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 609 - MOSTAFA ZBISS PIONIERE DELL’ARCHEOLOGIA

 

Due anni fa, il 14 maggio 2003, la Tunisia ha perso una grande figura delle scienze del patrimonio e pioniere dell’archeologia tunisina: Slimane Mostafa Zbiss.

Gli rendiamo omaggio con questo articolo per la lunga carriera, 34 anni dedicati alla conservazione e restauro dei monumenti nazionali, e per la copiosa produzione scientifica espressa in più di 150 libri, articoli, traduzioni e trasmissioni radiofoniche in lingua araba, francese, italiana e spagnola.

Oltre al suo importantissimo contributo al riconoscimento e alla valorizzazione del patrimonio arabo-musulmano in Tunisia, l’archeologo ha partecipato attivamente alla definizione della situazione internazionale dell’archeologia nell’area mediterranea e nel mondo. Era così membro-corrispondente dell’Istituto Archeologico di Roma (1965), dell’Istituto di Archeologia di Berlino (1965), dell’Accademia Reale di Storia in Spagna (1968), membro dell’Ufficio del Congresso Internazionale delle Arti Turche di Napoli (1965), dell’Ufficio dell’Associazione dei Tecnici dei Monumenti Storici di Varsavia (1966) e della Società Asiatica di Parigi (1952), membro fondatore dell’ICOMOS (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti) a Venezia (1964), Segretario Generale della sezione di Tunisi dell’Associazione Guillaume Budé (1949).

A livello nazionale, Zbiss ha occupato il posto di Segretario Generale dell’Associazione della Salvaguardia della Medina di Tunisi (dal 1967 al 1972), di Presidente dell’Associazione Tunisina di Storia (1968- 1972), di Segretario Generale dell’Istituto della Musica Araba “La Rachidia (1960) e di Presidente dell’Unione degli Scrittori Tunisini (1971-1973).

Noto per la sua passione per gli scavi, la sua perseveranza nella ricerca e la sua forte difesa del patrimonio arabo-musulmano della Tunisia, all’alba dell’indipendenza della Tunisia, incaricato della Direzione dell’Istituto Nazionale di Archeologia e delle Arti, S.M.Zbiss si è lanciato in una vasta operazione di restauro su tutto il territorio tunisino. Lavori di scavo e cantieri per il restauro sono stati aperti e si sono succeduti a Tunisi, Gorjani, Mehdia, Monastir, Susa, Sfax ecc. Grandi operazioni sono state realizzate su monumenti importanti come le moschee di Zitouna, di Hamouda Bacha, di Saheb Ettabaâ e di Okba, i Ribat di Kairouan, Monastir, Mehdia e Susa, ecc. I risultati di questi lavori sono stati di grande importanza nel rivelare tanta parte del patrimonio tunisino. Infatti sono state scoperte più di 2000 iscrizioni e antiche monete arabe, esposte attualmente nei musei di Monastir, di Kairouan e di Bardo.

I continui lavori di scavo e di restauro non hanno impedito il grande archeologo di partecipare ad oltre 40 congressi nazionali ed internazionali come il Congresso Internazionale della Cultura Mediterranea a Barcellona (1974), il Congresso Internazionale sulla Sicilia a Catania (1978), il Congresso Internazionale degli Orientalisti a Parigi (1973), ecc. Frutti di queste partecipazioni sono stati più di 50 articoli pubblicati su riviste tunisine e internazionali come Foglie (Madrid), Arts Islamica (Stati Uniti), Libertà (Trapani) e Levante (Roma).

S. M. Zbiss aveva una precisa preferenza nel campo della ricerca, ed era quella di fare rivivere la cultura andalusa e presentare il suo importante apporto nella storia tunisina.

Di origine andalusa, essendo nato nel villaggio andaluso di Testour (Nord Ovest della Tunisia) nel 1913, l’archeologo voleva valorizzare il prezioso patrimonio lasciato da questa comunità moresca che, perseguitata in Spagna, fuggì dal 1492 fino al 1609 dalla sua terra e trovò rifugio in Nord Africa soprattutto in Tunisia. E’ per questo che nel 1972  ha deciso di creare il Centro per gli Studi Ispano-Andalusi presso l’Istituto Nazionale di Archeologia e delle Arti. In questo Centro, di cui è stato il direttore fino a 1983, ha riunito un gruppo di ricercatori tunisini e stranieri, come Abdelhakim Gafsi, Moheddine Boughanmi e Mikel di Epalza, che hanno contributo alla pubblicazione di due opere importanti: “La bibliografia ispano-tunisina (1956-1973)” e “La seconda raccolta dei Moreschi-Andalusi”.

Zbiss si è anche interessato dell’apporto della cultura italiana in Tunisia attraverso i suoi articoli “Relazioni politiche e commerciali tuniso-siciliane nel Medioevo” (1986) e “I termini italiani usati nel dialetto tunisino”.

Infine l’archeologo ha ottenuto, per l’intera sua opera, il Gran Premio Nazionale per l’Archeologia ed il Patrimonio (1987) e l’Ordine al Merito Culturale (1992) da parte del Presidente Ben Ali, inoltre è stato nominato Cavaliere della Legione d’Onore della Repubblica Francese nel 1984.

S. M. Zbiss non è più tra noi, ma i suoi lavori ricchi e precisi rimarranno per sempre ad illuminare un’importante pagina del patrimonio culturale tunisino.

In omaggio al suo prezioso lavoro di ricercatore è stato recentemente aperto un sito all'indirizzo: www.smzbiss.org

  

Hanene Zbiss

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