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Prima Pagina
NOSTRI PROBLEMI Anche questa volta scriviamo unicamente di cose nostre, il mondo continuerà a ruotare. Eletti in Italia i presidenti del Senato e della Camera, Franco Marini e Silvio Bertinotti, presto l’incarico sarà affidato a Prodi. Governo di legislatura o governo balneare (dilaniato, come afferma il centro-destra da insanabili divisioni interne) ? “ai posteri l’ardua sentenza” come scriveva nella sua ode il 5 maggio 1821, Alessandro Manzoni quando apprese che nel piccolo isolotto di Sant’Elena si era spento Napoleone 1° Bonaparte (pubblicheremo se richiesti, in un prossimo numero la predetta ode). È però certo che in Italia inizia una nuova era. Il tempo della “dittatura” della maggioranza schiacciante e dell’opposizione che sbraita inascoltata é, a nostro avviso, definitivamente superato. Il nuovo governo dovrà governare ascoltando la maggior parte e non una sola parte dei cittadini, altrimenti fallirà il suo compito. Vedremo presto quando si eleggerà il presidente della repubblica se ci saranno “larghe intese” o se continueranno le battaglie all’ultimo voto, accompagnate da subdole ed incomprensibili minacce (inaccettabili in un consesso civile democratico quale é quello italiano di oggi). Abbiamo visto in queste passate 14 legislature, dei presidenti istituzionali eletti con un pugno di voti, governare con saggezza il loro settennato. Noi auspichiamo “larghe intese”, il paese lo chiede, l’Italia ne ha bisogno e sarebbe molto saggio farlo. Chi vivrà vedrà. I nostri specifici problemi Parafrasando quanto ci scrive l’amico e collega Sergio Bindi (vedi pag 7) quando parla del nostro lavoro per valorizzare “... quel «made in Italy» che tanta parte ha avuto ed ha nello sviluppo economico italiano. Oggi avete i vostri rappresentanti parlamentari. Mi auguro che, al di là delle defatiganti e rissose vicende politiche nazionali, sappiano ottenere il giusto riconoscimento per chi, scrivendo, facendo televisione o radio, tengono alto il nome dell’Italia all’estero. Ricordiamo che siamo in maggio e che entro giugno debbono rinnovarsi i consigli direttivi delle nostre “poche” associazioni di diritto tunisino che operano sul territorio e citiamo : 1) 2) Il Circolo Italiano deve tornare ad essere centro di coagulo e incontro per “tutti” e non pretesto o motivo di inconsistenti querele alla polli di Renzo di Manzoniana memoria. 3) 4) ,5) l’IMIT ormai anch’essa funzionante a pieno titolo, sta lavorando, a quando ci hanno affermato il presidente Capanna ed il vice-presidente Salvestroni alla realizzazione di una giornata informativa ed un convegno per i primi di giugno c.a. Crediamo di aver fatto il giro e giriamo il quesito agli amministratori attualmente in carica: che intendete fare? Due parole, non dette ma torneremo in argomento quando il nuovo governo avrà ottenuto la fiducia del Parlamento italiano, sul “distretto” Tunisia di cui tanto si attendeva e si attende per il potenziamento del “made in Italy”. Non parleremo di “consulta” ne di “COMITES” (ci é stato confermato che mancano poche decine di iscritti all’AIRE per raggiungere la fatidica soglia dei 3000). È peccato perché il CGIE dovrebbe riunirsi in luglio e profondamente rinnovarsi visto che tanti suoi autorevoli membri sono oggi Deputati o Senatori della Repubblica.
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NOSTRI PROBLEMI Poco più di cinquant’anni orsono un piccolo gruppo di direttori di giornali in lingua italiana editi in Australia, America del Nord e del Sud, Africa del Nord e del Sud ed Europa si riuniva a Roma nell’allora sede dell’Unitalia Film per dar vita alla FMSIE (Federazione Mondiale della Stampa Italiana all’Estero). Si era da poco usciti da una guerra catastrofica e di cui si iniziava appena a marginare le profonde ferite. Iniziava così, nel lontano 1956, una lunga avventura. I responsabili delle testate fondatrici provenivano da matrici estremamente diverse, laici, religiosi, nostalgici, liberali, sindacalisti ed anche... anarchici di vecchia tradizione. Tra le innumerevoli differenze di opinioni e valutazioni delle cose, il primo e profondo coagulo fu l’entusiasmo, il disinteresse, il necessario riconoscimento della variegata identità di chi operava nel mondo, ecc. Denominatore comune era ottenere da parte delle autorità nazionali il diritto di voto, considerando che ottenendo questo sacrosanto diritto ci si poteva sentire cittadini pienamente partecipi alla vita della nazione e non più di serie B, C o... D. E’ stata una lunghissima e faticosissima battaglia. Uno dei paladini più aggressivi e determinati è stato e tutti lo riconoscono Mirko Tremaglia, ministro degli italiani nel mondo, dopo la grande vittoria della Casa della Libertà nel 2001. Finalmente ottenuto il diritto di voto, seppur per corrispondenza e con innumerevoli difficoltà e “discrepanze”, gli italiani nel mondo sono diventati cittadini a pieno titolo come quelli che vivono sul territorio nazionale, e disponendo di una propria circoscrizione con la possibilità di eleggere 12 deputati e 6 senatori. Per una volta quella che credevamo da sempre, VOX CLAMANS IN DESERTO è stata smentita dai fatti. Non solo gli italiani nel mondo hanno votato ma sono stati addirittura decisivi, diventando l’ago della bilancia in un responso delle urne che ha praticamente diviso in due l’elettorato italiano. Ricordate quel che scrivevamo anni, mesi, settimane e pochi giorni orsono: votate, votate, mettete a posto la vostra situazione e quella della vostra famiglia, ogni goccia conta e può essere determinante. Oggi da varie parti si protesta perché non si é votato, rifiutandosi di riconoscere che nella maggioranza dei casi il protestatore era ed è lui stesso colpevole per non aver potuto (o voluto) esercitare il proprio diritto dovere. Sarà forse una buona occasione per mettere a posto la propria situazione anagrafica. Dopo tutto, ne siamo convinti l’analfabetismo si è molto ridotto tra la nostra gente. Certo se ci fossero stati dei seggi, come quando abbiamo eletto il «comites» anni orsono, la percentuale dei votanti sarebbe stata molto più alta. Ma come tutti sanno “si le nez de Cleopatre avait été plus long on aurait pu mettre Paris dans une bouteille”. Per concludere non crediamo che l’Italia sia spaccata in due, noi crediamo che con la discussione ed il dialogo pacato e la costruttiva contrapposizione delle idee si possa navigare verso il progresso ed il benessere di tutti e per tutti o perlomeno quasi tutti. Ovviamente, e continueremo imperterriti a farlo, bisogna lottare contro le “presidentiti”, gli egoismi ed i piccoli giochetti di potere (che lasciano il tempo che trovano), le sopraffazioni e ricercare veramente le sinergie ed i denominatori comuni. Dobbiamo far funzionare la “consulta”, dobbiamo far funzionare le associazioni (che non appartengono a nessuno ma a tutti), dobbiamo pungolare le istituzioni (anche nel loro interesse) e soprattutto superare l’attuale situazione di paratie stagne e mugugno. Buona Pasqua, Scialom,Pace, Salam, grazie ai lettori, amici e corrispondenti par gli auguri ricevuti che ricambiamo di cuore. Ricordiamo infine, repetita juvant, che le notizie debbono esserci trasmesse PRIMA della manifestazione programmata e non DOPO e che i tempi utili (salvo eccezionalità) sono il 5 del mese per il numero del 20 ed il 20 per il Numero del 5. Rinnovate i vostri abbonamenti scaduti, fate abbonare chi non lo è, utilizzate le nostre pagine per la valorizzazione dei vostri prodotti e l’informazione sulle vostre attività. Ne abbiamo mutualmente bisogno.
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nostri problemi Dunque eccoci al N° 2 nuova serie. Questa veste grafica rappresenta un impegno notevolissimo per tutta "l’équipe" del giornale. Facciamo affidamento sulla vostra massima collaborazione (nella vostra critica costruttiva e nella vostra indulgenza) affinché l’esperienza sia un successo. Riprendiamo Anche noi nelle storiche mura di "Casa Sicilia" abbiamo ricordato i primi cinquant’anni di vita e di pubblicazione ininterrotta. E’ stato un incontro commovente dal quale, anche grazie ai messaggi ricevuti, ci sentiamo spronati dal nostro "inguaribile ottimismo" a continuare. Legati alla tradizione siciliana non scriveremo "grazie" per non sentirci sdebitati, il che non toglie... Ricordiamo però a tutti coloro che si proponevano di partecipare ai nostri festeggiamenti che questi sono stati rimandati ad ottobre o giù di lì. Abbiamo grandi progetti... L’argomento principe sono le elezioni politiche in Italia, elezioni alle quali per A Tunisi i responsabili dell’ambasciata e sopratutto quelli della cancelleria consolare hanno fatto salti mortali per far si che i plichi siano recapitati in tempo, malgrado il fatto che in Tunisia il 19, il 20 ed il 21 marzo erano festivi. Il prof. Santellocco, presidente del COMITES di Algeri, rappresentante dell’Africa nel CGIE (escluso il Sud Africa e... Quasi 2000 buste sono state inviate agli aventi diritto al voto (siamo sempre meno di 3000?) Vedremo quanti voteranno. Siamo certi che avremo una percentuale altissima. Ed é giusto che sia così. Siamo rimasti molto soddisfatti di sentire Santellocco citare i "nostri problemi" e promettere di continuare a lottare per far si che le nostre voci siano ascoltate. Certo saremmo stati lieti di sentire i medesimi propositi quando nel 2003 siamo stati «cancellati» dall’allora ministro degli esteri Frattini. Nessuno, se non andiamo errati, alzò Auguriamo che dalle urne gli italiani riescano ad esprimere una maggioranza in grado di governare e soprattutto in grado di mantenere le promesse. Due parole per concludere. Il profondo disagio del nostro associazionismo è dovuto essenzialmente alla mancanza di dialogo, all’individualismo viscerale ed anche, consentiteci di dirlo, all’egoismo ed alla miopia che porta alla cecità.
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