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 751 - FILOSOFIA PER VIAGGIARE

 

Il viaggio fornisce l’occasione per dilatare i cinque sensi: sentire e comprendere in modo più profondo, guardare e vedere in modo più intenso, assaporare e toccare con maggiore attenzione. Teso e pronto a nuove esperienze, il corpo in subbuglio registra più dati rispetto al consueto...

Il viaggio non è solo lo spostamento fisico  in un territorio, ma soprattutto un momento di acquisizione.  Solitamente quando si pensa ad un viaggio si pensa ad un percorso reale che ha un proprio punto di partenza ed una propria destinazione. Ma non solo, è l’occasione per misurarci con altre culture e con le differenti manifestazioni della  natura per scoprirne i segreti più intimi.

Per far questo credo sia necessario che il corpo venga guidato dalla mente senza timore  di allargare i “propri confini”. 

Il deserto

1 Il Sahara è un luogo assoluto in cui il trionfo della natura è totale, un luogo in cui la distanza tra l’”universo” e l’uomo è più vicina che altrove. Il Sahara è come un tempio in cui è indispensabile raccogliere il proprio spirito per aprirlo a nuovi orizzonti. Il deserto è un luogo in cui  molti uomini, viaggiatori, poeti e mistici hanno cercato l’ispirazione  per la ricerca del senso della vita.

Il viaggio

2 Il viaggio è una occasione per costruirsi come uomini migliori, per conoscere le cose del mondo, non solo per i bellissimi paesaggi e straordinari popoli che si incontrano, ma attraverso la scoperta di culture altre con le quali in un leale confronto diventano indispensabili per conoscere meglio se stessi per esplorare i propri deserti interiori

La scuola

3 Il viaggio è una scuola di umanità dove si viene a contatto con popoli e culture lontane dalla propria,  dove è possibile acquisire gli strumenti per capire e combattere la bestia del razzismo. Il razzismo  è un sentimento insito in ogni uomo, è una forma primordiale di difesa latente in ogni essere umano stanziale. Sembra direttamente connesso con il dominio territoriale degli animali, condizione umana pre evolutiva Il razzismo è una reazione di paura dovuta all’ignoranza

I percorsi

4 Il viaggiatore  attraversa stati, nazioni e paesi, culture e religioni, la magia e le tradizioni popolari dei luoghi esplorati; e se pur affascinato, deve possibilmente rimanere saldo sui  propri principi, la propria identità la propria religione.  Se invece è preso dalle vertigini delle fascinazioni di altre culture e religioni e se la sua preparazione lo consente può volontariamente perdersi su piste misteriose. Saranno allora solo i principi di un etica basata sulla lealtà sulla generosità comportamentale le marce forti che gli indicheranno il percorso giusto.

Maturità

5 Il viaggiatore deve diffondere le sue esperienze e conoscenze, deve contribuire alla diffusione  del sapere, dell’ambiente e del  popolo che ha incontrato nei suoi viaggi, senza luoghi comuni, senza distorcere la verità con il più grande rispetto, nella più assoluta obbiettività, senza toni di dispregio ma in enfasi di fratellanza.  Ogni forma conflittuale può solo acerbare gli animi. Ogni senso di superiorità, anche il più piccolo distorce la verità  ed è segno di immaturità.

La natura

6 La natura è  per il viaggiatore il tangibile reale dell’emanazione divina, la contemplazione delle sue manifestazioni, può essere una chiave che apre le porte del soprannaturale. In un seme apparentemente inattivo c’è l’architettura di tutto l’albero, il progetto di riproduzione perenne, le caratteristiche geniali, tutte inserite in un piccolo guscio. In un alba sahariana c’è il risveglio del mondo. In una gazzella il guizzo nervoso di uno sguardo in cui vi si legge la sua fragile eternità. La natura è la madre di tutti, onoriamola non permettiamone la distruzione. Ognuno nelle sue capacità.  

Gli animali

7 Il viaggiatore ama la natura, cerca nei suoi percorsi l’ipnosi nei grandiosi paesaggi, si commuove della fatica di un insetto notturno alla ricerca di una goccia di rugiada, resta stupefatto degli intricati disegni dello scarabeo creati  dalle sue orme lasciate sulla sabbia. Ogni animale anche il più insignificante ha un DNA simile a quello di uomo la differenza è minima, dal punto di  vista divino forse è insignificante.

La corporazione

8 Considerare il nostro status di viaggiatori come momento e motore di sviluppo, sempre teso al miglioramento individuale, considerare la nostra libera compagine di viaggiatori come corporazione di fratellanza, di lealtà di aiuto reciproco di solidarietà con gli aderenti e con gli uomini di tutto il mondo senza distinzione di cultura e di religione .

Etica comportamentale:

9 E’ necessario per il viaggiatore, così come è inteso nella essenza di questo decalogo la diffusione di  un codice comportamentale di alta moralità e di attenzione sia verso vecchi o nuovi  amici della compagine. La prima regola è la pulizia totale da ogni forma conflittuale, anzi, lo sviluppo della solidarietà deve essere posto come base al sentimento che costituisce nell’animo di ogni viaggiatore  quel senso di orgogliosa appartenenza ad una nobile nicchia di uomini e donne impegnati a capire profondamente le cose del mondo.

I riferimenti

10 Tutti possono essere viaggiatori, ognuno si porterà nei suoi viaggi la cultura, l’esperienza e la sensibilità che possiede. Tutti possono migliorarsi. Lo scopo di questo decalogo solo apparentemente improbabile è di indicare la pista  entro la quale sono state tracciate le balise, i riferimenti, per non smarrirsi in quei difficili percorsi in cui nessun satellitare  ci può essere d’aiuto.

 

Marino Alberto Zecchini

 

 

 

Tunisia del Sud                                   Kenia Nord

 

 

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