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  Tunisia-Italia
 621 - A colloquio con il ministro Tijani Haddad

 

- Qual’è l’impatto di questo accordo firmato sulla cooperazione tuniso-italiana nel settore del turismo?

- L’accordo firmato è un programma esecutivo della cooperazione internazionale tra due Paesi vicini: la Tunisia e l’Italia nel settore del turismo, un settore di grande rilievo per entrambe le parti.

Grazie a questo documento saranno avviate formazioni professionali nelle scuole alberghiere, sia tunisine che italiane, scambio di esperienze per quanto riguarda la sistemazione della zone turistiche e cooperazione nel campo dell’ecoturismo. In questo ultimo campo si può creare un partenariato stretto viste le enormi  possibilità naturali e la ricca esperienza che hanno i due Paesi al fine di sviluppare un prodotto turistico sostenibile.

Una grande attenzione è stata accordata al turismo culturale e in particolare alla valorizzazione dei siti archeologici visto che l’Italia è presente in Tunisia attraverso molti siti romani. Si pensa persino di inserire la Tunisia nel circuito turistico culturale dei siti italiani in modo da portare i turisti, provenienti dall’Italia in terra tunisina, come luogo che contiene un grande patrimonio dell’antica storia romana.

L’accordo ha anche stipulato la promozione del termalismo, un settore in rapida espansione in Tunisia che conta molto sull’investimento italiano privato per sviluppare le stazioni termali nazionali ed anche quelle balneari.

- Signor Ministro, pensa ci sia una concorrenza tra il prodotto turistico italiano e quello tunisino nell’area del Mediterraneo viste le tante similitudini tra i due Paesi sia dal punto di vista del patrimonio naturale che dal punto di vista culturale?

- Assolutamente no, direi che c’è, al contrario, una complementarietà poiché il turismo tunisino guadagna molto dai turisti italiani che vengono ogni anno a passare le vacanze in Tunisia.  L’Italia  è  il  nostro terzo partner turistico. E’ vero che i nostri prodotti nel campo del turismo si assomigliano tanto però l’italiano medio, che comincia ad avere della difficoltà a passare le sue vacanze in Italia, trova in Tunisia quasi le stesse condizioni gradevoli per il suo soggiorno con prezzi meno alti e a una distanza molto breve.

Inoltre uno dei punti stipulati nell’accordo firmato, è quello di incoraggiare i turisti che vengono in Italia e provenienti da destinazioni lontane, come la Cina o il Giappone, a venire in visita in Tunisia nell’ambito di un unico package. Questa condizione si chiama “prodotto combinato”.

- Nel suo discorso il Sottosegretario Caligiuri ha indicato che la Tunisia dovrebbe valorizzare di più il suo prodotto turistico in particolare quello sahariano, cosa ne pensa in proposito?

- Penso che il Sottosegretario abbia ragione e noi stiamo lavorando molto in questa direzione. Nel corso degli anni siamo riusciti a sviluppare una struttura alberghiera molto importante nel Sud tunisino e creare un dinamismo culturale molto attivo attraverso le manifestazioni organizzate ogni anno e che attraggono un gran numero di turisti. Vogliamo intensificare questo sforzo di promozione poiché siamo attualmente l’unico Paese del Maghreb che ha costruito un circuito turistico sahariano completo e ben strutturato. Per andare avanti in questo orientamento contiamo molto sull’investimento privato estero,  compreso quello italiano che speriamo s’incrementi grazie a questo nuovo accordo firmato tra i due Paesi.

- Cogliamo quest’occasione per chiederLe della situazione attuale del turismo tunisino?

- Il 2005 è stato un anno molto fruttuoso per il turismo tunisino. Abbiamo battuto tutti i record tornando in forza dopo il rallentamento del turismo mondiale in questi ultimi anni. Abbiamo registrato un fatturato di 2.563 MDT. Questo ci spinge a continuare nel nostro sforzo di miglioramento della qualità dei servizi offerti ai turisti, di aggiornamento delle strutture alberghiere, di diversificazione del prodotto turistico locale e dell’intensificazione della formazione professionale.  

 

H. Z.

 

Il ministro  Tijani Haddad

 

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