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  In Tunisia
 787 - ATTENTATO IN TUNISIA

 

LA STRAGE POTEVA ESSERE EVITATA

 

Lo scorso 19 febbraio, la Farnesina, attraverso il sito viaggiaresicuri.it, ha diffuso una nota molto chiara e dettagliata in merito alle precauzioni da prendere in caso di viaggio in Tunisia.  Le misure previste avrebbero probabilmente potuto scongiurare, o almeno rendere meno sanguinoso, l’attentato del 18 marzo scorso.

Il documento, in particolare, consiglia di “evitare assembramenti di qualsiasi natura, a Tunisi e nelle altre località”, dopo aver raccomandato chiaramente di “osservare le opportune misure di vigilanza nella frequentazione di luoghi pubblici (quali, ad esempio, centri commerciali, mercati all’aperto, stazioni ferroviarie e mezzi di trasporto in comune)”.  Volendo dare un’interpretazione neppure tanto stringente di queste note, dunque, sembrerebbe abbastanza chiara la scarsa attenzione per la salvaguardia dei passeggeri da parte delle compagnie turistiche e della stessa Costa Crociere, già messa in grandissimo imbarazzo dalla tristemente nota vicenda del Giglio.

Stando agli oramai corposi e dettagliati racconti di cronaca, infatti, i turisti feriti e trucidati nell’attentato all’interno del Museo Bardo, avrebbero svolto proprio quel tipo di attività accuratamente ed opportunamente sconsigliate dalla Farnesina. Il bagno di sangue, dunque, sarebbe potuto essere probabilmente scongiurato osservando qualche precauzione o almeno informando con dovizia di particolari i passeggeri, che stando ai primi racconti forniti non erano stati minimamente avvertiti degli eventuali pericoli che avrebbero corso frequentando, dopo essersi raccolti in folti gruppi, luoghi pubblici come lo stesso museo.

In tal senso, i risarcimenti dovuti ai feriti ed ai congiunti delle vittime, potrebbero essere ingenti e provocare a Costa altre notti insonni fatte di rivendicazioni e patteggiamenti.

Secondo l’Avvocato Alessandra Bellanca, Responsabile deldipartimento MENA (Middle East and North Africa) dello Studio Legale Internazionale Giambrone, potrebbero esserci delle responsabilità da parte di tour operator e Costa Crociere, che potrebbero emergere in maniera più o meno evidente e portare quindi a relative ( e giuste ) istanze di risarcimento da parte di feriti e congiunti delle vittime. Ovviamente è necessario precisare che sbilanciarsi adesso parlando di responsabilità e co-responsabilità certe sarebbe avventato e prematuro, considerando anche che la responsabilità più grave e criminale è di sicuro quella dei terroristi. Tuttavia i feriti ed i parenti delle vittime dovranno essere equamente risarciti per il danno fisico e morale subito e, nei prossimi mesi, si dovrà per forza capire da chi ed in che misura.

Inoltre, le possibili azioni risarcitorie potrebbero essere di raggio ancora più ampio, ricadendo non esclusivamente su Costa Crociere e i tour operator coinvolti, ma anche sullo Stato tunisino, in quanto dimostratosi non in grado di garantire le dovute condizioni di sicurezza presso il Museo del Bardo e nelle centralissime zone circostanti.

In tal senso l’avvertimento della Farnesina, potrebbe considerarsi un elemento fondamentale, indicando con molta precisione gli accorgimenti che si sarebbero dovuti tenere. Sebbene infatti determinati avvertimenti siano generati da un eccesso di precauzione, in questo momento storico così particolare, dovrebbero  certamente essere tenuti in serissima considerazione. Importanti società, come la Costa Crociere, non possono assolutamente mostrarsi superficiali e poco accorte nella tutela dei propri passeggeri.

In merito all’interrogativo riguardante la non opportunità nell’organizzare il tour al Museo del Bardo, fornire una risposta del tutto negativa sarebbe oggi  probabilmente un po’ troppo facile. Ma anche prima dell’attentato, ribadisce l’Avvocato Bellanca, una multinazionale che vive di turismo, come Costa Crociere, soprattutto dopo i tristemente noti fatti del Giglio, non può permettersi di essere poco accorta nel fornire ogni tutela possibile ai propri passeggeri/clienti.

Ammettendo che ci sia stata sul serio negligenza da parte di Costa, dei tour operator nell’organizzare e dello Stato tunisino, la gita al Museo Bardo, la causa di tale negligenza potrebbe essere non facilmente individuabile. Tuttavia, è noto che tali escursioni sono quasi sempre opzionali e quindi pagate come extra dai turisti e, a tal proposito, sarebbe stato ancor più doveroso, anche moralmente, informare in maniera chiara e disinteressata i fruitori degli eventuali rischi che avrebbero potuto correre. Gli assembramenti di turisti, difatti, sono bersagli ideali da diversi punti di vista, in quanto colpendoli  si permette di lanciare il messaggio che gli occidentali non siano  più  al sicuro, e ciò costituisce senza alcun dubbio un importante risultato per coloro i quali mirano ad attuare azioni di stampo terroristico. Per tale ragione,  organizzare visite di gruppo in luoghi pubblici affollati potrebbe rappresentare una facilitazione fornita ad essi nell’attuazione dei loro atti criminali.

L’Avvocato Bellanca, tuttavia, intende precisare che, a seguito degli avvenimenti della scorsa settimana, considerare la Tunisia un paese non sicuro rappresenterebbe un messaggio semplicistico e fuorviante, considerato che «prima dei Paesi sicuri e non sicuri esistono i comportamenti sicuri e non sicuri». E’ naturale che, oggi, occorrano molte più precauzioni quando si visitano determinate località con tour organizzati ed in generale quando ci si reca in luoghi pubblici come Piazza del Bardo, a due passi dal Parlamento tunisino. In tal senso basterebbe seguire le indicazioni fornite dalla Farnesina e viaggiare conoscendo un minimo il posto che si vuol visitare, trovando il modo per viverlo nella maniera più sicura. Ma in tal senso, ribadisce l’Avv. Bellanca, il ruolo dei tour operator e delle compagnie come Costa è fondamentale per tutelare ed indirizzare i turisti e ripararli da rischi che possono comunque essere calcolati e quindi evitati.

 

Giambrone - Studio Legale Internazionale

 

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