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  In Tunisia
 782 - ELEZIONI IN TUNISIA

 

Una giornata in un seggio elettorale alla periferia di Tunisi

Alle 2 di mattina  del 26 ottobre, giorno delle elezioni,  non avevo ancora ottenuto il mio accreditamento per essere osservatrice di lista in un seggio della periferia  popolare di Tunisi e fino a poche ore prima della sua apertura non si sapeva ancora se avremmo si o no ottenuto la nostra carta d’accesso. Alle 3 di mattina abbiamo ottenuto le carte dall’ISIE (Instance Supérieure Indépendante pour les Élections) e  ho potuto ritirarla solo alle 5 di mattina.

Alle 6 eravamo già nei diversi seggi, un po’ per evitare il monopolio delle presenze di un solo partito, constatato durante le elezioni del 2011.

Nella scuola dov’ero,  7 sale erano state trasformate in seggi elettorali.

Con un po’ di ritardo rispetto all’orario previsto (si poteva votare dalle 7 alle 18) le porte sono state aperte agli elettori.  Il direttore del seggio elettorale, affabile e sorridente, era del partito Ennadha. Vestito a festa, rasato di fresco malgrado si profilasse sul suo viso la barba al taglio curato degli islamisti, sembrava un giovane  e dinamico dirigente.

Nel mio seggio, alcuni osservatori di lista  e di associazioni della società civile e i quattro rappresentanti dell’ISIE  .

All’apertura già molti elettori in fila ed alle 12 metà dell’elettorato aveva già votato. Il pomeriggio è stato piuttosto calmo con un’affluenza nettamente inferiore a quella avuta la mattina. Tutti vigili nelle varie sale dove gli osservatori si erano sparsi. Nella mia aula la cortesia del mio direttore di seggio lo spingeva ad accompagnare le persone anziane nell’urna e se non fosse stato per il richiamo rumoroso degli osservatori, probabilmente, in nome della generosità, molti anziani esitanti avrebbero  scelto simboli diversi.

Alle 18 i seggi sono stati chiusi. Nella mia aula su 567 iscritti, 458 hanno votato, di cui 300 per Nidaa Tunes (L’appello per la Tunisia) il partito diretto da Beji Caid Essebsi  contro 67 per gli islamisti.Pochi voti sparsi per le altre formazioni politiche.

Se non in tutte le circoscrizioni in quasi tutte, i risultati ancora non definitivi (lo saranno  mercoledi  29 ottobre) danno il Partito laico Nidaa Tunes vincitore delle elezioni parlamentari  in cui devono essere eletti  217 deputati. Rimane Ennadha la seconda forza politica del paese. Tra i piccoli partiti che hanno concorso alle elezioni, un posto minore ma che potrebbe avere un ruolo importante in termini di alleanze politiche è quello del Fronte popolare che avrà tra i suoi eletti al Parlamento la moglie del  defunto deputato Brahmi, che dopo Chokri Belaïd, è stato ucciso nel 2012 (crimine ad oggi impunito)il giorno della festa della Repubblica tunisina (25 luglio).

Un commento di queste elezioni e chi si è presentato alle urne?

Pochi i giovani molte le donne: i giovani in larga maggioranza si sono astenuti e hanno quasi disertato i seggi elettorali come se queste elezioni non fossero le loro mentre le donne e sopratutto quelle oltre i trenta anni sono venute in massa a votare. Il loro ruolo è stato fondamentale per invertire la tendenza che dava gli islamisti futuri vincitori delle elezioni.

Tre anni di malgoverno, di corruzione generalizzata, di instabilità economica e securitaria, di degrado dell’ambiente e di utilizzo della fede in termini di affermazione politico-identitaria , di paura delle donne di perdere i loro diritti, hanno contribuito notevolmente  a far si’ che i tunisini non si riconoscessero più nel loro paese e che con il loro voto ai laici, volessero esprimere non tanto di essere realmente dei laici quanto di non accettare più la manipolazione della loro fede a fini politici. Ha vinto quindi la tendenza riformista e modernista che già dall’800 era fortemente presente nel paese. Ha vinto anche l’apertura della Tunisia al mondo Mediterraneo che è da sempre nel suo dna.

Rimane pero’ l’incognita dei giovani, specie di coloro che vedono il loro avvenire marcato dalla precarietà, dalla pauperizzazione e dalla marginalizzazione. Sono i delusi della rivoluzione e come tali facilmente manipolabili.

Altra incognita saranno le future alleanze politiche: con chi Nidaa cercherà di allearsi per governare il paese, con chi e come? Con gli islamisti o con gli altri partiti laici?

Sarà un gioco politico non facile e che rischia di deludere molti elettori.

La gente ha votato scegliendo il voto utile (slogan politico di Nidaa), rifiutando il rischio  dello spreco dei voti come era successo nelle passate elezioni. Chi era contro Ennadha anche se non in accordo con la linea politica ed economica di Nidaa  ha preferito votarli piuttosto che rischiare di avere un panoramo politico frantumato in cui gli islamisti  avrebbero avuto  forse una maggioranza. Voto comprensibile dunque ma visto che la bipolarità non è stata scelta come modello costituzionale e che vige la legge della proporzionalità pura, le più piccole formazioni politiche di matrice laico-democratica ne sono rimaste escluse, creando un gran vuoto nell’ala di centro sinistra il che rischia di costringere Nidaa a compromessi con gli islamisti. 

Un partito nuovo e vecchio  composto da vecchi burghibiani come Essebsi, il suo Presidente ma anche di sindacalisti o ex-sindacalisti come il suo segretario Taieb Bacouche, o di ex comunisti usciti dal partito Ettadjid (oggi Al Massar) di economisti come  Mahmoud Ben Romdhane (ex Al  Massar) di Khemaïs Ksila (un ex del Forum democratico per le libertà)  di ex desturiani ecc.  che aderiscono all’appello all’unione lanciato da Essebsi il 20 giugno 2012. Nidaa Tounes diventa partito politico nel luglio del 2012.

Il mese prossimo ci saranno le elezioni presidenziali : Essebsi si presenta alle urne. Sarà una conferma del voto dei tunisini alle parlamentari? Sono 27 le candidature afficialmente accettate dall’Istanza  superiore indipendente per le elezioni (ISIE).

 

Silvia Finzi

 

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