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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 744-747 - 96 [Nuova Serie] - luglio/agosto

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Questo numero del giornale, un po’ anomalo, coprirà i due mesi estivi, luglio e agosto. Vi offro un breve racconto di Mino Rosso [1], da leggere sotto l’ombrellone e vi auguro un piacevole Ferragosto.

Tornando alle cose serie visto che, malgrado sia dolorosamente impedito fisicamente dopo quanto subito dalla fine del 2010, ho ancora, credo, la mente lucida e tenendo conto di quanto dicevano i miei vecchi amici e compagni di scuola tuniso-siciliani, dopo il 15 agosto arriva la Madonna e va via l’estate, riparleremo dell’avvenire del nostro foglio con la prossima uscita di settembre.

Intanto per il tempo che mi sarà concesso riprendo il titolo “Nostri problemi” da me inaugurato nel 1956 quando alla fine di quell’estate mi fu affidata la direzione del giornale dalla “vecchia guardia” Sapelli, Finzi G., Barresi ed altri, e dai giovani turchi (quasi tutti del Liceo Scientifico di Bab Jedid) Giannitrapani, Oddo, Olivas, Ruggiero, Gagliardi, ed altri che avevano costitutito la nuova equipe redazionale.

Furono svolte tante battaglie, il giornale settimanale prima, bisettimanale dopo, interamente tipografico prima, poi a stampa offset, Corriere Africa, Corriere Eurafrica ed infine Euromediterraneo con il magazine interamente a colori.

Nel frattempo però fu creato un sito www.ilcorriereditunisi.it e le news aggiornate in questo quotidianamente.

La situazione della Tunisia, del Mediterraneo, dell’Europa ed anche del mondo sta cambiando molto rapidamente. Ci saranno certamente in questi prossimi mesi cambiamenti epocali.

Avremo Apocalisse o nuovo ordine? Giustizia sociale e più vera ripartizione delle ricchezze prodotte?

Sono come mi ripeteva il mio caro e sempre compianto Padre Marin un “inguaribile ottimista”.

Spero di ritrovarvi in settembre con “Buone”Notizie.

Concludo, continuando a seguire anche il motto francese “MARCHE ou CREVE”.

 

[1]  Il racconto il gatto dalle unghie gentili, supplemento della rivista,  è riportato in Zibaldone anche in pdf così come pubblicato.   

 



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 719 – 95 [nuova serie]

 

 

EDITORIALE

 

Quest’estate sarà possibile salvare almeno parzialmente il turismo in Tunisia che fa vivere più di un milione di tunisini direttamente o indirettamente? Aiutare la Tunisia in questo difficile momento di transizione significa anche permettere la ripresa del flusso turistico. L’Italia si sta attivando in questo senso: politici, sindacati, italo-tunisini oggi in Italia, in molti si stanno mobilitando in questo senso ed occorre rendere loro il merito di questa campagna per “vacanzare” in Tunisia.

Il turismo è importante per il paese per tante ragioni e se in primis mettiamo la ripresa economica, non meno importante è la salvarguardia dei siti storici e monumentali, l’artigianato e l’incontro tra civiltà . E’ un appello a tutti i nostri amici che ci leggono dall’estero: possono contribuire, anche se nel loro piccolo, al rilancio economico della Tunisia venendo a trovarci .

Anche quest’anno si è festeggiata alla “Charmeuse” la festa della Repubblica accompagnata da canti operistici ottocenteschi a memoria del 150° anniversario dell’Unità. Riportiamo in pagina 4 l’intervento dell’Ambasciatore. E anche quest’anno doppia giornata celebrativa per la festa della Repubblica: il 1° giugno per gli italiani ed il 2 giugno per i tunisini più alcuni italiani.

La visita del Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani ha rassicurato le oltre 700 imprese italiane installate in Tunisia ed ha confermato i legami “fraterni” che legano i nostri due paesi.

Proseguono le attività della CTICI che il 15 luglio terrà la sua Assemblea Generale Ordinaria.

In Italia il referendum ha ottenuto il quorum con una netta prevalenza dei sì ai quattro quesiti abrogativi. Nelle circoscrizioni estere anche con una minore mobilitazione chi ha votato ha prevalentemente votato per i quattro sì. In Tunisia hanno votato circa il 30% degli iscritti all’AIRE con 79% in favore dei sì. Concludiamo con l’augurio che l’estate inizi e prosegua per tutti nella massima serenità.

 



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 718 - 94 [nuova serie] - maggio

  

 

E D I T O R I A L E

 

Malgrado la nostra buona volontà, anche questo mese usciremo con un solo numero.

In Italia le elezioni amministrative che si è voluto far diventare politiche sembrano confermare un certo “ras le bol” dei cittadini. Vedremo ai ballottaggi. Intanto ci si prepara febbrilmente per i referendum ai quali sono chiamati a votare anche gli italiani all’estero.

Fra pochi giorni gli elettori iscritti all’Aire riceveranno il plico elettorale con quattro schede per l’abrogazione delle norme sulla privatizzazione dell’acqua, dei servizi pubblici, delle centrali nucleari e sul legittimo impedimento.

In Tunisia si attende molto e si spera sempre molto nella positiva evoluzione della rivoluzione del 14 gennaio. Non pochi i problemi tra cui per primi l’insicurezza e la ripresa economica. Ai nostri lettori all’estero che guardano con interesse e speranza alla svolta democratica del paese, ribadiamo che l’attendismo non aiuta e che per superare le difficoltà economiche di questo periodo di transizione occorrono segnali forti che facciano ripartire sia gli investimenti che il turismo.

E’ sempre più indispensabile l’inguaribile ottimismo che significa anche speranza nel futuro.

Concludiamo con il nostro caldo benvenuto al gruppo di amici della Tunisia che dall’Italia hanno organizzato un viaggio sulle tracce dei mutamenti in corso dal 14 gennaio e che con la loro presenza confortano il nostro ottimismo e ci fanno sperare in una ripresa possibile del turismo.

 


 


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 717 – 93 [nuova serie] - aprile

 

 

EDITORIALE

 

Come ricorderete abbiamo scritto sul numero di marzo che stiamo cercando di ristrutturare il giornale con l’aiuto di un gruppo di amici e ed estimatori per  assicurarne la continuità e la sopravvivenza, tra questi vogliamo ricordare Mino Rosso il quale aggiornando quotidianamente le news sul nostro sito web ci consente di essere sempre presenti anche se le pubblicazioni cartacee sono più rarefatte per un insieme di motivi che abbiamo più volte segnalato precedentemente.

Questa premessa per confermare che comunque per tutto il 2011 il giornale continuerà ad essere presente in edicola ed i nostri impegni sottoscritti nei confronti degli abbonati e inserzionisti pubblicitari ad oggi saranno mantenuti senza variazioni di prezzo.

Con difficoltà notevoli ma con profonda gioia siamo riusciti a ritrovare la nostra scrivania della rue de Russie. Percorrendo le strade di Tunisi abbiamo visto le tracce di questi primi mesi dell’anno, tracce non belle perchè speravamo e speriamo che la rivoluzione dei gelsomini consenta vermaente al paese di completare il non facile cammino verso una democrazia compiuta.

Abbiamo già vissuto questi momenti esaltanti e difficili, il ricordo di Habib Bourguiba, del sacrificio dei martiri del 9 aprile 1938 della prima costituente ci hanno portato a riproporre nuovamente quanto scrivevamo tanti anni orsono. Ne lasciamo il commento ai lettori. L’approccio dell’Europa e del mondo, i revival di Bechir Ben Yamed, Jean Daniel e tanti altri, le visite di alte personalità  tra le quali particolarmente burrascose quelle del Presidente Berlusconi e del Ministro Maroni.

Le preoccupazioni degli ambasciatori, in particolare d’Italia e Francia, che dovevano e debbono seguire le sorti dei loro connazionali, dei loro investimeneti nell’avvenire delle relazioni future con questa nuova Tunisia. Queste preoccupazioni sono anche le nostre che viviamo in questo paese ormai da secoli.

Consentiteci quindi di riproporvi quanto scrivevamo nel lontano anno 1970 per il quindicesimo anniversario della fondazione del nostro giornale :

 

"NON DISPERARE …NON AMMAINARE"

 

Quando si festeggia o si ricorda un anniversario, oltre a sottolineare i principi basilari che ormai da secoli guidano le nostre azioni, è opportuno, mi si ricorda più o meno gentilmente, di soffermarsi un po’ sui bilanci o, perlomeno, di fare il famigerato "punto della situazione".

"Non disperare, non ammainare (Elia dixit)" mi scrive in una sua recente missiva l’amico Carlo Chibbaro, segnalandomi en passant che da ormai dieci anni attende, e con lui attendono una soluzione al problema del rimpatrio, centinaia di famiglie.

Ebbene, malgrado amarezze e delusioni, credo fermamente che proprio il perseverare, nella certezza che quanto si chiede sia giusto e onesto, possa portare i suoi frutti.

La collaborazione italo-tunisna non è un mito. La solidità di questa vecchia e sincera amicizia, malgrado incrinature e sussulti, spesso giustificati dalle necessità storiche, ha permesso di superare mille incomprensioni e difficoltà.

Il problema di chi è tornato in Italia non si è esaurito negativamente come si temeva un tempo, ma si avvia lentamente a soluzione. Il problema di quelli che sono rimasti, o di quelli che sono venuti o verranno… o forse ritorneranno, è ormai il medesimo per quanti operano o vogliono qui operare, in piena uguaglianza di intenti, per il progresso civile del paese che li ospita.

Certo, il cammino da percorrere è ancora lungo e i problemi da risolvere numerosi, ma il clima è il migliore. Le esperienze vissute, gli errori commessi da ambo le parti, la volontà di riparare, consentono e giustificano un po’ d’ottimismo.

 


La copertina del supplemento



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