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  In Tunisia
 763 - LA TUNISIA DEL 23 OTTOBRE

 

Il 23 ottobre 2011 la Tunisia del dopo Ben Ali è andata alle urne per scegliere quell’Assemblea Costituente che avrebbe dovuto, alla scadenza di un anno, redigere una nuova costituzione. Oltre 7 milioni di cittadini hanno votato ed hanno mostrato con fierezza il dito macchiato d’inchiostro. Ma un anno è passato, il mandato è in teoria terminato, e la Costituzione è ancora in fieri.

In questo 23 ottobre 2012, in un martedi coperto da un cielo a tratti nuvoloso a tratti soleggiato, quasi riflesso dei  diversi stati d’animo, nel palazzo del Bardo il presidente Marzouki, il capo del governo Jebali ed il presidente dell’ANC Ben Jaafar  hanno presenziato alla cerimonia di “glorificazione” dell’operato del governo richiamando la società civile alla conciliazione ed i partiti politici all’assunzione delle proprie responsabilità politiche.. Grande assente l’opposizione che ha preferito boicottare la celebrazione di questo governo provvisorio che non ritiene ormai legittimato a continuare il suo mandato.

Lo chaab, il popolo, ha manifestato davanti la sede dell’Assemblea Costituente e nel centro della capitale.

Correnti opposte sono scese in strada.

In centinaia hanno scandito slogan contro il governo e contro la troika rei di non aver rispettato  le scadenze e di aver deluso le aspettative, ma anche  di aver permesso l’insorgere della violenza politica; mentre altri, in apparenza meno numerosi ma meglio organizzati,  hanno sostenuto il governo ed il partito al potere Ennahda.

Il 23 ottobre era, come già detto, l’ultimo giorno concesso, almeno ufficialmente, all'Assemblea per elaborare il testo della Costituzione.

Nei giorni precedenti,  sotto la pressione dell’avvicinarsi del 23 la coalizione al potere ha annunciato  il consenso raggiunto sul regime politico del paese: si opterà per un sistema misto con un presidente eletto a suffragio universale, solo garante di un contropotere rispetto all’Assemblea.

Allo stesso tempo ha proposto  la data del 23 giugno 2013 per le elezioni legislative e per il  primo turno delle presidenziali, con secondo turno il 7 luglio 2013.

Dopo lo sciopero dei giornalisti (17 ottobre) lo stesso governo ha deciso di attivare i decreti 115 (liberta' di informazione e protezione delle fonti) e 116 (creazione di un'autorita' indipendente per la libera circolazione delle notizie per radio e televisioni) sulla liberta' di stampa varati nel 2011 e mai entrati in vigore.

Dal 22 novembre 2011, data d’inizio dei suoi lavori, l’ANC ha tentato di rispondere alle necessità della nuova Tunisia, si è occupata delle istituzioni statatli, dell’organizzazione provvisoria dei poteri , dell’ elezione del Capo dello Stato, della composizione del governo, del budget dello Stat e anche  del rendimento dello governo.

Ha continuato a discutere certo sul progetto della Costituzione, reale priorità per la maggioranza degli eletti, ma sembra ad oggi ancora lontana dal testo definitivo e soprattutto dalle prossime elezioni.

Non sarà certo semplice continuare a lavorare in un tale clima di incertezza e tensione.

Non è nostro compito giudicare l’operato del governo o la sua legittimità, cio’ che ci è concesso è tuttavia riconoscerne le falle e le lacune.

Ci chiediamo come e dove rintracciare il rispetto della volontà del popolo oltre che la garanzia dei diritti e delle libertà di ognuno, “temiamo” ed ugualmente auspichiamo ad una reale  presa di coscienza di tutte le componenti della società civile (e non solo della ristretta elite di intellettuali) augurandoci di  conoscere nuovamente una Tunisia libera, laica ed indipendente.

 

 

 

 

 

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