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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 680 - 57 [nuova serie] - marzo

   

NOSTRI PROBLEMI

I “grandi” del mondo non sembrano trovare adeguate soluzioni ad una crisi strutturale che impone in tempi sempre più brevi la necessità di trovare nuove regole e, soprattutto, nuovo comportamento e sempre maggiore onestà e responsabilità. Attendiamo, speriamo e chi ha fede preghi. In Italia si rilancia il nucleare con i recenti accordi con la Francia. Il Partito Democratico sostituisce il dimissionario Veltroni con il suo vice : Franceschini, alla quasi unanimità dei costituenti, fino al previsto congresso di ottobre. È, secondo noi, una scelta saggia, considerata l’imminenza delle elezioni del prossimo giugno. Le “ronde” (e le conseguenti “rondinelle”) previste per rafforzare la sicurezza dei cittadini debbono, ed è proprio un colmo, essere a loro volta sorvegliate da carabinieri e poliziotti per evitare tafferugli e disordini. Si attendono chiare regole, altrimenti si rischia di tornare all’olio di ricino. In Tunisia il mese di marzo è un mese che contempla date importanti per la nazione e la popolazione le quali si preparano a celebrarle con la dovuta considerazione. Il giorno 9 è il MULED (nascita del profeta), cogliamo l’occasione per rivolgere a tutti i cittadini mussulmani i nostri più fervidi auguri. Il 20 sarà compiuto il 53° anno dalla proclamazione dell’indipendenza, dopo 70 anni di protettorato, il 21 é la festa della gioventù. Come ogni anno dedicheremo gran parte del prossimo numero alle ricorrenze. D’altra parte il paese si prepara alle prossime ed importanti scadenze elettorali (aprile). Intensi i dibattiti e notevole e sempre meritevolissima l’azione del presidente Ben Alì e del suo governo. Ricordiamo ai nostri lettori le ghiotte manifestazioni proposte dal V° appuntamento con la Sicilia e “Sapere e Sapori del Sud”.  Alleghiamo a questo numero il variegato ed interessantissimo programma “marzo-aprile” dell’Istituto Italiano di Cultura. Segnate i giorni utili sulla vostra agenda. Per concludere attendiamo con fiducia il risultato delle riflessioni che dovranno portare all’attuazione del futuro radioso avvenire delle nostre associazioni, in particolare, Camera Tuniso-Italiana di Commercio, Società Italiana di Assistenza,  Aurora ecc. ecc. Le nostre colonne sono sempre a disposizione ed anche se necessario i nostri locali per promuovere incontri e dibattiti.



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 679 -56 [nuova serie] - febbraio

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Nella sempre più imperiosa ed affannosa ricerca di nuove basi economiche e finanziarie, i grandi del G7 preparano il G20, mentre sempre più cupo diventa l’avvenire quotidiano di milioni di disoccupati. Speriamo si faccia presto per superare il difficilissimo momento che attraversiamo. In Italia dopo l’Abruzzo anche la Sardegna sarà diretta dal PDL. Conseguenza Veltroni si dimette da segretario del PD ed il centro-sinistra è sempre più in difficoltà per svolgere il suo compito di opposizione. Eppure il momento è importante. Le scadenze elettorali (europee ed amministrative) sono già fissate, leggi e riforme sono all’ordine del giorno, sembra urgentissimo riconfermare o indicare il timoniere. Nel frattempo le conseguenze della crisi mondiale sono sempre più preoccupanti.

In Tunisia mentre prosegue intensa l’attività del governo per agire positivamente e ridurre al massimo l’impatto della crisi mondiale, il presidente Zine El Abidine Ben Alì ricorda il 20° anniversario della fondazione dell’UMA (Unione del Magreb Arabo) di cui é uno dei motori e sostenitori più dinamico.

Per i nostri specifici problemi risponde, ai nostri quesiti, in modo estremamente esauriente ed interessante, l’ambasciatore d’Italia in Tunisia, Antonio d’Andria (Pagg. 4/5/6). Auguriamo che quanto scritto sia motivo di attenta riflessione consentendo di confortare sempre più iniziative positive, condivise e costruttive. La rubrica MISCELLANEE ha sempre più successo. Scrivete ed esternate opinioni e richieste. È una manifestazione di interesse, uno scambio di idee che sono arricchimento. Chiediamo per concludere, venia ai nostri corrispondenti per il ritardo con il quale, talvolta, rispondiamo. Le ragioni sono note: abbondanza di materia, limiti di spazio e di cadenza di pubblicazione. Anche per queste ragioni rimandiamo al prossimo numero la continuazione dei “dossiers” su pensioni, AIRE ecc. ed ovviamente il dibattito correlativo. D’altra parte ci scusiamo se il giornale non esce con la dovuta puntualità, da noi ardentemente sperata. Le difficoltà e gli imprevisti sono tanti. Lottiamo tenacemente, speriamo arrivarci. Aiutateci e compatiteci.

 



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 678 - 55 [nuova serie] – febbraio

 

 

nostri  problemi

 

Nel mondo un mondo di dottori e medici chirurghi si affanna per trovare rimedio a mali endemici e regolarmente e storicamente provocati per rimescolare le carte, consolidare o sradicare situazioni apparen­temente consolidate, così come madre natura con i suoi sconvolgimenti di mari e foreste. Certo non manca il risultato di quanto ha im­maginato e provocato l’apprendista stregone. Bisogna credere e rassegnarci al "mektub" (era scritto = destino)? Così è se vi pare.

Vi avevamo fatto parte della nostra amarezza nel constatare dopo tanti anni, la miopia di chi autorevolmente si occupa (o dovrebbe) delle questioni riguardanti gli italiani nel mondo. L’esternazione di questa amarezza ha provocato reazioni e critiche (di cui teniamo in debito conto sopratutto quelle costruttive) da numerosi lettori, amici e corrispondenti i quali pur tenendo conto della nostra veneranda età ci hanno rimproverato di voler tirare, una volta per tutte, i remi in barca pur correndo il rischio de vederla andare pericolo­samente alla deriva. E’ vero e non è vero. E’ vera la lassitudine, ma non né vera né a noi congenita la rassegnazione.

Ripartiamo dunque dai nostri specifici problemi e parafrasando il nostro Ambasciatore ci auguriamo che ben presto avremo la pos­sibilità, veramente, come da più parti promesso, di rivedere nelle nostre mura un COMITES eletto. Il fatto è tanto più, sempre a nostro avviso, necessario e urgente considerando che quanto rimane del nostro glorioso e secolare tessuto associativo è sempre, apparentemente, più opaco e fatiscente. Quest’anno la società sportiva Aurora e la Camera Tuniso-Italiana di Commercio dovranno eleggere o rieleggere il proprio consiglio di amministrazione. Per l’Aurora attendiamo e sollecitiamo notizie dal presidente Loiudice. Per la CTICI non possiamo non soffermarci sul suo divenire. Infatti dal "chiaro-oscuro" da noi segnalato alcuni mesi orsono siamo arrivati al solo oscuro. Non si riunisce né il consiglio di amministrazione in carica né tanto meno quello di presidenza. Clamorose dimissioni sono state significate senza che si alzi un dito per segnalarle. Un circostanziato rapporto del segretario generale che avrebbe dovuto far rizzare i cappelli ai responsabili è rimasto lettera morta. Le nostre colonne sono a disposizione per trasmettere tutti i chiarimenti possibili. Vorremmo sapere da quanti continuano a tenere le leve effettive del sodalizio le ragioni di tanto silenzio.

Il Circolo funziona, anche se numerosi lettori e corrispondenti chiedono che ne siano ampliate le attività, trasmetteremo  al presidente Nigro e siamo certi che si prenderanno iniziative positive. La scuola italiana va bene così come l’attività culturale e didattica.

Dopo il "dossier" sulle pensioni ed i pensionati in questo numero affrontiamo quello della iscrizione all’AIRE. Sollecitiamo un ampio dibattito, solo modo di chiarire e rispondere a tanti interrogativi.

 


 


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 677 – 54 [nuova serie] gennaio 2009

  

nostri  problemi

 

Per conferma della volontà di lotta di madre natura, l’Europa e gran parte del mondo terracqueo sono sotto la neve, il freddo polare imperversa e la banchisa si riforma.

Ultima spiaggia o ritorno a cicli normali? Questa è la questione.

Nel mondo e sopratutto nel martoriato Medio Oriente non si placano e anzi si aggravano le sanguinose lotte, sempre a nostro avviso, fratricide. Quando rivedremo la pace, sopratutto in questo nostro amato mediterraneo? Speriamo il più presto possibile.

Molto si attende dal 44° Presidente degli Stati Uniti d’America.

In Tunisia il 2009 sarà un anno molto importante con l’elezione del Presidente della Repubblica.  Auguriamo che l’esperienza iniziata il 7 novembre 1987 possa positivamente proseguire. Nel frattempo si fronteggiano con azioni profonde e lungimiranti gli eventuali impatti della crisi mondiale. Il 2008 è stato un anno importante per il turismo, oltre 7.000.000 i visitatori.

In Italia la situazione tristemente non cambia e ci ricorda i versi della famosa canzone "tutto va ben madama la marchesa, tutto va ben...". Non parliamo poi dei rapporti con le collettività e gli oriundi sparsi per il mondo, tra mille tagli di bilancio e mille proroghe, fatta eccezione delle migliaia di parole generosamente spese, l’avvenire sembra sempre più cupo.

Ci eravamo proposti di scrivere ed esternare la nostra amarezza di fronte alla persistente miopia della politica nazionale nei conf­ronti degli italiani, oriundi italiani e italofoni sparsi per il mondo, ma la malcelata volontà di rinviare ogni discorso serio a data da destinarsi, aggiunge ad amarezza altrettanta amarezza.

Subito dopo la guerra (1940/45) eravamo i figli dei disperati che avevano lasciato il paese natio per vari motivi non per ultimo quello di sbarcare il lunario e sfamare la propria famiglia. Quello che interes­sava i responsabili nazionali di allora erano le rimesse che affluivano da ogni parte del mondo, rimesse che agevolarono notevolmente il "miracolo” italiano.

Oggi siamo dei “miseri” accattoni, vedi il prestigioso quotidiano "IL GIORNALE" del 5/12/2008 che lamenta lo "spreco" di 2 milioni (dico 2 milioni) di euro (grosso modo il costo della rotativa che serve per stampare il nostro giornale), spesi per aiutare (in piccolissima parte in generale) centinaia di testate che nel mondo o in Italia per l’estero seguono la vita e le attività di milioni di cittadini (sui quali tanto si fa affidamento per la diffusione del "made in Italy"). Questi cittadini (da poco e per quanto tempo ancora?) con i loro 18 senatori e deputati partecipano ed intervengono in parlamento ai destini della penisola.

Si è svolta nella prima decade di dicembre a Roma la prestigiosa e attesa conferenza dei giovani italiani all’estero. Anch’essa stando agli scritti di un altro noto e prestigioso quotidiano nazionale (Libero) è stata un’altra occasione di “sprecare” i soldi dei “poveri” contribuenti.

Ricordiamo per concludere a questi informatissimi signori, umilmente, un vecchio proverbio dei nostri saggi avi, lo diciamo in francese per preziosità : "le chien aboie  et la caravane passe", (il cane abbaia e la carovana prosegue…).

 


 


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