie Reali, è aperta la grande mostra “Paese delle meraviglie”, una grande mostra che mette a confronto le identità delle capitali culturali preunitarie. 360 opere d’arte che raccontano, come in un immaginario museo delle nostre radici identitarie, le tante Italie che nel 1861 si sono incontrate nel nuovo Stato.

Palazzo Madama: “Nella culla dello Stato”. Nel cuore del palazzo la grande aula che ha visto nascere la nuova Nazione. Le strutture del Senato Subalpino, poi del Regno d’Italia, smantellate nel 1927 sono state fedelmente ricostruite.

Officine Grandi Riparazioni: “Fucina di vita a di storia”. Il complesso ottocentesco nato per la manutenzione di locomotive e vagoni rinasce come un contenitore di tre mostre dedicate al passato e al futuro dell’Italia. Impossibile riportare in un articolo quanto viene proposto in uno spazio urbano, a ridosso del Politecnico di Torino, splendidamente recuperato. Non resta che riportare i titoli, con alcune indicazioni, delle proposte espositive:

“Fare gli italiani - Così nasce un popolo” – Un lungo percorso cronologico e tredici isole tematiche in una mostra multimediale che racconta in che modo, tra somiglianze, differenze e contraddizioni, si è costruita in un secolo e mezzo l’identità nazionale.

“Stazione futuro – Benvenuti nel 2020” – Internet a banda ultralarga, energie pulite, invenzioni che sembrano uscite da un romanzo di fantascienza: come la tecnologia cambierà (in meglio) il nostro paese nei prossimi dieci anni grazie alla creatività di scienziati e ricercatori.

“Artieri domani – Il sapere nelle mani” – Una mostra laboratorio che celebra la tradizione e il futuro dell’artigianato made in Italy.

Queste brevi note non hanno la pretesa di spiegare quanto la città di Torino e la sua Provincia propongono al visitatore interessato ai 150 anni della nostra storia di Stato unitario. Sono semplicemente un invito a trascorre alcuni giorni (il tempo va sempre stretto per vedere mostre tanto documentate) alla ricerca della nostro passato.        

In chiusura un filo di nota polemica, doverosa per una corretta informazione. A 150 anni dalla sua fondazione l’Italia, nonostante l’impegno del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nella salvaguardia di un passato che comunque rappresenta le nostre radici, il governo centrale e quello regionale, sembrano interessarsi solo marginalmente all’evento condizionati da interessi regionalistici. Per questo ci rallegra vedere da Torino, imbandierata nel tricolore, un’Italia che, almeno in questi giorni,  pare si ricordi di essere uno stato unitario.

 

Delfino Maria Rosso

 

 

Il tricolore alla finestra della redazione del Corriere di Tunisi a Torino

 

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