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  Cultura
 653 - VENEZIA E L’ISLAM (828-1797)

 

Dopo Parigi e New York, approda a Venezia, a Palazzo Ducale, la grande mostra dedicata al rapporto tra la Serenissima e il mondo islamico.

L’esposizione illustra l’ampio ed intenso intreccio storico ed artistico tra Venezia e il vasto mondo musulmano, attraverso centinaia di oggetti di un’arte raffinata e splendida – dai dipinti ai vetri, dalle ceramiche ai metalli, dai tessili ai materiali a stampa - provenienti da collezioni veneziane prestigiose e da altre grandi istituzioni museali europee e americane, che testimoniano reciproco influsso nella definizione ed evoluzione dei linguaggi artistici, intensità e continuità negli scambi, trasmissione dei saperi e delle tecniche, talento di artisti e artigiani, ma anche di commercianti e imprenditori, e naturalmente, squisita abilità diplomatica. Venezia e gli Arabi, Venezia e i Turchi, Venezia e i Persiani: Venezia e l’Islam. Storia di guerra, certo, ma anche storia di pace e di attenzione verso la cultura islamica basata su una grande attrazione per un’arte che sbalordiva. Venezia però non era attratta dall’Islam solo per l’arte, ma anche dall’interesse per gli studi scientifici, astronomici e filosofici. Tra queste due culture vi è stata una lunga storia di scambi talmente profondi che talvolta gli studiosi di oggi esitano ad attribuire certe opere ad artisti islamici o veneziani: ambiguità interessanti e salutari, capaci di aprire prospettive e spunti di enorme interesse sugli uomini di quei secoli, il loro spirito, la loro capacità di fare, il lorogenio.  Sola potenza europea ad avere plenipotenziari in permanenza nelle città del Vicino Oriente, Venezia assurse al ruolo di grande impero marittimo sostanzialmente in virtù di questa capacità di relazione, sviluppando nei confronti del mondo islamico un approccio sempre razionale: seppe comprenderne e apprezzarne la filosofia e la scienza e tessere legami privilegiati con le grandi dinastie musulmane– dagli Ayyubidi ai Mamelucchi e agli Ottomani-, pur nelle peripezie della storia. L’intento della mostra è far emergere e valorizzare questa importante capacità di integrazione attraverso un percorso espositivo articolato in sezioni cronologico-tematiche che indagano tutti gli ambiti della produzione artistica: pittura, scultura, miniatura, cartografia, lavorazione dei metalli, vetri, gioielli, tessuti, tappeti e molto altro, in duecento opere di incredibile ricchezza e altissima qualità.
Tra esse, grandi capolavori della pittura veneta tra Trecento e Settecento, da Bellini a Carpaccio, da Lorenzo Lotto a Tiepolo, oltre a disegni, miniature, rarissimi materiali cartografici. Straordinarie anche le sezioni dedicate all’arte applicata, in cui emergono con particolare evidenza, nel linguaggio artistico veneziano, temi, decori, tecniche, saperi mutuati dalla civiltà islamica. La mostra, nata  dalla collaborazione scientifica dell’Institut du Monde Arabe, Parigi, del Metropolitan Museum of Art, New York e dei Musei Civici Veneziani e curata da Stefano Carboni, è integrata da un interessante itinerario nei quartieri di Venezia per “rivivere” questo intreccio storico ed artistico.

 

Adriana Capriotti

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