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  Dossier
 637 - Dossier - Visita di Prodi in Tunisia (30 ottobre 2006)

 

Dopo il suo giro diplomatico in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio Romano Prodi si rivolge ora verso il Maghreb con una prima vista lampo in Tunisia, visita che sarà seguita da altre in Algeria, Marocco ed Egitto. Così, su invito ufficiale del Presidente Zine El Abidine Ben Ali, Prodi è giunto il 30 ottobre nel Paese per discutere dello stato delle relazioni tuniso-italiane, del partenariato  euromediterraneo, della politica internazionale e, soprattutto, dei mezzi per insediare la pace e la sicurezza nel mondo.

Il programma della visita è stato carico di incontri con politici tunisini e italiani, rappresentanti del mondo dell’imprenditoria e della cultura e con la comunità italiana in Tunisia.

Colloquio con il Presidente Ben Ali

 

All’inizio  della  sua  visita  Prodi  ha  avuto  un  incontro con  il  Presidente  della  Repubblica,  nel  Palazzo  presidenziale  di  Cartagine, alla presenza del portavoce ufficiale della Presidenza della Repubblica e del ministro tunisino agli Affari Esteri.

Nella riunione si sono confrontati sull’evoluzione dei rapporti di amicizia e di cooperazione bilaterale tra l’Italia e la Tunisia e sulle prospettive del loro rafforzamento, alla luce del Trattato di Amicizia e di Buon Vicinato, firmato da entrambi Paesi ed entrato in vigore nel 2004.

Si è inoltre discusso dello sviluppo degli scambi commerciali che hanno raggiunto nel 2005 i  6.840 milioni di dinari, dell’investimento e del turismo. Va ricordato che l’Italia si trova al secondo posto in materia d’investimenti in Tunisia e che esistono attualmente 600 imprese italiane o miste che danno un posto di lavoro a 46.000 persone.

I due capi di Stato hanno sottolineato la necessità di moltiplicare il numero dei progetti comuni e di promuovere il partenariato economico tra le due parti.

Si è parlato, tra l’altro, delle relazioni tra la Tunisia e l’UE, del processo euromediterraneo e delle prospettive del suo consolidamento per contribuire alla creazione di una cooperazione solidale tra i paesi della regione.

L’incontro è stato anche l’occasione per scambiare le opinioni sulle questioni internazionali  come quella palestinese, le situazioni in Irak e in Libano e del loro impatto sulla stabilità e la pace nel mondo.

Da segnalare che il Presidente Ben Ali ha già visitato l’Italia due volte: nel maggio 1997 e nel maggio 2004.

 

Inaugurazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi

 

Dopo un incontro con il Presidente della Banca Africana di Sviluppo, Donald Kaberuka, Prodi ha inaugurato la nuova sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, accompagnato del ministro tunisino della Cultura, Mohamed Aziz Ben Achour e dell’Ambasciatore d’Italia in Tunisia, Arturo Olivieri. Prodi ha espresso la sua soddisfazione nel rendere omaggio alla cultura italiana, ampiamente diffusa in Tunisia, sottolineando l’importanza di intensificare lo scambio culturale tra i due Paesi e in tutto il bacino mediterraneo.

Ha inoltre fatto rilevare come la stabilità della pace e della sicurezza nello spazio euromediterraneo passi, prima di tutto, attraverso la diffusione di una cultura di dialogo e di tolleranza.

Quanto al Ministro della Cultura ha insistito sull’amicizia e la fratellanza che uniscono i due popoli legati con una lunga storia che, se pur ha comportato dei momenti di tensione e di guerra, rimane comunque piena di scambi culturali, commerciali ed economici.

Accolto dalla Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, Paola Procaccini, il Presidente del Consiglio si è mostrato molto interessato alla presentazione delle attività dell’Istituto e alla diffusione della cultura italiana nel Paese. Sei su undici istituti di lingue in Tunisia insegnano l’italiano e 24.000 allievi scelgono la lingua italiana come lingua opzionale nei licei.

Prodi ha poi anche visitato la biblioteca dell’Istituto.

 

Conferenza stampa e incontro con la comunità italiana in Tunisia

 

L’inaugurazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi è stata seguita da una conferenza stampa organizzata nella sede stessa. Di fronte ad una sala stracolma di giornalisti tunisini e italiani, oltre ai corrispondenti delle agenzie internazionali, Prodi ha fornito un breve riassunto sul suo incontro con il Presidente Ben Ali.

Il Presidente del Consiglio ha innanzitutto sottolineato l’importanza “fondamentale di questo viaggio che è la prima tappa di una serie di incontri organizzati con i Paesi del Mediteranno, soprattutto l’Algeria, l’Egitto e il Marocco” dove andrà in visita prossimamente.

Ha anche colto l’occasione per ricordare che nella politica estera italiana c’è una priorità per le questioni mediterranee perché, appunto, “dopo l’Europa c’è il Mediterraneo”.  Per questo “l’Italia - ha aggiunto Prodi- ha il compito di spingere il processo euromediterraneo e in particolare la Politica di Vicinato”. Questa politica dovrebbe offrire un “ambiente in cui si prendono le decisioni in comune e a livello paritario” tra i diversi Paesi della regione.

In tale contesto l’Italia e la Tunisia servono come modello di cooperazione riuscita che “si svolge nella tolleranza e nella ricerca di una modernità e di una azione comune”.

La questione dell’immigrazione è stata al centro dell’interesse di entrambi i presidenti. Prodi ha auspicato “una forte volontà comune di lavorare insieme con le istituzioni europee per affrontare questo fenomeno in modo attivo e non solo repressivo”. A tal proposito ha rilevato come “l’immigrazione tunisina in Italia serva da esempio positivo in questa cooperazione”.

Per quanto riguarda la cooperazione economica il Presidente del Consiglio ha insistito sulla necessità di promuovere investimenti diretti verso la Tunisia. Così ha parlato di un grande investimento italiano per la creazione di una centrale elettrica che utilizza il gas naturale tunisino. Il progetto è in fase di studio. Politici tunisini insieme a rappresentanti dell’Eni s’incontreranno prossimamente per accelerare l’esame di questo progetto e  fissare le modalità per realizzarlo.

C’è anche l’intenzione da parte dal governo italiano di promuovere il partenariato sul piano culturale con la Tunisia e con gli altri Paesi del Mediterraneo attraverso la creazione di una rete di università miste con uguale numero di studenti e di docenti nel Nord  e nel Sud. Prodi ha segnalato in questo senso che “l’Italia ha l’obbligo politico e anche la forza per dare un impulso a questa nuova azione”.

Rispondendo poi alle domande poste dai giornalisti sulla posizione dello Stato italiano nei confronti dei conflitti in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno dell’Italia in Libano e nell’aiuto al popolo palestinese. Quanto alla questione irachena, ha ribadito il ritiro totale delle forze italiane dall’Irak a fine anno.

A una domanda sulla politica del nuovo governo verso gli italiani all’estero in generale, e verso la comunità italiana in Tunisia in particolare, Prodi ha risposto che questa politica è recente ed è in fase sperimentale ma che sarà rafforzata in futuro. Ha poi aggiunto che la posizione degli italiani in Tunisia verrà consolidata nell’ambito della promozione delle relazioni con il Paese nei diversi settori: politico, economico, culturale, ecc.

La visita di Prodi si è conclusa con un ricevimento presso la residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Tunisia, Arturo Olivieri, un’occasione per incontrare il mondo imprenditoriale e la Comunità italiana del Paese.

                      

Hanene Zbiss

 

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