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  Cultura
 744-747 - PROTAGONISTE DIMENTICATE A MIRADOLO
 

 

       

   note di cultura mediterranea

 

   a cura di Franca Giusti

  

    « è sul margine di una pagina d’altri che ci si  annota »

    [Delfino Maria Rosso in  www.gliannidicarta.it ]

 

 

PROTAGONISTE DIMENTICATE A MIRADOLO

 

Esporre semplicemente una bandiera dal balcone non è sufficiente a ricordare il risorgimento, a capire le ragioni che incoraggiarono uomini e donne ad unirsi in un unico ideale.

Visitare le numerose mostre e gli allestimenti che Torino propone in occasione del 150esimo dell’Unificazione del Paese può aiutare a comprendere le ragioni storiche che coinvolsero non solo gli uomini ma anche le donne del Risorgimento

ed il significato di quella bandiera sventolante.

Edito dall’Ananke, a firma di Bruna Bertolo un omaggio alle eroine invisibili della seconda metà dell’800 italiano, tra queste Giulia Molino Colombini che abitò il castello di Miradolo, nei pressi di Pinerolo, in provincia di Torino. A lei ed alle protagoniste dimenticate del risorgimento è dedicata la mostra pittorica che vede allestite le sale del castello di miradolo fino a fine giugno.

Dopo decenni di incuria e abbandono, il castello è attualmente oggetto di un imponente progetto di restauro, condotto da un gruppo di privati con la volontà di restituire al pinerolese un complesso architettonico fortemente sentito.

Un pian terreno dedicato alle conferenze, il primo piano con sette sale espositive, la caffetteria, un bookshop e l’aula didattica, le serre, il cortile interno ed il parco con alberi ad alto fusto tra cui una Sequoia ed un Ginkgo Biloba di quasi cinque metri d’altezza, un Tassodio, un Liriodendro, un Cedro del Libano, un Tassodio, un Platano ed una Quercia americana.

Gli interventi di recupero ne hanno permesso la riapertura al pubblico nell’ottobre del 2008 come sede delle attività della Fondazione Cosso e proseguono per riproporre l’edificio come sede di quel “cenacolo culturale” che animava il castello nella prima metà del Novecento, grazie alla volontà e vivacità intellettuale della contessa Sofia Cacherano di Bricherasio.

La mostra, ormai in chiusura, ha ricostruito e sintetizzato l’attività di donne protagoniste del Risorgimento e approfondito alcuni aspetti quasi mai considerati della vita muliebre, rapporti personali e sociali, in famiglia e nella società, nelle cospirazioni carbonare e nell’attività politica, nell’istruzione e nell’assistenza, nei salotti e nel dibattito culturale e politico.

“Oltre la mostra” è il titolo del ciclo di conferenze a corredo della mostra in cui sono intervenuti tra gli altri,

Massimo Salvadori, Professore emerito dell’Università di Torino, ordinario di Storia delle Dottrine Politiche, già Vi siting Professor alla Columbia University e alla Harvard University e editorialista de “La Repubblica”.

Giulia Molino Colombini è l’ideale protagonista di un racconto che segue le tappe più significative della sua vita. Donna eclettica dai molti interessi che spazia dalla letteratura alla poesia, dall’impegno civile all’educazione, legata a doppio filo con Miradolo e con la provincia torinese e dotata di forza e capacità che l’hanno portata agli onori della ribalta nazionale ed interpreta, in un allestimento multimediale

(curato da Maurizio Fedele e Roberto Galimberti) le passioni, i dubbi, il coraggio e le speranze di tante donne protagoniste della mostra, le cui vicende sembravano essersi smarrite nel tempo.

Situato all’imbocco della Val Chisone, costituito da una parte nobiliare e da una parte rustica, il cui impianto risale al XVII e XVIII secolo e ridisegnato e ampliato nella seconda metà dell’Ottocento, il castello di Miradolo è ricordato come una “cassina”, una semplice cascina.

I Macello, pur non possedendo alcun feudo, erano i maggiori proprietari del territorio. Giovanni Battista Macello cambiò il nome della propria famiglia da Macello in Massel e successivamente ampliò i propri possedimenti, acquistando il Marchesato di Caresana.

Nel 1866 la Marchesa Teresa Massel sposò Luigi dei Conti Cacherano di Bricherasio, il quale come dono di nozze alla sposa, fece ristrutturare l’antica e rustica “cassina” di campagna, trasformandola in residenza nobiliare di gusto neogotico, riconoscibile tutt’oggi. Dalle nozze di Teresa e Luigi nacquero Sofia ed Emanuele. Quest’ultimo, morto prematuramente nel 1904, fu tra i soci fondatori della FIAT.

 

 

Il Conte di Bricherasio firma la fondazione della Fiat

 

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