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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 697 – 74 [nuova serie]

  

nostri  problemi

L’ambasciatore Ben Arfa che ha rappresentato la Tunisia a Roma per oltre sette anni (in un periodo alquanto delicato) ha  voluto  portare  il suo “témoignage” su Bettino Craxi (pag. 5), lo ringraziamo.

All’inizio di questo 2010 auguravamo per la politica italiana la ripresa di un dialogo confronto, pacato costruttivo e fecondo, non è stato così, ce ne dispiace. Ma siamo pur sempre in clima elettorale in marzo ci sono le regionali e le poste in gioco sono grandi e molte. E’ dunque “normale” che si continui a “cazzottare” anziché utilmente dialogare.

Nel mondo, clima polare e catastrofi naturali fanno un pò dimenticare “riscaldamento” del pianeta, guerre e “guerrette” endemiche.

In Tunisia, dopo l’importante rimpasto ministeriale, il presidente Ben Ali e la sua “equipe” governativa affrontano con determinazione ed efficenza i problemi quotidiani pur seguendo con lungimiranza la realizzazione dei piani quinquennali di sviluppo.

Non si é spento l’eco dell’incendio della biblioteca di IBLA. Ad esso dedichiamo il nostro “dossier”.

 

I nostri specifici problemi.

Attendevamo la primavera per vedere uscire la collettività dalla “ibernazione” che secondo noi dura da più di sette anni. In effetti qualcosa si muove, la Società Italiana di Assistenza ha riunito il suo rinnovato consiglio di amministrazione, riconfermando le cariche sociali precedenti ed eleggendo Giuseppe Billa vice-presidente al posto del compianto Schembari. Prima e simpatica iniziativa: il 23 febbraio ci sarà una manifestazione “Sapori di casa nostra” che si svolgerà al Delta Center (che ha brillantemente festeggiato i suoi primi due anni di vita a Tunisi). Siamo certi che sarà un bel successo ed i pochi posti a disposizione andranno a ruba.

Ricordiamo che in questo primo quadrimestre, dovrà essere rinnovato il consiglio di amministrazione della Camera Tuniso-Italiana di Commercio. Non sarà facile rimettere sui binari quest’organismo, d’altra parte sarebbe triste vederlo finire nel nulla. Una attenta riflessione va fatta in conseguenza.

E’ sempre intensa la discussione sul rinnovo del CGIE e dei COMITES, sembra comunque accertato il fatto che questi dovrebbe attuarsi entro il 2010. Ne riparleremo.

In questa prima quindicina di febbraio le varie strutture culturali italiane in Tunisia dovrebbero riunirsi per “accorder leurs violons”. Sarà una buona cosa.

Anche il nostro e “vostro” giornale dovrà decidere la linea da seguire, la sua impostazione ed il suo avvenire, non mancheremo di tenervi dovu­tamente informati.

 



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 696 - 73 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Correva l’anno 2000, sono già trascorsi dieci anni dal giorno in cui partecipammo commossi ai solenni funerali di Bettino Craxi. A lui dedichiamo il nostro “dossier” e qui di seguito riportiamo le parole conclusive scritte dal nostro caro Jaafar Iskander per ricordare il doloroso evento: “... A memoria d’uomo, gli abi­tanti di Tunisi non avevano mai visto il centro della loro città sconvolto come durante quelle ore del venerdì 21 gennaio 2000 fra le 11.00 e le 15.00. E hanno partecipato a quell’evento mai visto da almeno 40 anni tanti cristiani raggruppati davanti e dentro la Cattedrale di Piazza Indipendenza, di fronte all’ex sede del residente generale francese, sotto gli occhi del gigante Ibn Khaldoun in bron­zo. Sapevano che quei cristiani con le loro bandiere e garofani rossi erano lì per l’ultimo sa­luto al “toro Bettino Craxi”. Sapevano che l’uomo dentro la bara venuta da Firenze credeva nel Dio unico comune a tutti e pertanto sembrava per molti naturale la coincidenza fra la preghiera musulmana del vener­dì e la messa funebre nella Cattedrale dei cristiani ufficia­ta dal vescovo arabo Fuad Toual in italiano, arabo e francese, sotto i ritratti di S. Agostino il Cartaginese e S. Cipriano il martire africano. Sfollando le moschee dopo la loro preghiera, i tunisini musulmani si sono mischiati a una folla di cristiani partico­lari che uscivano dalla Catte­drale scandendo “Bettino... Bettino. Cristiani particolari,cris­tiani “eccellenti” si direbbe. Nella Cattedrale di Tunisi è avvenuto in realtà un incontro che in circostanze normali non sarebbe mai avvenuto in una chiesa. Socialisti laici come Rino Formica, Claudio Martelli, Gianni de Michelis, Marghe­rita Boniver, Giusi La Ganga, Ugo Intini, Adriana Asti e tanti altri a centinaia hanno pregato per Craxi assieme a Cattolici di varia estrazione : Silvio Ber­lusconi, Francesco Cossiga, Lamberto Dini, Rocco Butti­glione ecc... Poi c’erano i molti amici tunisini di Craxi e gli inviati del presidente Ben Ali e quelli del presidente Arafat. Tutti insieme hanno ascoltato messa, letture di brani del Vangelo di Matteo, un tele­gramma del Papa e l’orazione appassionata di Bobo Craxi. A sentire gli applausi e le ovazio­ni è sembrato all’osservatore di essere presente ad un congresso politico.

Poi alla fine, le tenerissime parole di Bobo rivolte al padre che non vedrà mai più e la preghiera da Bobo rivolta a Dio affinché protegga questa terra di Tunisia che si è offerta di proteggere Bettino Craxi da vivo e da morto... Infine la partenza del corteo funebre diretto ad Hammamet dove oggi sorge una tomba che porta una semplice lapide col nome di Bettino Craxi. Chi scrive, ha vissuto tutto come se stesse leggendo un libro di storia o come se stesse vivendo momenti del passato. Sapendo la passione di Bettino Craxi per Giuseppe Garibaldi e la sua tenerezza nel raccogliere conoscenze e notizie sugli italiani di Tunisia sin dal Settecento, non si puo’ non guardarne la storia come una tragedia particolare non già soltanto dal momento della “fuga” ad Hammamet, ma almeno dalla crisi di Sigonella. A chi scrive, il funerale, dalla camera ardente terminata con il saluto delle guardie d’onore della polizia militare tunisina, alla sepoltura, è veramente sembrato come una restituzio­ne reale di pezzi di storia”.

Il ministro Frattini concluderà il suo giro africano in Tunisia mentre andiamo in macchina, da poche settimane abbiamo un nuovo ambasciatore, si attende la visita dei nostri rappresentanti in Parlamento, FEDI e RANDAZZO, tutte le strutture della collettività sono o dovrebbero essere in rinnovamento. Il 2010 sarà l’anno giusto per una nuova primavera, dopo una lunga ibernazione. Lo auguriamo di cuore.



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 695 – 72 [nuova serie]

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Anno nuovo vita nuova. Con il 2010 entriamo nel 55° anno di vita del “CORRIERE di TUNISI”, nato con l’indipendenza del paese (successore putativo di quel lontano CORRIERE di TUNISI e di Cartagine nato nel 1838).

Iniziamo anche il quinto anno di vita nella veste rivista a colori (euromediterraneo) alla quale e con 1a quale cerchereremo di dare sempre maggiore presenza quotidiana, aggiornando e potenziando il nostro sito internet www.ilcorriereditunisi.it.

Inizia pure l’87° anno di vita del vostro direttore, il quale con stupore e riconoscenza continua a ragionare come un “giovane turco” in lotta continua contro tutte le strutture (realmente o apparentemente) deliquescenti; ma anche con inguaribile ottimismo la nostra continua azione per i sempre migliori rapporti tra Italia e Tunisia, e per superare nel modo più idoneo i problemi degli italiani qui residenti ed operanti e per i tunisini residenti ed operanti in Italia.

Nel maggio del 1943 uscì l’ultimo numero dell’UNIONE, precedendo di pochi giorni la resa delle ultime armate dell’asse italo- tedesco presenti in Tunisia. Da quel giorno fino al 1956, gli italiani di Tunisia (erano quasi il 10% della popolazione della reggenza) non ebbero il diritto né la possibilità di disporre o leggere un organo di stampa in lingua italiana, solo nel 1948, timidamente, furono importate da Parigi poche copie della Domenica del Corriere che andarono a ruba.

Ora tutti sanno che una collettività come la nostra che aveva trovato nel paese rifugio ed accoglienza sin dai primi dell’800 ed aveva una tradizione di centinaia di testate pubblicate fino al 10 giugno 1940, senza di fatto impossibilità di esprimersi nella propria lingua, era muta se non cieca. Dal 1943 al 1956 furono anni bui.

Il CORRIERE DI TUNISI nacque con la ritrovata indipendenza della Tunisia, ne seguì e ne segue con passione le vicende, cercando sempre di agire a fin di bene sia per la Tunisia che per l’Italia, per gli italiani ed i tunisini, centinaia di pagine lo testimoniano ed auguriamo continueranno a farlo.

Come previsto si è svolta l’assemblea generale della SIA, sono stati eletti o rieletti dieci consiglieri, riportando il consiglio alla sua pienezza, è stata rieletta all’unanimità presidente per l’esercizio 2009/2010 Anna Querci, compito non facile quello dell’assistenza, siamo certi che si farà, come sempre il massimo. Dopo tre anni di vita che vogliamo continuare a definire “chiaro - oscura” come i colori di Rembrandt, si é dimesso il segretario generale della Camera Tuniso - Italiana di Commercio.

Il 2010 vede anche il mandato triennale del consiglio di amministrazione arrivare a scadenza, l’assemblea generale che dovrebbe svolgersi il più presto possibile, sarà elettiva.

La società sportiva Aurora ha eletto per il biennio 2009/2011, Franco Lo Iudice, tesoriere Maraffini.

Il Circolo Italiano, per altro lo diciamo volentieri, egregiamente presieduto da Franco Nigro, Salvatore Lombardi e dall’attuale consiglio, dovrà procedere alla sua assemblea elettiva nel 2010.

Per concludere auguriamo di cuore che in Italia riprenda il dialogo sereno e costruttivo tra tutti i responsabili per il bene del paese. Di vedere la conclusione delle “mille proroghe” che hanno impedito la rielezione del COMITES/TUNISI ed il rientro nelle strutture del CGIE da cui siamo stati cancellati nel 2003. Si potrà così riprendere lo studio attento della situazione dei pochi beni residui della collettività (alquanto fatiscienti) e la ricerca di una soluzione degna e decorosa della presenza italiana in questo paese.

Al Presidente Ben Ali, alla signora Leila, al governo, agli amministratori, al popolo tunisino, a tutti i suoi abitanti residenti ed operanti, rinnoviamo gli auguri per un 2010 sereno e fecondo.



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 694 – 71 [nuova serie] - dicembre

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Mentre andiamo in macchina, si svolge il grande"meeting" mondiale sul clima e l'effetto serra. Centinaia di capi di stato e di governo sono riuniti al capezzale del pianeta.

Chi vincerà? L'uomo o la natura? In medio stat virtus! Lo vedranno comunque le nostre molto prossime discendenze.

L'Europa del dopo Lisbona è nata, ne seguiremo la crescita.

In Tunisia, approvata la finanziaria 2010, festeggiato l'Aïd El Kebir, ci si prepara ad affrontare serenamente il 1431 dell'Egira (18 dicembre) e l'anno 2010.

Ringraziamo gli ambasciatori d'Andria e Benassi per le loro parole, al primo rinnoviamo il nostro arrivederci, al secondo auguriamo lavoro intenso e proficuo, confermandogli la nostra disponibilità e quella delle nostre colonne per quanto lui ed i suoi collaboratori potranno aver bisogno.

L'11 dicembre si svolgerà l'A. G. della SIA. Riferiremo.

Lasciamo passare le feste e riparleremo di COMITES e attività dei vari nostri sodalizi ed associazioni in loco.

Il 2009 come i suoi predecessori volge alla fine. Fra pochi giorni daremo il via al 2010 pieno di incognite e di rispettive notizie buone, medie e cattive. La vita, siatene certi , lo ripetiamo per chi continuerà a leggerci, continuerà.

Consentiteci di soffermarci sulle vicende del nostro (e soprattutto vostro) giornale. Malgrado le abituali difficoltà, siamo riusciti a mantenere regolare la nostra pubblicazione nella sua veste a colori ambiziosa ma costosa, e cercheremo di portare avanti l'iniziativa di recente avviata sul nostro sito internet per quanto riguarda gli aggiornamenti sulle news quotidiane.

Continueremo a fare del nostro meglio.

Non dovete dimenticare pero’ cari lettori, che il giornale vive UNICAMENTE del contributo dei suoi abbonati e sostenitori e dei sacrifici dei suoi collaboratori.

Un saluto ed un augurio di sempre maggiore prosperità a tutte le associazioni, ai residenti ed alle società italiane che operano in Tunisia.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno espresso la loro solidarietà e la loro simpatia. Ad essi diciamo che il CORRIERE DI TUNISI continuerà come nel passato, ad "esternare il loro pensiero, prerogativa migliore della personalità di un libero cittadino". Proprio come lo avevamo promesso più di cinquanta anni fa nel nostro primo numero. Tanti auguri a tutti i nostri lettori ed amici, grazie per la loro fedeltà. Riprenderemo, lo speriamo, il "collier" nel 2010 sempre guidati dal nostro inguaribile ottimismo.

 



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