Il Corriere di Tunisi 
46 utenti on line


 Login
   
    
 Ricordati di me

 Nuova Serie
 ::  Prima Pagina
 ::  Collettività
 ::  Cronaca
 ::  Cultura
 ::  Dossier
 ::  Economia
 ::  Immigrazione-Emigrazione
 ::  In Italia
 ::  In Tunisia
 ::  Lettere
 ::  Nel Mediterraneo-Maghreb
 ::  Scuola-Università
 ::  Sport
 ::  Teatro-Cinema-Mostre
 ::  Tempo Libero
 ::  Zibaldone
 :: locandine

 Anni 2005/2006
 ::  Prima Pagina
 :: Cronaca
 :: Cultura
 :: Dossier
 :: Economia
 :: Immigrazione-Emigrazione
 :: Mediterraneo
 :: Tunisia-Italia

 Utilità
 ::  Link
 :: Cambiavaluta
 :: Google
 :: Mappe
 :: Meteo [ing]
 :: Tempo [fr]
 :: Traduttore [ing]

 Ricerca
  

 ..

 

al sito

 


 .

 

al sito

 


  Prima Pagina

 

Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

video



 628 – 5 [nuova serie] dal 21 maggio al 6 giugno


 

NOSTRI PROBLEMI

 

Il 15 maggio 2006 il presidente Giorgio Napolitano ha prestato giuramento ed é ormai nella pienezza delle sue funzioni 11° capo dello stato italiano per i prossimi sette anni.

Nei prossimi giorni dovrà nascerà il nuovo governo Prodi, il quale dovrà attuare il programma sul quale e per il quale lo hanno votato gli elettori dell’UNIONE.

Il 28 e 29 maggio si voterà per le amministrative in gran parte del paese, primo ed importantissimo “test” dopo le politiche del 9 e 10 aprile.

Molto importante sarà il voto del 25 e 26 giugno per il referendum  popolare  confermativo  (o  abrogativo) di  legge  costituzionale.

Il 2 giugno si festeggerà il 60° anniversario della fondazione della Repubblica italiana. A Tunisi, l’ambasciatore d’Italia S.E. Arturo Olivieri riceverà i suoi invitati alla “Charmeuse”, giovedì 1° giugno.

In Tunisia il presidente Ben Alì ed il suo governo lavorano intensamente per preparare il paese a vincere le sfide della “mondializzazione” ed la prossima caduta delle ultime barriere doganali prevista per il 2008.

Nel mondo, purtroppo, continuano ad imperversare e mietere vittime i conflitti endemici che non riescono a trovare soluzioni.

Un fragoroso silenzio ha risposto all’invito fatto ai dirigenti del nostro associazionismo circa l’imminenza degli adempimenti degli obblighi amministrativi ai quali sono tenuti a chiamare i soci ad esprimersi sul divenire dei loro sodalizi.

Nel corso di un breve soggiorno a Roma abbiamo avuto l’onore di essere ricevuti in via Asmara da S.E. Habib Mansur, ambasciatore di Tunisia presso il Quirinale da ormai un anno.  Anno durante il quale il bravissimo diplomatico ha moltiplicato incontri e partecipazioni a manifestazioni per consolidare sempre più fortemente l’amicizia e la complementarità tra i due popoli e le due nazioni. Riferiremo ampiamente su questo incontro sul nostro prossimo numero (questo era ormai chiuso).

Riferiremo pure sulla manifestazione del 21 maggio che l’AIAT organizza con la provincia di Latina per il 50° anno di fondazione del nostro giornale.

Per concludere, anticipiamo la notizia di un grande avvenimento lionistico : il previsto gemellaggio dei clubs Tunis Doyen e Taormina che si svolgerà a Tunisi il 10 giugno prossimo e sarà preceduto da una grande serata di beneficenza in favore della S.I.A., venerdì 9 giugno sera.



>> Leggi.....

 627 - 4 [nuova serie] dal 05 al 20 maggio

 


 

NOSTRI PROBLEMI

 

Anche questa volta scriviamo unicamente di cose nostre, il mondo continuerà a ruotare.

Eletti in Italia i presidenti del Senato e della Camera, Franco Marini e Silvio Bertinotti, presto l’incarico sarà affidato a Prodi. Governo di legislatura o governo balneare (dilaniato, come afferma il centro-destra da insanabili divisioni interne) ? “ai posteri l’ardua  sentenza” come scriveva nella sua ode il 5 maggio 1821,  Alessandro Manzoni quando apprese che nel piccolo isolotto di Sant’Elena si era spento Napoleone 1° Bonaparte (pubblicheremo se richiesti, in un prossimo numero la predetta ode).

È però certo che in Italia inizia una nuova era. Il tempo della “dittatura” della maggioranza schiacciante e dell’opposizione che sbraita inascoltata é, a nostro avviso, definitivamente superato. Il nuovo governo dovrà governare ascoltando la maggior parte e non una sola parte dei cittadini, altrimenti fallirà il suo compito. Vedremo presto quando si eleggerà il presidente della repubblica se ci saranno “larghe intese” o se continueranno le battaglie all’ultimo voto, accompagnate da subdole ed incomprensibili minacce (inaccettabili in un consesso civile democratico quale é quello italiano di oggi).  Abbiamo visto in queste passate 14 legislature, dei presidenti istituzionali eletti con un pugno di voti, governare con saggezza il loro settennato. Noi auspichiamo “larghe intese”, il paese lo chiede, l’Italia ne ha bisogno e sarebbe molto saggio farlo. Chi vivrà vedrà.

I nostri specifici problemi

Parafrasando quanto ci scrive l’amico e collega Sergio Bindi (vedi pag 7) quando parla del nostro lavoro per valorizzare “... quel «made in Italy» che tanta parte ha avuto ed ha nello sviluppo economico italiano. Oggi avete i vostri rappresentanti parlamentari. Mi auguro che, al di là delle defatiganti e rissose vicende politiche nazionali, sappiano ottenere il giusto riconoscimento per chi, scrivendo, facendo televisione o radio, tengono alto il nome dell’Italia all’estero.

Ricordiamo che siamo in maggio e che entro giugno debbono rinnovarsi i consigli direttivi delle nostre “poche” associazioni di diritto tunisino che operano sul territorio e citiamo :

1) La Camera Tuniso-Italiana di  Commercio ed Industria che ha approvato il nuovo statuto e dunque deve eleggere, in modo paritario, i suoi amministratori  (aggiornamento necessario per adeguarsi allo statuto di Assocamere) altrimenti rischia il totale inaridimento del suo operato ed anche la “liquidazione” vanificando tanti meritevoli sforzi ed anni di lavoro e sacrifici.

2) Il Circolo Italiano deve tornare ad essere centro di coagulo e incontro per “tutti” e non pretesto o motivo di inconsistenti querele alla polli di Renzo di Manzoniana memoria.

3) La Società Italiana di Assistenza  deve potenziare sempre più le sue attività, rifare (con tanti sacrifici finanziari) la sua palazzina della Rue du Maroc e riprendere (al fine di rimpinguare le casse) le sue tradizionali grandi iniziative benefiche un po’ dimenticate ed annacquate in questi ultimi tempi.

4) La Società Sportiva AURORA, la quale dopo tanto pubblico entusiasmo sbandierato a conclusione dell’ultima assemblea generale ed alla elezione del nuovo direttivo con  la sostituzione di G. Caiola da Gennaro Boriello, doveva  vedere le sue attività e le sue proposte brillantissime illuminare l’avvenire sportivo dei nostri giovani e meno giovani, si è chiusa  in un silenzio debilitante. Certamente l’imminente convocazione della assemblea generale 2006 vedrà il consiglio uscente informare pienamente soci e consiglio entrante sul fatto e sul da fare.

,5) l’IMIT ormai anch’essa funzionante a pieno titolo, sta lavorando, a quando ci hanno affermato il presidente Capanna ed il vice-presidente Salvestroni alla realizzazione di una giornata informativa ed un convegno per i primi di giugno c.a.

Crediamo di aver fatto il giro e giriamo il quesito agli amministratori attualmente in carica: che intendete fare? Due parole, non dette ma torneremo in argomento quando il nuovo governo avrà ottenuto la fiducia del Parlamento italiano, sul “distretto” Tunisia di cui tanto si attendeva e si attende per il potenziamento del “made in Italy”.

Non parleremo di “consulta” ne di “COMITES” (ci é stato confermato  che mancano poche decine di iscritti all’AIRE per raggiungere la fatidica soglia dei 3000).  È peccato perché il CGIE dovrebbe riunirsi in luglio  e profondamente  rinnovarsi visto che tanti suoi autorevoli membri sono oggi Deputati o Senatori della Repubblica.

 



>> Leggi.....

 626 - 3 [nuova serie] dal 20 aprile al 5 maggio


 

NOSTRI PROBLEMI

 

Poco più di cinquant’anni orsono un piccolo gruppo di direttori di giornali in lingua italiana editi in Australia, America del Nord e del Sud, Africa del Nord e del Sud ed Europa si riuniva a Roma nell’allora sede dell’Unitalia Film per dar vita alla FMSIE (Federazione Mondiale della Stampa Italiana all’Estero). Si era da poco usciti da una guerra catastrofica e di cui si iniziava appena a marginare le profonde ferite. 

Iniziava così, nel lontano 1956, una lunga avventura. I responsabili delle testate fondatrici provenivano da matrici estremamente diverse,  laici, religiosi, nostalgici, liberali, sindacalisti ed anche... anarchici di vecchia tradizione. Tra le innumerevoli differenze di opinioni e valutazioni delle cose, il primo e profondo coagulo fu l’entusiasmo, il disinteresse, il necessario riconoscimento della variegata identità di chi operava nel mondo, ecc. Denominatore comune era ottenere da parte delle autorità nazionali  il diritto di voto, considerando che ottenendo questo sacrosanto diritto ci si poteva sentire cittadini pienamente partecipi alla vita della nazione e non più di serie B, C o... D.  

E’ stata una lunghissima e faticosissima battaglia. Uno dei paladini più aggressivi e determinati è stato e tutti lo riconoscono Mirko Tremaglia, ministro degli italiani nel mondo, dopo la grande vittoria della Casa della Libertà nel 2001. Finalmente ottenuto il diritto di voto, seppur per corrispondenza e con innumerevoli difficoltà e “discrepanze”, gli italiani nel mondo sono diventati cittadini a pieno titolo come quelli che vivono sul territorio nazionale, e disponendo di una propria circoscrizione con la possibilità di eleggere 12 deputati e 6 senatori. Per una volta quella che credevamo da sempre, VOX CLAMANS IN DESERTO è stata smentita dai fatti. Non solo gli italiani nel mondo hanno votato ma sono stati addirittura decisivi, diventando l’ago della bilancia in un responso delle urne che ha praticamente diviso in due l’elettorato italiano. Ricordate quel che scrivevamo anni, mesi, settimane e pochi giorni orsono: votate, votate, mettete a posto la vostra situazione e quella della vostra famiglia, ogni goccia conta e può essere determinante. Oggi da varie parti si protesta perché non si é votato, rifiutandosi di riconoscere che nella maggioranza dei casi il protestatore era ed è lui stesso colpevole per non aver potuto (o voluto) esercitare il proprio diritto dovere. Sarà forse una buona occasione per mettere a posto la propria situazione anagrafica. Dopo tutto, ne siamo convinti l’analfabetismo si è molto ridotto tra la nostra gente. Certo se ci fossero stati dei seggi, come quando abbiamo eletto il «comites» anni orsono, la percentuale dei votanti sarebbe stata molto più alta. Ma come tutti sanno “si le nez de Cleopatre avait été plus long on aurait pu mettre Paris dans une bouteille”.

Per concludere non crediamo che l’Italia sia spaccata in due, noi crediamo che con la discussione ed il dialogo pacato e la costruttiva contrapposizione delle idee si possa navigare verso il progresso ed il benessere di tutti e per tutti o perlomeno quasi tutti.

Ovviamente, e continueremo imperterriti a farlo, bisogna lottare contro le “presidentiti”, gli egoismi ed i piccoli giochetti di potere (che lasciano il tempo che trovano), le sopraffazioni e ricercare veramente le sinergie ed i denominatori comuni. Dobbiamo far funzionare la “consulta”, dobbiamo far funzionare le associazioni (che non appartengono a nessuno ma a tutti), dobbiamo pungolare le istituzioni (anche nel loro interesse) e soprattutto superare l’attuale situazione di paratie stagne e mugugno.

Buona Pasqua, Scialom,Pace, Salam, grazie ai lettori, amici e corrispondenti par gli auguri ricevuti che ricambiamo di cuore.

Ricordiamo infine, repetita juvant, che le notizie debbono esserci trasmesse PRIMA della manifestazione programmata e non DOPO e che i tempi utili (salvo eccezionalità) sono il 5 del mese per il numero del 20 ed il 20 per il Numero del 5.

Rinnovate i vostri abbonamenti scaduti, fate abbonare chi non lo è, utilizzate le nostre pagine per la valorizzazione dei vostri prodotti e l’informazione sulle vostre attività. Ne abbiamo mutualmente bisogno.

 



>> Leggi.....

 625 - 2 [nuova serie] - dal 05 aprile al 19 aprile


 

nostri  problemi

 

Dunque eccoci al N° 2 nuova serie. Questa veste grafica rappresenta un impegno notevolissimo per tutta "l’équipe" del giornale. Facciamo affidamento sulla vostra massima collaborazione (nella vostra critica costruttiva e nella vostra indulgenza) affinché l’esperienza sia un successo.

Riprendiamo la nostra tradizionale rubrica in un momento che ci ricorda quel lontano 1979 quando decidemmo di trasformare il nostro sottotitolo in “eurafrica” ed entrare così a far parte della FEDEREUROPA nelle file della quale, con tanti veterani, abbiamo affrontato durissime battaglie assieme alla FMSIE (battaglie per gli italiani nel mondo) prima di confluire tutti nella FUSIE. Anche allora si era in periodo pre elettorale in Gran Bretagna, in Italia e si eleggeva il parlamento europeo (CEE, 9 paesi membri), il giornale passava alla stampa offset (l’abbonamento costava 3 dinari e la copia 150 millesimi...)

La Tunisia ha festeggiato con grande gaudio i suoi cinquant’anni di indipendenza, ricevendo meritati riconoscimenti per l’opera svolta dai suoi "leaders" storici, Habib Burghiba prima ed il presidente Ben Alì dal 1987. L’applauso é stato unanime ed entusiasta.

Anche noi nelle storiche mura di "Casa Sicilia" abbiamo ricordato i primi cinquant’anni di vita e di pubblicazione ininterrotta. E’ stato un incontro commovente dal quale, anche grazie ai messaggi ricevuti,  ci  sentiamo spronati dal nostro "inguaribile ottimismo" a continuare.

Legati alla tradizione siciliana non scriveremo "grazie" per non sentirci sdebitati, il che non toglie...

Ricordiamo però a tutti coloro che si proponevano di partecipare ai nostri festeggiamenti che questi sono stati rimandati ad ottobre o giù di lì. Abbiamo grandi progetti...

L’argomento principe sono le elezioni politiche in Italia, elezioni alle quali per la prima volta, gli italiani nel mondo avranno una loro diretta rappresentanza ed eleggeranno (seppur per corrispondenza) 12 deputati e 6 senatori.

A Tunisi i responsabili dell’ambasciata e sopratutto quelli della cancelleria consolare hanno fatto salti mortali per far si che i plichi siano recapitati in tempo, malgrado il fatto che in Tunisia il 19, il 20 ed il 21 marzo erano festivi.

Il prof. Santellocco, presidente del COMITES di Algeri, rappresentante dell’Africa nel CGIE (escluso il Sud Africa e... la Tunisia, la quale, come i nostri lettori sanno, é stata «cancellata» nel 2003) é stato nelle nostre mura per un brevissimo soggiorno. Franco Santellocco é candidato alla Camera dei Deputati per la lista Tremaglia, circoscrizione «Africa, Asia, Oceania ed Antartide». Egli ha incontrato S.E. Arturo Olivieri ed anche i responsabili della cancelleria consolare rendendosi conto di persona dell’enorme lavoro svolto dai funzionari addetti, ci riferiamo in particolare ad Alberto Guerra per far si che le «discrepanze» tra liste  consolari, comunali e ministero degli interni siano ridotte al minimo.

Quasi 2000 buste sono state inviate agli aventi diritto al voto (siamo sempre meno di 3000?) Vedremo quanti voteranno. Siamo certi che avremo una percentuale altissima. Ed é giusto che sia così. Siamo rimasti molto soddisfatti di sentire Santellocco citare i "nostri problemi" e promettere di continuare a lottare per far si che le nostre voci siano ascoltate. Certo saremmo stati lieti di sentire i medesimi propositi quando nel 2003 siamo stati «cancellati» dall’allora ministro degli esteri Frattini. Nessuno, se non andiamo errati, alzò la più flebile voce quando abbiamo consegnato archivi (15 anni di COEMIT e COMITES) soldi, mobili e macchinari vari del defunto COMITES, unico eletto, (eravamo meno di 3000 per poche unità!) Nessuno trovò anomala la situazione di passare da COMITES eletto a COMITES sparito. Santellocco nel spiegare «il perché di un viaggio in Tunisia» ha confermato tante buone intenzioni, tra l’altro una nostra vecchia rivendicazione e cioè di ridurre il numero di sbarramento (3000) per avere un COMITES elettivo laddove come da noi in Tunisia la collettività ha e continua così profondamente ad incidere nella vita sociale, culturale ed economica del paese che ci ospita.

Auguriamo che dalle urne gli italiani riescano ad esprimere una maggioranza in grado di governare e soprattutto in grado di mantenere le promesse.

Due parole per concludere. Il profondo disagio del nostro associazionismo è dovuto essenzialmente alla  mancanza di dialogo, all’individualismo viscerale ed anche, consentiteci di dirlo, all’egoismo ed alla miopia che porta alla cecità.

 



>> Leggi.....

Pagina: Indietro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 Prossima
 
 Il giornale
 ::  Direzione-Redazione
 :: Abbonamento
 :: Contatti
 :: Pubblicità
 :: Stamperia-Editrice

 Elia Finzi

 

 

Tunisi 1923-2012

 


 Edizioni Finzi

 

PUBBLICAZIONI


 web partner

 

gli anni di carta

 

il foglio

 

 


 Numeri recenti
 :: 810 - 161 [nuova serie] 
 :: 809 - 160 [nuova serie] 
 :: 808 – 159 [nuova serie] 
 :: 807 - 158 [nuova serie] 
 :: 806 – 157 [nuova serie] 
 :: 805 - 156 [nuova serie] 
 :: 804 - 155 [nuova serie] 
 :: 803 - 154 [nuova serie] 
 :: 802 - 153 [nuova serie] 
 :: 801 – 152 [nuova serie] 
 :: 800 - 151 [nuova serie] 
 :: 799 – 150 [nuova serie] 
 :: 798 – 149 [nuova serie] 
 :: 797 – 148 [nuova serie] 
 :: 796- 147 [nuova serie] 
 :: 795 – 146 [nuova serie] 
 :: 794 – 145 [nuova serie] 
 :: 793 – 144 [nuova serie] 
 :: 792 – 143 [nuova serie] 
 :: 791 - 142 [nuova serie] 

Copyright © 2005 Il Corriere di Tunisi - Ideazione e realizzazione Delfino Maria Rosso - Powered by Fullxml