Il Corriere di Tunisi 
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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 761 - 110 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

Questo numero del giornale coprirà i due mesi estivi luglio e agosto. Riportiamo gli avvenimenti che le nostre pagine ci consentono di trasmettervi. Purtroppo, il progetto di ristrutturazione ed aggiornamento editoriale costretto dagli imperativi del rifacimento locali della Rue de Russie, dall’incalzare degli avvenimenti quotidiani, non è stato attuato, speriamo di essere pronti alla “rentrée”. Come di consueto, chiediamo venia a tutti i nostri corrispondenti per non aver ancora pubblicato i loro servizi o ritardato la trasmissione delle innumerevoli notizie che riceviamo. Ricordiamo quanto scrivevamo l’anno scorso sul n° 96: 

...furono svolte tante battaglie, il giornale settimanale prima, bisettimanale dopo, interamente tipografico prima, poi a stampa offset, Corriere Africa, Corriere Eurafrica ed infine Euromediterraneo con il magazine interamente a colori.  Nel frattempo però fu creato un sito www.ilcorriereditunisi.it e le news aggiornate in questo quotidianamente. La situazione della Tunisia, del Mediterraneo, dell'Europa ed anche del mondo sta cambiando molto rapidamente. Ci saranno certamente in questi prossimi mesi cambiamenti epocali. Avremo Apocalisse o nuovo ordine? Giustizia sociale e più vera ripartizione delle ricchezze prodotte? Sono come mi ripeteva il mio caro e sempre compianto Padre Marin un "inguaribile ottimista".

Auguro e con me tutta l’équipe del giornale, buone ferie ai nostri lettori, estimatori e sostenitori, sperando di ritrovarci in settembre con “Buone notizie” e spirito di rinnovata volontà di collaborazione, e così, promuovere, consolidare, sempre positivamente, le massime sinergie tra tutti coloro che partecipano alla nostra vita collettiva.

 


 


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 760 – 109 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Questo mese di giugno si conclude con una serie di avvenimenti di grandissima importanza per tutti noi che viviamo questo periodo di transizione epocale.

In Francia, i socialisti confermano la loro maggioranza alla Camera, in Grecia sembra affermarsi una maggioranza desiderosa di restare nella zona Euro, in Europa e nel resto del mondo si ricerca affannosamente un nuovo equilibrio. In Egitto non si conoscono ancora i risultati alle presidenziali, in Siria continuano le stragi, in Libia la situazione è sempre incerta ed in Tunisia sembra affermarsi la volontà di ritrovare una tranquillità gravemente perturbata da sobillatori.

In Italia, l'incertezza regna anche sovrana malgrado gli sforzi del governo Monti e gli accorati appelli del Presidente Napolitano.

Ciò nondimeno si continua a vivere, ed il giornale ad andare avanti tra le molte difficoltà della sua ristrutturazione.

Chiediamo venia a tutti i nostri corrispondenti per non aver ancora pubblicato i loro scritti o ritardato la trasmissione delle innumerevoli notizie che riceviamo.

Nel mese di luglio speriamo di precisare il nostro, sempre rimandato, piano editoriale.

 


 


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 759 – 108 [nuova serie]

 

 

NOSTRI PROBLEMI

 

Questa seconda quindicina di maggio, per noi italiani di Tunisia in particolare, ha visto con notevolissimo successo, attuarsi la visita ufficiale del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, l’inaugurazione della mostra dedicata a Maurizio Valenzi, e si concluderà con le manifestazioni che ricorderanno il 66° anniversario della fondazione della repubblica italiana e la rappresentazione de “La Traviata” al Teatro Municipale di Tunisi il 2 giugno 2012. Sono state, e speriamo saranno delle bellissime giornate, ne parliamo ampiamente in altra parte del giornale.

In Francia ha vinto Hollande, in Grecia si torna a votare, in Europa si cerca disperatamente la possibilità di ritrovare un po’ di serenità politica e soprattutto economica.

In tutti i continenti il clima è incerto ed infuocato. Di fatto, volenti o nolenti, si attende il risultato delle prossime elezioni degli Stati Uniti d’America per sapere effettivamente dove si andrà a sbattere e come affronteremo e vivremo questa trasformazione epocale.

Per i nostri specifici problemi sempre alle prese con i nostri lavori di ristrutturazione siamo ancora costretti a rinviare l’illustrazione prevista  e la messa in opera del nostro nuovo progetto editoriale. Ci limitiamo a dirvi che si procede e che, salvo catastrofi, il giornale continuerà ad arrivare nelle vostre case portandovi il nostro quindicinale messaggio.

Si riparla di COMITES e CGIE e di necessario rinnovamento di queste strutture. Sarà forse l’occasione di rilanciare, seriamente e nel modo migliore le sinergie tra tutti i protagonisti in modo da rafforzare e potenziare, se necessario creare e ricreare, la collaborazione  tra tutti riducendo al minimo egoismo, egocentrismo, individualismo e ricercando il tanto auspicato denominatore comune.

 


 


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 758-107 [nuova serie]

  

 

L'AMBASCIATORE D'ITALIA IN TUNISIA PIETRO BENASSI, A NOME DELLA COLLETTIVITÀ, SALUTA IL CAPO DELLO STATO GIORGIO NAPOLITANO

 

La visita del Presidente della Repubblica a Tunisi, il 16 e 17 maggio prossimi, rappresenta un momento di grande importanza e valore nelle relazioni tra l’Italia e la Tunisia ed un motivo di orgoglio per la collettività italiana qui residente.

Volentieri affido alle pagine della storica testata de “Il Corriere di Tunisi”, che da poco ha festeggiato il suo 57mo anniversario, il nostro saluto corale al Capo dello Stato, il Presidente Giorgio Napolitano.

La visita del Presidente rappresenta l’apice dell’intenso dialogo politico vissuto dai due Paesi nel corso di questa prima, storica fase della transizione democratica in Tunisia e il suggello alla storica amicizia tra le due popolazioni. Già dall’indomani della rivoluzione, infatti, molto fitto è stato il numero di incontri politici tra i due Paesi. Ancora di recente il Capo del Governo tunisino si è recato a Roma per incontri al più alto livello, compresa una visita allo stesso Capo dello Stato. In questi mesi abbiamo assistito anche all’intensificarsi delle visite di importanti esponenti dell’imprenditoria, del mondo della cultura e della ricerca. E’ stato e continuerà ad essere l’infittirsi di quella trama antica e solida rappresentata dai contatti tra le rispettive società civili e tra gli esponenti delle nostre Istituzioni. Una trama che si è sempre giovata di quella mutua percezione di naturale integrazione rappresentata dalle rispettive collettività espatriate.

La comunità italiana in Tunisia ha accompagnato per secoli la storia di questo Paese. Ne ha vissuto le pagine più significative e ne ha condiviso i passaggi più difficili, con un senso di identificazione mai contraddetto dal giusto e doveroso sentimento dell’italianità, orgogliosamente mantenuta e rivendicata quale veicolo di arricchimento e mai di contrapposizione con questa società che ci aveva accolto.

I giorni della Rivoluzione ed i mesi che hanno seguito questo storico passaggio  hanno confermato ancora una volta la profonda conoscenza del Paese dei connazionali qui residenti, frutto di una cultura radicata nell’operosità, nel senso dell’equilibrio e nella volontà di partecipare allo sviluppo di questa terra. Un costante rafforzamento dell’amicizia con la popolazione che ci accoglie e che dà quotidiana dimostrazione della simpatia che nutre nei nostri confronti. La comunità italiana, composta anche di quegli imprenditori che numerosi hanno investito risorse ed energie nel corso degli anni, ha dato il senso di un nucleo storico, determinato e seriamente intenzionato a continuare a scommettere sulla crescita di un Paese che, attraverso la “libertà e la dignità”, intende vedere associato l’auspicato sviluppo ad una sua più equa ripartizione, soprattutto verso le aree più svantaggiate.

Di tale determinazione sono stato personalmente testimone e ho spesso ricevuto da parte delle autorità di questo Paese, anche al più alto livello, convinto e sincero apprezzamento.

Una solida eredità lasciata dai primi emigrati e mantenuta da coloro che per generazioni hanno fatto della Tunisia la loro terra di elezione. Di tutto questo il “Corriere di Tunisi” è stato da 57 anni espressione appassionata, portando avanti quel filo conduttore che ha legato gli italiani di Tunisia tra di loro e con la realtà che li ospitava. In questa meritoria azione di collegamento il Corriere di Tunisi ha fatto fronte, e continua a farlo, anche a momenti non facili. La determinazione di chi vi lavora ogni giorno è il migliore viatico per il futuro del giornale. Ma è auspicabile anche che formule associative o singole di sostegno, là dove esistenti, possano contribuire a conservare anche questa bella tradizione.

Il Presidente Napolitano ben conosce la realtà, anche migratoria, di questo Paese. Illustri esponenti di questa collettività hanno con lui condiviso in passato momenti qualificanti del suo impegno politico.

Il Capo dello Stato porterà, dunque, a Tunisi, con tutta la sua grande autorevolezza, il senso di questa collaborazione bilaterale, dell’amicizia duratura e del retaggio storico, che ci vede anche in chiave europea, quale Stato membro sensibile alle istanze crescenti di collaborazione tra la UE e la Tunisia.

A nome di tutta la collettività italiana presente in Tunisia desiderò dunque esprimere il più caloroso saluto al nostro Capo dello Stato.

 

Benvenuto Signor Presidente !

Pietro Benassi

   Ambasciatore d’Italia  in Tunisia 


Numero speciale per il benvenuto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con l'omaggio a Maurizio Valenzi riportato in Dossier.

 



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