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  In Tunisia
 643 - Riunione di esperti dell’ONUDI e dell’Unione Africana per una strategia regionale della normalizzazione

 

Di fronte a una mondializzazione crescente, che impone un alto livello di competitività e la conformità alle norme internazionali, la qualità non è più un lusso ma un obbligo di prim’ordine poiché è la condizione fondamentale per accedere ai mercati mondiali ed esportare la propria produzione.

L’Africa, in quanto continente meno sviluppato, comincia a sentire l’urgenza d’integrarsi nel processo di mondializzazione e d’inserire la sua economia in quella internazionale. Perciò sta attribuendo un crescente interesse alla normalizzazione, studiando i mezzi per la creazione di norme africane e conformarsi, allo stesso tempo, alle norme internazionali. E’ in questo ambito che s’iscrive la riunione di esperti dell’ONUDI e dall’Unione Africana, tenutasi dal 22 al 24 Febbraio a Gammarth sul tema “La valutazione del rispetto delle norme e della conformità per lo sviluppo del commercio sostenibile in Africa”.

Organizzato dall’ONUDI (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) in collaborazione con l’Unione Africana e il Ministero tunisino dell’Industria, l’incontro ha visto la partecipazione di responsabili ad alto livello che operano nelle istituzioni economiche africane come il NEPAD (Nuovo Partenariato per lo Sviluppo dell’Africa), l’UEMOA (Unione Economica e Monetaria Ouest-Africano), BAD (Banca Africana ) oltre a organizzazioni mondiali come l’OMC, l’ISO, l’UIT (Unione Internazionale di Telecomunicazioni). La riunione è stata condotta per esaminare il potenziale dell’Africa nel commercio mondiale e la sua incapacità di trarre vantaggi dalle opportunità offerte dai mercati internazionali per via dei suoi mezzi limitati per quando riguarda le norme. Gli esperti hanno cercato anche di rilevare le grandi sfide da affrontare per modernizzare l’industria africana.

La riunione è stata inaugurata dal ministro tunisino dell’Industria, Afif Chelbi, che ha fatto notare l’importanza delle norme in quanto sono “gli strumenti indispensabili alla conquista dei mercati”  e anche “l’intelligenza economica della mondializzazione”. Partendo da questa realtà il ministro ha insistito sulla necessità per i Paesi africani di “una normalizzazione in armonia con i standard internazionali, di reti di laboratori e di sistemi moderni di metrologia e di accreditamento”. In questo contesto ha ricordato quello che ha fatto la Tunisia sino adesso in questo campo. Grazie ai diversi istituti di controllo della qualità e ai 60 laboratori presenti nel Paese la nazione è riuscita a creare 7.800 norme nazionali di cui l’85% sono norme internazionali che sono state adottate e integrate nel sistema di normalizzazione tunisino. Inoltre nel 1999 è stato lanciato il “Programma Nazionale per la Qualità” che ha permesso, ad oggi, la certificazione ISO di 753 imprese. Obiettivo è quello di elevare questo numero a 1300 nel 2009.

Ricca della sua esperienza la Tunisia desidera condividerla con gli altri Paesi africani, ha affermato il ministro, segnalando l’importanza di creare una strategia regionale in materia di normalizzazione.

Dallo stesso parere è stato anche il Direttore Generale dell’ONUDI, Kendah Yumkella, nel corso di una conferenza stampa tenuta congiuntamente con la Commissaria per l’Industria ed  il Commercio Estero presso l’Unione Africana,  Elisabeth Tankeu, dichiarando che “il rispetto delle norme e il miglioramento della valutazione della conformità sono due scelte prioritarie per promuovere la competitività dell’impresa africana, rafforzare la creazione della ricchezza e dei lavori  e, di seguito, lottare contro la povertà”. Tankeu, da parte sua, ha fatto rilevare un punto molto importante, quello della necessità per l’Africa di valorizzare le sue materie prime invece di lasciare che le multinazionali sfruttino le sue risorse naturali. Secondo lei, i Paesi africani non vogliono più essere limitati al solo ruolo di fornitori di materie prime ma desiderano entrare nel processo della produzione e realizzare prodotti finiti e/o semi-lavorati per esportarli nei mercati mondiali. Perciò ha bisogno della tecnologia che è trasmessa necessariamente attraverso le norme. Tankeu ha aggiunto che la Tunisia potrebbe aiutare molto gli altri Paese dell’area ed è per questo che è stata scelta per ospitare questa riunione di esperti.

L’incontro si è concluso con l’adozione di una strategia comune per istaurare norme regionali e modernizzare l’industria africana e con la definizione di un quadro di cooperazione tra i Paesi africani per la concretizzazione dei programmi di normalizzazione e delle nuove modalità di partenariato con le istituzioni specializzate  e gli assegnatari di fondi. Va ricordato che queste decisioni saranno presentate al Vertice dell’Unione Africana, che avrà luogo a luglio sul tema: “La competitività industriale dell’Africa”.

 

H.Z.

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