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  Dossier
 764 - LINGUA E LA CULTURA ITALIANA ALL’ESTERO

 

L’iniziativa di promuovere una giornata sulla lingua e la cultura italiana all’estero è stata presa durante una delle ultime riunioni del Circolo PD “Maurizio Valenzi”.

Dibattendo sulla visibilità della nostra comunità in Tunisia, ci siamo resi conto che le azioni promosse nell’ultimo periodo a vari livelli, non sembrano avere sortito gli effetti sperati. Il nostro Circolo conta una presenza importante di operatori nella diffusione della cultura e della lingua italiana: l’esperienza diretta acquisita permette loro di affermare che l’approccio adottato – constatato un declino dell’italiano come lingua straniera a partire dai Licei fino agli Istituti Universitari – necessita di un’urgente ripensamento.

La preoccupazione è condivisibile. L’italiano è una lingua che in Tunisia significa prossimità con un paese con il quale legami storici e culturali hanno prodotto negli scorsi decenni un’importante sviluppo delle relazioni commerciali e di partenariato economico e produttivo. Ne consegue che il diminuito interesse per la nostra lingua in Tunisia è la spia di una perdita di visibilità dell’azione dell’Italia. Certamente la congiuntura è difficile: la quantità e la qualità  delle attività di promozione linguistica e culturale risentono delle stretta nei finanziamenti dovuta alla crisi in corso. Tuttavia, non sembra che le lingue di altri paesi in situazioni economiche simili alla nostra – per citarne una, lo Spagnolo – abbiano avuto nella Tunisia attuale una crisi di “popolarità” pari all’Italiano ….

Un altro aspetto che merita una riflessione approfondita ed un piano d’azione immediato è l’insegnamento dell’Italiano ai discendenti degli Italiani in Tunisia. Questi risultano completamente abbandonati a loro stessi, esclusi da ogni possibilità d’integrazione culturale con i più fortunati compatrioti giunti in Tunisia recentemente. La marginalizzazione ha un motivo eminentemente economico: semplicemente,  essi non possono permettersi d’iscrivere i figli alla locale Scuola Italiana per seguirne i corsi impartiti nel regolare anno scolastico né – in alternativa – per partecipare ai corsi extrascolastici riservati ai cittadini italiani, attivati sulla base della Legge n° 153 del 3 Marzo 1971.

Bisogna quindi rassegnarsi? Crediamo che delle soluzioni siano possibili, mettendo in atto delle iniziative per federare tutti gli operatori culturali italiani in Tunisia – siano essi istituzionali, privati o attori della società civile.

E’ necessario rinnovare l’offerta culturale e abbandonare un certo modo di proporre l’Italiano –ancora imprigionato nella sua gloriosa icona di lingua dell’arte e della musica. In questo paese, i  giovani ed i giovanissimi – che siano tunisini o italiani di antica discendenza -  hanno bisogno di una proposta fresca, per apprendere ed usare una lingua che sia veicolo di promozione sociale e  crescita  professionale oltre che di arricchimento culturale.

La nostra iniziativa vuole quindi aprire una riflessione e proporre delle soluzioni per definire in tempi brevi una strategia d’azione per dare alla lingua ed alla cultura italiana un nuovo posizionamento nel panorama dell’offerta culturale tunisina.

 

Antonino Trimarchi

Segr. Circolo PD “Maurizio Valenzi”

 

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