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  Cronaca
 623 - Incontro con Carlo Degiacomi, direttore del Museo A come Ambiente di Torino: Le Olimpiadi una opportunità unica per la città ma attenzione agli impatti ambientali

 

Nel nostro breve soggiorno a Torino Città Olimpica siamo stati ospiti del Museo A come Ambiente, primo museo ambientale in Europa che avevamo già visitato circa un anno fa in occasione della sua inaugurazione nel novembre 2004.

Questo museo, come tanti enti e associazioni locali di Torino, ha preparato un programma denso di attività e di manifestazioni per celebrare l’evento olimpico. Parlando con il suo direttore, Carlo Degiacomi, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere le azioni lanciate dal museo nel campo della protezione dell’ambiente durante i Giochi Olimpici Invernali per sensibilizzare il pubblico sui cambiamenti della città di Torino che ha visto l’arrivo di più di 2 milioni dei visitatori provenienti da tutto il mondo.

 

Cosa ha organizzato il Museo A come Ambiente in occasione delle Olimpiadi?

 

Il Museo ha organizzato, durante tutto il periodo dei Giochi, exibit, visite guidate, animazioni, eventi video su diversi temi relativi alle Olimpiadi, aperti ai bambini/ragazzi delle scuole ma anche al pubblico adulto. Ad esempio abbiamo organizzato sei exibit sui principali temi che trattano, ad esempio, la neve naturale e artificiale, il ciclo delle acque, i villaggi olimpici, la bioedilizia, i siti di gara, l’evento di massa e inquinamento atmosferico, i rifiuti: zero discarica. Questi exibit permettono al visitatore di capire come si produce la neve artificialmente (solo la neve artificiale viene utilizzata per le gare), come si realizzano i moderni villaggi olimpici e poi anche l’impatto negativo sull’ambiente di un evento così importante. Abbiamo inoltre installato degli info-container all’interno di  piazze in Piemonte per sensibilizzare il pubblico. Partecipato anche, insieme ad altri enti e associazioni, alle manifestazioni organizzate nell’ambito del Ethical Village, il villaggio per la promozione dei valori olimpici e della solidarietà, come il convegno in occasione del primo anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto.

 

Quale sono gli impatti ambientali negativi dei Giochi Olimpici sulla città di Torino?

 

Un evento di questa importanza riunisce normalmente un gran numero di persone in un solo luogo per 17 giorni, e questo comporta la produzione di un inquinamento atmosferico e da rifiuti. Inoltre sono stati abbattuti diversi alberi nei boschi per la costruzione delle piste olimpiche e dei terreni di gioco.  Si è provveduto alla mitigazione con una compensazione cioè si sono ripiantati altri alberi, evitando così il rischio di prendere questi boschi per sempre. Altro esempio, è quello della produzione della neve artificiale per le piste di gara. Infatti per realizzare questa neve è necessaria una notevole quantità d’acqua che non è sempre disponibile. C’è anche il problema dei rifiuti e del loro riciclaggio, oltre ad altre preoccupazioni relative all’uso, nel futuro, delle centinaia di nuove costruzioni che hanno ospitato atleti e giornalisti, vale a dire come saranno utilizzate dopo i Giochi, per esempio per alloggiare degli studenti, ma non si deve dimenticare il volontariato che ha dato una grossa prova positiva (sono stati mobilitati circa 25.000 volontari per le Olimpiadi) e che rappresenta un patrimonio da mantenere  per farne un’attività di tutti i giorni.

 

Le Olimpiadi hanno avuto anche degli aspetti positivi sulla città ? quali sono secondo lei ?

 

Di certo la città di Torino ha beneficiato molto e su tanti piani dei Giochi Invernali. Ha subito tante profonde trasformazioni nelle sue strutture con la creazione di nuove costruzioni e l’apertura della metropolitana ad alta velocità e teleguidata che permette di percorrere la città da una parte all’altra in 10 minuti. Questi giochi sono stati anche un’opportunità per rilanciare il ricco patrimonio culturale e artistico della città attraverso l’organizzazione delle Olimpiadi della Cultura con 24 mostre, 40 concerti, 2 grandi opere, 16 spettacoli di teatro e danza, 20 classici del cinema italiano, 5 cene letterarie, 11 grandi eventi sulla storia di Torino. Più di 120 eventi dedicati ai Giochi. Con un programma del genere i torinesi hanno potuto riscoprire la loro città e il loro patrimonio e presentarli al mondo intero. Un grande rilancio turistico per una città ritenuta esclusivamente industriale. In  breve è un'opportunità unica per Torino di essere al centro di tutta l’attenzione internazionale.

 

Torniamo adesso al Museo A come Ambiente, siamo stati presenti alla sua inaugurazione nel novembre 2004, a più di un anno dopo qual’è il bilancio da trarre?

 

Sino adesso abbiamo registrato 42.000 ingressi, di cui 32.000 paganti, e così abbiamo già potuto rimborsare il  1/3 delle spese sostenute per la costruzione del museo. Inoltre abbiamo firmato 30 protocolli d’intesa con le associazioni locali per creare una rete ambientale e un percorso comune. Stiamo attualmente cercando di costruire un “museo sull’albero e sul bosco” con la collaborazione di altri partner. Il nostro obiettivo, oltre a quello di lavorare insieme alle associazioni ambientali, è anche di essere un museo aperto nel senso di organizzare azioni fuori del nostro spazio chiuso per andare incontro alla gente, creando laboratori sull’ambiente per la strada, tenendo corsi di formazione, interessandoci di temi di attualità, ecc. Con queste attività intendiamo interessare e coinvolgere di più i giovani e non solo. Per il 2007  aggiungeremo un’altra parte all’attuale museo che sarà dedicata a nuovi temi ambientali e  continueremo le nostre azioni che c’impegnano in un processo complesso per la realizzazione della “città ambiente”.

  

Hanene Zbiss

 

 

Un esempio del ricco programma preparato

dal Museo A come Ambiente in occasione delle Olimpiadi

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