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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 750 - 99 [nuova serie] - novembre

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Come spesso accade, l’uomo propone e Dio o l’Essere Supremo dispongono.

Ci eravamo impegnati a riprendere il ritmo quindicinale dal 31 ottobre scorso, ma una serie di avvenimenti ci hanno costretto a ritardare questa promessa. Cercheremo di farci perdonare pubblicando un numero doppio con data 16 ottobre -15 novembre e preparando per il 30 c.m. il nostro centesimo della serie “magazine” augurandoci, se i nostri lettori e sostenitori ce lo consentono, di mantenere d’ora in poi il ritmo quindicinale per il 2012 e seguenti...

Poche novazioni in questo nostro sempre più martoriato e disastrato mondo.

In Tunisia si è andati alle urne nell’assieme molto positivamente, l’Assemblea Costituente è stata eletta democraticamente ed i risultati sono variegati. Adesso i costituenti debbono fare il lavoro per il quale sono stati eletti ma soprattutto far si che il paese trovi il suo equilibrio, la sua serenità e possa rimettersi al lavoro per proseguire sulla via del progresso, del benessere, della massima giustizia sociale e della convivenza civile.

In Italia il governo Berlusconi, malgrado la caparbia volontà del “Premier” sembra avviarsi al destino del suo predecessore Prodi.

Riusciranno i cittadini italiani a rimboccarsi le maniche e tutti assieme a far uscire il paese dalla terribile crisi che attraversa? Lo vedremo presto.

In Europa e nel mondo si succederanno altre elezioni e saranno e dovranno essere prese decisioni estremamente impegnative. Gli abitanti del pianeta hanno raggiunto quota sette miliardi, sarà bene o male pianificato l’avvenire?

Torniamo ai nostri specifici problemi.

Le attività culturali associative, economiche, ecc. che si sono mantenute in questi primi dieci mesi dell’anno  dovranno progressivamente riprendere il loro ritmo di crociera.

Un’assemblea generale straordinaria è stata convocata dalla CTICI per il giorno 11 novembre, questa AG è contestata da autorevoli membri dell’ufficio di presidenza i quali ricordano le motivazioni e le speranze riposte nell’avvenire del sodalizio due anni orsono.

Abbiamo e manteniamo il nostro impegno informativo e confermiamo che le nostre colonne sono aperte a tutte le opinioni, che sarebbe peccato buttare alle ortiche quasi centoventi anni di tradizione ed esistenza, soprattutto in questo periodo di riordino istituzionale delle strutture italiane e tunisine. Ma è indispensabile, come andiamo dicendo e scrivendo dal giorno in cui Chekib Nouira ha lasciato la presidenza, uscire dal “chiaro oscuro”.

Concludiamo rimandandovi alla attenta lettura  delle pagg. 4 e 55 .

Una risposta di quanto scritto, positiva ed urgente, deciderà dell’avvenire del nostro e soprattutto “vostro” giornale.

 



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 749 - 98 [nuova serie] - 15 ottobre

NOSTRI PROBLEMI

 

Tra pochi giorni si vota in Tunisia. Molte le attese, le speranze, le paure! Il termometro registra ancora alte temperature come alte sono quelle che scuotono i tunisini alla vigilia del voto! Nel mondo la situazione economica continua a degradarsi e pendoliamo tra salvataggi e fallimenti. Sono tempi di elezioni anche in Spagna e non solo mentre cresce un po’ ovunque il movimento degli “indignatos”. Per l’Italia forse vedremo più chiaro in  ultima decade di ottobre. Particolarmente apprezzato l’intervento dell'On. Marco Fedi alla Plenaria del CGIE del 12 ottobre 2011 il quale afferma che “Il rapporto di fiducia oggi è incrinato anche con il Paese“ e “pur nella consapevolezza che sarà difficile recuperare un rapporto di fiducia, dobbiamo insieme lavorare per contribuire a cambiare percorso, per tornare a far valere il senso della presenza italiana nel mondo. Una presenza che non è solo un costo – come spesso questa maggioranza sembra sostenere – ma è, attraverso le nostre comunità integrate, attraverso la mobilità giovanile, attraverso le ricerca scientifica e tecnologica, attraverso il turismo e la promozione culturale, un concreto volano economico e commerciale. Disperderlo è un errore. Non capire che lo stiamo disperdendo è anche un atto di arroganza e superficialità.” In Tunisia si attende con ansia i risultati delle elezioni e molti continuano ad alimentare insicurezza cercando così di impedire un normale svolgimento delle elezioni. Eppure la maggioranza della popolazione auspica il ritorno alla serenità, alla legalità, alla sicurezza, al lavoro alla pace sociale ed alla civile convivenza. Oggi tutti guardano alla Tunisia e aspettano di vedere se realmente questa transizione democratica sarà democratica! Sarà un segnale di massima importanza da nord a sud da est all’ovest.

Noi riprendiamo seppur con molte difficoltà la pubblicazione quindicinale del nostro giornale confidando nell’appoggio dei nostri lettori.

Ricordiamo che senza mezzi di comunicazione indipendenti una nazione ed i suoi cittadini se non sono ciechi, sono muti.

 



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 748 - 97 [nuova serie] - settembre

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Eccoci nella pienezza della ripresa autunnale. Milioni di alunni hanno ripreso il cammino della scuola. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riunisce per la 66a volta in questi giorni per cercare di risolvere dei problemi che niet o diritti di veto riportano sine die. Nel frattempo continuano guerre e guerrette, si spendono centinaia di milioni per gli armamenti e milioni di persone muoiono di fame o vivono sotto la soglia della povertà.

In Tunisia si avvicina la data fatidica delle elezioni della Costituente, più di cento i vecchi e neo partiti e migliaia le liste di candidature. "Que le meilleur gagne".

Speriamo che lo stellone che ha protetto l'Italia, protegga anche la Tunisia consentendo ai futuri responsabili di mantenerla nel suo tradizionale equilibrio: civile convivenza, libertà, lotta contro la disoccupazione, sviluppo economico e benessere per tutti i cittadini.

In Italia la situazione è sempre difficilissima il che non impedisce la fiera lotta tra guelfi e ghibellini, non manca neppure la richiesta padana di secessione.

Confidiamo nello "stellone" italiano per non dire "Bon Dieu de la France aide nous parce-que celui de l'Italie ne peut plus rien". Anche in questo mese di settembre usciamo con un solo numero. Stiamo sempre lavorando e studiando l'avvenire del nostro foglio. Certamente le decisioni saranno prese dal prossimo ottobre. La cancelliera tedesca ha dichiarato: la morte dell'euro sarebbe la morte dell'Europa. Ma l'Europa, il Mediterraneo e il mondo vivranno o moriranno in funzione di una moneta? Solo l'oro conta? Nel 1947 valeva 35$ l'oncia oggi quasi 2000! Non sarebbe molto più saggio e costruttivo parlare di sviluppo e giusta ripartizione delle risorse naturali della terra?

L'utopia è sempre un concetto da inguaribile ottimista.

Per concludere un ricordo ed un augurio al neo ambasciatore italiano dott. Grimaldi, 42 anni orsono in viaggio sul Roma-Tunisi il Ministro Anfuso appena nominato a Tripoli mi disse: "Kheddafi sta una settimana, il Senoussi dopo lo spazza via!!!"

 



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 744-747 - 96 [Nuova Serie] - luglio/agosto

 

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Questo numero del giornale, un po’ anomalo, coprirà i due mesi estivi, luglio e agosto. Vi offro un breve racconto di Mino Rosso [1], da leggere sotto l’ombrellone e vi auguro un piacevole Ferragosto.

Tornando alle cose serie visto che, malgrado sia dolorosamente impedito fisicamente dopo quanto subito dalla fine del 2010, ho ancora, credo, la mente lucida e tenendo conto di quanto dicevano i miei vecchi amici e compagni di scuola tuniso-siciliani, dopo il 15 agosto arriva la Madonna e va via l’estate, riparleremo dell’avvenire del nostro foglio con la prossima uscita di settembre.

Intanto per il tempo che mi sarà concesso riprendo il titolo “Nostri problemi” da me inaugurato nel 1956 quando alla fine di quell’estate mi fu affidata la direzione del giornale dalla “vecchia guardia” Sapelli, Finzi G., Barresi ed altri, e dai giovani turchi (quasi tutti del Liceo Scientifico di Bab Jedid) Giannitrapani, Oddo, Olivas, Ruggiero, Gagliardi, ed altri che avevano costitutito la nuova equipe redazionale.

Furono svolte tante battaglie, il giornale settimanale prima, bisettimanale dopo, interamente tipografico prima, poi a stampa offset, Corriere Africa, Corriere Eurafrica ed infine Euromediterraneo con il magazine interamente a colori.

Nel frattempo però fu creato un sito www.ilcorriereditunisi.it e le news aggiornate in questo quotidianamente.

La situazione della Tunisia, del Mediterraneo, dell’Europa ed anche del mondo sta cambiando molto rapidamente. Ci saranno certamente in questi prossimi mesi cambiamenti epocali.

Avremo Apocalisse o nuovo ordine? Giustizia sociale e più vera ripartizione delle ricchezze prodotte?

Sono come mi ripeteva il mio caro e sempre compianto Padre Marin un “inguaribile ottimista”.

Spero di ritrovarvi in settembre con “Buone”Notizie.

Concludo, continuando a seguire anche il motto francese “MARCHE ou CREVE”.

 

[1]  Il racconto il gatto dalle unghie gentili, supplemento della rivista,  è riportato in Zibaldone anche in pdf così come pubblicato.   

 



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