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  Cultura
 761 - CIBI CHE CAMBIANO IL MONDO
 

 

       

   note di cultura mediterranea

 

   a cura di Franca Giusti

  

    « è sul margine di una pagina d’altri che ci si  annota »

    [Delfino Maria Rosso in  www.gliannidicarta.it ]

 

CIBI CHE CAMBIANO IL MONDO

 

… Dolce capire

che non son più solo

ma che son parte

di una immensa vita,

che generosa

risplende intorno a me:

dono di Lui

del suo immenso amore.

Ci ha dato il cielo

e le chiare stelle

fratello sole

e sorella luna;

la madre terra

con frutti, prati e fiori

il fuoco, il vento,

l'aria e l'acqua pura

fonte di vita,

per le sue creature.

 

(Claudio Baglioni musica Il Cantico dei Cantici di san Francesco d’Assisi).

 

Djerba ha già rappresentato la Tunisia con i suoi agricoltori a Terra Madre la kermesse che quest’anno si propone in un unico evento con il Salone del Gusto. L’appuntamento è a Torino, dal 25 al 29 ottobre 2012, al Lingotto Fiere e all’Oval, un evento storico per tutto il movimento internazionale Slow Food, per raccontare la straordinaria diversità del cibo di ogni continente, superando la divisione fra Nord e Sud del mondo e dando pari dignità a tutti i piccoli produttori che si ispirano al principio di un cibo buono, pulito e giusto.

Da qui nasce lo slogan di questa edizione “Cibi che cambiano il mondo”. Un progetto rivoluzionario, che però richiede un nuovo approccio alla cucina, attraverso la cultura; una grande narrazione collettiva, completamente aperta al pubblico. Si parte dal racconto delle persone e dei territori per gustare meglio, capire di più, incontrare i produttori, cuochi, Laboratori del Gusto, attività educative e Presìdi Slow Food. Un’edizione arricchita che offre nuove opportunità ai visitatori, con tutti gli appuntamenti classici e un fitto programma di conferenze. Le storie dei protagonisti di Salone del Gusto e Terra Madre 2012 dimostrano come si può combattere la crisi, trasformare in opportunità un momento difficile partendo dal cibo, dimostrando che si può migliorare la nostra salute, l’ambiente e il sistema produttivo senza rinunciare al piacere del cibo, facendo anzi della convivialità, una bandiera da sventolare con orgoglio. Terra Madre è un progetto di Slow Food, frutto del suo percorso di crescita e che ha oggi il perno nella convinzione che “mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico”. Così è nata Terra Madre: per dare voce e visibilità ai contadini, pescatori e allevatori che popolano il nostro mondo, per aumentare, nelle comunità dei produttori e nell’opinione pubblica, la consapevolezza di quanto sia prezioso il loro lavoro. Costruire una rete mondiale con strumenti di condivisione delle informazioni e con la possibilità di imparare dalle esperienze altrui, di collaborare con gli altri è l’occasione per migliorare lo stile di vita lavorativo nel rispetto dell’ambiente e di chi vi opera.

Guido Bolatto, Segretario generale della Camera di commercio ha esordito al seminario d’apertura dicendo: «Il nostro obiettivo era quello di rilevare elementi quantitativi reali e attendibili, ma anche qualitativi, per cogliere il valore economico di un evento internazionale come il Salone del Gusto e il suo rapporto con il sistema economico locale. Da questi dati si può partire per pianificare gli investimenti e le scelte di marketing territoriale di istituzioni pubbliche e private, considerando anche le caratteristiche peculiari del marchio. Il Salone infatti porta con sé progetti che poi hanno una continuità nel tempo e sul territorio e soprattutto capovolge il modello della fiera enogastronomica tipica, considerando i prodotti esposti non come il fine, ma come il mezzo per costruire una cultura enogastronomica. E a beneficiarne è anche Torino, che una volta di più appare come città laboratorio, capace di innovare non solo in campo produttivo, ma anche negli stili di vita».

La rete di Terra Madre è stata lanciata nella riunione inaugurale ormai otto anni fa, nel 2004 a Torino. Quel primo incontro ha visto aggregarsi 5000 produttori da 130 paesi e ha attirato l’attenzione dei media sulle loro problematiche. La seconda edizione dell’incontro internazionale si è tenuta nel 2006 e ha coinvolto anche 1000 cuochi celebri e non, tutti profondamente consapevoli delle responsabilità nei confronti dei produttori di qualità. Nel 2006 hanno partecipato alla riunione generale anche 400 ricercatori e accademici, nel tentativo di riavvicinare la teoria alle buone pratiche. Un cantiere di idee sempre in evoluzione.

Un progetto così ambizioso non si sarebbe mai potuto realizzare senza il contributo di un gruppo di sostenitori molto motivati. Slow Food ha mobilitato istituzioni pubbliche, enti locali, regionali e nazionali per formare insieme la Fondazione Terra Madre. L’associazione ha anche favorito partnership con compagnie private e reti solidali, alcune delle quali si sono costituite appositamente per l’evento.

Tra le iniziative più curiose, ben riuscite e degne di esser ricordate, è sicuramente il lavoro del regista Ermanno Olmi, Terra Madre, in programma quale Evento Speciale alla prima mondiale del Festival di Berlino 2009. Il maestro del cinema mondiale Ermanno Olmi propone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali ad esso correlate, costruendo un film-documentario, una sorta di inchiesta che risulta nuova per un festival del cinema. «Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia», dichiara Ermanno Olmi. «I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli. Oggi quel mondo dei contadini è assediato dalle grandi imprese il cui scopo è nel profitto. Anche il contadino vuole guadagnare, ma il suo attaccamento alla terra è anche un atto d’amore ed è in questo sentimento solidale che si genera il rispetto della Natura».

 

 

 

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