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  Cronaca
 611 - La Festa del 2 giugno a Tunisi

 

Festa della Repubblica. Festa di tutti gli italiani, sottolinea sempre il Presidente Ciampi. Ovunque essi siano. E la festa, per noi qui in Tunisia, ha assunto un particolare significato per via di una serie di iniziative che ci hanno fatto sentire ancor più legati all’Italia, al Tricolore.

Perché, oltre al tradizionale ricevimento nella residenza dell’ Ambasciatore dott. Arturo Olivieri, si sono avuti due altrettanto significativi eventi : un ricevimento a bordo di nave ‘Artigliere’, della Marina Militare, ormeggiata nel porto di La Goulette e la commovente cerimonia militare in onore dei nostri Caduti, a Takruna.

Ma andiamo con ordine. Mercoledi’ 1 giugno, in serata, ricevimento a bordo del pattugliatore ‘Artigliere’, al comando del Capitano di Fregata Ceccobelli. La bella nave, dotata anche di un elicottero, é stata letteralmente invasa da oltre un centinaio di invitati (primo tra questi l’ Ambasciatore Olivieri) che hanno avuto modo di apprezzare non solo la proverbiale simpatia e ospitalità dei nostri marinai, ma anche il ricchissimo buffet annaffiato da un ottimo vino rosso pugliese (marca ‘Artigliere’, ovviamente, come recitavano le etichette). Musica, allegria, ma anche un momento di emozione all’ ammainabandiera, sottolineato da secchi comandi e dai trilli dei fischietti dei nocchieri. Una serata che ha fatto sorgere nuove amicizie tanto che, mentre il programma prevedeva lo sbarco degli ospiti alle ore 21,30, l’ ultimo nutrito gruppetto é sceso a terra poco prima della mezzanotte !

Takruna, mattina del 2 giugno, ore 11. Mentre a Roma si svolgeva la parata lungo via dei Fori Imperiali qui, dove sorge la stele dedicata alla divisione ‘Folgore’ che ricorda l’ eroismo e il sacrificio dei nostri soldati in quella che, nell’ aprile 1943, fu la nostra ultima battaglia in terra d’ Africa, una cerimonia breve, ma di intensa emozione: la deposizione di due corone, una dell’ Ambasciatore a nome dell’ Italia e una di nave ‘Artigliere’, ai piedi della stele commemorativa. Gli onori militari sono stati resi da un picchetto armato dell’ esercito tunisino, con due trombettieri in alta uniforme che hanno suonato il silenzio e da un picchetto di uomini dell’ Artigliere’, con il Comandante Ceccobelli. Le corone sono state deposte da due carabinieri e da due marinai, mentre la piccola folla di italiani e autorità tunisine presenti osservava un minuto di raccoglimento. Con gli uomini in uniforme erano schierati, oltre ad una rappresentanza della Scuola italiana di Tunisi, anche militari in congedo, che indossavano con orgoglio i loro baschi : parà della ‘Folgore’, carristi, incursori di Marina del Comsubin. A tutti si é rivolto l’ Ambasciatore Olivieri, ricordando il sacrificio e il valore dei nostri soldati, caduti per manovra, ma mai sopraffatti dagli inglesi – tanto che questi gli resero l’ onore delle armi -, allorché soverchianti forze americane presero Tunisi e tagliarono ogni collegamento con la madrepatria, rendendo inutile ogni prosecuzione dei combattimenti.

Olivieri, nel sottolineare che quella guerra non fu certo combattuta contro l’ amico popolo tunisino, ma la conseguenza di uno scontro tra potenze europee, ha voluto anche rimarcare che l’ esempio di dedizione al dovere dimostrato dai nostri Caduti in tempo di guerra deve servire da sprone e da guida, ancor oggi, per spingere la nostra comunità nazionale ad esprimersi, in ogni circostanza, al meglio delle sue possibilità ed in linea con le nostre migliori tradizioni. E mai la fin troppo abusata parola ‘pace’ ha avuto significato come in questa occasione. Della quale va dato pieno merito e riconoscimento al nostro Addetto Militare Capitano di Vascello Romano Sauro – ideatore ed organizzatore, con il Comando di bordo, della cerimonia -, validamente coadiuvato dall’ Addetto Militare Aggiunto, il Tenente Colonnello dei Carabinieri Davide Angrisani. « Onorare i nostri Caduti – ha detto Sauro – é un dovere che tutti noi dobbiamo sentire profondamente. Per questo, mentre si festeggia la ricorrenza della nascita della nuova Italia repubblicana, è giusto ritrovarci qui per testimoniare la stima e l’ affetto che ci lega alla loro memoria. E fa immensamente piacere che Sua Eccellenza l’ Ambasciatore abbia partecipato, deponendo egli stesso la corona ai piedi della stele ».

La mattinata si é conclusa in un clima di amicizia lassù, in cima, dove sorge la vecchia, berbera Takruna. Il paesaggio é incantevole, tanto che é arduo immaginarlo come scenario di guerra, di sofferenze, di sangue.

In serata infine, come lieta tradizione, il ricevimento presso la residenza del nostro Ambasciatore, che ha fatto gli onori di casa ricevendo gli ospiti e stringendo alcune centinaia di mani. Come sempre atmosfera mondana, belle ed eleganti signore, diplomatici di ogni parte del mondo, Ministri, chiacchiere, risate, buffet sontuoso e musica, tanta musica da un complesso italiano che ha riscosso un ottimo successo. Sono cadute anche due gocce di pioggia, ma chi se n’é accorto… ?

 

Franco Chiavegatti

 

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