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  Collettività
 662 - A colloquio con la dott.ssa Veneziani

 

INTERVISTA ALLA DIRETTRICE DELL’I.I.C. DI TUNISI

 

a cura di Francesca Bertolini

 

Gentile Dottoressa Veneziani, desideriamo innanzitutto ringraziarla per la sua disponibilità, e vorremmo aprire quest’intervista con qualche cenno storico sull’Istituto di Cultura di Tunisi e sulla sua evoluzione.

 

La storia dell’Istituto e la sua trasformazione negli anni é sempre stata legata alla storia e alle vicende politiche dell’epoca. A seguito della sconfitta italiana nella Seconda Guerra Mondiale, la diffusione della cultura italiana in Tunisia fu fortemente osteggiata durante il periodo del protettorato francese. I licei italiani, che prima della Guerra ospitavano 150.000 studenti italiani, vennero chiusi sia per mancanza di fondi sia per la naturalizzazione francese di molti nostri connazionali, le sedi (anche quella della Dante Alighieri) confiscate e lentamente la vita culturale italiana si spense. Dopo l’indipendenza della Tunisia nel 1956, grazie anche agli importanti accordi italo tunisino nel settore petrolifero, l’Italia acquisi’ nuovamente peso nelle relazioni commerciali con il Paese e nel 1961 fu creato L’Istituto Italiano di Cultura con il compito di riprendere l’opera di promozione della cultura italiana. Negli anni ’60 l’Istituto collaboro’ attivamente con  il governo locale e con quello italiano: vennero create le prime borse di studio per seguire corsi universitari in Italia (allora in Tunisia non esistevano le università), e l’Istituto collaboro’ con la RAI e il governo tunisino per favorire la distribuzione dei programmi RAI sul territorio. L’apertura della prima università in Tunisia nel 1967 favori’ l’inizio di importanti scambi di esperienze in campo didattico e segno l’avvio di accordi di cooperazione tra le università italiane e quelle tunisine.

Nel 1978 venne inaugurata la prima cattedra di italiano e l’Istituto mise a disposizione i propri insegnanti per i corsi di lingua e letteratura italiana. Oggi, grazie al sostegno del Ministero per gli Affari Esteri, sono attivi Dipartimenti di Italiano in sei università tunisine. L’Istituto ha sostenuto e sostiene tutt’oggi la pubblicazione, da parte della Casa Editrice Finzi, dei classici italiani soprattutto indirizzati agli studenti di italiano che non trovano libri in italiano nelle librerie locali.

In campo cinematografico negli anni 80 fu creata la Carthago Film, prima società cinematografica italo tunisina, nata dalla collaborazione di Franco Zeffirelli con Tarek Ben Ammar (é di quel periodo “La Traviata” di Zeffirelli) e sempre in quegli anni l’Istituto sostenne la SATPEC, complesso cinematografico tunisino, il cui personale veniva formato da tecnici italiani, successivamente trasformata in Scuola del Cinema.

Nel 2005, l’Istituto si é trasferito nella nuova sede, al n°80 dell’Avenue Mohammed V e grazie alla disponibilità di locali piu’ ampi oggi l’Istituto dispone, accanto alla Biblioteca, anche di un salone per esposizioni e conferenze e ha potuto aumentare il numero delle classi di italiano. La nuova sede, nel pieno centro della capitale, offre senz’altro una buona immagine dell’Italia ed é degna del prestigio di cui gode il nostro Paese nel mondo.

 

Si dice che entrando negli Istituti di Cultura italiani nel mondo si venga subito avvolti dall’aroma del caffe’! Sente anche lei, dopo un anno di guida dell’Istituto, questo clima familiare e di accoglienza che pare contraddistingua gli Istituti di cultura italiani all’estero?

 

Le confesso che quando ho letto questa domanda mi é venuto da sorridere.... non c’era assolutamente odore di caffé all’Istituto quando sono arrivata perché la direttrice che mi ha preceduto non beveva caffe! Il mio primo acquisto per l’Istituto é stata proprio la  macchinetta del caffe espresso... adesso si che c’é odore di caffé in Istituto! Favorire un clima familiare e di accoglienza verso il pubblico, italiano e tunisino, é per me davvero fondamentale anzi un aspetto di cui mi rammarico qui a Tunisi é proprio la difficoltà oggettiva di contatto con il pubblico a causa della struttura del nostro edificio che purtroppo limita molto il contatto con gli esterni: io e il mio staff siamo infatti al secondo piano, le classi di italiano al primo, la biblioteca a piano terra; insomma questa mancanza di contatto diretto con chi frequenta l’Istituto mi ha creato un certo disorientamento all’inizio, mi piacerebbe davvero che chi frequenta l’Istituto potesse sentirsi in Italia, sarebbe molto importante e bello poter scambiare qualche parola in italiano con gli studenti, comunque io lascio sempre aperta la porta del mio ufficio, gli insegnanti di italiano  lo  sanno  e  spesso vengono a trovarmi.

 

Puo’ descriverci quali sono le sue linee di azioni per la diffusione della cultura italiana in Tunisia?

 

Nella programmazione delle attività io seguo principalmente due linee di azioni, la prima legata alle cose a cui io tengo personalmente, perché ritengo che siano importanti per la diffusione della cultura italiana all’estero, in particolare mi occupo in prima persona della promozione della lingua italiana, ci tengo che sia fatta in maniera moderna e didatticamente valida, in particolare sono molto attenta alla selezione degli insegnanti, degli studenti, alla scelta dei libi di testo, cerco di suscitare interesse negli studenti, e li invito a partecipare attivamente non solo ai corsi ma alle manifestazioni culturali. C’é poi il cinema, perché ritengo che sia un settore che abbia bisogno di essere sostenuto; oggi esiste un evidente problema di distribuzione del nostro cinema, non solo all’estero ma anche in Italia, e la mia esperienza mi insegna che alcune volte la promozione di un film italiano all’estero, mi  é successo con “Respiro” quando ero in Francia, ha un effetto di rimbalzo nel senso che, lo stesso film che nelle sale italiane ha avuto poco successo, una volta distribuito e apprezzato dal pubblico straniero, viene poi riproposto in Italia con evidenti ricadute sull’immagine del cinema italiano in Italia e all’estero. Un terzo filone é quello musicale: il jazz (i jazzisti italiani sono tra i migliori al mondo, ma purtroppo hanno piu’ successo all’estero che in Italia) e la musica “contemporanea”, sia come evoluzione della musica classicache i nuovi cantanti e i nuovi gruppi musicali.

La seconda linea di azione che seguo nel programmare le attività dell’Istituto, anzi la piu’ importante, é quella di rispondere alle richieste del territorio, ad esempio in Tunisia é molto apprezzata e richiesta la lirica italiana, per questo motivo il 3 aprile, ci sarà un recital lirico al Teatro Municipale, con un tenore italiano, una soprano tunisina, un pianista italiano e un violinista tunisino, in omaggio all’anno Europeo del dialogo tra le culture. C’é poi una grande richiesta di partecipazione ai festival locali: ad esempio al Festival di Carthage del 16 aprile portiamo Gino Paoli con quattro grandi jazzisti italiani. Tante sono le richieste del territorio, soprattutto ci chiedono di organizzare degli eventi per i giovani: parteciperemo a giugno al Festival della musica elettronica all’Acropolium, partecipiamo alla fiera del libro di aprile,  dove quest’anno presenteremo i due principali referenti della traduzione dall’arabo in italiano, parteciperemo ad ottobre al festival musicale e a settembre a “Musiquat”.

Ci sono poi le iniziative che esulano dall’interesse personale e dalle richieste del territorio, ossia le iniziative che il Ministero degli Esteri Italiano ci propone di promuovere in Tunisia ad esempio stiamo organizzando per il mese di maggio una mostra archeologica sull’ambra al Museo del Bardo, poi probabilmente organizzeremo per novembre la mostra “Convergenze Mediterranee”, sempre proposta dal Ministero, una collettiva a cui parteciperanno pittori del Maghreb, ciascuno con un proprio referente italiano.

Infine collaboriamo con le scuole tunisine, in particolare cerchiamo di aiutarli anche materialmente nella promozione della lingua italiana compatibilmente con le nostre risorse finanziarie: abbiamo ad esempio ordinato per loro dei dizionari, delle cartine geografiche, prestiamo libri e DVD ad insegnanti e studenti, e poi assistiamo l’Ispettore di Lingua Italiana nell’opera di formazione degli insegnanti.

 

Esistono oggi, e se si, quali sono secondo lei le problematiche che in qualche modo ostacolano la diffusione della cultura italiana, e in generale occidentale, nel mondo arabo?

 

Io non trovo che ci siano limiti od ostacoli particolari nella diffusione della cultura italiana, anzi ricordiamoci che la RAI non solo é stata la prima rete televisiva straniera ammessa in Tunisia ma ha cominciato a trasmettere quando ancora non c’erano reti arabe, ed é sicuramente grazie anche alla diffusione nelle case dei programmi Rai che oggi molti tunisini parlano italiano e conoscono il nostro Paese. Come sempre,  la chiave é il dialogo, sapersi comprendere per realizzare insieme dei progetti, con la consapevolezza che la comprensione reciproca deve iniziare nel momento stesso in cui si comincia a progettare insieme un’iniziativa. La promozione della cultura é il dialogo, altrimenti torniamo a fare i colonialisti e questo non é certo il nostro obiettivo.

 

Raccogliamo spesso le lamentele di italiani che dicono di non essere a conoscenza delle manifestazioni promosse dall’Istituto o di saperlo troppo tardi.... c’é la possibilità di registrarsi all’Istituto e di venire quindi regolarmente informati con sufficiente anticipo sulle iniziative in calendario?

 

Il calendario delle nostre manifestazioni é disponibile sul nostro sito internet www.iictunisi.esteri.it. Quando sono arrivata ho trovato un indirizzario con oltre 1.500 nominativi, ma si trattava principalmente di persone impiegate nelle ambasciate o in aziende italiane, con una grossa lacuna rispetto agli enti locali, in particolare le università e le scuole. Ho imposto allora la mia linea di azione abituale, ossia spedire regolarmente calendario delle attività in anticipo rispetto alle date dell’evento in programma e poi promuovere le nostre iniziative cercando di coinvolgere tutte le persone che abitano in Tunisia, italiani, tunisini, stranieri. Certo la mia priorità sono i tunisini e gli italiani che vivono in Tunisia. Se qualcuno é interessato a ricevere regolarmente il nostro programma ed eventuali inviti, basta che scriva al nostro indirizzo e mail iictunisi@esteri.it e noi inseriremo il nuovo nominativo sul nostro indirizzario. Per quanto riguarda invece la partecipazione gratuita alle nostre manifestazioni, tengo a sottolineare che, per ovvi motivi, diamo la precedenza agli studenti locali.

 

Sappiamo che l’Istituto ha un’importante Biblioteca: puo’ descriverci che cosa contiene, le modalità di accesso per gli esterni, e la tipologia di libri che contiene?

 

I titoli disponibili nella Biblioteca sono consultabili on line sul nostro sito internet al link “Bibliowin”. La Biblioteca è aperta al pubblico il lunedì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00; il martedì e il giovedì dalle 13:00 alle 17:00 e il mercoledì e venerdì dalle 9:00 alle 13:00.

L’accesso alla Biblioteca é regolato da una tessera annuale che costa 35 dinari (ci sono poi prezzi speciali per gli studenti mentre per gli  insegnanti é gratis) che consente il prestito di libri, DVD e videocassette in italiano.

 

Esiste o ha in programma di inserire  qualche iniziativa per i piu’ piccoli?

 

Purtroppo, e le assicuro che mi dispiace molto,  gli spazi in Istituto non sono adatti ai piu’  piccoli e quindi per ora non siamo in grado di organizzare in Istituto delle iniziative dedicate ai bambini, a differenza di quanto ho sempre fatto con piacere nei miei precedenti incarichi in altre sedi.

Il 20 marzo prossimo alla “Maison du Théâtre et du Cinéma Ibn Rachiq” - 20 Avenue de Paris – alle 15:30, ci sarà lo spettacolo teatrale “Il cerchio magico”, realizzato da bambini e ragazzi diversamente abili, e quindi sicuramente adatto ad un pubblico giovane. Stiamo poi cercando di organizzare per quest’autunno al Conservatorio di Sidi Bou Said un concerto con un’orchestra di 8 elementi che suonano su strumenti giocattolo (“Play Toy Orchestra”). Personalmente sono molto sensibile alle problematiche dei bambini bilingue, e quindi in passato ho sempre cercato di organizzare delle attività in italiano per i bambini ed è nelle mie intenzioni continuare a farlo.

 

Come abbiamo anticipato nello scorso numero del Corriere di Tunisi, il giornale si propone con questo nuovo ciclo di interviste di far conoscere i principali enti italiani che operano in Tunisia e di raccogliere e rendere pubbliche le notizie riguardanti le attività promosse dagli italiani in Tunisia: esistono delle sinergie tra l’Istituto e queste realtà?

 

Come Direttrice dell’ Istituto Italiano di Cultura non posso che invitare calorosamente gli italiani a partecipare numerosi alle nostre iniziative. Purtroppo spesso mi capita di incontrare alle nostre manifestazioni piu’ stranieri, magari di altre ambasciate, che italiani. Per quanto riguarda la carenza di informazioni sui nostri eventi invito tutti gli italiani interessati ad inviarci, via e mail, il proprio nominativo e indirizzo in modo da essere regolarmente informati sulle nostre iniziative.

 

 

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