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Cultura
"Mediterranei", ad indicare il minimo comune denominatore, il fattore di incontro e di similitudine. Nell'apparente diversità, un filo conduttore: l'appartenenza ad uno stesso profilo culturale definito dalla compartecipazione ad un orizzonte comune definito da un mare. Un mare molto speciale questo Mediterraneo, di cui la suggestiva carrellata di immagini fotografiche, realizzate da 17 artisti provenienti da 15 paesi del Mediterraneo che hanno risposto con entusiasmo all'appello della Regione Lazio, ne offre una narrazione visiva intensa e variamente articolata. Un viaggio tra Oriente e Occidente, nei volti, colori, gesti quotidiani e paesaggi molto eterogenei, quanto lo sono le nostre rispettive similitudini e particolarità. Un viaggio salutare per familiarizzare con una cultura troppo vicina, per restare così distante. La mostra, a cura di Alessandro Nicosia in collaborazione con Gina Ingrassia e Carlotta de Mottoni, è stata dunque un viaggio affascinante nella cultura e nelle tradizioni del Mediterranee. I fotografi, molto diversi tra loro, con background culturali differenti ed estetiche personalissime sono accomunati da una profonda capacità di cogliere l'essenza della "mediterraneità" esternandola in uno scatto. Anche le 100 immagini sono a prima vista molto diverse tra loro eppure, una volta assemblate nel corpus unico dell'esposizione, cominciano a dialogare animatamente tra loro, creando visibili connessioni e una continuità narrativa inaspettata, mettendo in evidenza discrepanze e similitudini di una realtà tanto sfaccettata quanto per certi versi omogenea. E grande è anche la varietà di soggetti scelti, ritratti di volti, gesti quotidiani, paesaggi, scorci suggestivi, segni di una dimensione quotidiana dell'esistenza che testimoniano il rapporto che ogni artista stabilisce con l'ambiente circostante e con il paese d'appartenenza. La Tunisia ha partecipato con Mohamed Ayeb, il quale ha colpito il visitatore con la forte matericità, la plasticità e l'utilizzo delle luci di e capace di creare con il suo obiettivo opere pittoriche più che fotografiche. Fotografo, artista plastico e gallerista, Mohamed Ayeb vive e lavora a Tunisi. A partire dagli anni Settanta partecipa attivamente alla vita culturale e artistica del suo paese, realizzando reportage, collaborando per cataloghi e mostre per giornali e rivste di settore, per libri d’arte; ha esposto le sue foto in numerose mostre personali e collettive. Le sue opere sono state acquistate da importanti collezioni pubbliche e private; il fotografo è stato inoltre chiamato ad esporre in importanti rassegne e biennali internaizonali dedicate alla fotografia, e ha partecipato ad alcuni progetti promossi dall’Unesco. Ha inoltre soggiornato all’estero, e nel 1986 ha fondato una galleria d’Arte, ad oggi uno dei centri espositivi e di ricerca in campo plastico e fotografico di maggior interesse in Tunisia ( Espace Ain- Atelier de photo, espace d’Arts Plastiques, « Les jardins de Salammbo’ », 2015 Le Kram). Nel 1984 ha vinto il Premio Nazionale per le Arti e le Lettere per la sezione « Fotografia », e nel 2005 è stato nominato Cavaliere della Cultura. Noi abbiamo incontrato il signor Ayeb in redazione durante una sua visita volta a far conoscere la sua esperienza italiana. Ci ha raccontatto di aver appreso dell’esposizione dal Ministero della Cultura tunisino, ma che poi è toccato a lui prendere contatto con i curatori della mostra, A. Nicosia, G. Ingrassia e soprattutto Carlotta de Mottoni, ai quali rivolge i suoi più sentiti ringraziamenti. Dopo aver ricevuto l’invito a partecipare alla mostra, il 16 luglio si è recato a Roma per il successivo vernissage. L’invio del materiale, ci spiega l’artista, é avvenuto via internet ed é stata l’agenzia ad occuparsi di tutti gli aspetti pratici, dal montaggio delle opere alla traduzione delle presentazioni. Tutto si è svolto nell’arco di 24 ore...un tempo record che merita tutti i complimenti di Ayeb e anche nostri. Parlando delle sue fotografie Ayeb ci “travolge” in un vortice di sentimenti per la Tunisia, il paese che egli prova a presentare da artista contemporaneo in tutto il suo grande patrimonio di tradizione e modernità. Non è il soggetto che è importante ma piuttosto il carattere plastico e tecnico. L’idea è quella di vivere l’arte contemporanea con tutte le sue componenti tecnologiche, ma con un riferimento costante al momento personale del fotografo. Le cose si muovono, evolvono. La società stessa si muove, la Tunisia è un paese dinamico, ed allora è questo che ispira l’artista. Mafalda Posco “Colori e valori – Materia e Luce” “Le mie foto si concentrano principalmente sulla materia e sulla luce in un’opera plastica intessuta di armonia estetica; fotografo come se stessi dipingendo, in un’uncessante ricerca volta a far evolvere l’arte della fotografia. Annovero la fotografia tra le arti plastiche, in quanto ricerca nel campo dell’arte contemporanea. Un’arte che non fa differenza tra la materia dell’opera e le idee che evoca”. Mohamed Ayeb
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