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  Cultura
 640 - Il Convegno della FUSIE a Udine : Quale Avvenire per l'informazione in Lingua Italiana nel Mondo

 

“L’informazione italiana all’estero: ruolo politico e promozione del territorio” è il titolo del convegno organizzato dalla FUSIE (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero) a Udine gli scorsi 1 e 2 dicembre in collaborazione con l’Ente Friuli nel Mondo e con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia (Assessorato alle attività produttive e al turismo) e della Fondazione CRUP (Cassa di risparmio di Udine e Pordenone).

Erano presenti i rappresentanti di 61 testate italiane provenienti da 20 paesi dei 5 continenti, giornalisti e addetti ai lavori, i parlamentari eletti all’estero, rappresentanti del Cgie oltre ai rappresentanti istituzionali delle amministrazioni locali del Friuli Venezia Giulia.

Le ragioni e gli obiettivi del convegno, il primo dopo l’esperienza del voto degli italiani all’estero, sono state definiti dal Presidente della FUSIE Domenico De Sossi nel suo intervento introduttivo presso la sala Ayace del Palazzo Comunale di Udine. Il convegno, che - ha sottolineato De Sossi - si è tenuto in una regione, il Friuli, esemplare per i rapporti con i suoi cittadini all’estero, è nato dall’esigenza di riflettere sul ruolo della stampa italiana all’estero ma ha avuto anche  il compito di  discutere i  numerosi problemi (in primis quelli dei finanziamenti)  e di elaborare proposte concrete che permettano di affrontare le difficoltà della FUSIE e difendere le testate e i valori che esse propongono.

La cronaca delle due giornate del convegno

La prima giornata dei lavori, introdotta da Giorgio Santuz, Presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, organizzatore del convegno,  si è aperta dopo i saluti istituzionali con l’intervento del senatore Toros, Presidente emerito dell’Ente Friuli nel Mondo, ha portato l’attenzione dei numerosi partecipanti sul tema delle nuove generazioni che non devono però dimenticare le prime generazioni di emigranti  e le battaglie del passato che hanno portato alla modifica della legge sulla cittadinanza e al diritto di voto. Agli anziani tocca la responsabilità di raccontare alle nuove generazioni la storia dell’emigrazione in modo che non si spezzi il filo del racconto e si possa affrontare il futuro avendo “radici e ali”.

Il senatore Claudio Micheloni, membro della Commissione parlamentare di indirizzo e vigilanza della RAI, ha fatto, quanto  a lui,  rilevare la non conoscenza della realtà degli italiani all’estero da parte dei parlamentari italiani e ha affidato alla stampa italiana all’estero e ai rappresentanti in Parlamento eletti nelle circoscrizioni estere un doppio ruolo: far conoscere gli italiani all’estero come risorsa e non come problema per l’Italia e intervenire nella politica italiana a favore degli italiani all’estero. A proposito di RAI International, Micheloni  ha poi sottolineato che dovrebbe essere valorizzato il ruolo dei giornalisti italiani all’estero per produrre direttamente informazione per l’Italia sui paesi nei quali essi operano e risiedono.

Interesse per i temi del convegno è stato manifestato anche da parte dell’Associazione della Camere di Commercio italiane all’estero, il cui direttore, dott. Esposito, portando i saluti del presidente Pollastro, ha ricordato il ruolo della stampa italiana all’estero nell’integrazione del sistema della comunicazione dall’Italia verso l’estero e viceversa.

Alla ripresa dei lavori nel pomeriggio l’atteso intervento dell’on. Franco Narducci che ha sottolineato che il ruolo della stampa italiana all’estero deve essere quello della valorizzazione e promozione del sistema Italia, evitando di diventare la cassa di risonanza  di scontri personali e veleni che spesso passano da agenzie on-line. La stampa deve quindi dare informazione alle varie comunità tenendo conto dei processi di integrazione, suscitando l’interesse delle nuove generazioni di italiani all’estero su valori in cui essi possano riconoscersi.Questo è il punto di partenza – secondo Narducci – su cui costruire un nuovo sistema dell’informazione. Negli scenari mondiali, l’Italia può competere sul piano della qualità, della tradizione e della cultura: C’è quindi bisogno di un’informazione più attenta all’attualità, all’approfondimento tematico, con finestre sui “fatti nostri”.

La questione della lingua è stata al centro degli interventi di vari delegati che si sono poi succeduti nel corso del pomeriggio. In particolare, per agganciare le nuove generazioni di italiani è stata sottolineata l’esigenza di utilizzare la lingua delle comunità in cui essi vivono, ma si è parlato anche di proporre un’informazione con nuovi linguaggi e non solo nuove lingue e di studiare una convergenza tra vecchi e nuovi media.

La seconda giornata dei lavori è stata dedicata in maniera più specifica alle questioni interne alla FUSIE e alle proposte per una soluzione dei problemi e delle questioni più urgenti, ma anche al ruolo delle associazioni di italiani all’estero.

Il dibattito è stato avviato dall’intervento di Mimmo Azzia, presidente dell’UNAIE, che ha parlato del rapporto tra informazione e associazionismo. L’informazione deve essere, secondo Azzia, comunicazione e cultura ancorate ai valori forti e permanenti della nostra società. La cultura è infatti il collante tra le comunità poiché in essa i nostri connazionali ritrovano l’orgoglio dell’italianità. Azzia ha quindi parlato del ruolo delle associazioni  e del momento difficile che stanno vivendo in quanto si trovano a supplire compiti che dovrebbero essere delle forze politiche. Soltanto con il ritorno al primato della politica e della ricerca del bene comune sarà possibile risolvere questa crisi.

A metà mattinata, con l’atteso e appassionato intervento del Presidente della FUSIE Domenico De Sossi, ha inizio la riflessione sulla FUSIE, a partire dalle questioni organizzative, la mancanza di una struttura stabile, di una sede a Roma, la mancanza di fondi. Tra le questioni da affrontare, secondo De Sossi,  il problema della modifica della legge sui contributi alla stampa italiana all’estero e quello della pubblicità istituzionale. Questi problemi sono divenuti più urgenti oggi dopo che con il voto all’estero è cambiato il ruolo della stampa. E’ quindi necessario, secondo De Sossi avere una garanzia di funzionamento della struttura della FUSIE stessa di cui si dovrà discutere in una prossima riunione ristretta del direttivo che dovrà elaborare alcune proposte concrete da presentare al governo.

 

Barbara Airo'

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