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  Cultura
 770 - AUTORITA’ E POTERE, ARIA DI PRIMAVERA… NON SOLO ARABA

   

       

   note di cultura mediterranea

 

   a cura di Franca Giusti

  

    « è sul margine di una pagina d’altri che ci si  annota »

    [Delfino Maria Rosso in  www.gliannidicarta.it ]

 

AUTORITA’ E POTERE, ARIA DI PRIMAVERA… NON SOLO ARABA

La vera libertà è la libertà dall’odio

 

Leggi divine e leggi umane, potere e diritti, giusto e legittimo. Non sempre sono la stessa cosa. Sono i conflitti eterni della storia. Leggi divine e leggi umane che non sempre coincidono.

Quando poi le leggi umane sono scritte, firmate e rese perentorie, quando diventano leggi sovrane… si pongono al di sopra del divino e sono motivo di odi e di morte, di malcontenti e di rivolte, di rancori e generazioni maledette. Antigone è nel fiore dei suoi anni, è figlia di Edipo e dal padre ha ereditato tutto il tragico destino e la volontà di ribellarsi alle leggi imposte e lo fa con la ragione e con il corpo. E’ da Antigone che partono tutte le tragedie, è da quel giorno in cui Creonte, re di Tebe e zio, ordina che non si dia sepoltura a Polinice, bandito dalla città e considerato traditore della patria. Antigone però, sua sorella, decide di disobbedire ad una legge umana, a Creonte, per obbedire ad un’altra legge, divina e morale e si sentirebbe in colpa se non seguisse la sua morale e non desse sepoltura al fratello. Dev’essere quanto pensarono altre donne e altri uomini della storia. Così come Rosa Parks abbracciò gli anni dell’uguaglianza tra bianchi e neri in America. Da allora la storia d’America cambiò tanto che oggi c’è un Presidente nero alla Casa Bianca. Così deve aver pensato Amina Tyler che, con il proprio corpo, si è opposta ad un divieto coranico. Le democrazie si fondano sulle leggi; senza leggi è anarchia. Ma quali leggi, quelle divine o quelle umane? E di quale Dio, di quali uomini? Seppellire un uomo come chiedono la morale di Antigone e la le leggi divine o non seppellirlo come ordina il sovrano Creonte? Ad oltre 2000 anni, la Storia si ripete riproponendo gli stessi drammi. Cambiano gli interpreti, i nomi e le leggi. Non cessano gli odi e i rancori, quelli personali e quelli collettivi, né le esigenze del potere. Autorità divine e potere regale. Sofocle inscena magistralmente il contrasto, insanabile per natura, tra legge naturale e legge positiva, re e suddito, politica e tradizione. Se pur maestro, Sofocle non propone una soluzione; Antigone si sente forte e sicura di sé e sembra quasi che le sciagure che si sono abbattute sulla sua famiglia siano state linfa per la sua fierezza. Avverte tutta l’ingiustizia contenuta nel decreto di Creonte. Ma il suo legame di sangue e di sventura con il fratello è più forte della legge umana di Creonte. Né Antigone né Creonte, né il popolo né l’autorità designata posseggono la ragione assoluta ma non trovando un punto d’incontro, Antigone (Rosa Parks, Amina e tanti altri, uomini e donne di tutti i tempi) diventa eroina, martire-mito, simbolo universale della libertà dal potere autoritario. Non solo le donne sono portatrici di venti nuovi; grandi uomini della storia moderna e di quella recente, hanno sfidato le leggi sovrane a favore di quelle morali e divine. Martin Luther King, Mahatma Gandhi, Winston Churchill, Alcide De Gasperi, Nelson Mandela e molti altri ancora. Nelson Mandela. Il nome Nelson gli fu dato dagli inglesi quando aveva sette anni. Lui era nato Rolihlahla “colui che provoca guai”. Aveva poco più di vent’anni quando si adoperò in difesa dei neri del Sud Africa, quelli a cui il Native Land Act del 20 giugno 1913 aveva tolto le terre. E i diritti. Il 18 luglio, Mandela ha compiuto 95 anni.

 

 

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