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  Nel Mediterraneo-Maghreb
 645 - Tunisia e Regione Campania insieme per la “Dieta Mediterranea”

L’ICE Tunisi ha organizzato il 28 e 29 marzo , in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche dell’Istituto delle Scienze dell’Alimentazione d’Avellino (Regione Campania) un seminario di partenariato tra la Tunisia e la Regione Campania sul settore dell’agroalimentare, all’Hotel Abou Nawas Tunisi.

Il convegno che ha visto la partecipazione di più di 47 persone tra imprenditori ed esperti scientifici italiani oltre ai tunisini, è stato anche un’occasione per presentare il progetto MEDEA dalla sua coordinatrice, Maria Grazia Volpe. Si tratta di un progetto lanciato l’anno scorso dalla Regione Campania  e che prevede l’avviamento di un processo di cooperazione e collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo, finalizzata alla gestione delle risorse legate alla “Dieta Mediterranea”.

Per questo, si è previsto di sviluppare  attività di informazione idonee a favorire lo sviluppo sostenibile per la tutela e la valorizzazione delle risorse gastronomiche e cosmetiche del Mediterraneo e di offrire delle possibilità di espansione ad aziende campane nella riva sud del bacino.

Il progetto, intitolato “Dieta Mediterranea Salvaguardia e Valorizzazione della Biodiversità Alimentare dei Paesi del Mediterraneo”, mira anche a creare una complementarità tra università e mondo imprenditoriale per lo sviluppo di nuovi prodotti oltre ad una rete di ricercatori delle due sponde del Mediterraneo nel settore agroalimentare.

Infatti questo primo convegno s’iscrive nell’ambito di una serie di azioni previste per creare una collaborazione con i diversi Paesi del Mediterraneo. Sino adesso sono stati firmati accordi con le università marocchine e si sta negoziando un partenariato con il Libano. Per quanto riguarda la Tunisia si sta pensando di aprire uno sportello del progetto MEDEA.

Quanto alle prospettive del progetto si vuole creare un centro di eccellenza specializzato nella sicurezza alimentare  ed una rete di marche di qualità per i prodotti del Mediterraneo.

Durante l’incontro sono intervenuti diversi responsabili istituzionali del settore agroalimentare in Tunisia, provenienti dell’APIA (Agenzia per la Promozione degli Investimenti Agricoli), della FIPA (Agenzia per la Promozione degli Investimenti Esteri) e dall’Istituto Dell’Ulivo che hanno cercato di dare un panorama generale sullo stato del settore e gli incoraggiamenti offerti agli investitori stranieri. Infatti la superficie agricola totale in Tunisia è di 10 milioni di ettari di cui  5 milioni di ettari sono coltivabili. Un terzo di questa superficie è riservato ai cereali, un terzo all’olivicoltura e l’ultimo terzo all’orticoltura e altro. I perimetri irrigati coprono 400 ettari. Per quanto riguarda le esportazioni agricole hanno raggiunto, nel 2006, 516.000 tonnellate ed un valore di 1195 milioni di dinari di cui il 53% provengono dall’export dell’olio di oliva, il 20% dei prodotti del mare ed il 14% dei datteri. Quanto alle importazioni, essere hanno raggiunto, lo scorso anno, il valore di 1800 milioni di euro. Le opportunità di investimento nel settore agroalimentare nel Paese sono numerose.  È richiesta, infatti, una collaborazione estera nei campi dell’allevamento dei prodotti della pesca, della produzione delle verdure fresche e di conserva e delle piante medicinali, della floricoltura, dell’agricoltura biologica, della produzione di vini di qualità e del condizionamento dell’olio d’oliva.

La seconda parte del convegno è stato riservata ad un panello scientifico animato da esperti italiani e tunisini su diversi temi relativi al trasferimento della tecnologia, alla floricoltura mediterranea, agli oli essenziali e la loro utilizzazione nel settore cosmetico, all’allevamento dei gamberi ecc .

Il pomeriggio è stato destinato invece agli incontri bilaterali.

Il giorno dopo la delegazione italiana ha visitato il Centro  Tecnico  dell’Agroalimentare. Sono stati decisi due accordi di collaborazione che saranno firmati ulteriormente: il primo è tra l’Istituto della Scienze dell’Alimentazione d’Avellino (CNR) e l’INNORPI (Institut National de la Normalisation  et de la Propriété Industrielle) e il secondo tra il CNR e Centro Tecnico dell’Agrolimentare (Tunisia).

H.Z.

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