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Dossier
657 - LE ASSOCIAZIONI A SCOPO CARITATEVOLE IN TUNISIA |
Per questo Natale un piccolo pensiero ed un aiuto concreto potrebbero essere rivolti ai nostri connazionali in difficoltà: |
LE ASSOCIAZIONI A SCOPO CARITATEVOLE IN TUNISIA L'ESEMPIO DELLA SIA
Oggi l’unica associazione italiana di beneficenza riconosciuta dal governo tunisino è la Società Italiana di Assistenza (SIA). Per capire il senso dell’esistenza in Tunisia di un’associazione italiana di beneficenza, occorre fare un salto indietro con la memoria di quasi un secolo: durante la prima guerra mondiale due italiani Ernesto Calò e Giuseppe Messana sentirono un forte bisogno di aiutare la collettività italiana residente, di cercare in qualche modo di migliorarne le precarie condizioni di vita aggravate dalla guerra. Decisero così di acquistare villa Raffo, una grande tenuta agricola all’Ariana che venne trasformata nell’orfanatrofio “Principe di Piemonte” per gli orfani di guerra, con al suo interno una scuola elementare e una scuola tecnica per avviare i ragazzi ad un mestiere.
Negli anni l’orfanatrofio crebbe per dimensioni ed efficienza fino al 1943, anno dello sbarco degli Alleati, quando gli italiani considerati nemici di guerra, vennero espropriati di tutti i loro beni, compreso l’Orfanatrofio. Solo nel 1951, grazie ad un rimborso parziale dei beni espropriati, il Dott. Calò riuscì a far destinare tali fondi a favore degli italiani indigenti, dando vita alla Società Italiana di Assistenza. La prima sede fu in uno scantinato dell’Ambasciata, solo in seguito all’indipendenza della Tunisia dal protettorato francese, l’Associazione ebbe l’occasione di acquistare un immobile in Rue de Maroc, ancora oggi sede della SIA.
Due anni dopo, l’Associazione venne ufficialmente riconosciuta dalle autorità tunisine. Lo Statuto dell’Associazione prevede appunto l’assistenza agli indigenti della comunità italiana, più precisamente “assistere i cittadini italiani stabiliti o di passaggio in Tunisia” attraverso strumenti diversi quali la distribuzione di generi alimentari, la raccolta di vestiario, sussidi in denaro per il pagamento degli affitti, ecc...
Venne attivato l’attuale refettorio che allora serviva oltre 150 pasti al giorno, e fu creato nella stessa sede della SIA un ambulatorio presidiato da un’infermiera volontaria che distribuiva medicinali dietro prescrizione medica. Un gruppo di volontari garantiva l’assistenza a domicilio alle persone anziane che non potevano muoversi e venivano inoltre organizzate colonie estive per bambini: gruppi di venti o trenta ragazzi che trascorrevano un periodo di vacanza in Italia.
Tutte le attività venivano finanziate grazie a contributi governativi, quote associative, raccolte di beneficenza e un ruolo particolarmente significativo rivestiva allora il Comitato Femminile della SIA.
Oggi, la mancanza di Fondi e la netta diminuzione della comunità italiana (e quindi degli assistiti) ha ridotto notevolmente l’attività dell’Associazione: l’ obiettivo primario rimane quello di fornire assistenza sanitaria agli italiani che si trovano in grave stato di bisogno. Si tratta di una comunità silenziosa di uomini e donne italiane, spesso molto anziani, nati da famiglie italiane o miste, operai, piccoli artigiani o commercianti rimasti soli e non più in grado di prendersi cura di sé stessi. Trattandosi di cittadini italiani, l’assistenza sanitaria (visite mediche ed esami di laboratorio, acquisto di medicinali) viene in parte coperta dall’Ambasciata Italiana di Tunisi ma le spese sono tante e la SIA cerca, ricorrendo a fondi propri (donazioni, raccolte di beneficenza) di fronteggiare le situazioni piu’ urgenti. Accanto all’assistenza sanitaria, la SIA gestisce nel centro di Tunisi una mensa, aperta tutti i giorni salvo la domenica, nella quale viene offerto un pasto caldo alle persone bisognose. La mensa é un luogo di ritrovo, l’unico per molti anziani e per persone indigenti, che vengono accolte indipendentemente dalla loro provenienza e dal loro fede religiosa, un appuntamento quotidiano per persone che, oltre ad avere bisogno di un pasto caldo, hanno un forte desiderio di ritrovarsi, di chiacchierare, di sentirsi un po’ meno soli. L’assistenza sanitaria e la distribuzione dei pasti viene offerta gratuitamente dalla SIA a seguito di controlli sull’effettivo stato di bisogno della persona che chiede aiuto, controllo reso possibile ed efficace grazie alla conoscenza approfondita da parte dei membri del Comitato della SIA della collettività italiana presente in Tunisia. Attualmente l’opera di assistenza della SIA viene portata avanti dalla Presidente, sig.ra Anna Querci e da un Comitato a cui partecipano molti italiani che vivono stabilmente in Tunisia. La sede dell’Associazione è in Rue de Maroc, un antico palazzo nel centro di Tunisi che avrebbe bisogno di un’ampia opera di restauro ma i fondi dell’Associazione non bastano neanche per far fronte alle richieste di assistenza degli anziani italiani e quindi gli interventi di restauro sono di fatto impossibili. A pochi passi dalla sede c’é il refettorio, aperto tutti i giorni grazie anche all’aiuto di volontari (l’unica persona impiegata è la cuoca) che ancora oggi cercano di visitare a domicilio gli anziani che non possono più muoversi.
Francesca Bertollini
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Elia Finzi |
Tunisi 1923-2012
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