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 772 - IL MANCATO ACCORDO SUL NOME DEL FUTURO PREMIER RITARDA IL DIALOGO NAZIONALE

 

IL MANCATO ACCORDO SUL NOME DEL FUTURO PREMIER RITARDA IL DIALOGO NAZIONALE

Come previsto dalle disposizioni della tabella di marcia del “quartetto” degli sponsor per il Dialogo nazionale, i soggetti impegnati nei colloqui avrebbero dovuto accordarsi sul nome del successore di Ali Laârayedh, in qualità di Primo Ministro del Paese, prima della data odierna. Ad oggi, invece, le discussioni politiche interne riguardanti il  “toto nome” per chi sarà il futuro premier della Tunisia, risultano essere ancora in corso presso il Ministero dei Diritti umani e della Giustizia,  vedendo coinvolti tutti i rappresentanti del quartetto e quelli dei partiti politici che partecipano al Dialogo nazionale.

Il perdurare delle discussioni sul nome del candidato ideale, adatto a ricoprire il ruolo di  nuovo premier tunisino, sembra così non precludere la possibilità di rinviare di almeno 36 ore l’annuncio del prescelto o, addirittura, la possibilità di arrivare alla scelta di nessun nuovo Capo del governo, nonostante il lavoro della commissione appositamente istituita stia continuando.

In questo contesto, il segretario generale del Partito dei Lavoratori, Hamma Hammami, ha apertamente ammesso la necessità che una decisione venga presa entro la giornata di oggi, sostenendo che, nel caso di mancato accordo, tutte le parti coinvolte dovranno poi assumersi le proprie responsabilità nei confronti del popolo tunisino.

Secondo Maya Jribi, Segretario generale di Al Joumhouri, i due candidati in lizza (Ahmed Mestiri e Mohamed Ennaceur) avrebbero le stesse possibilità di vincere, essendo sostenuti a pari merito da partiti interni al dialogo nazionale: Al Jouhmouri, Ettakattol e Ennahda sosterrebbero, infatti, la candidatura a premier di Ahmed Mestiri; mentre il Fronte Popolare, Nidaa Tounes e Al Massar, sarebbero per Mohamed Ennaceur.

In questa delicata situazione politica, il leader del Fronte Popolare, Hamma Hammami ha detto ai microfoni di radio Mosaique FM che tale blocco che caratterizza il Dialogo nazionale sull’identità del nuovo Capo del governo starebbe inviando un messaggio molto negativo alla popolazione.

Secondo Hammami, infatti, l’attaccamento dei vari partiti ai due candidati dovrebbe lasciare spazio alla volontà di prendere una decisione di comune accordo, nel rispetto della tabella di marcia prefissata, cercando di evitare situazioni di stallo.

“Una soluzione – dice Hammami – potrebbe essere quella di orientarsi verso la nomina di un premier e di un suo vice, di modo da mettere d’accordo tutte le parti politiche.”

Seppur presa in considerazione ed esaminata nelle ultime ore, i partiti politici (Ennahda in primis) continuano a portare avanti la candidatura di Ahmed Mestiri, per cui vengono accusati dai sostenitori di Ennaceur di voler piazzare a capo del governo una specie di robot da poter manipolare a loro piacimento.

Proprio per questo Hammami ha sottolineato che il primo ministro non avrebbe soltanto una funzione simbolica, ma che debba invece essere in grado soprattutto di sopportare un carico di lavoro pesante, cosa che potrebbe risultare difficile da fare in totale autonomia per un uomo di 88 anni, qual è Mestiri.

In risposta alle dichiarazioni rilasciate da Hamadi Jebali, Segretario generale di Ennahda, il quale ha accusato i partiti sostenitori di Ennaceur di accettare che un uomo di 87 anni possa rivestire il ruolo di Presidente della Repubblica per i prossimi cinque anni (in riferimento alla candidatura di Béji Caïd Essebsi) mentre rifiutano che Mestiri faccia il premier per soli 6 mesi, Hammami ha dichiarato che Ennahda starebbe utilizzando il sostegno alla candidatura di Mestiri per “lasciare il potere dalla porta e tornare a riprenderselo dalla finestra”, accusando così il partito islamista moderato di voler giocare il ruolo di futuro burattinaio della scena politica nazionale.

Mentre le consultazioni continuano ad essere in atto, in un’intervista rilasciata oggi da Jebali al quotidiano El Chourouk, il Segretario generale del movimento Ennahda ed ex Primo ministro ha apertamente dichiarato che le dimissioni del governo attuale non avranno luogo entro tre settimane come era stato indicato nella tabella di marcia del “quartetto”.

Nel frattempo Houcine Abassi, Segretario generale dell’Ugtt e portavoce del Dialogo nazionale, avrebbe annunciato che, col prolungamento di 36 ore delle discussioni in seno alla commissione, il nuovo termine per la scelta del capo del governo è stato ufficialmente fissato per lunedì 4 novembre a mezzogiorno.

 

Esmehen Hassen

Mentre andiamo in stampa Houcine Abbassi annuncia la situazione di stallo. “Il dialogo nazionale è bloccato”.  Continuano pertanto le negoziazioni tra le parti. Non ci resta quindi che attendere e sperare in una proficua e positiva ripresa delle consultazioni e soprattutto che si decida per il bene della Tunisia e dei tunisini.

 

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