Il Corriere di Tunisi 
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Il Corriere di Tunisi “online” riporta le principali notizie pubblicate dal giornale distribuito in abbonamento e in vendita in edicola


In “lettere” la voce dei lettori che ci possono scrivere anche via email


 

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 766 - 116 [nuova serie]

   

NOSTRI PROBLEMI

Molti gli avvenimenti che si sono succeduti durante il mese di febbraio da questo sud e da questo nord del mediterraneo. In Italia, seppur ha vinto le elezioni la coalizione di sinistra, non ottiene i numeri sufficienti per governare agevolmente. Dovrà fare alleanze e con chi, otterrà o non otterrà la fiducia e da quale parte dell'emiciclo potrà ottenere consensi oppure si dovrà ritornare a votare? Bersani dal canto suo ha sottomesso una sua proposta di possibile governabilità seguendo una proposta minima basata su otto punti che è stata avallata dalla sua Direzione Nazionale ma che non si sa se verrà accettata per poter formare un governo. La già difficile situazione italiana si complica, e cio' proprio mentre si conclude il mandato del Presidente Napolitano a cui toccherà tentare una via che permetta ad un ipotetico governo di ottenere la fiducia. La stampa nazionale ed internazionale ha commentato a più non posso i risultati di queste elezioni e se non ci lanceremo in analisi ulteriori che di certo non porteranno lumi nuovi ad oscure situazioni, ci basta pero' notare che la voglia di nuovo in Italia, la sfiducia nei partiti tradizionali, l'idea di stato ladrone da combattere tramite liturgie populiste , ci sembrano echi di storie passate che, di per sè, ci sembrano inquietanti. A noi , in effetti è sempre apparso strano che si pensi che l'uomo della situazione possa sostituirsi alla situazione degli uomini... All'estero gli italiani hanno votato invece dando una larga preferenza alla coalizione di sinistra mentre coloro che non hanno scelto di votare le sinistre hanno votato Monti. Berlusconi risulta invece perdente all'estero mentre il partito a-partitico di Grillo prende un solo seggio. Il voto italiano all'estero riflette ovviamente l'immagine graffiante di un Berlusconi per gli italiani nel mondo che hanno visto nel governo tecnico di Monti una riconquista della credibilità italiana.

In Tunisia l'assassinio di Chokri Belaid ha segnato un passaggio importante che ha scosso tutto il paese. La partecipazione corale al funerale del leader di sinistra, ucciso mentre usciva di casa e dopo essersi, la vigilia, lamentato in televisione del dilagare delle violenze politiche, sotto il segno dell'impunità, ha profondamente scioccato l'insieme dell'opinione pubblica anche quella tradizionalmente in opposizione con gli ideali del partito di Belaid. La crisi di governo che ne è scaturita è, a questo titolo, esemplare: le dimissioni di Jebali, la nomina dell'ex Ministro degli Interni a Primo Ministro e l'approvazione di un governo che vede agli Esteri, alla Difesa, agli Interni e alla Giustizia ministri indipendenti ci sembra essere un passaggio importante che certamente dovrebbe aiutare al miglioramento di una situazione di stasi nel paese. Si è festeggiato in tutto il mondo l'8 marzo ed anche quest'anno le donne tunisine hanno voluto tramite molteplici manifestazioni culturali e politiche rivendicare parità ed eguaglianza di diritti, in una realtà in cui questi sono costantemente messi a repentaglio. Molti gli arresti nel paese in questi ultimi giorni e molte le speranze che questi non vengano seguiti da immediate liberazioni. La circolazione di armi continua ad essere una delle inquietudini maggiori ed il problema della sicurezza sta diventando uno dei problemi che insieme al caro vita preoccupano maggiormente i tunisini e tutti noi. Non è ancora chiara la prossima agenda politico e non è stata ancora stabilita la data delle prossime elezioni nel paese, cio' che contribuisce a mantenere dubbi ed incertezze mentre si continua a temere la ricaduta della guerra in Mali. Basta vedere il filo spinato intorno all'Ambasciata di Francia per misurare l'inquietudine delle autorità specie dopo quello che è successo alcuni mesi orsono all'Ambasciata statunitense.

 



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 765 - 114-115 [nuova serie]

   

NOSTRI PROBLEMI

Se abbiamo seguito con simpatia la partita di calcio tra Tunisia e Algeria per la Coppa Africana delle Nazioni (CAN 2013) con la vittoria della Tunisia è con molta più grande inquietudine che abbiamo seguito la presa d'ostaggio di centinaia di lavoratori di varie nazionalità dell'impianto d'estrazione inglese di gas nel sud est algerino. Un'inquietudine non venuta meno dopo l'intervento armato dell'esercito algerino che se da una parte ha liberato parte degli ostaggi, dall'altra è costato la vita a molte vittime innocenti.

I depositi d'armi scoperti in Tunisia in provenienza dalla Libia, le notizie incerte diffuse sui net tunisini a proposito di terroristi in fuga che avevano attraversato la frontiere, i vari siti delle ambasciate europee che sconsigliavano di andare nell'estremo sud tunisino e tantomeno in tutta la fascia sahariana ha alimentato abbondantemente i media locali.

Le fluttuanti posizioni della Tunisia rispetto alla questione maliana hanno ulteriormente destabilizzato parte dei tunisini che si chiedono quale sia la posizione del loro governo anche se negli ultimi comunicati sembra essersi dichiarato per l'indivisibilità del Mali.

Un paese il Mali che ha dietro di sè una delle storie più antiche dell'Africa subsahariana. Sembra che nell'ultimo decennio chi per una ragione chi per ragioni opposte, ci si concentri più specificatamente a distruggere popoli che conservano ed hanno un più grande patrimonio storico-culturale (se si pensa alla Siria e prima di lei all'Irak).

Pensiamo che lo spezzettarsi di queste nazioni sia un tragico errore di cui paghiamo e pagheremo care le conseguenze con un aumento esponenziale dell'instabilità e dell'insicurezza.

A Tunisi il processo del Preside Kazdaghli dell'Università La Manuba è stato ulteriormente riportato al 28 marzo.

La campagna per le elezioni politiche in Italia è stata aperta ufficialmente il 21 gennaio e dal 22 sono state pubblicate le liste dei candidati. Per le circoscrizioni estere pubblichiamo nel nostro dossier più ampi dettagli sulle liste ed i candidati. Nella nostra circoscrizione varie sono le liste anche se per il Maghreb si presenta un solo candidato per la coalizione di sinistra PD, SEL, PSI.

Agli italiani della nostra circoscrizione Africa, Asia, Oceania e Antardide lanciamo un appello per partecipare a queste elezioni. Votate a seconda dei vostri valori e vostri ideali, ma votate.

L'immagine dell'Italia ha effetti positivi o negativi sugli italiani residenti all'estero a seconda della sua politica, i diritti degli italiani nel mondo sono decurtati o ampliati in funzione di chi governa nel nostro paese. Voteremo per posta (tra il 5 ed il 15 febbraio) appena ricevuta la scheda elettorale. Se l'arrivo della scheda elettorale dovesse tardare controllate al più vicino ufficio postale o in Ambasciata se il plico è stato spedito.

Votare è un diritto ma anche un dovere ci ricordava il nostro amato direttore Elia che si è a lungo battuto per l'ottenimento del diritto di voto degli italiani all'estero!

 

 



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 764 – 113 [nuova serie]

 

  

NOSTRI PROBLEMI

Abbiamo voluto dedicare questo numero del giornale alla lingua e cultura italiana in Tunisia. Anche se non esaustivo in particolare per l'insegnamento dell'italiano nei licei tunisini il giornale ha cercato di interessarsi alle istituzioni che hanno un ruolo nella diffusione e promozione culturale e linguistica dell'Italia in Tunisia. Questa scelta tematica è stata motivata dal fatto che il 15 dicembre in presenza dei parlamentari eletti nella nostra circoscrizione Africa, Asia ed Oceania si terrà nella sede del Corriere un incontro pubblico (dalle 10 alle 16) organizzato dal Circolo PD Maurizio Valenzi Tunisi che avrà per tema: "Quali politiche e prospettive culturali dell'Italia all'estero ed in particolare in Tunisia?". Essendo la prima iniziativa pubblica che si svolge nella nostra sede auspichiamo una forte presenza dei nostri lettori ed amici.

In Italia e nel mondo, per due domeniche consecutive, si è votato per le Primarie di Italia Bene Comune che hanno avuto per scopo scegliere il leader della coalizione di centrosinistra, raggruppante ufficialmente il Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà e il Partito Socialista Italiano, in vista delle successive elezioni politiche del 2013. Al primo turno, svoltosi il 25 novembre 2012, erano candidati Pier Luigi Bersani (PD), Matteo Renzi (PD), Nichi Vendola (SEL), Laura Puppato (PD), Bruno Tabacci (API). Nessuno dei candidati ha potuto raggiungere il 50%+1 dei voti, sono quindi rimasti in lizza per il ballottaggio, svoltosi domenica 2 dicembre Bersani e Renzi, del PD. Pier Luigi Bersani ha ottenuto 60,87% dei voti contro i 39,13% di Renzi.

Bersani sarà dunque il candidato Presidente del Consiglio della coalizione alle elezioni politiche del 2013. In Tunisia si è egualmente votato per le primarie e al primo turno, anche se con un netto vantaggio di Bersani, il secondo posto era stato conquistato da Vendola ed il terzo da Renzi. Al secondo turno Bersani è stato votato quasi all' 80%.

In Tunisia dopo la festa delle JCC (Journées Cinématographiques de Carthage) che ha visto vincitore della competizione il regista senegalese Moussa Touré con il film " La pirogue " che ha ottenuto l'ambito Tanit d'Or, la violenza ha di nuovo preso il sopravvento con gli incidenti gravissimi (più di 260 feriti) nella città di Siliana. Sembra che dopo queste giornate di fuoco un tentativo di discussione tra il governo ed il sindacato generale dei lavoratori (UGTT) si stia avviando ma la calma resta alquanto precaria, col rischio che la protesta si estenda anche ad altre città.

Seguiamo con molta preoccupazione questo nuovo dilagare delle violenze.

Riportato al 3 gennaio il processo del Preside della Facoltà di Lettere de La Manouba, Habib Kazdaghli il quale è stato accusato di aver schiaffeggiato una studentessa in velo integrale che insieme ad alcuni suoi compagni si era introdotta con la forza nel suo ufficio, in seguito alla decisione del Preside e del suo consiglio scientifico di vietare il velo integrale durante le lezioni e gli esami. Salutiamo invece la decisione dei giudici tunisini che hanno deciso un non luogo a procedere a favore della ragazza violentata accusata di impudicizia dai poliziotti stupratori mentre sono stati invece condannati i due poliziotti accusati di stupro e un terzo accusato di corruzione.



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 763 - 112 [nuova serie]

   

NOSTRI PROBLEMI

Periodo molto complesso per la Tunisia all'indomani della  lettura del Preambolo della futura costituzione che dovrà/dovrebbe permettere il passaggio da una politica di transizione  democratica ad una democrazia tout court.

Periodo anche molto teso dovuto al timore che dopo la fatidica  data del 23 ottobre che corrisponde teoricamente alla fine del  mandato per l'assemblea costituente democraticamente eletta per  presentare la nuova costituzione, si sarebbe dovuto andare alle  elezioni, riportate invece a giugno 2013. Timore di nuove ondate  di contestazione, di ulteriore insicurezza, di disobbedienza civile.

Se la tensione permane lo scoglio fatidico del 23 che doveva  sancire la fine del mandato del governo provvisorio è stato  superato nella calma e con un senso di grande responsabilità  civile anche da parte di coloro che ne contestano la legittimità  dopo quella data.

Gli ultimi avvenimenti, specie quelli di Tataouine segnano  però un degrado del dibattito tra le varie sensibilità politiche  presenti nel paese. L'uccisione in effetti del segretario del partito  Nidaa Tounes (L'appello della Tunisia) di Tataouine da parte di  frange di militanti vicini agli Islamisti al potere ha scosso  l'opinione pubblica.

A questi si aggiunge il processo in atto del Preside della Facoltà  di Lettere, Arti ed Umanità Habib Kazdaghli che è diventato,  per il maggior numero di universitari tunisini ma anche francesi,  italiani, svizzeri, ecc., il simbolo della lotta per le libertà  accademiche contro coloro che pretendono strumentalizzare  il  dibattito identitario in atto in Tunisia per imporre una loro visione  della società, ma soprattutto del sapere attraverso un progressivo  degrado dell'istituzione ed attraverso atti di violenza che hanno caratterizzato il difficile anno accademico 2012. Il Preside (eletto),  in effetti, non aveva ceduto in accordo col Consiglio Scientifico  della Facoltà (egualmente eletto dai colleghi), alla violenza con  la quale si era cercato di imporre in aula studentesse coperte da  velo integrale, primo passo per l'adozione di un progetto che  divida le aule per sesso e probabilmente anche per... tematiche.

Oggi il Preside che ha subito anche violenze da parte degli  estremisti, ha dovuto comparire in aula davanti ai giudici penali  per difendersi dell'accusa di due studendesse in burka per atti di  violenza contro di loro, mentre tutte le testimonianze si accordano  per affermare il contrario. Il Preside rischia cinque anni di  prigione e l'Università...?

In Siria, malgrado si speri che durante l'Aïd ci sia una tregua  la situazione è sempre più disastrosa e si capiscono sempre meno  gli interessi di chi serva questa sporca guerra. Molti tra gli  arrestati e uccisi ribelli, non di nazionalità siriana.

In Italia le primarie del Partito Democratico si annunciano  diversamente ma egualmente calde. Per parafrasare il deputato  eletto per la nostra circoscrizione Marco Fedi, sostenere la  canditatura di Bersani ci pare l'unica via coerente perseguibile  dal partito. Ancora una volta anche se in altro contesto i  rottamatori servono gli interessi di chi? Certamente non degli  italiani che debbono fare i conti con la crisi economica e sociale  in atto, né tantomeno degli italiani all'estero che hanno un vitale  bisogno di un governo italiano serio ma soprattutto credibile.

 



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