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 680 - ITALIA : SANTA DOMENICA TALAO

 

Un piccolo borgo della Calabria settentrionale, in provincia di Cosenza, ricco di  storia e di tradizione. Situato su una collina a 300 metri sul livello del mare, è un ottimo rifugio per chi cerca riparo dai ritmi frenetici delle città, per chi ha voglia di atmosfera genuina ed accogliente che purtroppo, ormai, solo i piccoli paesi possono offrire.

Il paese incominciò a formarsi agli inizi del ‘600, ma già nel secolo XIV i fondatori della zona vi si recavano d’estate per beneficiare del fresco delle colline, in una torre intorno alla quale sorgevano modeste abitazioni di pastori e una cappella soggetta alla chiesa di Santa Maria di Episcopio di Scalea e dedicata aSanta Domenica. Per volere del Principe Ettore Maria Spinelli di Scalea nel 1625 sorse il Casale, che poi divenne Municipio autonomo.

 Si svilupparono così le attività agricole ed il commercio; crebbe la popolazione e il tenore di vita raggiunse notevoli livelli. Molte famiglie del Casale di Santa Domenica Talao rivestivano cariche importanti nel Regno di Napoli ed il paese ne trasse indubbi vantaggi: vennero edificati numerosi palazzi padronali, di cui restano ancora gli artistici portali in pietra locale. Il Palazzo Campagna, ad esempio, con il suo maestoso portale bugnato è quello meglio conservato: il loggiato è ad archi a tutto sesto e la facciata è ornata da mascheroni e tasselli a forma di sirene.

Il paese si espanse intorno alla chiesa di San Giuseppe che intorno al 1700 era stata elevata ad Arcipretura. Le notevoli decorazioni a stucco ne fecero un modello molto ammirato di architettura religiosa. Oggi nell’abside si conserva il coro ligneo a 19 stalli, risalenti al 1774, e si può ammirare ancora, fra le altre, la grande tela della Sacra Famiglia, di chiaro stile giordanesco..

Divenuto indipendente, in seguito all’occupazione delle truppe napoleoniche della Regione agli inizi del 1800, Santa Domenica è occupato dai Briganti. Solo nella seconda metà del 1800, l’anno delle rivolte in Italia, nonostante l’arretratezza, anche nel paese iniziano a farsi strada le idee rivoluzionarie tanto che un gruppo di patrioti, si ribella al governo di Ferdinando II. Dopo l’Unità d’Italia, cessa di appartenere al circondario di Scalea e diviene comune autonomo. Nel centro storico, nel quale  è possibile ammirare i palazzi padronali con i caratteristici portali artistici, segno della creatività degli scalpellini locali, è semplice imbattersi in un labirinto di vicoli, la maggior parte con pavimentazione in pietra, e nei caratteristici “suppuarti”. Bellissima è la piazzetta principale, Piazza Italia, da dove è possibile ammirare uno splendido panorama su tutta la valle del fiume Lao fino all’isola di Cirella.

A due passi dal mare, il paese è un gioiellino incastonato tra le meraviglie della Riviera dei Cedri (dalla quale proviene la maggiore produzione nazionale  di cedro appunto), e il cui territorio ha la particolarità di offrire splendidi tramonti sul mare, e se si è fortunati, nei giorni di bassa marea,  su uno splendido Stromboli fumante. Una natura splendida che ha anche condizionato l’attività agricola. Gli abitanti del posto si sono dedicati di più alla pastorizia e di meno all’agricoltura. Varie coltivazioni di “nicchia” si sono succedute nel tempo. Oggi le colture più diffuse sono agrumi, viti, olivi. Naturalmente il prodotto più interessante, che dà il nome alla riviera, è il cedro. Tutta, o quasi tutta, la produzione nazionale proviene da questa zona della Calabria. E’ una pianta antichissima, conosciuta già al tempo degli Egiziani; successivamente furono gli Ebrei che ne diffusero la coltivazione. Di secolo in secolo questo legame fra cedro e religione ebraica non è venuto meno e ancora oggi, ogni estate, i rabbini vengono in Calabria per scegliere e raccogliere i frutti più belli.

Altro prodotto tipico della zona e di tutta la Calabria è il peperoncino, un elemento essenziale nella cucina calabrese. E’ difficile trovare in Calabria un piatto, una specialità gastronomica nella quale non ci sia il peperoncino. Di fatti il peperoncino viene coltivato in ogni paese e ogni casa, trattoria, ristorante ha la caratteristica collana appesa a porte e finestre per far essiccare i frutti.

Il territorio di Santa Domenica Talao offre posti straordinari, immersi nella natura. Caratteristico è il borgo di Tremoli, una frazione che si incontra lungo la strada che porta a Mormanno. Spettacolare è il panorama che offre la campagna denominata “Sovareta”, coltivata a olivi e viti; da qui è possibile ammirare un bel tratto del fiume Lao. Chi visita la zona “Cerri”  rimarrà  affascinato dallo scenario che si troverà di fronte: da un lato la vista spazierà fino al mare, dall’altro fino ai monti di Laino e Mormanno. Durante i mesi estivi, dopo una visita alla secentesca Chiesa Madre ed allo splendido Palazzo Campagna è possibile prendere parte a sagre durante le quali è si da piacere al palato gustando  piatti ipici come i “fusilli”... il principe dei piatti della zona, o i “crispeddi, e avere la possibilità allora di calarsi appieno nella vita del paese.

Per quanto si tratti di un piccolo centro di 1300 anime circa, a Santa Domenica Talao non mancano le soluzioni bed&breakfast, e l’ottima posizione in cui sorge, permette di muoversi liberamente nei dintorni e anche di spingersi più lontano. Il paese fa parte infatti del Parco Nazionale del Pollino, per cui varie le possibilità anche per chi preferisce la montagna al mare.

 

Mafalda Posco

 

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