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 648 - VIAGGIARE OGGI NEL SAHARA TUNISINO

 

a cura di Marino Alberto Zecchini

Lo sviluppo turistico ha spinto le organizzazioni preposte (Ente del Turismo tunisino) a formare del personale specializzato con il compito di accompagnatore nelle escursioni a carattere collettivo ed organizzato.

Questo personale, assunto in genere dalle agenzie di viaggio, svolge a fianco del gruppo turistico sulle autocorriere e sui convogli di fuoristrada il pregevole lavoro di guida: indica i percorsi, dona ai componenti dell’escursione delle sintesi storiche ed ambientali delle località visitate, improvvisa giochini di società per rallegrare le serate del gruppo e si assume le responsabilità delle decisioni improvvise per cambiamenti di programma o di iniziative atte a soluzioni di problemi incidentali.

Per ottenere la qualifica di guida, gli organi ministeriali pretendono che il candidato abbia conseguito il titolo di studi superiori ed abbia superato un esame di idoneità specifica alla professione con spiccate attitudini ai rapporti sociali. Questi volenterosi e perspicaci personaggi, aggregati all’ambiente turistico commerciale, sono però spesso figure abili nell’animare un soggiorno divertente e ostentatamente folcloristico più che esperti del deserto, rispondendo peraltro alle reali richieste dell’ambiente in cui operano. Ma il problema “guida” per gli escursionisti e i ricercatori, che in ordine al buon senso pretendono di trovare sul posto gli esperti del territorio, rimane un tema ancora irrisolto. I viaggiatori che decidono di muoversi in modo autonomo e che giustamente sentono il bisogno di affidarsi ad una persona di comprovata esperienza, difficilmente trovano individui autorizzati e sufficientemente preparati ad accompagnarli nelle escursioni. Ricevono invece una miriade di proposte da parte di numerosi giovani che clandestinamente svolgono questo tipo di lavoro, violando i severi e restrittivi regolamenti della circolazione sahariana. Purtroppo dunque, i problemi si complicano ulteriormente, perché se da un parte non si trovano guide autorizzate, dall’altra si rimane confusi nella scelta, in quanto una guida non autorizzata non solo potrebbe rivelarsi del tutto incompetente ma, ad un eventuale controllo anche sulle piste di libero transito, potrebbe far incorrere in disagi e in sanzioni amministrative. Fra tutte queste guide non riconosciute comunque, si possono trovare dei giovani volenterosi che svolgono più che egregiamente la loro funzione: sono ragazzi cresciuti nel deserto, figli di pastori o comunque esperti del territorio perché da anni lo attraversano e se non ci fosse un impedimento di tipo giuridico sarebbero certamente delle buone guide.

In un periodo recente (autunno 2006) dopo che una piccolo gruppo di francesi si sono persi nel deserto e ritrovati impauriti dopo 3 giorni di ricerca da parte di militari fortunatamente, ma incolumi, le autorità, preoccupate di una realtà che potrebbe dare origine a problemi di carattere internazionale hanno posto alcune misure restrittive per tutti coloro che scendono  a sud sotto la linea di demarcazione dei territori in cui la circolazione è liberamente permessa ( vedi disegno).

Restiamo in attesa perciò che gli enti preposti prendano in considerazione questo tipo di richieste ed offrano al più presto una risposta a questo particolare servizio, predisponendo personale preparato e numericamente sufficiente ad esaudire la consistente domanda. Questa auspicabile iniziativa diverrebbe indispensabile in concomitanza con il possibile ampliamento dei territori a libera

circolazione, non solo perché l’accompagnatore preparato porrebbe fine a quella serie interminabile di tragedie le cui vittime sono turisti avventati che sottovalutano i rischi del deserto, ma anche perché, attraverso l’oculata scelta del personale, si potrebbe attuare il controllo dell’assalto deleterio di un turismo motorizzato dalle catastrofiche conseguenze sull’ambiente. In questo caso, la preparazione specifica della guida assumerebbe grande importanza, divenendo essa l’unico tramite tra la “folla” turistica ed il territorio, capace nel contempo di indurre rispetto per l’ambiente, per le tradizioni e la cultura del luogo. L’occasione di vivere per un certo tempo lungo le piste e i bivacchi con la guida potrebbe divenire di grande interesse pratico e culturale. La buona occasione per il “turista” diventa eccezionale se incontra la guida ideale, di cui vorremmo tracciare i lineamenti essenziali, al fine di fornire al viaggiatore alcune nozioni utili per penetrare meglio in questo magnifico ambiente e alla guida, per quanto ci è possibile, al fine di esaminare la base teorica per

un rapporto reciprocamente proficuo. La gente del deserto, normalmente sobria e onesta, coerente con la propria cultura arabo-islamica, non concede oltre alle diffuse manifestazioni di ospitalità

alcuna cordialità gratuita. In particolare i più anziani non si “compromettono” mettendosi al servizio dell’occidentale, ma vi sono alcuni giovani che, per il tipico carattere sperimentale, simile in tutti giovani del mondo, provano a cimentarsi con lo straniero nella relativamente recente invenzione del turismo.

Solo da alcuni decenni la regione di Nefzawa in generale Douz in particolare e Tataouine sono frequentate da un cospicuo numero di viaggiatori indipendenti, con il chiaro intendimento di osservare e scoprire il mondo del deserto. Ed è qui che i giovani si propongono, assicurando i turisti sulle loro conoscenze del territorio. In effetti essi conoscono alcuni percorsi, le ubicazioni

di certi pozzi e le piste più battute. Contattano i probabili clienti al loro arrivo negli alberghi, nelle strade ed al suk, li portano speditamente al Gara’t bu Fligia (Ksar Ghilan) percorrendo l’ottima pista che fiancheggia l’oleodotto (pipe line) e per gli avventurosi fuoristradisti la strada di Bîr el Haj Brahim e le dune di Tuail el Biban, concludendo il loro impegno, rappresentato dalla pura indicazione del percorso, il più velocemente possibile. Il viaggiatore resta così condizionato dal frettoloso rapporto erratamente instaurato dalla guida e non vede ciò che realmente meriterebbe di essere visto. La guida è un importante tramite nella conoscenza del luogo. La ricchezza culturale intrinseca di ogni abitante del deserto gli appartiene ma è necessario un rapporto intelligente perché si realizzi una autentica trasmissione delle informazioni.

Ecco di seguito l’elenco necessario per effettuare escursioni di una certa importanza nel Sahara tunisino:

• La circolazione dei veicoli isolati é formalmente vietata.

• Se una vettura in convoglio ha un guasto le altre hanno l’obbligo di soccorso.

• In caso di guasto l’equipaggio non deve allontanarsi dalla vettura.

• Tutti i viaggiatori sono tenuti a presentarsi al capo posto della guarnigione militare dei luoghi

di transito.

• Ogni veicolo non può riprendere la pista senza l’autorizzazione del capo posto.

• L’ora di partenza, il percorso ed il probabile arrivo deve essere dichiarato.

• I viaggiatori devono essere muniti di viveri del giorno e di acqua per un minimo di 5 litri per ogni giorno del probabile percorso e per ogni persona, più la capacità del radiatore e 20 litri supplementari per ogni veicolo.

• Materiale necessario per il disincaglio: piastre, crick, cavi di traino, ecc.

• Scorte di carburante e olio per motori in doppia quantità rispetto al consumo su strada

normale.

• Un telefono satellitare per tutto il gruppo.

• Un G.P.S.

• Le regioni del deserto sono vivamente sconsigliate da Giugno a Settembre.

• Il governatorato preposto al rilascio dei permessi è quello di Tataouine

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