Il Corriere di Tunisi 
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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 765 - 114-115 [nuova serie]

   

NOSTRI PROBLEMI

Se abbiamo seguito con simpatia la partita di calcio tra Tunisia e Algeria per la Coppa Africana delle Nazioni (CAN 2013) con la vittoria della Tunisia è con molta più grande inquietudine che abbiamo seguito la presa d'ostaggio di centinaia di lavoratori di varie nazionalità dell'impianto d'estrazione inglese di gas nel sud est algerino. Un'inquietudine non venuta meno dopo l'intervento armato dell'esercito algerino che se da una parte ha liberato parte degli ostaggi, dall'altra è costato la vita a molte vittime innocenti.

I depositi d'armi scoperti in Tunisia in provenienza dalla Libia, le notizie incerte diffuse sui net tunisini a proposito di terroristi in fuga che avevano attraversato la frontiere, i vari siti delle ambasciate europee che sconsigliavano di andare nell'estremo sud tunisino e tantomeno in tutta la fascia sahariana ha alimentato abbondantemente i media locali.

Le fluttuanti posizioni della Tunisia rispetto alla questione maliana hanno ulteriormente destabilizzato parte dei tunisini che si chiedono quale sia la posizione del loro governo anche se negli ultimi comunicati sembra essersi dichiarato per l'indivisibilità del Mali.

Un paese il Mali che ha dietro di sè una delle storie più antiche dell'Africa subsahariana. Sembra che nell'ultimo decennio chi per una ragione chi per ragioni opposte, ci si concentri più specificatamente a distruggere popoli che conservano ed hanno un più grande patrimonio storico-culturale (se si pensa alla Siria e prima di lei all'Irak).

Pensiamo che lo spezzettarsi di queste nazioni sia un tragico errore di cui paghiamo e pagheremo care le conseguenze con un aumento esponenziale dell'instabilità e dell'insicurezza.

A Tunisi il processo del Preside Kazdaghli dell'Università La Manuba è stato ulteriormente riportato al 28 marzo.

La campagna per le elezioni politiche in Italia è stata aperta ufficialmente il 21 gennaio e dal 22 sono state pubblicate le liste dei candidati. Per le circoscrizioni estere pubblichiamo nel nostro dossier più ampi dettagli sulle liste ed i candidati. Nella nostra circoscrizione varie sono le liste anche se per il Maghreb si presenta un solo candidato per la coalizione di sinistra PD, SEL, PSI.

Agli italiani della nostra circoscrizione Africa, Asia, Oceania e Antardide lanciamo un appello per partecipare a queste elezioni. Votate a seconda dei vostri valori e vostri ideali, ma votate.

L'immagine dell'Italia ha effetti positivi o negativi sugli italiani residenti all'estero a seconda della sua politica, i diritti degli italiani nel mondo sono decurtati o ampliati in funzione di chi governa nel nostro paese. Voteremo per posta (tra il 5 ed il 15 febbraio) appena ricevuta la scheda elettorale. Se l'arrivo della scheda elettorale dovesse tardare controllate al più vicino ufficio postale o in Ambasciata se il plico è stato spedito.

Votare è un diritto ma anche un dovere ci ricordava il nostro amato direttore Elia che si è a lungo battuto per l'ottenimento del diritto di voto degli italiani all'estero!

 

 



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 764 – 113 [nuova serie]

 

  

NOSTRI PROBLEMI

Abbiamo voluto dedicare questo numero del giornale alla lingua e cultura italiana in Tunisia. Anche se non esaustivo in particolare per l'insegnamento dell'italiano nei licei tunisini il giornale ha cercato di interessarsi alle istituzioni che hanno un ruolo nella diffusione e promozione culturale e linguistica dell'Italia in Tunisia. Questa scelta tematica è stata motivata dal fatto che il 15 dicembre in presenza dei parlamentari eletti nella nostra circoscrizione Africa, Asia ed Oceania si terrà nella sede del Corriere un incontro pubblico (dalle 10 alle 16) organizzato dal Circolo PD Maurizio Valenzi Tunisi che avrà per tema: "Quali politiche e prospettive culturali dell'Italia all'estero ed in particolare in Tunisia?". Essendo la prima iniziativa pubblica che si svolge nella nostra sede auspichiamo una forte presenza dei nostri lettori ed amici.

In Italia e nel mondo, per due domeniche consecutive, si è votato per le Primarie di Italia Bene Comune che hanno avuto per scopo scegliere il leader della coalizione di centrosinistra, raggruppante ufficialmente il Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà e il Partito Socialista Italiano, in vista delle successive elezioni politiche del 2013. Al primo turno, svoltosi il 25 novembre 2012, erano candidati Pier Luigi Bersani (PD), Matteo Renzi (PD), Nichi Vendola (SEL), Laura Puppato (PD), Bruno Tabacci (API). Nessuno dei candidati ha potuto raggiungere il 50%+1 dei voti, sono quindi rimasti in lizza per il ballottaggio, svoltosi domenica 2 dicembre Bersani e Renzi, del PD. Pier Luigi Bersani ha ottenuto 60,87% dei voti contro i 39,13% di Renzi.

Bersani sarà dunque il candidato Presidente del Consiglio della coalizione alle elezioni politiche del 2013. In Tunisia si è egualmente votato per le primarie e al primo turno, anche se con un netto vantaggio di Bersani, il secondo posto era stato conquistato da Vendola ed il terzo da Renzi. Al secondo turno Bersani è stato votato quasi all' 80%.

In Tunisia dopo la festa delle JCC (Journées Cinématographiques de Carthage) che ha visto vincitore della competizione il regista senegalese Moussa Touré con il film " La pirogue " che ha ottenuto l'ambito Tanit d'Or, la violenza ha di nuovo preso il sopravvento con gli incidenti gravissimi (più di 260 feriti) nella città di Siliana. Sembra che dopo queste giornate di fuoco un tentativo di discussione tra il governo ed il sindacato generale dei lavoratori (UGTT) si stia avviando ma la calma resta alquanto precaria, col rischio che la protesta si estenda anche ad altre città.

Seguiamo con molta preoccupazione questo nuovo dilagare delle violenze.

Riportato al 3 gennaio il processo del Preside della Facoltà di Lettere de La Manouba, Habib Kazdaghli il quale è stato accusato di aver schiaffeggiato una studentessa in velo integrale che insieme ad alcuni suoi compagni si era introdotta con la forza nel suo ufficio, in seguito alla decisione del Preside e del suo consiglio scientifico di vietare il velo integrale durante le lezioni e gli esami. Salutiamo invece la decisione dei giudici tunisini che hanno deciso un non luogo a procedere a favore della ragazza violentata accusata di impudicizia dai poliziotti stupratori mentre sono stati invece condannati i due poliziotti accusati di stupro e un terzo accusato di corruzione.



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 763 - 112 [nuova serie]

   

NOSTRI PROBLEMI

Periodo molto complesso per la Tunisia all'indomani della  lettura del Preambolo della futura costituzione che dovrà/dovrebbe permettere il passaggio da una politica di transizione  democratica ad una democrazia tout court.

Periodo anche molto teso dovuto al timore che dopo la fatidica  data del 23 ottobre che corrisponde teoricamente alla fine del  mandato per l'assemblea costituente democraticamente eletta per  presentare la nuova costituzione, si sarebbe dovuto andare alle  elezioni, riportate invece a giugno 2013. Timore di nuove ondate  di contestazione, di ulteriore insicurezza, di disobbedienza civile.

Se la tensione permane lo scoglio fatidico del 23 che doveva  sancire la fine del mandato del governo provvisorio è stato  superato nella calma e con un senso di grande responsabilità  civile anche da parte di coloro che ne contestano la legittimità  dopo quella data.

Gli ultimi avvenimenti, specie quelli di Tataouine segnano  però un degrado del dibattito tra le varie sensibilità politiche  presenti nel paese. L'uccisione in effetti del segretario del partito  Nidaa Tounes (L'appello della Tunisia) di Tataouine da parte di  frange di militanti vicini agli Islamisti al potere ha scosso  l'opinione pubblica.

A questi si aggiunge il processo in atto del Preside della Facoltà  di Lettere, Arti ed Umanità Habib Kazdaghli che è diventato,  per il maggior numero di universitari tunisini ma anche francesi,  italiani, svizzeri, ecc., il simbolo della lotta per le libertà  accademiche contro coloro che pretendono strumentalizzare  il  dibattito identitario in atto in Tunisia per imporre una loro visione  della società, ma soprattutto del sapere attraverso un progressivo  degrado dell'istituzione ed attraverso atti di violenza che hanno caratterizzato il difficile anno accademico 2012. Il Preside (eletto),  in effetti, non aveva ceduto in accordo col Consiglio Scientifico  della Facoltà (egualmente eletto dai colleghi), alla violenza con  la quale si era cercato di imporre in aula studentesse coperte da  velo integrale, primo passo per l'adozione di un progetto che  divida le aule per sesso e probabilmente anche per... tematiche.

Oggi il Preside che ha subito anche violenze da parte degli  estremisti, ha dovuto comparire in aula davanti ai giudici penali  per difendersi dell'accusa di due studendesse in burka per atti di  violenza contro di loro, mentre tutte le testimonianze si accordano  per affermare il contrario. Il Preside rischia cinque anni di  prigione e l'Università...?

In Siria, malgrado si speri che durante l'Aïd ci sia una tregua  la situazione è sempre più disastrosa e si capiscono sempre meno  gli interessi di chi serva questa sporca guerra. Molti tra gli  arrestati e uccisi ribelli, non di nazionalità siriana.

In Italia le primarie del Partito Democratico si annunciano  diversamente ma egualmente calde. Per parafrasare il deputato  eletto per la nostra circoscrizione Marco Fedi, sostenere la  canditatura di Bersani ci pare l'unica via coerente perseguibile  dal partito. Ancora una volta anche se in altro contesto i  rottamatori servono gli interessi di chi? Certamente non degli  italiani che debbono fare i conti con la crisi economica e sociale  in atto, né tantomeno degli italiani all'estero che hanno un vitale  bisogno di un governo italiano serio ma soprattutto credibile.

 



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 762 - 111 [nuova serie] - settembre 2012

 

 

NOSTRI PROBLEMI

Scrivere un editoriale a qualche ora/giorno dalla perdita del direttore del giornale che poi è anche tuo padre non è cosa facile. Eppure il mio/nostro modo di ringraziarlo per quello che ha fatto, per quello che avrebbe voluto e non potuto fare è quello di far uscire il giornale. Quando poi si aggiunge a questa scomparsa, preceduta di 24 ore quella del suo/nostro benamato fratello Gino, sembra che il tuo mondo si oscuri bruscamente. Come giustamente ha ribadito l'unico ed oggi ancor più prezioso ai nostri cuori fratello superstite Vittorio: "Due è troppo!"

Abbiamo deciso di dedicare questo numero del giornale a Elia Finzi, senza il quale quest'avventura del Corriere di Tunisi, unica testata in questo travagliato mondo arabo, non sarebbe probabilmente esistita e questo malgrado un clima internazionale sempre più mutevole ed insicuro nel quale gli equilibri sono sempre più precari, ed in cui le ragioni degli uni e degli altri sfuggono sempre maggiormente alla ragione tout court. Un mondo in cui la provocazione volgare si spaccia per libertà d'espressione mettendo a repentaglio la sicurezza fisica e materiale di migliaia di persone e di beni per interessi di parte, occulti, la cui libertà esclude la libertà altrui, alimentando l'odio tra le genti in un momento storico in cui le famigerate tesi sullo scontro tra civiltà fanno ogni giorno nuovi discepoli. Se la libertà d'espressione è sacra, sacro è anche il nostro dovere di condannare tutti coloro che alimentano l'odio tra i popoli che sia attraverso le parole, le prediche o le violenze fisiche. In questo momento in cui la libertà e la sacralità subiscono le peggiori manipolazioni per fini non liberi né tantomeno sacri, le parole di pace e di rispetto degli altri di Elia fanno eco alle nostre parole.

Il Corriere di Tunisi lo ha portato avanti tutta la sua vita, a costo di grandi sacrifici e questo suo grande amore e questa sua abnegazione per mantenerlo ed assicurarne sempre l'uscita da quasi sessant'anni deve poter proseguire, oggi più che mai per poter essere la memoria della pluralità storica della Tunisia, per essere la testimonianza dell'emigrazione italiana ed oggi dell'immigrazione straniera in Italia che, troppo spesso, si continua ad occultare, per mantere i legami storici, culturali, affettivi, psicologici, economici, sociali, geografici ecc. tra queste due rive del Mediterraneo i cui destini debbono e sono indissolubilmente associati. Oggi più che mai il Corriere ha il dovere di informare gli italiani dei dibattiti in corso in questa nostra riva sud del Mediterraneo ed associare l'Italia nell'elaborazione di un nuovo modello di pacifica e fattiva convivenza. Oggi più che mai il Corriere ha il dovere di ricordare ai tunisini che siamo figli di un unico padre, che abbiamo memorie comuni e da queste costruire un'identità aperta in cui la coscienza di sé sia anche coscienza di essere altro, sola garanzia per costruire una società fondata sul rispetto delle differenze estrinseche ed intriseche all'elaborazione di un'identità democratica. Ma oggi più che mai abbiamo bisogno per proseguire le nostre pubblicazioni del vostro aiuto, senza il quale il progetto di una vita sarebbe vanificato per cui chiedo ai lettori, a quelli che pensano come me che il giornale debba continuare ad esistere , unica voce italiana nel mondo arabo, di abbonarsi, di sostenerci, di darci per quelli che possono farlo, pubblicità. Solo cosi' il giornale potrà proseguire la sua azione ed essere la voce di tutti voi. Da parte nostra ci impegnamo a proseguire le nostre pubblicazioni e ringrazio tutti coloro che collaborano all'elaborazione del giornale. Anche per loro la passione per il Corriere è più forte della ragione.

Fra un mese progettiamo di fare un incontro pubblico al Corriere nella sua storica sede che sarà anche l'occasione di dibattere insieme sull'avvenire della testata. Ricordo che il giornale ha anche un sito web, oltre alla versione cartacea ed una pagina su facebook (per ringiovanirsi un po'!) diretta da un nostro collaboratore. Ve ne informeremo sul prossimo numero. Sabato 29 settembre Art-Libris farà una commemorazione di Elia alla quale spero assisterete numerosi. Prima di concludere vorrei dare una breve biografia del nostro tanto amato Direttore:

Elia Finzi è nato a Tunisi nel lontano '23 ha vissuto il fascismo, il crack del '29, le leggi razziali del '38, il colonialismo francese, le prime formazioni democratiche a Tunisi, la guerra, la Liberazione, il difficile dopoguerra, le vessazioni subite dagli italiani dal '43 in Tunisia dalle autorità del protettorato francese, la scomparsa delle scuole, dei giornali e di tutte le istituzioni italiane, la partenza di amici e compagni, la lotta per l'indipendenza, l'indipendenza e la costruzione dello stato tunisino dopo la deposizione del Bey. E con questa il primo numero del Corriere di Tunisi (1956) con un gruppo di democratici italiani tra cui spiccavano gli ormai scomparsi Pasotti, Barresi e Sapelli, negli anni '60 ha assistito all'esodo massiccio degli italiani e da lì il suo impegno a favore della legge profughi che avrebbe permesso a migliaia di italiani di trovare una sistemazione in Italia seppur passando dalla terribile esperienza dei campi profughi. Membro attivo e fondatore del Comitato di Coordinamento degli italiani di Tunisia, del Coemit e poi del Comites, della Federeuropa e della Fusie , ha inoltre dagli anni '60 sempre avuto parte attiva nella vita associativa degli italiani di Tunisia (CIT, Dante Alighieri, Camera di Commercio, SIA, Aurora…). Credeva nell'associazionismo ed in tutti gli organi di rappresentanza degli italiani nel mondo che secondo lui ma anche per noi erano e sono la garanzia di una democrazia. Difensore del diritto di voto per gli italiani all'estero egli ha sempre pensato che questi avrebbero fortificato le istanze democratiche del paese e mai minacciate.

E' scomparso domenica 16 settembre mentre stava pranzando con la sua compagna da sessant'anni, Lea. Lascia al Corriere, a sua moglie, a suo figlio Claudio, ai suoi nipoti tutti, ai suoi amici e compagni un grande vuoto. A tutti quelli che ci hanno scritto, telefonato e che sono venuti a trovarci un sentito (per utilizzare le parole che tanto ci facevano sorridere di Elia) grazie!

Silvia Finzi


Nota – In DOSSIER sono riportate in pdf molte delle testimonianze pervenute così come pubblicate



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