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  Dossier
 656 - CONVEGNO ASSOCIAZIONE DI AMICIZIA E COOPERAZIONE ITALIA-TUNISIA

 

Come vi avevamo già anticipato sullo scorso numero del Corriere si é tenuto a Roma, in occasione del 20° Anniversario del "Cambiamento" in Tunisia  un convegno organizzato dal l’Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia-Tunisia. dal  tema "il Contributo del dialogo tra le culture e le civiltà nella costruzione di una zona mediterranea di pace, pro­sperità e sicurezza".

Introduzione del dott.Folloni

Il Dott. Folloni, al quale è stato dato l’incarico di governare il giro d’opinioni dei membri di questa tavola rotonda, introducendo il convegno, specifica che il tema in essere si divide in due realtà : quella politica che si riferisce all’amicizia tra l’Italia e la Tunisia  che è una realtà viva e attuale ma  anche una lunga storia di colla­borazione fra due sponde di un unico mare, sponde che sono state, nei secoli passati, la culla dove le civiltà sono nate e si sono diffuse in tutto il mondo. Venendo ai nostri giorni, egli ricorda che la Tunisia è stata fra i primi firmatari di associazioni con i paesi europei fino ai recenti accordi del 1995 con l’Unione dell’Associazione Europea. L’Italia e la Tunisia, più che buoni amici, sono dei partners consolidati e il tema di oggi ci aiuta a guardare positivamente al futuro, allontanando preoccupazioni e spettri che talvolta agitano le nostre nazioni.

La seconda realtà è quella del dialogo culturale, tema che riempie  spesso i nostri incontri, i nostri giornali, la nostra let­teratura.  L’Italia e la Tunisia sono i due terminali di un ponte che collega un percorso di rivalutazione delle due aree del Mediterraneo : quella Nord e quella Sud.

Il Mediterraneo è stato, nei secoli passati, un luogo dove transitavano le merci e l’economia di tutto il mondo. Poi il baricentro del commercio internazionale si è spostato più a oriente, prevalentemen­te sull’Atlantico. Oggi la crescita economica asiatica riporta il Mediterraneo ad essere il cuore del transito di queste nuove economie che sono protagoniste assolute dello sviluppo economico moderno..

Quindi le nazioni che vivono in questo bacino sono il fulcro del mondo contemporaneo, del nuovo villaggio globale.

Intervento del Dott. Sabri Bachtobji.

Il Consigliere dell’Amba­sciata di Tunisia, Dott. Sabri BACHTOBJI  ha ringraziato l’On.Vittorio CRAXI e il suo Segretario Generale, Dott.Antonio LOCHI, per l’organiz­zazione di questa conferenza, nonchè tutti i presenti in sala. Egli ha  enumerato nei dettagli le opere del Presidente BEN ALI che hanno portato la Tunisia dal 7 novembre 1987 ad un cambiamento permanente, ancorandola alla modernità e dotandola di tutti gli attributi di uno stato di diritto.

 Questa è stata una vera sfida per la quale non ci sono parole sufficenti per ringraziarlo: per il benessere, la sicurezza e la pace che ne sono derivati. Da sottolineare il consolidamento della cultura nazionale, la promo­zione dei valori fondamentali della religione musulmana basata sulla tolleranza e sull’accettazione dell’altro nonchè la strategia di svi­luppo socio-culturale da cui emerge la creazione della “Cattedra BEN ALI per il dialogo delle civilizzazioni e delle Religioni”. Nel 2001 la “Cattedra BEN ALI” è stata la consacrazione della pro­clamazione, da parte dell’ONU, quale “Dialogo delle Civilizzazioni” ma, ancor prima, nell’Aprile del 1995, in collaborazione con l’UNESCO, è nata “LA CHARTE DE CARTHAGE”, un forte appello per la promozione dei valori della libertà, della tolleranza e dei diritti umani. Infine, per combattere gli effetti perversi della globalizzazione, il Presidente BEN ALI crea, il 20 dicembre 2002, un “Fondo Mondiale di Solidarietà e di lotta contro la povertà” affinchè si sviluppino le zone emarginate  che creano estremismo e fondamentalismo. Sono tutti temi trattati anche dal Prof. Hassine FANTAR nel suo intervento.

Intervento del Professore Fantar.

I1 Prof. FANTAR inizia risalendo al primo saluto che il Presidente BEN ALI ha rivolto il 7 Luglio 1987 al popolo tunisino, spronandolo ai sacrosanti doveri di protezione e di indipendenza del proprio territorio. Egli lo invita alla partecipazione costruttiva della gestione dei compiti dello Stato secondo il rispetto delle leggi della sovranità popolare portate nella Costituzione.

I1 Prof. FANTAR commenta tutti i programmi decretati dal Presidente BEN ALI nel corso di questi venti anni di cambiamento, già citati dal Consigliere BACHTOBJI, sotolineando quello della “GIORNATA DEL SAPERE”, indetta l’8 Luglio 1988, che verte sulla Pedagogia, cioè su tutte le forme d’insegnamento che promuovono la cultura nei giovani e nei meno giovani, per la quale lo Stato ha dato un notevole contributo finanziario.

Il Presidente BEN ALI  è molto interessato a tutto quello che riguarda la cultura. A Tunisi già esiste “La Città della Cultura” e si sta costruendo una nuova Biblioteca Nazionale. A Monastir c’è il “Palazzo delle Scienze” e in tutte le città esistono delle Case Culturali dove si organizzano mostre, conferenze, concerti, teatro, cinema e arti popolari, insomma la cultura per tutti. Con questo pro­gramma, il Presidente BFN ALI vuole essere alla pari con i paesi vicini. Certo i popoli del Mediterraneo hanno una storia e un patrimonio comune : Fenici, Cartaginesi, Romani, Greci, Arabi, Andalusi, Sicilia, Repubbliche italiane, città magrebine e via via fino ai nostri giorni, tutte civiltà da cui discendiamo e che incitano il Presidente a creare l’UNIONE MEDITERRANEA. Questo progetto è stato ufficialmente annunciato il 25 Ottobre 2007, al momenta della consegna delle credenziali ai nuovi Ambasciatori della Tunisia.

Intervento dell'on. Craxi.

L’On. CRAXI, saluta tutti i presenti nella sala, fra i quali le personalità diploma­tiche e il Dott. Elia FINZI, Direttore del Corriere di Tunisi. L’On. CRAXI ricorda le date che glorificano la storia della Tunisia moderna. La prima, quella con la quale avviene l’Indipendenza dal Protettorato francese, grazie a Habib BOURGHIBA. La seconda, quella dell’avvento dei Presidente BEN ALI, che proclama il 7 novembre 1987, il “cambiamento”, cioè una nuova marcia verso obiettivi di fondo. E’ il cambiamento sul piano del progresso economico, il dinamismo d’una società che si rinnova in tutte le sue strutture: quelle dello Stato, delle istituzioni democratiche, delle istituzioni giudiziarie nonchè quelle della sicurezza. E’ un Paese che ha scolpito nelle sue leggi, la difesa dell’individuo ma soprattutto la valorizzazione della donna. Una conquista, questa, prima del Presidente BOURGHIBA, confermata e poi ampliata dal Presidente BEN ALI perchè la donna è un elemento fondamentale nella società civile tunisina.

 La laicità dello Stato Tunisino assieme alla sua democrazia, si sono notevolmente sviluppate in questi venti anni di cambiamento e siccome non ci puo’ essere sviluppo senza democrazia, la democrazia è un fattore essenziale in una società che intende dispiegare fino in fondo il proprio sviluppo. Ma ci sono anche delle politiche di svi­luppo in comune : quella  energetica che possiamo condividere con i paesi vicini, quella ambientale e quella della sicurezza che ci spinge a ricercare inevitabilmente le ragioni della pace.

Sono tante le ragioni per cui vale la pena oggi  festeggiare e onorare questo cambiamento. Un cambiamento che riguarda anche l’Italia perchè la Tunisia è un elemento di stabilità nel Mediterraneo, è una nazione unita, una nazione a cui l’Italia, non soltanto per ragioni storiche, ha sempre guardato con amicizia molto particolare.

Intervento dell'on. Lucio Barani.

L’On. Lucio BARANI, Sindaco di Villafranca in Lunigiana, esordisce descrivendo il grande piacere e l’onore di essere presente a questa tavola rotonda perchè desidera rendere tutti partecipi della considerazione scritta dal Presidente BEN ALI quando ha accettato l’intestazione a suo nome di una via della città di cui è Sindaco. L’On. Barani ricorda il grande politico che era Bettino CRAXI che era convinto che in Africa “c’è sempre qualcosa di nuovo”.

 L’On. Barani fa una panoramica delle date storiche che riguardano il partenariato Euro-Mediterraneo partendo dagli accordi di Barcellona di 12 anni fa, passando da varie crisi fra le quali quella nel settore petrolifero. Solo nel 1990 riprende forza la politica europea. con l’attenzione per la stabilità, la prosperità e la sicu­rezza nella regione mediterranea. Il  partenariato si propone di rag­giungere quell’obiettivo attraverso lo sviluppo della democrazia, dei diritti umani e la creazione di una zona di libero scambio. “Penso, dice 1’On. Barani, che l’Italia debba fare la sua parte in questa direzione eleggendo magari Palermo per una nuova sede di con­certazione sulla politica mediterranea. Solo se l’Italia saprà fare emergere una politica internazionale, il Mediterraneo sarà un luogo di eccellenza e di soluzioni in grado di superare tanti isolamenti di quella identità che viene definita “la solita vecchia Europa”.

Conclusioni

Ha concluso il convegno l’On. Riccardo PEDRIZZI spiegando anzitutto la ragione della costituzione dell’Associazione Interparlamentare di Amicizia e Cooperazione Italia-Tunisia che comprende gli schie­ramenti di tutti i partiti politici italiani, dalla destra alla sinistra, passando per il centro.

“La Tunisia é  la costa africana più vicina all’Italia e lo stretto che separa la Tunisia dalla Sicilia è stato sempre uno strumento di collegamento e di unione. Oggi è un giorno importante per la Tunisia perchè il “cambiamento” ha realizzato venti anni di pace, di sviluppo e di grande prosperità. Nel panorama nord-africano, la Tunisia è un esempio di moderazione, di realismo il cui merito va al Presidente BEN ALI

 Nel rispetto delle tradizioni, la Tunisia è un paese arabo che ha fatto una scelta laica e una scelta di campo occidentale che non sono mai state messe in discussione. I nostri due Paesi si trovano uniti per fronteggiare il difficile compito in mare del traffico dell’emigrazione clandestina di massa.

 Da anni ormai, la Tunisia e l’Italia hanno uno stretto rapporto di collaborazione per il respingimento di personesenza documenti alle frontiere. Riteniamo che l’Italia debba essere aperta verso chi ha bisogno, ma nello stesso tempo si dovrà fare un severo controllo all’ingresso affinchè sia consentito a tutti di avere una vita di­gnitosa nella libertà e nell’indipendenza economica, come pure il massimo rispetto delle fedi religiose è consentito dall’impegno co­mune in questo campo.

L’Italia vuole una Tunisia integrata ed aperta verso l’Europa e in questo senso hanno un ruolo importante anche quegli italiani che sono nati e vissuti in Tunisia e che hanno dovuto lasciarla per rimpatriare in Italia.

Per tutti questi motivi abbiamo costituito la nostra Associazione alla quale ha collaborato l’ex Ambasciatore della Tunisia in Italia, S. E. Habib MANSOUR che saluto anche se non è presente, col quale abbiamo messo in campo delle relazioni che potranno essere importanti nel futuro.

La nostra Associazione conosce bene i rapporti con tutte le banche popolari italiane e si è dichiarata disponibile ad intervenire in Tunisia non solo in affiancamento delle aziende ita­liane ma anche alle aziende che si sono costituite laggiù perchè la strutturazione dell’apparato produttivo tunisino è molto simile a quelle italiano che comprende piccole e medie imprese

Infine  sono stati realizzati dei gemellaggi con delle province ita­liane molto importanti. Dovremo proseguire su questa strada anche col nuovo Ambasciatore di Tunisia in Italia.

Le sfide che si pongono sul nostro cammino debbono essere affrontate, in modo tale che possano corrispondere ad un vero progresso per tutti.

Dobbiamo partire da questo asse di elevazione di amicizia tra l’Italia e la Tunisia per allargare poi il discorso a tutti i paesi del Medi­terraneo, cioè tentare di spostare il baricentro politico che, con l’ingresso, il 10 Maggio del 2004, di 10 nuovi paesi dell’Unione Europea, si è spostato nel Nord-Est, tentando di riportare questo baricentro nel Mediterraneo nell’interesse dei popoli di questo mare.”

A conclusione del convegno, il Dott. FOLLONI esprime il suo parere su ogni intervento, sottolineandone i punti  più sa­lienti; ma prima di lasciare la sala, invita, chi lo desi­dera, a prendere brevemente la parola..

Sollecitato dal Consigliere Sabri BACHTOBJI, incaricato d’Affari dell’Ambasciata della Tunisia, sale alla tribuna Armando GIANNITRAPANI nato a Tunisi dove ha vissuto  per  35 anni  e che ricorda sempre con grande nostalgia, il paese natio.

Allora era il passato, ma ora, ritornandoci, ha potuto constatare quanto la Tunisia sia cambiata in tutti i campi, grazie alla guida illuminata del Presidente BEN ALI.

 

Maria Bianca Pinco

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