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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 637 - 14 [nuova serie] dal 15 al 30 novembre

NOSTRI PROBLEMI

 

Nel mondo non si placano ne i conflitti ne le stragi di innocenti. I «grandi» responsabili cominciano a preoccuparsi seriamente della sempre più malandata salute del nostro povero pianeta terra. Non sarà facile far capire quanto sia deleteria la politica del buon Luigi XV «le bien aimé» : après moi le deluge....

Le elezioni di medio termine hanno largamente premiato i democratici, vedremo se riusciranno a ricondizionare la politica degli Stati Uniti d’America e calmare le sempre maggiori volontà conflittuali dei potenti.

In Italia prosegue faticosa e sempre in clima rissoso l’esame della finanziaria 2006. Prodi in Algeria, dopo la Tunisia, conferma la ritrovata politica mediterranea, mentre D’Alema in Cina apre al continente asiatico.

In Tunisia il presidente Ben Alì, in un magistrale discorso in occasione del 19° anniversario del 7 novembre ha confermato la volontà di proseguire fermamente l’azione per il progresso ed i benessere della Nazione.

Continua sempre più positivamente l’attività culturale, politica e diplomatica multilaterale per il dialogo di civiltà e per la pace tra i popoli.

Sono previsti importanti appuntamenti per fine mese e inizio di dicembre. La riunione del direttivo FUSIE a Udine e del CGIE a Roma. Dedichiamo un «dossier» alla visita del presidente Prodi. Ci é stato detto che si é fatta crudelmente sentire l’assenza del COMITES (sciolto nel 2003).

Concludiamo e ricordiamo altresì che comunicati ed avvisi debbono pervenirci al più tardi il 5  il 20 del mese per poter essere pubblicati in tempo e che il giornale, soprattutto in questa nuova veste, più costosa, richiede il massimo aiuto dei suoi sostenitori e abbonati (é tempo di pensare al rinnovo per l’anno nuovo).

 



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 636 - 13 [nuova serie] dal 1 al 15 novembre

NOSTRI PROBLEMI

 

Nel mondo si affievolisce il problema nord-coreano e si acuisce quello iraniano. Gli Stati-Uniti d’America si preparano ad affrontare le elezioni di metà mandato, in Francia si voterà nell’aprile 2007 per le presidenziali. Il 1° gennaio la UE non sarà più a quota 25 ma a quota 27. Molto si attende dal semestre presieduto dalla Germania per rilanciare la stanca barca di Bruxelles.

In Italia, tra mille polemiche, il governo Prodi continua la sua non facile navigazione ed incamera il suo primo voto di fiducia sulla finanziaria 2007.

In Tunisia, festeggiato l’Aid El Fitr, si riprende alacremente il lavoro, si affrontano con decisione i problemi legati all’attuazione dell’XI° piano quinquennale e si completa il dibattito sul bilancio dell’anno nuovo.

E’ confermata per il 30 ottobre la visita del presidente Prodi a Tunisi, questa sarà breve ma fitta di importantissimi incontri, tra i quali quello con gli imprenditori e la collettività italiana, riferiremo sul prossimo numero.

Mancano poche settimane al 2007; dedichiamole ai bilanci e prepariamoci, ognuno nel proprio ambito e nel quadro delle proprie responsabilità a far si che si evitino gli sprechi, si diffondi il benessere si risparmino le guerrette e si porti la propria pietra all’edificio ove potranno civilmente convivere tutti i quali, volenti o nolenti, sono sempre più abitanti di un pianeta sempre più piccolo e sempre più condominiale.

Ricordiamo altresì che comunicati ed avvisi debbono pervenirci al più tardi  il 5 e il 20 del mese per poter essere pubblicati in tempo e che il giornale, soprattutto in questa nuova veste, più costosa, richiede il massimo aiuto dei suoi sostenitori e abbonati (é tempo di pensare al rinnovo per l’anno nuovo).

Dal 29 ottobre torna l'ora solare.

 



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 635 - 12 [nuova serie] dal 15 al 30 ottobre 2006

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Riprendiamo dunque il "collier" dopo un periodo di quarantena imposto da motivi di salute.

Non scriveremo di problemi mondiali in quanto questi, con l'aggravante nord coreana non accennano a modificarsi in meglio. Ci limiteremo a parlare di cose nostre pur segnalando che in Tunisia, in questa metà mese di Ramadan, un giusto richiamo è stato fatto dal ministro degli affari religiosi per evitare di lasciarsi influenzare da pratiche estranee al civile buon gusto nazionale, con un portamento non usuale del velo che copre la donna, la quale pur rispettando la religione, deve mostrare liberamente il suo bel viso e partecipare pienamente alla vita famigliare e nazionale.

Il circolo italiano ha un Direttivo costituito e ci risulta che il presidente Nigro abbia distribuito incarichi ai responsabili. Auguri, vedremo questi signori all'opera. Li complimenteremo o li criticheremo, sempre costruttivamente, in base al loro lavoro.

Parliamo adesso della nostra Camera tuniso-italiana di commercio (torneremo in argomento sul "made in Italy" sezione Tunisia, ICE, ecc... Il tutto sempre nel limbo, il quale, come disquisiscono i teologi, non si sà se esiste o non esiste). Una chiara volontà di ristrutturazione e di rilancio programmata dal nuovo Segretario Generale, sta profondamente interessando i responsabili di questo secolare organismo, è un passo assolutamente necessario, ne và la sopravivenza della struttura. Con estrema sensibilità, l'ambasciatore Arturo Olivieri ha chiamato gli operatori italiani a partecipare ad un importante incontro il 19 c.m. Speriamo in bene.

Sembra confermarsi la visita, anche se brevissima, del presidente Prodi a Tunisi, entro fine mese. Sarà una buonissima occasione per "mettre les pendules à l'heure"; per i rapporti Italo-Tunisini,  le numerose questioni già affrontate e le promesse fatte e non (o poco) mantenute  precedentemente.

Le attività culturali procedono egregiamente. Speriamo che quelle associative, commerciali ed imprenditoriali imbocchino altrettanto bene il passo.

 



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 634 - 11 [nuova serie] dal 30 settembre al 15 ottobre

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Scrivere questo editoriale non è facile tenuto conto che alla nostra veneranda età la ripresa è molto più lenta di quanto si vorrebbe.

Ma sembra che sia un dovere assoluto e dunque da bravo garibaldino “obbedisco”.

Il grande problema del momento è profondamente amletico : dialogare o “cazzottare”. Certo è molto più facile adagiarsi sulla seconda posizione. Dialogare è molto più difficile, bisogna ascoltare l’altro, condividere o perlomeno approfondire argomenti e tener conto di posizioni non proprie e soprattutto arrivare ad accettare compromessi.

Ma che cos’è un compromesso? E’ l’equilibrio tra posizione diverse, e il solo punto d’arrivo per un convivere civile al quale tutti aspiriamo.

“Cazzottare” implica morti e feriti. E’ necessario dunque arrivare ad un equilibrato compromesso che deve essere la nostra speranza e la nostra aspirazione. Speriamo che si attui.

E’ iniziato nel mondo mussulmano il mese sacro del Ramadan. Sarà un’occasione per la moltiplicazione delle attività culturali come il Festival della Medina, l’Ottobre Musicale, la VI Settimana della Lingua Italiana e di incontri conviviali tra amici e familiari.

Tutte le questioni riguardanti il nostro associazionismo sono, per quanto ci risulta, sempre in pentola e  siccome il fuoco è lento speriamo che il companatico non bruci.

Si riunirà in plenaria il CGIE nei primi giorni di ottobre a Roma. Sono stati nominati i delegati di pertinenza governativa.

Non ci risulta che il caso Tunisia sia stato affrontato ne’ tanto meno risolto…

“La vie continue” ...

 



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