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  In Tunisia
 633 - Incontro Ben Ali - Craxi. Prossima visita di Romano Prodi in Tunisia

 

Il Presidente Ben Ali ha ricevuto il 25 agosto Vittorio Craxi, vice Ministro agli Affari Esteri.

Craxi ha sottolineato il carattere particolare e amichevole che distingue le relazioni tra i due Paesi, riaffermando il loro impegno comune per la pace nella regione mediterranea.

Il vice ministro ha anche annunciato la prossima visita in Tunisia del Presidente  del Consiglio Romano Prodi.

In questa occasione il giornale tunisino “La Presse” l’ho ha intervistato. Di seguito riportiamo l’intervista:

- Come valutate le relazioni tuniso-italiane nel contesto mondiale attuale?

- Penso che i nostri due Paesi abbiano capito che sono impegnati su  vie comuni. Viviamo insieme in uno spazio mediterraneo e abbiamo come obiettivi  dei rapporti equilibrati. Cerchiamo anche di stabilire delle regole comuni sul piano del diritto civile, sul piano economico e quello della sicurezza, ad esempio. Gli italiani sono venuti qui da lungo tempo e la cultura e le tradizioni tunisine non sono a loro straniere. Inoltre la nostra cultura è  ben conosciuta dai tunisini  e questo è un vantaggio enorme  per le nostre relazioni di scambio e reciprocità. Questa reciprocità è una questione per l’avvenire sulla quale la Tunisia ha lavorato molto. Il futuro deve basarsi sui punti che ci avvicinano.

- L’Italia e la Tunisia hanno sviluppato delle visioni comuni per il Mediterraneo, visioni che devono essere tradotte con delle azioni?

- So che non abbiamo fatto passi in dietro durante gli ultimi anni, ma oggi bisogna fare dei passi avanti in materia di cooperazione. Non si tratta solo di una cooperazione sul piano economico ma anche sul piano della sicurezza e dell’immigrazione. E la Tunisia è impegnata nel risolvere questo problema dell’immigrazione. Un esempio tipico d’impegno nella regione che non ha paura di affrontare i problemi che si pongono nello spazio mediterraneo. Ogni volta che un problema si pone il Presidente Ben Ali lo risolve con lucidità ed è questo che fa della Tunisia un partner ideale per la pace nel Mediterraneo.

- Queste visioni e progetti comuni saranno rilanciati?

- E’ vero che sotto il governo Berlusconi ci sono dei progetti che non sono stati avviati. Ora contiamo di lanciarne di importanti. Si tratta ad esempio di rinnovare la linea di credito tra l’Italia e la Tunisia, rilanciare le relazioni bilaterali. Dopo il mio incontro con il Presidente Ben Ali, Romano Prodi mi ha chiamato per confermare la sua prossima visita in Tunisia con tutta l’amicizia che riserva a questo Paese. Sarà qui anche per confermare il nostro impegno su certi progetti che riguardano entrambe i Paesi, come la sicurezza nel Mediterraneo e l’impegno del nostro governo nella cooperazione tuniso-italiana. C’è anche la volontà da parte nostra di valorizzare la presenza italiana in Tunisia e di non accontentarci di essere vicini ma anche partner. Siamo pienamente coscienti che la Tunisia è un partner di primo piano nel Mediterraneo e nell’Africa. E’ un modello che bisogna seguire. E’ soprattutto un modello in cui il progresso economico è legato al progresso sociale. La Tunisia è inoltre un Paese che non ha importato una democrazia, ma è un Paese che sta sviluppando la sua democrazia tutti i giorni, garantendo i diritti di ognuno. E’ un punto sul quale il Presidente Ben Ali si è molto impegnato. I nemici della Tunisia devono tacere.

- Sul piano economico, quali sono i risultati attesi con la prossima visita di Romano Prodi in Tunisia?

- La linea di credito che sarà riaperta porterà molto agli imprenditori tunisini e stranieri. Sin d'impegnati sino d'adesso su numerosi piani, in particolare l’agricoltura, la pesca e il turismo. Personalmente ho invitato molti investitori a istallarsi in Tunisia e continuerò a farlo per via delle buone condizioni che esistono nel Paese. Ho notato che grazie a questi progetti misti e a questi investimenti la qualità dei prodotti in Tunisia è molto migliorata. Adesso dobbiamo fare un sforzo nella formazione. Progettiamo di formare quadri in tutti i campi in Italia e in Tunisia con un diploma unificato. E spero che un giorno i titoli di studio siano unificati in tutti i Paesi del Mediterraneo. In questo senso bisogna fare anche dei sforzi sul piano culturale per preservarci contro la mondializzazione.

- Il Presidente Ben Ali ha sempre invitato al dialogo delle civiltà e delle culture e al partenariato solidale, cose ne pensa?

- Fra i Paesi arabi che conosciamo e che sono moderati la Tunisia è il Paese in prima linea. In altri Paesi l’apertura ha fatto abbandonare in una certa misura il patrimonio, le radici e l’identità. Con la sua visione della cultura e della civiltà il Presidente Ben Ali ha saputo preservare la cultura millenaria del Paese. In questi momenti di agitazione nel mondo la Tunisia è un modello d’equilibrio sociale e culturale.

- L’Italia gioca sempre di più un ruolo di primo piano in Libano e nel Medio Oriente. Dopo il suo incontro con il Presidente Ben Ali, come considera la posizione tunisina sulla questione libanese?

- L’Italia ha una responsabilità politica non solo per quanto riguarda la sovranità e l’integrità del Libano ma si tratta anche di restituire un quadro di pace e di stabilità che ha come base una riapertura del dialogo e dei negoziati. L’Italia ha capito bene che il conflitto israelo-libanese, se non termina in tempo potrebbe mettere a rischio tutto il Medio-Oriente. C’è inoltre un’altra questione da risolvere : la piena sovranità del popolo palestinese. Si tratta di togliere l’embargo economico e socio-morale imposto al popolo palestinese nella striscia di Gaza. Si tratta di trovare delle soluzioni durevoli e non delle soluzioni momentanee. La Tunisia è un Paese che ha firmato tutti i trattati di unità  e di pace, impegnandosi attivamente nella Lega Araba. La solidarietà della Tunisia a fianco del popolo palestinese e libanese è molto presente. L’originalità della visione tunisina proviene della sua chiarezza e della sua prudenza. Si tratta di non confondere politica e religione, rispettando comunque la religione e mantenendo la sovranità dello Stato. E’ questa la sfida di cui si è fatta carico la Tunisia. Nel corso del mio incontro con il Presidente Ben Ali  mi sono congratulato con lui per tutto quello che ha fatto per la donna tunisina. Sono misure molto all’avanguardia per lo sviluppo della Tunisia.

- Come spiega l’impegno dell’Italia in Libano?

- Siamo li per fare rispettare la risoluzione dell’ONU che mira ad aiutare l’armata libanese a istallarsi e a garantire la sovranità del popolo libanese, e anche a far rispettare la “linea blu” tra il Libano e Israele. L’Italia non è li per disarmare lo Hezbollah ma per una costruzione solida delle risoluzioni  e per la riapertura del dialogo. Per essere chiaro siamo totalmente neutrali  e siamo lì per rimanerci. La nostra presenza opera per la pace e la multilateralità.

 

Salem Trabelsi

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