Il Corriere di Tunisi 
10 utenti on line


 Login
   
    
 Ricordati di me

 Nuova Serie
 ::  Prima Pagina
 ::  Collettività
 ::  Cronaca
 ::  Cultura
 ::  Dossier
 ::  Economia
 ::  Immigrazione-Emigrazione
 ::  In Italia
 ::  In Tunisia
 ::  Lettere
 ::  Nel Mediterraneo-Maghreb
 ::  Scuola-Università
 ::  Sport
 ::  Teatro-Cinema-Mostre
 ::  Tempo Libero
 ::  Zibaldone
 :: locandine

 Anni 2005/2006
 ::  Prima Pagina
 :: Cronaca
 :: Cultura
 :: Dossier
 :: Economia
 :: Immigrazione-Emigrazione
 :: Mediterraneo
 :: Tunisia-Italia

 Utilità
 ::  Link
 :: Cambiavaluta
 :: Google
 :: Mappe
 :: Meteo [ing]
 :: Tempo [fr]
 :: Traduttore [ing]

 Ricerca
  

 ..

 

al sito

 


 .

 

al sito

 


  Mediterraneo
 620 - Percorrere il Mediterraneo in Bici: Matteo Scarabelli ne fa una missione di pace

 

Matteo Scarabelli, 33 anni, giornalista del Corriere della Sera che ha deciso di girare il Mediterraneo in bici per portare un messaggio di pace e di fratellanza tra i popoli del bacino.

Partito nel settembre 2005 da Civitavecchia - Roma è giunto nelle nostre terre in Tunisia il 1 gennaio 2006, dopo essere passato dalla Francia, Spagna, Marocco, Spagna nuovamente (per problemi di frontiere tra Algeria e Marocco), Algeria e Marsiglia.

Il viaggio è patrocinato dalla Regione Lazio nell’ambito della sua politica di internazionalizzazione delle sue imprese e di apertura, soprattutto, verso i Paesi del Mediterraneo. In cambio Scarabelli deve scrivere, ogni due o tre giorni, dei pezzi sul suo viaggio da pubblicare nel sito della Regione. Lo fa anche per il Corriere della Sera sottoforma di un lungo reportage che si svolge durante il proseguimento dell’avventura.

Il giornalista viaggia per circa 60 km al giorno, fermandosi, in ogni Paese, quattro, cinque giorni accompagnato da un messaggio di pace scritto dal Presidente della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi in cui si legge: “Sono lieto di questa generosa iniziativa dedicata al dialogo con cittadini di altri Paesi e culture. Il suo viaggio simboleggia lo spirito di solidarietà con cui l’Italia si rivolge – e sempre di più nell’ambito dell’UE - ai Paesi del Mediterraneo cui ci legano storici vincoli di collaborazione ed amicizia”. Scarabelli porta anche il messaggio del Presidente della Regione Lazio, Pierro Marrazzo: “Il viaggio di Matteo Scarabelli si snoda lungo migliaia di chilometri e unisce idealmente continenti diversi - Europa, Africa e Asia - che condividono una storia, una frontiera d’acqua, un comune destino. Il Mediterraneo non è solo un luogo fisico né un confine: è una grande cerniera che ci unisce e un’ipotesi politica piena di fascino e – ne sono certo - di futuro. ”

Ma, oltre a tutto questo, Matteo Scarabelli porta la sua forte volontà di riunire i popoli di due sponde di un bacino comune, popoli che sembrano così lontani oggi per via dei tanti problemi come quelli legati alle frontiere, all’immigrazione clandestina, ai pregiudizi. Così lui precisa che questo viaggio, non ancora finito, gli ha permesso “di vedere le cose da un’altra prospettiva, quella della sponda Sud del Mediterraneo” e aggiunge “viviamo in un unico spazio, con delle similitudini culturali molto forti, nonostante questo, il bacino mi sembra fermo, chiuso, immerso in tanti malintesi. Questo è un po’ colpa dell’Europa che si è chiusa dentro se stessa dando poco interesse ai popoli della regione”.

Il giornalista intende quindi dare una nuova “altra” testimonianza sui popoli e culture che incontra nel tentativo di rivelare le somiglianze, chiarire i malintesi e mettere nuovamente in evidenza la ricchezza dello spazio Mediterraneo.

Un obiettivo importante che Scarabelli vuole portare sino in fondo, così come aveva già fatto nel 2004 quando percorse, sempre in bici, i 10 nuovi Paesi entranti nell’UE. Un viaggio di 5 mesi che lo portarono da La Valletta a San Pietroburgo.

Sulla scelta della bicicletta come mezzo di trasporto nei suoi viaggi, il giornalista precisa che questo “è un bellissimo modo di viaggiare perché con la bici si possono vedere i posti con maggiore tranquillità, prendere tempo per sentire i profumi, i rumori, incontrare la gente con la quale nasce subito un contatto, anche perché le persone hanno più simpatia per chi va in bici. Inoltre essa ti permette di prendere altri itinerari, oltre a quelli prefissati, contrariamente agli altri mezzi di trasporto.”

Scarabelli dovrebbe adesso fare il giro delle coste tunisine e il deserto per raggiungere prima la  Libia, poi l’Egitto, la Palestina, Israele, la Siria, il Libano, la Turchia, Cipro, La Grecia, l’Albania, la Bosnia, la Croazia, la Slovenia e finalmente Roma con arrivo previsto nell’agosto 2006.

Auguriamo a Matteo Scarabelli un buon viaggio e una buona fortuna nella sua bellissima avventura.

 

Hanene Zbiss

 

 

Civitavecchia. Matteo Scarabelli  con Piero Marrazzo

 Stampa Invia ad un amico Dai la tua opinione

 
 Il giornale
 ::  Direzione-Redazione
 :: Abbonamento
 :: Contatti
 :: Pubblicità
 :: Stamperia-Editrice

 Elia Finzi

 

 

Tunisi 1923-2012

 


 Edizioni Finzi

 

PUBBLICAZIONI


 web partner

 

gli anni di carta

 

il foglio

 

 


 Numeri recenti
 :: 623 - Terzo atto del progetto di Catania "Spazio Euro-Mediterraneo" 
 :: 620 - Percorrere il Mediterraneo in Bici: Matteo Scarabelli ne fa una missione di pace 
 :: 614 - Evento teatrale a Tuoro sul lago Trasimeno : MISSIONE ANNIBALE : l’avventura (o quasi) 
 :: 614 - Tuoro (Italia) e Lamta (Tunisia) sulle tracce di Annibale e della battaglia del Trasimeno 
 :: 609 - MOSTAFA ZBISS PIONIERE DELL’ARCHEOLOGIA 
 :: 606 - LA COOPERAZIONE TRIANGOLARE ITALO-TUNISINA VERSO PAESI TERZI 
 :: 605 - SECONDA CONSEGNA DEI DIPLOMI DI SPECIALIZZAZIONE DELLA SCUOLA MEDITERRANEA DI STUDI AVANZATI A TUNISI  

Copyright © 2005 Il Corriere di Tunisi - Ideazione e realizzazione Delfino Maria Rosso - Powered by Fullxml