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  Dossier
 618 – Speciale SMSI

 

SMSI 2005

 

  • Conclusa la Fase  di Tunisi dello SMSI
  • Tunismed: appuntamento di cooperazione e di partenariato mediterraneo nello SMSI
  • Il padiglione italiano allo SMSI: vetrina del Made in Italy in ICT

 alcune manifestazioni programmate al padiglione italiano nel corso del vertice

 

  • “Liberi Segnali dal deserto”: Progetto italiano in Tunisia per ridurre il digital divide
  • DaMed Net’U” a “UNINETTUNO”: prima rete Euro-Mediterranea d’insegnamento a distanza


 

Conclusa la Fase  di Tunisi dello SMSI

 

Si è conclusa la Seconda Fase del Vertice mondiale sulla Società dell’Informazione, tenutasi a Tunisi dal 16 al 18 novembre, con un compromesso tra i 174 Stati che vi hanno partecipato sulle questioni fondamentali del Summit vale a dire il governo di Internet, i meccanismi di finanziamento del Fondo Mondiale per la solidarietà digitale e la concretizzazione del Piano di Azioni adottato a Ginevra 2003. Questa fase è stata considerata come “un grande successo” sia per la partecipazione (19.401 partecipanti provenienti da 174 Paesi) sia per i risultati che ha prodotto. Resta da verificare sul terreno quello che è stato deciso.

La Seconda Fase si è aperta su una nota di ottimismo. Già nella tarda serata del 15 novembre, quindi un giorno prima dell’inizio del Vertice, era stato raggiunto un accordo tra le diverse parti nel corso dell’ultima riunione del comitato preparatorio dello SMSI (PrepCom 3). Tale accordo prevede l’organizzazione di un “forum” sul governo di Internet ad Atene, nel secondo trimestre del 2006, che coinvolge governi, società civile e settore privato in una riunione per risolvere l’insieme dei  problemi legati all’uso e all’abuso di Internet. Resta fermo però il governo tecnico sulla “rete” di esclusiva competenza dell’Istituto Californiano ICANN. E’ stato così evitato un grosso problema che avrebbe causato il fallimento del Vertice stesso.

Per quanto riguarda i meccanismi di finanziamento del Fondo per la Solidarietà digitale, è stata primariamente riaffermata la necessità di aiutare tutti i Paesi  ad avere accesso alle tecnologie della comunicazione per realizzare lo sviluppo precisando però, che non basta il contributo pubblico per creare delle infrastrutture ICT  e neanche quello privato ma che entrambi devono  concorrere. I partecipanti hanno insistito soprattutto sulla necessità di lanciare delle politiche nazionali che permettano di creare un ambiente favorevole e attraente per gli investimenti esterni.

Tuttavia i Paesi sviluppati hanno manifestato chiaramente la loro non disponibilità a fornire i fondi necessari per il finanziamento del Fondo e, soprattutto, hanno invitato i Paesi in via di sviluppo ad assumere maggiori responsabilità nel migliorare la loro situazione.

Per la concretizzazione del Piano di Azioni di Ginevra nei due documenti adottati nel Vertice di Tunisi, cioè “l’Impegno di Tunisi” e “l’Agenda di Tunisi”, è stata segnalata la necessità di mettere in opera gli 11 grandi orientamenti di questo piano, di definire i coordinatori e di garantire il monitoraggio della loro concretizzazione. A tal fine è stato deciso di creare un gruppo nelle Nazioni Unite sulla Società dell’Informazione, di affidare il monitoraggio dei risultati del Vertice al Consiglio Economico e Sociale dell’ONU e di attribuire all’UIT, con la collaborazione del PNUD e dell’UNESCO, la responsabilità di concretizzare gli obiettivi del Piano di Azioni.

Quanto ai governi essi sono tenuti a lanciare delle cyberstrategie e di integrarle come elementi essenziali del loro piano nazionale di sviluppo prima del 2015.

Un’attenzione particolare è stata riservata alla riduzione del gap digitale di cui ne è testimonianza il lancio di un computer portatile da 100 dollari, destinato ai bambini dei Paesi in via di sviluppo,  presentato, dal suo ideatore Nicholas Negroponte, nel corso di una conferenza stampa alla presenza del segretario generale dell’ONU, Kofi Annan.

Purtroppo resta il fatto che questa iniziativa, oltre ai 2500 progetti per ridurre il gap digitale, lanciati durante le due Fasi, sono insufficienti per connettere l’80% della popolazione mondiale e gli 800.000 villaggi che rimangono in attesa di essere inclusi nella società mondiale dell’informazione entro 2015.

In conclusione questa Seconda Fase di Tunisi ha cercato di soddisfare tutti senza arrivare a soluzioni fondamentali per i problemi posti sia sulla questione del governo di Internet che su quella del gap digitale. I partecipanti si sono dati un termine di 10 anni (2015) per verificare l’efficacia delle  misure  prese nel summit.  Saranno  sufficienti  per collegare  il  villaggio  mondiale ?

 


 

Tunismed: appuntamento di cooperazione e di partenariato mediterraneo nello SMSI

 

Tunismed è il titolo di una mostra tenutasi dal 15 al 20 novembre in margine del Vertice Mondiale della Società dell’informazione a Tunisi e voluta dagli organizzatori italiani e tunisini come opportunità d’incontro e di partenariato tra le imprese del Mediterraneo.

Realizzata su una superficie di 5500 mq dal Comitato organizzatore del Vertice (Cosmsi) e dalla azienda italiana MediaGate Srl, la mostra ha visto la partecipazione di 50 aziende tunisine e italiane. Per la parte italiana hanno partecipato la Regione Sicilia, la Regione Puglia, aziende di telecomunicazioni pubbliche e private come la Sogei (Società Generale d’Informatica Spa), l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, la Firmamenta, Studio 80, ecc. Per la parte tunisina hanno partecipato l’APIA (Agenzia di Promozione degli Investimenti Agricoli), l’UTAP (Unione Tunisina dell’Agricoltura e della Pesca), la GICA (Groupement Interprofessionel des Conserves Alimentaires), il GIPP (Groupement Interprofessionnel des Produits de la Pêche), ecc.

Da segnalare che sono stati dedicati uno stand, a titolo gratuito, alla Camera Tuniso-Italiana di Commercio e d’Industria e uno spazio centrale nella mostra per l’esposizione di prodotti artigianali tunisini.

La manifestazione è stata inaugurata dal Ministro tunisino del Turismo e dell’Artigianato, Mondher Zneïdi, e dal Ministro delle Telecomunicazioni, Montasser Waili, alla presenza di Maria-Pia Fanfani e altre alte personalità tunisine e italiane che hanno manifestato la loro considerazione per questa iniziativa che è venuta a  rafforzare la cooperazione economica nell’area del Mediterraneo e a confermare la presenza della Regione al Vertice Mondiale.

Durante la manifestazione sono state organizzate conferenze stampa per presentare l’evento e gli espositori, degustazioni di prodotti tipici, spettacoli  e sfilate di moda. Tanti partecipanti hanno manifestato la loro volontà di cooperare su progetti bilaterali con le aziende tunisine come, ad esempio, la Regione Sicilia, che ha firmato ultimamente un protocollo d’intesa con  la Tunisia per stipulare progetti di interconnessione nell’area del Mediterraneo, la Regione Puglia, la Sogei, ecc.

“Questa edizione della Tunismed è l’edizione zero, o test, e si cerca di renderla un evento annuale” così ha dichiarato Lorenzo Necci, responsabile dell’organizzazione della manifestazione. La prossima edizione sarà organizzata in Tunisia nel 2006 e coinvolgerà più aziende nella partecipazione.

 

 

La TunisMed

 

 

Visita della Sig.ra Fanfani alla Tunismed

 

 

Pier Ferdinando Casini allo stand della Camera Tuniso-Italiana di Commercio alla Tunismed

  


Il padiglione italiano allo SMSI: vetrina del Made in Italy in ICT

 

E’ stata ricca e variegata la partecipazione italiana all’Esibizione “ICT 4all” tenutasi parallellamente al Vertice mondiale della Società dell’Informazione. Otto le aziende partecipanti (Olidata, Telecom Italia, Sogei, Finmeccanica, Cos/Finsiel, Aethra, Entreprise Digital Architect e Asas), tre i ministeri (Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Educazione, dell’Università e della Ricerca e Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie) e l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) che ha coordinato l’organizzazione del padiglione italiano. Un padiglione di circa 300 mq composto di quattro spazi: uno spazio aperto per le aziende, una sala di conferenze, una hall e una sala riunioni. Bello, elegante e ben disposto il padiglione italiano è stato una vetrina rappresentativa del Made in Italy in ICT. Nei colori bianco e rosso, imponente nel suo stile è stato organizzato come open space in grado di accogliere i visitatori sia italiani che di altre nazionalità. Al suo interno si è tenuto un gran numero di conferenze, di notevole interesse, per quattro   giorni consecutivi dal 15 al 18 novembre. Circa una trentina di convegni sono stati organizzati sui temi relativi all’ICT in Italia, ai progetti e-gov realizzati nei Paesi in via di sviluppo, come Irak e Mozambico, con il contributo italiano, sull’esperienza italiana nell’uso delle tecnologie di comunicazione in business, in e-learning, in medicina, sui programmi di cooperazione ICT nell’area del Mediterraneo e sulle iniziative dell’Italia per ridurre il digital divide nel mondo.

A queste conferenze eminenti personalità sono state invitate a intervenire. Tra loro i rappresentanti delle aziende partecipanti e i membri della delegazione italiana.

E’ stato il Ministro Stanca a inaugurare il padiglione italiano con una conferenza stampa in cui ha riaffermato la posizione dell’Italia sulle principali questioni dello SMSI ed il suo ruolo nel ritrovare un compromesso tra le parti partecipanti al Vertice. Ha inoltre insistito sulla necessità per l’Italia di proseguire nel suo sforzo di cooperazione internazionale per ridurre il digital divide.

Lo stand italiano è stato anche visitato dal Presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini.

Il Corriere di Tunisi, che ha seguito alcune manifestazioni organizzate presso il padiglione, ne farà un resoconto in questo e nei prossimi numeri del giornale.

 

 

Il Padiglione italiano

 

 

Visita del Ministro Stanca al Padiglione italiano

 


 

alcune manifestazioni programmate al padiglione italiano nel corso del vertice

 


 

“Liberi Segnali dal deserto”: Progetto italiano in Tunisia per ridurre il digital divide

 Una iniziativa dell’Italia per ridurre il digital divide nei Paesi del Sud, soprattutto nel Mediterraneo, che è stata presentata, il 16 novembre, nel corso di una conferenza programmata al Padiglione italiano dello SMSI, come  progetto dal titolo: “Liberi Segnali dal deserto”. Un progetto lanciato dalle associazioni  “Prodigi”, associazione italiana attiva nella promozione del software libero e nella lotta al digital divide, e UCC (Unità di Cooperazione Creativa) e finanziato dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Comunicazione e dei Sistemi Informativi della Provincia di Roma.

Iniziato nel 2003 questo progetto prevede da una parte la formazione di giovani operatori e operatrici del centro all’utilizzo di strumenti, software e linguaggi della comunicazione telematica e della produzione video; dall’altra l’apertura al pubblico del laboratorio nella città di Kerchaou (villaggio-oasi nel Sud della Tunisia) e delle oasi limitrofe.

Sino adesso sono stati realizzati due lavori: un laboratorio informatico, usando solo software libero, nell’ambito di cui i partecipanti alla formazione hanno realizzato un piccolo racconto video dal titolo “Un chilo di internet”; un sitoweb del villagio di Kerchaou che presenta uno spazio di dialogo comunitario interno e con la comunità dell’oasi nel mondo. L’apertura ufficiale di questo sito è prevista per gennaio 2006.

E’ prevista anche la realizzazione di un documentario sui temi dell’emigrazione. Per questo è stato attivato un canale comunicativo prioritario con un gruppo di studenti dell’Università “La Sapienza” facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma che supporterà a distanza questo progetto e che sarà ulteriormente coinvolto nella divulgazione dei materiali prodotti dal laboratorio  e nella sensibilizzazione riguardo alle tematiche dell’immigrazione/emigrazione.

Va ricordato che l’UCC e la Prodigi stanno lavorando in stretta collaborazione con il Comité Regional de Solidarité Sociale de Tataouine per formare i giovani della regione in modo da permettere loro l’accesso alle nuove tecnologie di comunicazione e a trarne migliore profitto per risolvere problemi come la disoccupazione, l’immigrazione, ecc.

 


DaMed Net’U” a “UNINETTUNO”: prima rete Euro-Mediterranea d’insegnamento a distanza

 

Sempre nell’ambito delle manifestazioni organizzate presso il padiglione italiano allo SMSI, è stato presentato un importantissimo progetto mediterraneo nel campo dell’istruzione a distanza dal titolo: Med Net’U (Mediterranea Network of Universities).  Il progetto, presentato da Marina Amata Garito, professoressa all’Università “La Sapienza” di Roma, e la Direttrice Generale di NETTUNO (Network per l’Università Ovunque), prevede la creazione di una Università Euro-Mediterranea a distanza per la formazione universitaria e per la formazione professionale continua, grazie alla cooperazione tra le migliori università dei Paesi coinvolti.

Al progetto partecipano 31 partner di 11 Paesi euro-mediterranei, quali Algeria, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Italia, Libano, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia. Tra i partner figurano università tradizionali, università a distanza, enti ed istituzioni per la formazione professionale, ministeri, scuole di specializzazione e partner tecnologici.

Questa iniziativa s’inserisce nell’ambito del programma Eumedis (Euro-Mediterranea Information Society, varato dalla Commissione Europea per accrescere lo sviluppo della società Euro-Mediterranea dell’Informazione. Med Net’U è coordinato da NETTUNO, l’unica Università Telematica e televisiva d’Europa che mette a disposizione delle università della network, nazionali e internazionali, due reti televisive satellitari (RAI NETTUNO SAT 1 e RAI NETTUNO SAT 2) oltre al portale didattico su internet www.uninettuno.it

Gli obiettivi di questo progetto sono quelli di avviare un processo di armonizzazione dei sistemi formativi ed educativi euro-mediterranei, mediante l’adozione di un modello psico-pedagogico comune; erogare corsi accademici co–prodotti tra le diverse università partner; creare una piattaforma tecnologica comune per l’erogazione dei processi di insegnamento e apprendimento a distanza.

Sino adesso è stato possibile  realizzare, con l’apporto dei docenti delle diverse istituzioni partner, una struttura di rete basata sulle tecnologie satellitari bidirezionali presso 11 centri di produzione e 31 poli tecnologici, struttura che è attualmente l’unica rete tecnologica bidirezionale per l’insegnamento a distanza nell’area euro-mediterranea ; un modello psico-pedagogico misto, basato su attività didattiche a distanza e faccia a faccia ; un ambiente di apprendimento su internet, in cinque lingue, arabo, francese, inglese, italiano e spagnolo, tale sistema costituisce oggi l’unico esempio di apprendimento a distanza comprendente anche la lingua araba ; la  produzione dei moduli dei corsi di laurea in Ingegneria dell’Informatica e della Comunicazione e in Ingegneria Meccanica ; la formazione dei docenti, dei tutor e del personale tecnico, volta a sviluppare le capacità necessarie per realizzare il modello organizzativo e psico-pedagogico.

Di fronte a questi risultati positivi alcuni partner di Med Net’U hanno deciso di continuare l’esperienza e proseguire sulla strada dell’internazionalizzazione dei processi formativi con un nuovo progetto, quello dell’Università Telematica UNINETTUNO, creata con Decreto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca del 15 aprile 2005, che può rilasciare titoli accademici riconosciuti in Italia e all’estero.

A partire dall’anno accademico 2005-2006 tutte le Università partner di Med Net’U possono iscrivere i loro studenti ai corsi della nuova Università Telematica Internazionale UNINETTUNO. I corsi saranno mandati in onda sulle reti televisive RAI NETTUNO SAT 1 e RAI NETTUNO SAT 2 in arabo, italiano, inglese, francese e spagnolo. Gli studenti, appartenenti ai diversi Paesi e alle diverse culture, potranno usufruire delle attività didattiche inserite nell’apposito ambiente di apprendimento su Internet (www.uninettuno.it/mednetu), il primo del mondo progettato, come già detto, in cinque lingue, compreso l’arabo, e potranno scegliere di seguire i corsi a distanza nella lingua che desiderano, con l’assistenza di tutor dell’università partner da loro prescelta.

Si ricorda che UNINETTUNO ha firmato accordi accademici con i Rettori di alcune fra le più prestigiose Università del mondo arabo e del Medio Oriente appartenenti a Paesi come l’Egitto (Università del Cairo e Università di Helwan), la Giordania (Università di Yarmouk e Jordan University of Science and Tecnology) e la Tunisia (Università Virtuale di Tunisi) e con il Ministero dell’Educazione, dell’Insegnamento e Formazione del Marocco. Gli accordi accademici sono stati ratificati dai rispettivi Governi e grazie a questi accordi gli studenti iscritti ai corsi dell’UNINETTUNO potranno ottenere titoli di studio universitari riconosciuti sia dall’Italia e dall’Europa che dai Paesi del Mediterraneo.

In sintesi è una “Università - come l’ha definita Garito - che si muove a cieli aperti, senza confini, per creare nuovi saperi ma, soprattutto, nuovi valori”.

 

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